Presenze Aliene

lunedì 24 settembre 2012

UFO sul Musinè

UFO sul Musinè-(TO)
dario.giacoletto@vodafone.it



Monte Musinè, luogo di leggende e di folclore, con tracce di culto nel passato e nel presente. Percorso votivo a salire da Casellette, con cappella di S.Abaco e grande croce in cima . La cima è un ottimo posto panoramico e pertanto, adatto a coloro che intendono scrutare cielo e dintorni alla ricerca di eventuali ufo. Stranamente, sui suoi versanti non sono presenti abitazioni ma, tracce del passato, attestano una presenza umana consistente seppure non stabile. Veniamo però agli ufo:

Evento Michael Bolognini:

 La fotografia mira a riprendere la cima del monte. Ciò che compare nell’immagine non era obiettivo visibile al momento dello scatto pertanto è stato casuale e non intenzionale. Le analisi effettuate sulla foto, accertano l’autenticità della stessa. Non è stabilito però di cosa si tratti. La “cosa” o ufo volante, presenta una parvenza di corpo con due alette e  la fisicità non pare essere consistente, nonostante sia presumibilmente certa.


In base alla mia esperienza, mi permetto di ipotizzare quanto segue, dopo aver proposto l’immagine sottostante che, a mio parere, evidenzia la stessa tipologia di ufo, ripreso in modo migliore:



Foto di A.D., riprende a mio parere un Rods. Chi volesse maggiori informazioni su questa tipologia di ufo, per comprendere meglio di cosa realmente si tratti, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2010/11/i-rods.html e

A mio parere pertanto, non si tratta di ufo astronavi o comunque macchine volanti terrestri o non; ma di una precisa tipologia di organismo eterico del quale ancora l'informazione quasi totalmente tace. Sono organismi relativamente facili da riprendere intenzionalmente.

Evento Davide Russo Diesi:
L’immagine è spettacolare, pertanto se autentica, occorre togliersi il cappello. Vediamo il racconto  dell’autore:

10 Marzo 2009

"Ieri mattina ore 6:30 circa del 9 marzo 2009 appena stavo per parcheggiare la mia auto nei pressi del mio ufficio (Buttigliera Alta vicino ad Avigliana in provincia di Torino) ai piedi del Monte Musine' ho notato che la radio della mia macchina iniziava ad avere dei strani e misteriosi sintomi, come se ogni tanto andava via la corrente. Quindi ho parcheggiato, ho spento le luci e la radio della macchina e ho chiuso le portiere con il telecomando dell'allarme. Ho dovuto ripetere le manovre di accensione e spegnimento dell'allarme per tre volte di seguito, dato che sembrava non si fossero azionati i dispositivi di allarme. Cosa alquanto strana...ma al terzo tentativo era tutto ok.

Quindi nel girarmi verso la mia macchina per ricontrollare se era tutto ok, ho potuto notare in alto nel cielo prima un grosso cerchio incandescente molto luminoso, stabile e fermo, più o meno sopra alla mia auto mentre il secondo più piccolo dietro si muoveva lentamente seguendo la traiettoria del primo. Fortunatamente avevo appena comprato un telefonino con videocamera da 2 mega pixel in quanto più volte ho avuto occasione di vedere questi oggetti strani nel cielo, ma essendone sprovvisto non ho potuto fotografarne alcuno. Prendo il mio videofonino e scatto una sola fotografia. A un tratto appena finito di scattare la foto, spariscono entrambe ad una velocità incredibile ed impercettibile. Scaricata la foto sul computer ne sono rimasto meravigliato. Ho fatto analizzare la foto che tengo nel mio telefonino a un mio caro amico esperto di fotografia. Bene lui stesso non ha potuto far altro che verificare che quello che avevo visto e immortalato, non erano altro che due UFO". Davide RUSSO DIESI

Alcune segnalazioni nel tempo, riguardanti il Musinè e dintorni:

