Presenze Aliene

domenica 29 aprile 2012

3- LE PIETRE DI ICA

LE PIETRE DI ICA
Di Dario Giacoletto




IL RITROVAMENTO
Nel 1960 il Rio Ica inondò il deserto riportando alla luce molte di queste pietre, le quali furono raccolte dai fratelli Carlos e Pablo Sordi che, le portarono ad analizzare presso l’istituto di Mineralogia del Politecnico del Perù. I risultati delle analisi affermavano che le incisioni erano vecchie almeno più di 12.000 anni, e quindi potevano essere anche molto più antiche. Infatti, i disegni sulle pietre mostrano piante, animali e carte geografiche risalenti ad un minimo di 65 milioni di anni fa.  Negli anni successivi alla scoperta, l’archeologo A. Pezzia trovò le stesse pietre in numerose tombe precedenti la civiltà incaica; nelle quali erano poste perché considerate da codesti antichi popoli, come oggetti sacri da usare in cerimonie magiche o religiose. Anche altri archeologi, come Max Uhle, trovarono in tombe precedenti il periodo incaico delle pietre di Ica con tanto di dinosauri incisi sopra. Alle pietre di Ica cominciò a interessarsi dal 1966 il professore Javier Darquea Cabrera che, ha poi dedicato tutta la sua vita a raccoglierne e studiarne più di 11.000  allestendo perfino un museo privato dove le espose. Le pietre sono state analizzate più volte in diversi luoghi, però sempre con lo stesso esito di attendibilità e, addirittura retrodatandone la datazione.  
Il medico Javier Cabrera sostenne nel 1966 di aver ricevuto in regalo una pietra da un contadino locale. Sulla pietra era incisa la figura di un pesce, che non aveva nessun significato per molti del villaggio; ma Cabrera sostenne che l'incisione sulla pietra era di un pesce, l'agnathus, appartenente ad una specie estinta da tempi immemorabili. Sempre secondo il dottor Cabrera, altre 205 pietre descrivono una parte della metamorfosi di questo pesce. Disse di averne in seguito acquistate diverse dallo stesso contadino, che affermò di averne raccolte molte altre dalla riva di un fiume dopo una alluvione. La provenienza reale delle pietre è rimasta sconosciuta, e nessuno (tranne forse Cabrera) conosce il luogo da dove sarebbero state raccolte.
La scoperta delle pietre fu presentata come del tutto casuale; ma, stando alle cronache dello spagnolo Pedro Simon che ne parla nel suo libro "Noticias Historiales", conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi, si afferma che erano conosciute fin dal 1626.

LA SITUAZIONE PERUVIANA

 In Perù, come in molte altri stati al mondo, è proibito vendere o comprare beni archeologici, pertanto, nessuno può vendere o comprare pietre come quelle di Ica. Nulla vieta però, che in Perù siano prodotte pietre similari a quelle originali di Ica e, vendute come souvenir prodotti dall’artigianato locale. Non essendoci un controllo in grado di valutare quali sono vere e quali sono false; tutto finisce nel calderone del lecito e dell’illecito, generando confusione e discredito. Il faccendiere che vende pietre genuine, dirà all’acquirente che sono vere e alla gendarmeria, che sono souvenir riproduzioni. Chi vende i falsi, dice la stessa cosa. Quando finiscono quelle originali, rimangono solo le altre, pertanto aumentano i prezzi e la produzione ecc.. poi, arrivano gli esperti baroni, per stabilire se le pietre di Ica sono vere o false. Anche il CICAP italiano vuole dire la sua; pertanto, sostiene che essendo state trovate pietre di Ica sporche di guano, significa che tutte le pietre sono dei falsi, parcheggiati nei pollai per generare l’apparente antichità!. Viva l’obbiettività CICAP!

