Presenze Aliene

domenica 29 aprile 2012

3- LE PIETRE DI ICA

LE PIETRE DI ICA
Di Dario Giacoletto




IL RITROVAMENTO
Nel 1960 il Rio Ica inondò il deserto riportando alla luce molte di queste pietre, le quali furono raccolte dai fratelli Carlos e Pablo Sordi che, le portarono ad analizzare presso l’istituto di Mineralogia del Politecnico del Perù. I risultati delle analisi affermavano che le incisioni erano vecchie almeno più di 12.000 anni, e quindi potevano essere anche molto più antiche. Infatti, i disegni sulle pietre mostrano piante, animali e carte geografiche risalenti ad un minimo di 65 milioni di anni fa.  Negli anni successivi alla scoperta, l’archeologo A. Pezzia trovò le stesse pietre in numerose tombe precedenti la civiltà incaica; nelle quali erano poste perché considerate da codesti antichi popoli, come oggetti sacri da usare in cerimonie magiche o religiose. Anche altri archeologi, come Max Uhle, trovarono in tombe precedenti il periodo incaico delle pietre di Ica con tanto di dinosauri incisi sopra. Alle pietre di Ica cominciò a interessarsi dal 1966 il professore Javier Darquea Cabrera che, ha poi dedicato tutta la sua vita a raccoglierne e studiarne più di 11.000  allestendo perfino un museo privato dove le espose. Le pietre sono state analizzate più volte in diversi luoghi, però sempre con lo stesso esito di attendibilità e, addirittura retrodatandone la datazione.  
Il medico Javier Cabrera sostenne nel 1966 di aver ricevuto in regalo una pietra da un contadino locale. Sulla pietra era incisa la figura di un pesce, che non aveva nessun significato per molti del villaggio; ma Cabrera sostenne che l'incisione sulla pietra era di un pesce, l'agnathus, appartenente ad una specie estinta da tempi immemorabili. Sempre secondo il dottor Cabrera, altre 205 pietre descrivono una parte della metamorfosi di questo pesce. Disse di averne in seguito acquistate diverse dallo stesso contadino, che affermò di averne raccolte molte altre dalla riva di un fiume dopo una alluvione. La provenienza reale delle pietre è rimasta sconosciuta, e nessuno (tranne forse Cabrera) conosce il luogo da dove sarebbero state raccolte.
La scoperta delle pietre fu presentata come del tutto casuale; ma, stando alle cronache dello spagnolo Pedro Simon che ne parla nel suo libro "Noticias Historiales", conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi, si afferma che erano conosciute fin dal 1626.

LA SITUAZIONE PERUVIANA

 In Perù, come in molte altri stati al mondo, è proibito vendere o comprare beni archeologici, pertanto, nessuno può vendere o comprare pietre come quelle di Ica. Nulla vieta però, che in Perù siano prodotte pietre similari a quelle originali di Ica e, vendute come souvenir prodotti dall’artigianato locale. Non essendoci un controllo in grado di valutare quali sono vere e quali sono false; tutto finisce nel calderone del lecito e dell’illecito, generando confusione e discredito. Il faccendiere che vende pietre genuine, dirà all’acquirente che sono vere e alla gendarmeria, che sono souvenir riproduzioni. Chi vende i falsi, dice la stessa cosa. Quando finiscono quelle originali, rimangono solo le altre, pertanto aumentano i prezzi e la produzione ecc.. poi, arrivano gli esperti baroni, per stabilire se le pietre di Ica sono vere o false. Anche il CICAP italiano vuole dire la sua; pertanto, sostiene che essendo state trovate pietre di Ica sporche di guano, significa che tutte le pietre sono dei falsi, parcheggiati nei pollai per generare l’apparente antichità!. Viva l’obbiettività CICAP!