 La più antica riguarda la Testimonianza del vescovo Amizone che si trovava in Val di Susa nel 996 in occasione della consacrazione della Sacra di S. Michele. Fu affermato che durante la notte comparvero sull'imbocco della valle di Susa,travi di fuoco e globi luminosi che si spostavano tra il monte Musinè ed il Pirchiriano ed illuminaronono fino alla Sacra stessa. Ricordo che "trave di fuoco" era il termine dell’equivalente oggi di sigaro e, globo o clipeus all’equivalente oggi di sfera o disco volante.
24/9/1970 Tre corpi volanti vengono segnalati in prossimità del Musinè nelle ore serali.
10/9/1972  Avvistato globo rosso/arancione sul Musinè da parte di Marzio Forgione e tutta la sua famiglia.
27/12/1973 Da Condove, paese ai piedi del monte Musinè, dal quale è avvistato presunto ufo. 
30/9/1976 Da Torino, (caso Sorgno) avvistamento di spettacolare ufo cruciforme che lentamente procede verso il Musinè.
3/12/1976 Da Torino, avvistamento di due ufo luminosi da parte di moltissime persone sulla perpendicolare di Mirafiori: Rimasti fermi per molto tempo, a un certo punto uno si spegneva per  riaccendersi in seguito. L'altro intanto cominciava a girare su se stesso sciabolando luci rosse e blu. Si allontanava quindi verso il Musinè.
24/9/1977  Segnalazione da Givoletto.

8/121978 Dalla versione dei testimoni: Due giovani escursionisti vedono sul monte Musiné una luce bianca accecante sopra gli alberi. Uno dei due si avvicina, scomparendo alla vista del compagno, mentre la luce si alza in cielo; l’amico comincia allora a cercarlo e incrocia altri escursionisti. Tutti si sparpagliano a ventaglio per cercare il primo. Lo trovano svenuto, infreddolito, incapace di tollerare la luce ed in evidente stato di shock, con il battito cardiaco irregolare. Il ragazzo è come in trance e si sveglia solo dopo molti tentativi. Dopo l’esperienza, i due testimoni soffriranno di congiuntivite. Il rapito ha una cicatrice sulla gamba e ricorda di essersi avvicinato all’UFO, che aveva forma di pera e che in quell’istante era diventato più grande. Erano comparsi 3-4 uomini con la testa “a melone”, che si stagliavano tenebrosamente nella luce. L’uomo si sentì paralizzato e fu in grado di avvertire solo luci e suoni, sentendosi inoltre toccato e sollevato.
  /12/1985 Segnalazione di presunto ufo da Buttigliera Alta in un pomeriggio di metà Dicembre nel corso del quale viene  fotografato un ufo.
8/3/ 1996: un oggetto luminoso viene osservato per oltre un quarto d’ora da due escursionisti mentre scendono dal Musinè alle ore 18,30. Secondo il racconto dei due testimoni, l’oggetto aveva una forma simile ad un cilindro dai riflessi giallo-verdi, con le estremità arrotondate. Pareva poi sostenersi, oscillando leggermente, su un cuscino di luce bianco-gialla. L’oggetto presentava due grosse calotte trasparenti attraverso le quali si intravedevano muoversi sagome apparentemente umanoidi. Da quanto riportato in seguito dai testimoni, c’è chi ha concluso che si sia verificato anche un ipotetico caso di abduction. I due testimoni sono riusciti a fotografare l'oggetto che si trovava quasi sopra di loro e anche a tracciare un rapido schizzo. (foto sottostante)