LE INCISIONI

I disegni sulle pietre raffigurano uomini dall’aspetto abbastanza strano, piccoli di statura, dalla testa grande, con quattro dita, gambe corte, braccia lunghe, e dall’abbigliamento primitivo. Gli utensili che impugnano gli uomini sono moltissimi, tra cui coltelli, cannocchiali, utensili medici e apparecchiature enigmatiche.  Gli animali rappresentati sulle pietre di Ica sono per lo più dinosauri di almeno 65-100 milioni di anni fa, e bisogna dire che se ne trovano una grande varietà, tutti incisi in modo molto chiaro. Le scene incise sulle pietre riguardano un'infinità di situazioni incredibili, tra cui la caccia ai dinosauri, l’osservazione con telescopi delle stelle, uomini che usano mezzi meccanici (tra cui alcuni volanti), il trapianto di cuore e molti altri interventi chirurgici avanzati e dopo il quale, il paziente sopravviveva. Inoltre vi sono delle rappresentazioni di carte geografiche che sembrano rappresentare i continenti terrestri all’epoca dei dinosauri e vi sono anche rappresentazioni di sistemi stellari sconosciuti forse perché visibili solo in epoche remotissime. Spiccano, tra le altre, delle scene che mostrano quello che sembra una specie di diluvio universale con la relativa arca. I motivi e lo stile delle incisioni sono completamente diversi da quelle delle pitture murarie e delle innumerevoli ceramiche ritrovate nella zona (comprese quelle preincaiche), e quindi risalgono sicuramente a popolazioni vissute in quelle zone in epoche antichissime.
E' paradossalmente minimo lo studio sulle innumerevoli pietre di Ica e sulla loro catalogazione, mentre è in concreto nullo lo sforzo per cercare altri oggetti appartenenti alla civiltà di chi le ha incise. Ciò comporta che le stragrande maggioranza delle incisioni sono ignote a tutti ma, resta il fatto che sono realizzate in maniera impeccabile e soprattutto sono di una chiarezza e di una completezza eccezionale. Basta infatti un’occhiata ad una di esse per capire cosa si volesse rappresentare. Viste nel loro complesso, le pietre di Ica sono state incise come per rappresentare una sorta di enciclopedia realizzata con immagini chiare su pietre, non perché coloro che le hanno incise non conoscessero la scrittura, ma perché le pietre di Ica sono una forma di comunicazione per lasciare dei messaggi ai posteri. Inoltre si contano ufficialmente più di 11.000 pietre finemente lavorate, ma ve ne sono molte altre da riportare alla luce (molti parlano di più di 50.000), poiché è nota da tempo l’esistenza di un giacimento non pubblicamente accessibile con migliaia di pietre di Ica che fu scoperto dal professor Cabrera.