LE INCISIONI

I disegni sulle pietre raffigurano uomini dall’aspetto abbastanza strano, piccoli di statura, dalla testa grande, con quattro dita, gambe corte, braccia lunghe, e dall’abbigliamento primitivo. Gli utensili che impugnano gli uomini sono moltissimi, tra cui coltelli, cannocchiali, utensili medici e apparecchiature enigmatiche.  Gli animali rappresentati sulle pietre di Ica sono per lo più dinosauri di almeno 65-100 milioni di anni fa, e bisogna dire che se ne trovano una grande varietà, tutti incisi in modo molto chiaro. Le scene incise sulle pietre riguardano un'infinità di situazioni incredibili, tra cui la caccia ai dinosauri, l’osservazione con telescopi delle stelle, uomini che usano mezzi meccanici (tra cui alcuni volanti), il trapianto di cuore e molti altri interventi chirurgici avanzati e dopo il quale, il paziente sopravviveva. Inoltre vi sono delle rappresentazioni di carte geografiche che sembrano rappresentare i continenti terrestri all’epoca dei dinosauri e vi sono anche rappresentazioni di sistemi stellari sconosciuti forse perché visibili solo in epoche remotissime. Spiccano, tra le altre, delle scene che mostrano quello che sembra una specie di diluvio universale con la relativa arca. I motivi e lo stile delle incisioni sono completamente diversi da quelle delle pitture murarie e delle innumerevoli ceramiche ritrovate nella zona (comprese quelle preincaiche), e quindi risalgono sicuramente a popolazioni vissute in quelle zone in epoche antichissime.
E' paradossalmente minimo lo studio sulle innumerevoli pietre di Ica e sulla loro catalogazione, mentre è in concreto nullo lo sforzo per cercare altri oggetti appartenenti alla civiltà di chi le ha incise. Ciò comporta che le stragrande maggioranza delle incisioni sono ignote a tutti ma, resta il fatto che sono realizzate in maniera impeccabile e soprattutto sono di una chiarezza e di una completezza eccezionale. Basta infatti un’occhiata ad una di esse per capire cosa si volesse rappresentare. Viste nel loro complesso, le pietre di Ica sono state incise come per rappresentare una sorta di enciclopedia realizzata con immagini chiare su pietre, non perché coloro che le hanno incise non conoscessero la scrittura, ma perché le pietre di Ica sono una forma di comunicazione per lasciare dei messaggi ai posteri. Inoltre si contano ufficialmente più di 11.000 pietre finemente lavorate, ma ve ne sono molte altre da riportare alla luce (molti parlano di più di 50.000), poiché è nota da tempo l’esistenza di un giacimento non pubblicamente accessibile con migliaia di pietre di Ica che fu scoperto dal professor Cabrera.