21/03/2005 Arrivata alla Redazione di Ufoitalia una nuova segnalazione di avvistamento. T.V. ci racconta: ”Alle ore 19:20 circa di giovedì 10 marzo, percorrevo la Statale 24 in direzione Avigliana (TO) e mi trovavo nella giurisdizione del comune di Villardora (Via Cuminie) quando ho visto un globo rosso assolutamente fermo nel cielo, in alto alla mia sinistra. L'altezza dell'oggetto poteva essere circa 300 m da terra. Dopo 4-5 minuti dall'avvistamento, mi sono fermato e il globo si è spento di colpo. Di lì a qualche minuto si sono sentiti alcuni pesanti elicotteri volare nel cielo a luci spente (so che solo l'esercito lo può fare) ma non ho più visto nulla. Un amico, che proveniva invece dalla direzione opposta, mi ha detto di aver visto anche lui chiaramente il globo assolutamente immobile e di aver anche scorto una sagoma con qualche luce a bordo che ha tentato l'avvicinamento dal basso. Non appena arrivato in prossimità del globo questo si è spento ed è rimasto solo questo inquietante rombo di elicotteri. Questo mio amico, volontario AIB, si è subito recato in centrale per vedere cosa fosse successo ma le radio non davano informazioni. Dai colleghi ha però appreso che per tutta la giornata in zona ci sono stati strani blackout a linee elettriche e informatiche, anche se non è detto che ci sia un nesso. In ogni caso, Le ho fatto questa segnalazione per confrontarla con eventuali altre che dovessero pervenire.Non so cosa fosse quel bel globo rosso nel cielo ma ha sicuramente incuriosito chiunque l'abbia visto.Potrebbe trattarsi di qualche manovra militare ma per me quello non era identificabile quindi ho scritto a Voi. Saluti”.www.targatocn.it

29 febbraio 2012 alle ore 19.45 sul cielo di Avigliana, un testimone  dichiara di aver visto, con grande stupore, una palla di luce grande come venere che sfreccia velocissima e sparisce.
1/3/ 2012 ore 22,30 Pinerolo/Cumiana, viene vista una palla infuocata di colore verde fosforescente con punte bianche che sorvola la zona di Cumiana  a velocità tale da poterla vedere in modo chiaro e netto. Traiettoria rettilinea verso nord direzione Giaveno- Musinè, (per conseguenza Lanzo) altezza non superiore ai 1000 metri.
1/3/2012 alle 22.30, segnalazione testimoniale da Lanzo Torinese: “Mentre rientravo a casa dal lavoro in bicicletta, ho visto a est nel cielo a poca distanza una sfera o simile di una lucentezza mai vista con una scia luminosa che procedeva orizzontalmente verso nord. Dalle dimensioni di una luna piccola, procedeva a una velocità elevatissima ed è scomparsa nel giro di qualche secondo. Sono stato impressionato dall’evento in quanto è stato diverso dalle consuete “stelle cadenti”. Che cosa poteva essere?” Sicuramente sono due testimonianze dello stesso evento.


1/1/2013 Avvistamento UFO a Collegno (To) Vorrei segnalare avvistamento ufo esattamente alla mezzanotte di capodanno. Abito a Collegno, alle porte di Torino, e alla mezzanotte mi sono affacciato dal balcone verso la Val di Susa con mia figlia per vedere i botti. Lo spettacolo è stato ben diverso: 4 ufo di colore arancione stavano volando a velocità moderata da sud-est verso nord-ovest. Entrambi abbiamo visto il fenomeno distintamente (mia figlia si è un pò spaventata!!!). Poco dopo mi ha chiamato mio padre, che abita vicino al parco Ruffini a Torino (un paio di km in linea d’aria da me), e gli ho segnalato l’avvistamento. Anche lui si è affacciato dal balcone e, poco dopo, mi ha richiamato confermando il passaggio delle luci arancioni che, però, erano solo più 2. In pratica si stavano muovendo dalla Val di Susa verso la collina torinese, direzione sud-est -> nord-ovest (rotta totalmente diversa da quella di decollo / atterraggio degli aerei a Caselle, che è Sud -> Nord).
Avevo la macchina fotografica in mano ma, inspiegabilmente, non sono riuscito a scattare alcuna foto (come se la macchina si riufiutasse di farlo). Dopo alcuni minuti l’evento si è ripetuto: stavolta però erano 6 le luci arancioni disposte verticalmente sopra il monte Musinè, però stavolta erano fisse, immobili. Sono rimaste così per una decina di minuti e poi, poco per volta, sono scomparse. Dell’ultima sono riuscito a scattare una foto ma, ahimè, si vede solo un puntino arancione.
Buon Anno!!! - Umberto