 I COLLEGAMENTI CON NAZCA
 Le pietre presentano anche dei collegamenti con altri enigmi della zona. Infatti, vi è un’incredibile somiglianza dello stile dei disegni delle pietre con i disegni realizzati sulla piana di Nazca che, tra l’altro, si trova vicino ad Ica. Le immagini di Nazca, sono dei tracciati realizzati su 300 km quadrati di deserto in cui sono rappresentati animali e uomini, i quali sono stati tracciati per essere visti solo dall’alto e quindi disposti in modo da segnalare qualcosa a chi sta sorvolando la zona. Il fatto è che ci sono disegni, come l’immagine del colibrì di Nazca, che sono riportati sulle pietre di Ica ed è quindi ragionevole ritenere che chi le abbia incise, abbia anche realizzato i disegni di Nazca, oppure che le pietre di Ica abbiano influenzato chi fece tali rappresentazioni.
L’ATTENDIBILITA’
Ricerche archeologiche dimostrano che nell’antichità i popoli preincaici scoprirono queste pietre e le ritennero degli oggetti sacri da usare in atti magici e religiosi. Di conseguenza le incisioni sulle pietre sono scientificamente attendibili e occorre pertanto, accettare per causa maggiore che vi sia stata una civiltà vissuta ai tempi dei dinosauri che, possedeva un livello culturale e tecnologico avanzato. Inoltre è da segnalare che ripetute analisi scientifiche hanno escluso una contraffazione delle pietre di Ica ed ovviamente non sono da tenere in considerazione le affermazioni di alcuni  scettici che le ritengono tutte un falso, perché si è poi visto che tali individui scambiano le pietre di Ica con i rozzi souvenir realizzati da popolazione locale. Una spedizione spagnola, nel deserto di Ocucaje in Perù, guidata da Mari Carmen Olazar e Felix Arenas Mariscal svela la presunta, reale età delle famose Pietre di Ica. L’enigma delle Pietre di Ica non sarebbe più tale grazie ad una ricerca realizzata dai suddetti ricercatori, che hanno viaggiato sino al Perù per dissotterrare direttamente alcune pietre. I risultati, ottenuti dalle istituzioni scientifiche in Spagna, hanno confermato che le pietre sono davvero antiche e dunque danno ragione al dottor Cabrera e al mistero che questi reperti rappresentano.
IPOTETICA SPIEGAZIONE
Le pietre di Ica testimonierebbero l’esistenza di una civiltà avanzata che è vissuta ai tempi dei dinosauri, cioè almeno circa 65 milioni di anni prima che ufficialmente l’uomo moderno si evolvesse. Tuttavia, poiché le incisioni mostrano popolazioni primitive che usano strumenti tecnologici, è lecito supporre che tali incisioni siano state realizzate dai discendenti di una civiltà tecnologicamente avanzata, estinta per qualche motivo non accertato. I discendenti di questa civiltà, ormai imbarbariti, conservarono il ricordo della loro civiltà precedente sulle pietre di Ica o semplicemente riportarono la loro vita quotidiana mentre usavano strumenti che erano riusciti a salvare dalla distruzione della loro civiltà.
 Un’altra ipotesi valida è che esseri alieni che visitano da sempre il nostro pianeta, abbiano introdotto all’epoca dei dinosauri un prototipo di essere umano e, abbiano dato loro degli strumenti tecnologici per facilitare loro la vita. Poi tali prototipi si sono estinti (o sono stati fatti scomparire) e quindi è ovvio che non ci siano rimaste le imponenti tracce di una civiltà tecnologica del tempo dei dinosauri, ma solo quelle di un popolo primitivo privilegiato.
Inoltre il fatto che le analisi sulle incisioni siano vecchie di almeno 12.000 anni, non significa che non possano risalire ai tempi dei dinosauri. Al limite tali pietre potrebbero essere le copie fatte 12.000 anni addietro, di disegni e informazioni, risalenti ai tempi dei dinosauri scoperti da popolazioni dell’epoca. Tuttavia non si deve dimenticare che le pietre di Ica affermano in ogni caso, che esseri umani vissero ai tempi dei dinosauri ed utilizzarono strumenti tecnologici avanzati. Tali teorie sono incoraggiate da diversi reperti archeologici come le autentiche antiche miniature colombiane che rappresentano inequivocabilmente dei moderni aerei perfettamente aerodinamici, mentre ad Acambaro, presso la Sierra Madre messicana, sono state ritrovate antichissime statuine di argilla che raffigurano uomini stranamente vestiti insieme a dinosauri.
Le prove più evidenti sono le innumerevoli impronte che sembrano appartenere a esseri umani risalenti ai tempi dei dinosauri che sono state ritrovate in tutto il mondo. Come quelle a Carson City (Kentucky), tra cui le impronte umane fossilizzate di piedi, anche con calzature, risalenti a 110 milioni di anni fa, oppure quelle in Australia dove sono state scoperte innumerevoli impronte fossilizzate di sandali presenti negli strati sedimentari australiani ed anche un’impronta antichissima di un piede enorme di 59 cm e largo 18, impressa sulla roccia da un essere umanoide gigantesco.
Non mancano anche i segni di uso di armi moderne sui dinosauri. Ricercatori sovietici affermano che certe ossa appartenenti a giganteschi dinosauri della preistoria sono state spezzate da proiettili esplosivi. Infatti, i reperti hanno fratture che non ammettono altre spiegazioni, sia per il modo in cui si presentano, sia per la posizione degli scheletri e la natura del terreno circostante. Come se non bastassero, ci sono molti reperti validi di fossili umani accanto a quelli dei dinosauri come quello trovato ad Ocucaje (Perù), nello stesso luogo delle pietre di Ica. Il dott. F. Jimenez Del Oso ha trovato i fossili di una colonna vertebrale umana accanto a quelli di dinosauri, ed entrambi sono stati datati vecchi di 100 milioni di anni. Invece a Quindio (Colombia) è stato scoperto lo scheletro di un iguanodonte, lungo 20 metri, insieme a un cranio umano preistorico, che a causa del processo di fossilizzazione era diventato calce. E ancora, nelle province di Boyaca e Cundinamarca (Colombia) sono emerse delle lastre che sembrano raffigurare cicli biologici di dinosauri.
I DETRATTORI
Uno degli argomenti che i detrattori portano a sostegno dell’ipotesi che le pietre siano tutto un falso, viene espresso con la seguente domanda: Perché, se è esistita una cultura altamente evoluta e tecnologicamente avanzata, non ha lasciato tracce evidenti e precise del suo passaggio?.. Così io rispondo a loro: Perché non ipotizzare che questa cultura è la stessa che ha creato le piste Nazca? Forse che le piste devono essere state per forza create dai falsari contadini locali, poiché non se ne riesce ad accertare l’origine?..
I sostenitori pongono sul piatto della bilancia, le pietre vere. I detrattori mettono quelle false. E’ come sostenere che non esistono i funghi commestibili, perché esistono quelli velenosi.
Nessuna valutazione seria è stata fatta circa il fatto che, non ha nessuna motivazione logica la creazione di un falso di decine di migliaia di pietre le quali oltretutto, devono presentare una coerenza d’insieme sia in quanto a contenuto espresso che in forma estetica. E, nessun gruppo di persone avrebbe avuto interesse a realizzare decine di migliaia di pietre finemente incise solo per divertimento, sia perché nessuno ci ha guadagnato con quelle originali, in quanto le pietre scoperte poiché reperto archeologico, sono state prevalentemente conservate presso musei e depositi delle autorità e dei ricercatori senza pagare niente a nessuno. Tra le pietre individuate, ve ne sono poi alcune pesanti 500 kg. Fra i sostenitori della loro autenticità c'è chi si domanda: "Ve lo immaginate un falsario che falsifica una pietra di 500 kg per venderla ai turisti ?".

Nessun commento:

Posta un commento