 I COLLEGAMENTI CON NAZCA
 Le pietre presentano anche dei collegamenti con altri enigmi della zona. Infatti, vi è un’incredibile somiglianza dello stile dei disegni delle pietre con i disegni realizzati sulla piana di Nazca che, tra l’altro, si trova vicino ad Ica. Le immagini di Nazca, sono dei tracciati realizzati su 300 km quadrati di deserto in cui sono rappresentati animali e uomini, i quali sono stati tracciati per essere visti solo dall’alto e quindi disposti in modo da segnalare qualcosa a chi sta sorvolando la zona. Il fatto è che ci sono disegni, come l’immagine del colibrì di Nazca, che sono riportati sulle pietre di Ica ed è quindi ragionevole ritenere che chi le abbia incise, abbia anche realizzato i disegni di Nazca, oppure che le pietre di Ica abbiano influenzato chi fece tali rappresentazioni.
L’ATTENDIBILITA’
Ricerche archeologiche dimostrano che nell’antichità i popoli preincaici scoprirono queste pietre e le ritennero degli oggetti sacri da usare in atti magici e religiosi. Di conseguenza le incisioni sulle pietre sono scientificamente attendibili e occorre pertanto, accettare per causa maggiore che vi sia stata una civiltà vissuta ai tempi dei dinosauri che, possedeva un livello culturale e tecnologico avanzato. Inoltre è da segnalare che ripetute analisi scientifiche hanno escluso una contraffazione delle pietre di Ica ed ovviamente non sono da tenere in considerazione le affermazioni di alcuni  scettici che le ritengono tutte un falso, perché si è poi visto che tali individui scambiano le pietre di Ica con i rozzi souvenir realizzati da popolazione locale. Una spedizione spagnola, nel deserto di Ocucaje in Perù, guidata da Mari Carmen Olazar e Felix Arenas Mariscal svela la presunta, reale età delle famose Pietre di Ica. L’enigma delle Pietre di Ica non sarebbe più tale grazie ad una ricerca realizzata dai suddetti ricercatori, che hanno viaggiato sino al Perù per dissotterrare direttamente alcune pietre. I risultati, ottenuti dalle istituzioni scientifiche in Spagna, hanno confermato che le pietre sono davvero antiche e dunque danno ragione al dottor Cabrera e al mistero che questi reperti rappresentano.
IPOTETICA SPIEGAZIONE
Le pietre di Ica testimonierebbero l’esistenza di una civiltà avanzata che è vissuta ai tempi dei dinosauri, cioè almeno circa 65 milioni di anni prima che ufficialmente l’uomo moderno si evolvesse. Tuttavia, poiché le incisioni mostrano popolazioni primitive che usano strumenti tecnologici, è lecito supporre che tali incisioni siano state realizzate dai discendenti di una civiltà tecnologicamente avanzata, estinta per qualche motivo non accertato. I discendenti di questa civiltà, ormai imbarbariti, conservarono il ricordo della loro civiltà precedente sulle pietre di Ica o semplicemente riportarono la loro vita quotidiana mentre usavano strumenti che erano riusciti a salvare dalla distruzione della loro civiltà.
 Un’altra ipotesi valida è che esseri alieni che visitano da sempre il nostro pianeta, abbiano introdotto all’epoca dei dinosauri un prototipo di essere umano e, abbiano dato loro degli strumenti tecnologici per facilitare loro la vita. Poi tali prototipi si sono estinti (o sono stati fatti scomparire) e quindi è ovvio che non ci siano rimaste le imponenti tracce di una civiltà tecnologica del tempo dei dinosauri, ma solo quelle di un popolo primitivo privilegiato.
Inoltre il fatto che le analisi sulle incisioni siano vecchie di almeno 12.000 anni, non significa che non possano risalire ai tempi dei dinosauri. Al limite tali pietre potrebbero essere le copie fatte 12.000 anni addietro, di disegni e informazioni, risalenti ai tempi dei dinosauri scoperti da popolazioni dell’epoca. Tuttavia non si deve dimenticare che le pietre di Ica affermano in ogni caso, che esseri umani vissero ai tempi dei dinosauri ed utilizzarono strumenti tecnologici avanzati. Tali teorie sono incoraggiate da diversi reperti archeologici come le autentiche antiche miniature colombiane che rappresentano inequivocabilmente dei moderni aerei perfettamente aerodinamici, mentre ad Acambaro, presso la Sierra Madre messicana, sono state ritrovate antichissime statuine di argilla che raffigurano uomini stranamente vestiti insieme a dinosauri.
Le prove più evidenti sono le innumerevoli impronte che sembrano appartenere a esseri umani risalenti ai tempi dei dinosauri che sono state ritrovate in tutto il mondo. Come quelle a Carson City (Kentucky), tra cui le impronte umane fossilizzate di piedi, anche con calzature, risalenti a 110 milioni di anni fa, oppure quelle in Australia dove sono state scoperte innumerevoli impronte fossilizzate di sandali presenti negli strati sedimentari australiani ed anche un’impronta antichissima di un piede enorme di 59 cm e largo 18, impressa sulla roccia da un essere umanoide gigantesco.
Non mancano anche i segni di uso di armi moderne sui dinosauri. Ricercatori sovietici affermano che certe ossa appartenenti a giganteschi dinosauri della preistoria sono state spezzate da proiettili esplosivi. Infatti, i reperti hanno fratture che non ammettono altre spiegazioni, sia per il modo in cui si presentano, sia per la posizione degli scheletri e la natura del terreno circostante. Come se non bastassero, ci sono molti reperti validi di fossili umani accanto a quelli dei dinosauri come quello trovato ad Ocucaje (Perù), nello stesso luogo delle pietre di Ica. Il dott. F. Jimenez Del Oso ha trovato i fossili di una colonna vertebrale umana accanto a quelli di dinosauri, ed entrambi sono stati datati vecchi di 100 milioni di anni. Invece a Quindio (Colombia) è stato scoperto lo scheletro di un iguanodonte, lungo 20 metri, insieme a un cranio umano preistorico, che a causa del processo di fossilizzazione era diventato calce. E ancora, nelle province di Boyaca e Cundinamarca (Colombia) sono emerse delle lastre che sembrano raffigurare cicli biologici di dinosauri.
I DETRATTORI
Uno degli argomenti che i detrattori portano a sostegno dell’ipotesi che le pietre siano tutto un falso, viene espresso con la seguente domanda: Perché, se è esistita una cultura altamente evoluta e tecnologicamente avanzata, non ha lasciato tracce evidenti e precise del suo passaggio?.. Così io rispondo a loro: Perché non ipotizzare che questa cultura è la stessa che ha creato le piste Nazca? Forse che le piste devono essere state per forza create dai falsari contadini locali, poiché non se ne riesce ad accertare l’origine?..
I sostenitori pongono sul piatto della bilancia, le pietre vere. I detrattori mettono quelle false. E’ come sostenere che non esistono i funghi commestibili, perché esistono quelli velenosi.
Nessuna valutazione seria è stata fatta circa il fatto che, non ha nessuna motivazione logica la creazione di un falso di decine di migliaia di pietre le quali oltretutto, devono presentare una coerenza d’insieme sia in quanto a contenuto espresso che in forma estetica. E, nessun gruppo di persone avrebbe avuto interesse a realizzare decine di migliaia di pietre finemente incise solo per divertimento, sia perché nessuno ci ha guadagnato con quelle originali, in quanto le pietre scoperte poiché reperto archeologico, sono state prevalentemente conservate presso musei e depositi delle autorità e dei ricercatori senza pagare niente a nessuno. Tra le pietre individuate, ve ne sono poi alcune pesanti 500 kg. Fra i sostenitori della loro autenticità c'è chi si domanda: "Ve lo immaginate un falsario che falsifica una pietra di 500 kg per venderla ai turisti ?".