domenica 9 settembre 2012

Schiuma bianca e scie chimiche


Schiuma bianca
 e scie chimiche



Ha destato attenzione e sconcerto, il precedente articolo “Schiuma bianca e piogge acide” http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/09/6-pazzia-umana-schiuma-bianca-e-piogge.html, tanto, da rendersi necessaria una ulteriore indagine di approfondimento di questo sconcertante nuovo fenomeno. Il presente articolo intende offrire una panoramica, onde accertarne la dimensione, la dislocazione, la gravità. Le segnalazioni effettuate, hanno avuto sino ad ora, una valenza a se stante ovvero, paiono essere casi che non hanno relazione tra di loro. Un minimo di attenzione però, impone di considerare il fenomeno nella sua interezza globale. Intanto vi è da dire che la schiuma bianca è stata riscontrata ovunque. Sugli ortaggi, sulle piante, sull’asfalto, nell’acqua del mare così come in quella di montagna ecc. Non ci possono quindi essere dubbi, è presente nell’aria in forma di particelle e, quindi decade a terra. Qualsiasi attento osservatore di una certa età, guardando una cascatella d’acqua piovana oggi, può costatare quanto segue: Le bollicine che si generavano in passato, avevano una permanenza temporale assai minore di quelle che si formano oggi. Perché? Perché l’acqua di oggi contiene quelle sostanze che, quando si concentrano e si ammassano, generano la schiuma oleosa! E quando le respiriamo? Sicuramente avremo delle irritazioni alle vie respiratorie, cutanee e agli occhi. Sarebbe opportuno accertare se in concomitanza col fenomeno della schiuma si è verificato anche questo.  Ora però, vediamo alcune segnalazioni:

Schiuma nel litorale fra Trani e Barletta, 21 gennaio 2010


Nella mattinata di ieri i tecnici dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente, su richiesta della Guardia Costiera di Barletta, hanno prelevato campioni delle acque del canale Ciappetta Camaggio, che sfocia a sud di Barletta al confine con il litorale di Trani, interessato di recente dalla strana presenza di schiuma bianca, per le analisi chimiche e batteriologiche. Con personale tecnico dell’ASL Bat i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo, dopo aver percorso il tracciato visibile del canale nelle campagne di Barletta e Andria, si sono poi recati presso il depuratore di Andria, per verificarne il funzionamento. Nei prossimi giorni si avranno i risultati delle analisi effettuate, anche se i tecnici ritengono possa trattarsi dell’azione dei residui oleosi delle lavorazioni dei frantoi di Andria, che arrivano in maniera sovrabbondante allo stesso depuratore. Tutti i risultati degli accertamenti della Guardia Costiera saranno riferiti alla Procura della Repubblica di Trani.

Rovigo, 15 febbraio 2012
 Risale al 27 gennaio scorso (quindi precedente all’ondata di maltempo) la segnalazione da parte del Wwf provinciale all’Arpav che sulla spiaggia di Boccassette «si poteva osservare uno spesso strato di piccoli cristalli di ghiaccio che per una profondità verso mare di 10, 20 metri accompagnava tutta la lunghezza della battigia».
Gli ambientalisti chiedevano di verificare l’origine e le caratteristiche di questo fenomeno.
«Mi trovavo a Boccasette per una visita guidata, afferma Eddi Boschetti, presidente provinciale dell’associazione ambientalista; quando ho notato una profonda stratificazione di cristalli di ghiaccio, di consistenza simile a neve. L’ho fotografata e da semplice cittadino ho chiesto spiegazioni all’Arpav». Il direttore generale Carlo Emanuele Pepe ha segnalato a Roma la questione che l’Arpav non ha intenzione di sottovalutare, sebbene l’Arpav provinciale, in via informale, pare abbia tentato di minimizzare il tutto, parlando al Wwf di un semplice «fenomeno biologico». Un fenomeno, aggiungiamo noi, che però non si era mai verificato prima dell’insediamento del terminal.  Vi è il fondato sospetto che quelle schiume siano prodotte dal rigassificatore che si trova a 15 chilometri a largo della costa. Già due anni fa del resto fu segnalata una imponente presenza di schiuma in mare attorno al terminal gasiero (entrato in funzione nel 2008) che arrivava anche a lambire la costa. Gli accertamenti portarono alla scoperta che a produrre questo erano le lavorazioni sul rigassificatore per raffreddare il metano, che poi è immesso nelle condotte e convogliato nella rete nazionale di distribuzione. Nessun sversamento di materiale inquinante quindi, ma un enorme sommovimento acqueo attorno al terminal. L’aspetto più evidente era la produzione di una grossa quantità di schiuma che poi si propagava per chilometri arrivando anche a sfiorare la terraferma. Le conseguenze sull’ecosistema sarebbero però devastanti per quel che concerne l’alterazione della clorofilla e del fitoplancton marino. Questa la conclusione della procura rodigina, che nel luglio scorso ha chiuso le indagini riguardanti questo argomento. Due gli indagati, entrambi dirigenti di Adriatic Lng che gestisce il rigassificatore, per danneggiamento aggravato.