domenica 15 aprile 2012

L’ANIMA -1-

L’ANIMA  – Prima parte –
dario.giacoletto@vodafone.it

Voi siete l’espressione delle vostre anime. Le vostre anime siete voi!. Perché sino ad ora, avete vissuto come dei separati in casa, se non quando come nemici?.. Quando avverrà l’incontro?..                   Quando, consapevoli al centro del vostro essere, sarete una cosa unica?..

Perché spesso si sente affermare: mi odio, non mi piaccio, sto male in me stesso/a, se potessi, mi prenderei a schiaffi!, sento che dentro di me qualcosa non funziona ecc.. Tutto inizierà a funzionare, dopo l’incontro chiarificatore!.

Il presente articolo, non è per coloro i quali affermano che l’anima non esiste. A costoro un mio invito: Inviatemi le prove che l’anima non esiste, valutate con gli stessi parametri con cui richiedete le prove che l’anima esiste. Le pubblicherò e per coerenza, rivedrò la mia posizione. Un accenno alla scienza. Ho assistito alla presentazione del libro “La scienza non ha bisogno di Dio”, non ho capito però, cosa la scienza intenda per Dio e per anima, soprattutto in quanto, non lo dice. Semplicemente lo nega e, afferma: la vita è insita nella cellula. E’ proprio la mentalità diffusa e ottusa del nostro tempo; tant’è, che diciamo “C’è la crisi!” oppure “C’è la guerra!” “C’è il prezzo del petrolio che sale!” e non evidenziamo chi genera la crisi, la guerra, il prezzo del petrolio o la cellula!.



Perché vieni da tanto lontano a cercare qui, ciò che hai tanto vicino?.. Questa è la domanda che il maestro orientale pone al discepolo occidentale che lo va cercando. Esseri umani smarriti che non sanno cosa o come cercare. Esseri smarriti che disperatamente cercano la propria essenza ma, la cercano sul piano esteriore, lottando a destra e a sinistra e percorrendo all’impazzata migliaia di chilometri. Alcuni però la cercano sul piano interiore e, come nel caso che poi presento, del quale non conosco l’autore ma, nel caso si riconoscesse lui/lei, è invitato a farmene segnalazione.
La ricerca dell’anima
Ecco, di questo avrei bisogno, abbeverarmi alla fonte della vita, specchiarmi in un lago di montagna, vivere di un momento di non-tempo e trasportarmi attraverso esso nei luoghi della mente, giocare con la nebbia a nascondino, vedere il mondo attraverso il rosa del Cielo, cullarmi in un istante di rinascita, cogliere i colori dell’alba capendo che davvero è un nuovo inizio, uscire fuori e volare, volare alto. Mi tuffo in un’immagine che è dentro di me e faccio mia e bevo e vivo, e guardo i colori e credo nella rinascita che ogni giorno porta, un ciclo dopo l’altro, un istante dopo l’altro, spazzo via il tempo e non lo guardo scorrere, butto l’orologio e, intanto Vivo! Nel silenzio della mente, nel caos che mi circonda, nella certezza che dove c’è una fine c’è un inizio e dove c’è l’Amore c’è la Vita!