Termoli-03/08/2012 - SCHIUMA BIANCASTRA NEL RUSCELLO DI RIOVIVO


Una grande macchia bianca lungo il ruscello che costeggia la spiaggia del Circolo della Vela di Rio Vivo ha destato i sospetti dei bagnanti presenti e anche delle autorità che hanno eseguito i controlli, come racconta chi, nella giornata di ieri, ha assistito all’arrivo dei vigili e della Capitaneria di Porto e dagli uomini del laboratorio analisi che si sono recati sul posto per effettuare i controlli e prelevare le acque da sottoporre ai controlli. Intanto la spuma bianca continua a restare tra le acque del fiumiciattolo e a giungere in mare, preoccupando tutti quelli che scelgono di rinfrescarsi tra le acque dell’Adriatico.

Brembo fiume - 31/3/2012
 È arrivata a Marne di Filago la schiuma bianca sul fiume Brembo che nei giorni scorsi si vedeva a Bonate Sotto, sul confine con Roncola di Treviolo. Il tratto di fiume interessato dalla schiuma bianca è all'interno del Parco del fiume Brembo, in un'area dunque che dovrebbe essere salvaguardata in modo speciale. È possibile che la schiuma provenga dallo scolmatore del depuratore della rete fognaria di Bergamo. I tecnici dell'Arpa hanno eseguito i rilievi e analizzato i campioni: la schiuma potrebbe essere stata creata dalle sostanze tensioattive contenute nei detersivi. 


Argentiera –Sassari-
Nella notte tra sabato e domenica una valanga di schiuma si è riversata sulla costa dell’Argentiera. Una zona di una decina di chilometri di scogli e di spiagge, tra Porto Palmas e la zona della frana nel «mare di fuori»; durante la notte sono stati ricoperti di una coltre bianca e spessa trasportata dalla corrente. La Sardegna si è svegliata con i devastanti effetti di un disastro ambientale di proporzioni ancora difficili da quantificare. È infatti necessario che le autorità competenti Asl, Procura della Repubblica, carabinieri del Noe, facciano fare le analisi di laboratorio per stabilire la composizione della schiuma e di eventuali prodotti chimici. L’inquinamento ha proporzioni gigantesche.  La schiuma è stata portata a Porto Palmas dal maestrale dei giorni scorsi. Il vento e la corrente hanno sospinto la schiuma prodotta dai detergenti utilizzati per lavare i serbatoi di una grossa (a giudicare dalla quantità di prodotto) nave. A parte quello del detergente, la schiuma arrivata all’Argentiera non ha odori particolari. Non di petrolio comunque, e questo porterebbe a escludere che il materiale sia fuoriuscito dalle cisterne di una petroliera. Questa certezza non può confortare nessuno perché, come bene sanno gli esperti, qualsiasi prodotto chimico finito in mare è veleno per l’ambiente.

Vasto, Ottobre 2011
Di cosa si tratta? E’ l’interrogativo che pone Francesco Paolo D'Adamo, coordinatore cittadino di Alleanza per Vasto. Da dove arriva e cosa è, questa schiuma bianca?