Non male l’intento, ma procediamo..
Spesso, dopo che la persona è defunta, si sente affermare: ”Buon’anima di ..”, quasi tutti diventano buoni e alcuni vengono anche santificati. Si sente affermare: “Era un’anima in pena” oppure un’anima sfortunata, maledetta, spezzata ecc.. oppure  nelle relazioni, tu mi rubi l’anima ecc.. in tutte queste affermazioni, un filo conduttore unico: la persona è un’anima. Ergo, le persone in vita generalmente non riescono a individuare la propria anima ma, non esitano a riconoscere l’anima nel prossimo!
LA FONTE DELLA VITA
Secondo filosofie, discipline, correnti di pensiero, dottrine, religioni varie ecc.. l’anima sarebbe un campo energetico/intelligente, necessario al fine di vivificare un corpo materiale. Quando, da piccolo frequentavo il catechismo, il mio sacerdote diceva che l’anima era come un vestito bianco sul quale, si manifestavano le macchie dei peccati onde, la necessità di confessarsi per ripulire. Ovviamente le spiegazioni religiose possono essere queste e ben altre; quelle filosofiche pure ecc. Mettiamo però da parte, cavilli dialettici e sfaccettature varie sul quale si potrebbe dibattere. Il punto da definire è: “E' la materia che genera l’energia vitale oppure è l’energia intelligente/vitale che genera la materia per manifestare se stessa?” Dopo aver meditato lungamente e, dopo aver considerato la scienza affermare che la materia in realtà è energia condensata su una frequenza che per noi genera solidità; non posso non pensare che tutto quanto materialmente esiste, è energia manifesta. Quell’energia, quando è determinata in una forma precisa, poi gestita in modo intelligente, si chiama anima. A mio parere, la materia grezza di per sé non è in grado di autodeterminarsi, ma neanche di esistere, se non vi è all'inizio la causa che genera tutto ciò, l’anima appunto. Da qui, il concetto di “anima mundi” ovvero anima del mondo. Quando però il Tutto si scinde in individualità, personali diventano le proprie anime. Le anime sono le centrali operative degli individui e pertanto, le responsabili della realtà di benessere o di malessere che l’individuo manifesta. Il corpo umano è sano quando il suo campo energetico è sano. L’uomo si ammala nel fisico, quando già si è ammalato energeticamente. Occorre pertanto un'accorta gestione del proprio campo energetico. Certo, questa logica non è coerente alla volontà della vigente mafia di sistema (intendo per mafia di sistema, la mafia delle mafie che orchestra e determina il modo di essere dell’umanità) che, mediante la sottostante mafia della sanità e altre, esercita la manipolazione sulla massa.  Noi dobbiamo però procedere e non, fermarsi o retrocedere come vogliono loro. Teniamo presente che mediante una sanità mafiosa che impone la malattia e poi la cura in modo distorto (cura del sintomo mantenendo la causa); è possibile sottomettere una popolazione, peggio di una bomba atomica!. Se a questa strategia si affianca poi la necessità di lavorare per vivere e, il lavoro è controllato in modo mafioso dagli stessi furbetti, il popolo belante si troverà costretto ad implorare in ginocchio, salute e lavoro! Ergo, hanno conquistato il pianeta mediante le multinazionali, il mondo dei malati e il mondo del lavoro. La Terra promessa è raggiunta!. Scusate l’apparente uscita dal contesto; ma tornerà utile in seguito.
 La ricerca della tua anima è la ricerca di te stesso, della tua salute, del tuo Sé, del tuo Io Superiore della tua divinità. La tecnica più utilizzata è quella della meditazione. Meditazione trascendentale, introspettiva che si indirizza, alla ricerca della conoscenza della propria mente nel profondo. In base alle informazioni acquisite e alle esperienze da me maturate; ritengo di poter affermare quanto segue, precisando che si tratta della mia attuale posizione. Ricordiamoci sempre che la vita è cambiamento e evoluzione, quando non si percorre la strada inversa dell’involuzione o della staticità.
L’anima è la principale espressione del nostro essere spirituale. Senza di essa lo spirito sarebbe puro pensiero e non potrebbe operare fattivamente pertanto; l’anima è strumento necessario allo spirito Divino per agire sul piano della manifestazione. Con lo spirito che intende manifestarsi, nasce la sua creatura, l’anima e, di questa si veste. Essa è anche una banca dati poiché raccoglie il retaggio informativo di tutto il suo percorso esistenziale. Durante il percorso essa si manifesta fisicamente in molte forme o esperienze. Per quanto ci riguarda in questo contesto; consideriamo la manifestazione umana ma, pur essendo il corpo una sua manifestazione, l’anima non è unicamente il corpo. Secondo quanto viene sostenuto da diverse fonti, emerge che l’anima opera sul piano fisico definito anche terzo livello di manifestazione; opera però contemporaneamente anche sul quarto livello o, come lo definiscono alcuni: livello astrale. Questo è il livello dove le forme pensiero si strutturano, prendono consistenza e pertanto, le vedremo poi concretizzate sul piano fisico. Ecco perché è sostenuto che tutto ciò che è manifesto sul piano fisico, è stato prima generato a livello superiore. D’altronde chi di voi, prima di realizzare qualsiasi cosa abbia ideato, prima non lo ha creato mediante l’immaginazione a livello di pensiero?. Procediamo.
Questo corpo è l’attuale strumento esperienziale che l’anima sta utilizzando. Altri ne ha avuti in precedenza, altri forse ne avrà in seguito. L’uomo non si reincarna mai, è la sua anima che compie molteplici esperienze nel mondo fisico e questa, è la così detta reincarnazione. Ciò che però maggiormente è importante comprendere; è che in questo gioco, esistono parti da svolgere e il ruolo dell’anima, non è esattamente il ruolo della persona benché, in ultima analisi, l’interesse dell’uomo e dell’anima dovrebbero essere  la stessa cosa. L’anima è eterna, il corpo no. Il corpo vive in base all’umana convenzione tempo, l’anima ha altro concetto di tempo. Il corpo fisico e quindi la persona, soffre direttamente. L’anima, soffre unicamente mediante il corpo e quindi per riflesso (Vedremo poi in seguito perché esprimo questa affermazione) quando in esso si identifica ma non, quando prende le distanze. La mente dell’anima non è esattamente la mente dell’uomo ma, quella dell’uomo è parte della mente dell’anima. Ciò che costituisce il retaggio della mente umana, è all’uomo conscio. Ciò che costituisce la mente dell’anima, è generalmente inconscio all’uomo. L’essere umano che vuole scoprire la sua anima nella sua essenza di mente, deve per introspezione meditativa, autoipnosi o ipnosi e altre tecniche, uscire dalla sua mente conscia e attraverso quella sub/conscia accedere al suo inconscio che poi, è il conscio della sua anima. A questo punto avviene l’incontro.
LA VOCE DELL’ANIMA
La voce dell’anima è quella che generalmente è detta “La voce della coscienza”. La vocina interiore che in certi frangenti emerge all’improvviso, dando indicazioni, indirizzi, rimproveri. Quando invece la persona è confidenzialmente, costantemente in sintonia con la sua anima, si dirà che il soggetto ha facilità di canalizzazione. In pratica, il soggetto mantiene costantemente attivo il suo interiore canale di comunicazione conscio/inconscio, con l’anima. L’anima comunica al conscio del soggetto, inizialmente mediante la più ottimale delle personalità acquisite in precedenza e ovviamente facente parte del proprio retaggio. In seguito quando è maturata la personalità del soggetto in questione, utilizzerà questa e la comunicazione sarà diretta. In pratica il soggetto, sembrerà agli occhi degli altri, come costantemente ispirato. Di lui diranno: “E’ di un altro pianeta”!. Questo vale per le anime integre e, in generale, molti nel corso della propria vita hanno avuto occasione di sperimentare quanto detto in rapporto al proprio stato. Qui s'innesta l’affermazione: chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto.
Ora però emerge una domanda: le anime sono tutte uguali o, sono diverse?
TIPOLOGIE ANIMICHE
Tu vivi e ti identifichi nell’anima tua, nella stessa misura in cui l’anima tua vive e si identifica in te. Tutto è direttamente proporzionale. Se tu ignori l’anima tua, significa che essa ignora te. Così come sono le persone, così sono le anime. Non regge l’apparente logica mediante la quale si vorrebbe far intendere che le anime sono tutte buone e positive, mentre i peccatori sono gli esseri umani. L’essere umano è o non è peccatore, nella misura in cui la sua anima è peccatrice o meno (Peccato, nell’antico significato di: errore). In linea di principio, la situazione è questa, se non fosse che, in pratica, la situazione è anche altra. Certamente si può affermare, che le anime sono ognuna diversa dalle altre. In conformità a quanto emerge dalla ricerca, esse sono poi partecipi di gruppi di anime diverse, con finalità e percorsi svolti, diversi. Ciò però sarà dibattuto nella seconda e terza parte.


martedì 3 aprile 2012

CAMPANA MARIA DOLENS - 2 –

di Dario Giacoletto

Anonimo ha inviato un commento relativo al post "LA CAMPANA “MARIA DOLEN" 1
Che, così recita:
Nelle campane ricorre sempre nella parte alta la figura geometrica dell'esagono. I 6 grifoni sono la rappresentazione effettiva infatti delle 6 maniglie che compongono la corona di sostegno della campana. Questo sistema, infatti, permette di ruotare per ben tre volte il punto di battuta del battaglio una volta usurato, per far durare quindi più a lungo la campana. Nulla di esoterico quindi ma solamente una geniale e pratica invenzione.
Gentile lettore in anonimo, mi consenta:
Osservando le diverse tipologie e modelli di campane; è possibile avere una panoramica concernente le differenze. L’affermazione in base alla quale la figura dell’esagono nella parte superiore delle campane è sempre presente; io non sono riuscito a riscontrarla quindi, produca lei le prove a sostegno. Molte campane, tra quelle che stanno appese, hanno un sistema di sostegno che consente due sole posizioni di battuta, altre tre, come nelle due immagini che seguono. Questi sono alcuni dei vecchi sistemi di ancoraggio.



Nella quarta immagine, è evidenziato, come la necessità di avere un ancoraggio stabile e consistente delle campane, abbia fatto porre in essere un marchingegno che, pur mantenendo la fattura dell’aggancio, tipicamente prevalente delle campane classiche, ne consenta un ottimale utilizzo. In questo caso, il marchingegno è moderno e, diverso da quello della campana Maria Dolens ma, anche qui vediamo che i grifoni non centrano nulla.


La stessa campana Maria Dolens, ha sì sei grifoni; ma siccome gli stessi non presentano un adeguato sistema di ancoraggio (e pertanto la funzione è decorativa e non oggettiva per la praticità); su di loro è stata posta una flangia metallica sul quale sono posti i bulloni di ancoraggio, come  perfettamente visibile nella prima immagine. Uno tra i punti più curiosi però; è sapere per quale motivo la campanella  presentata nel primo articolo, presenta sei grifoni che, secondo lei sono dovuti alla necessità di disporre di tre diverse posizioni di battuta; quando, la campanella è stata progettata con l’intento di suonarla manualmente e non, appendendola!. Le particolarità interessanti però, presenti sulla Maria Dolens e sulla campanella che ho presentato, sono ben altre!.. Mi scusi signor anonimo; ma quante campanelle ha visto lei nella sua vita che avevano il batacchio in argento e di forma esagonale come visibile nel post? E, nel caso ne avesse viste; come spiega la necessità del suono che l’argento genera, rispetto a quello tipico del batacchio di ferro?
Affermare poi, che la presenza dell’esagono non ha valenza esoterica, mi pare volutamente tendenzioso. Nel caso la ricorrenza della forma esagonale (in questa e altre situazioni) fosse occasionale, il suo inserimento risulterebbe statisticamente pressoché uguale alle altre forme geometriche. La presenza statisticamente sbilanciata dell’esagono, negli ambiti religiosi, esoterici ecc., la dice lunga!. Teniamo presente poi, che l’utilizzo esoterico dell’esagono, è presentabile anche mediante due triangoli capovolti che s'incontrano al vertice. Abbiamo la forma a clessidra. Oppure due triangoli capovolti e abbiamo la forma a rombo. Oppure due triangoli sovrapposti e capovolti. Abbiamo la stella di Davide.
 La domanda principale però, che emerge dall’accostamento della campana Maria Dolens con la campanella è la seguente: E’ la campanella una riproduzione della Dolens; oppure è la Dolens una riproduzione della campanella?. Sicuramente i bigotti di parte, senza accertarsi sarebbero disposti a giurare che sia la campanella, una riproduzione alterata (per finalità non note) dell’originale di Rovereto.
LA MARIA DOLENS NELLE SCUOLE
Non vado più a scuola da molti anni; ma dovendoci andare come cittadino elettore, poiché il seggio era nella scuola, ci sono  andato e, con sorpresa, ho constatato che nelle scuole italiane (forse non tutte, ma certamente in quella di Villanova Canavese -To- dove ho visto e fotografato), viene utilizzata una campanella che è la riproduzione  scadente e modificata della Maria Dolens. Certo si dirà, questo è fatto in onore dei caduti di tutte le guerre!. Resta da capire però, perché la copia non è fedele all’originale (sia che l’originale sia la campana di Rovereto oppure la campanella) ma, modificata secondo consolidate logiche di sistema ormai note. Ecco l’immagine di tale campanella:



Immediatamente si nota che la frase in latino è stata spostata dalla parte superiore, a quella inferiore. Nello spazio lasciato, è stata inserita la frase di Pio XII “ Nulla è perduto con la pace". Tutto può essere perduto con la guerra” (Immagine sottostante. Per le perplessità e i commenti sulla frase, vedere l’articolo precedente). I grifoni paiono non essere più tali e, sembrano quasi delle vaghe forme umanoidi. Vista superiormente, si nota la scomparsa della stella a sei punte. Tutta una serie di altri particolari sono stati cambiati. Perché non riprodurre fedelmente l’originale?. Chi ha stabilito che questa campanella era l’ideale per la scuola?
Ho voluto sentire alcuni insegnanti, circa la considerazione e la conoscenza nei riguardi della campanella. Nessuno tra i sentiti, l’aveva mai notata in modo particolare se non come attrezzo utile per segnalare un eventuale stato di pericolo nella scuola. Nessun insegnante aveva notato la frase in latino e quindi il suo significato. Qual' è lo spirito di fondo e la motivazione di coloro che l’anno imposta nelle scuole?. Lo stesso del crocefisso?. Saranno gradite eventuali spiegazioni pertinenti.