Fiumara (Barletta), 7 gennaio 2012
La denuncia arriva da un cittadino che, recandosi alla "Fiumara", si è imbattuto in una strana e preoccupante situazione. Schiuma bianca lungo tutto il litorale!


Napoli 6-6-2012 lungomare di via Caracciolo
Odore nauseabondo e schiuma sulla costa di Napoli. I due aspetti vengono abbinati; ma non vi è prova che lo siano. La causa è ipotizzata al rilascio di eventuali navi.


 Fiume Elsa
Non c'è pace per il fiume Elsa. Dopo la strage di pesci di metà agosto dovuta probabilmente all'inquinamento, la situazione invece di migliorare sembra aggravarsi. Da alcuni giorni il torrente, nella zona compresa tra Certaldo e San Gimignano, è ricoperto da circa un metro di schiuma bianca e grigia. Gli ispettori dell'Arpat hanno già eseguito delle campionature dell'acqua ma sembra che la strana sostanza sia di origine industriale, forse uno scarico abusivo. Thomas Salvi, consigliere nazionale dell'associazione Carp Fishing Italia e fondatore del sito fiumeelsa.org, ha già presentato una dettagliata denuncia alle forze dell'ordine: "Questi eventi schiumosi, dice, sono da addebitare ad altissime concentrazioni di tensioattivi. A oggi ancora nessuno ci ha detto di che tipo di prodotti si tratti. In ogni caso, le amministrazioni interessate dal fenomeno e l'Arpat stanno monitorando la situazione".


Cleveleys, 10 ottobre 2011
Una spessa e misteriosa coltre bianca ha ricoperto la città costiera di Cleveleys vicino a Blackpool dopo una forte mareggiata sommergendo automobili e tutto quello che incontrava lungo il suo percorso. Secondo esperti meteo la schiuma sarebbe stata generata da una combinazione tra forti venti che soffiavano lungo la costa e alghe marine in decomposizione. Campioni di schiuma sono stati prelevati per analizzarli per scongiurare la presenza di sostanze tossiche o inquinanti. Gli esperti ritengono che si tratti di un fenomeno naturale provocato dalle maree e dai venti che vanno a smuovere le alghe morte dal fondo del mare producendo questa schiuma.


Dilovasi (Turchia)30/11/2012
I residenti di Dilovasi, sobborgo di Istambul stanno cercando la risposta circa misteriosa sostanza che in numerose occasioni è comparsa sui tetti, sulle auto, sulle piante, praticamente ovunque e che, a detta loro, ha fatto ammalare numerose persone e, ha danneggiato pesantemente i raccolti. Occorre evidenziare che la zona di Dilovasi è pesantemente industrializzata quindi, ci potrebbe essere un concorso di vari elementi. Certamente il fatto è sconcertante se si considera che la sostanza schiumosa, macchia i vestiti e, cadendo dai tetti, genera sconcertanti immagini come la seguente.
Cause ipotizzate:
Trani-E' stato fatto un accertamento presso il depuratore. S'ipotizza però che la causa sia da imputarsi allo scarico nell’acqua, dei residui provenienti dai frantoi per la produzione di olio. Domanda: Perché in passato la schiuma non era presente?
Rovigo- La responsabilità è indirizzata al ri/gassificatore locale oppure a fenomeno biologico. Il fatto che la schiuma sia presente intorno al degassificatore, cosa prova quando è presente anche altrove?
Termoli- La schiuma bianca sulla spiaggia sarebbe generata da operazioni di lavaggio di cisterne lungo la costa. Quella nel torrente di Rio Vivo attende una spiegazione. L’Arpa scongiura eventuali pericoli per la salute e l’ambiente. Intanto però, gli abitanti di Termoli possono incominciare a pensare di cambiare il nome in Rio Morto.
Fiume Brembo – Si suppone da imputarsi a sostanze tensioattive contenute nei detersivi. Dove sono i responsabili?
Napoli – Rilascio dalle navi. Quale prova?
Cleveleys – Viene ipotizzata come causa la presenza di alghe marine in superficie, pertanto la causa sarebbe naturale. Perché allora lo stesso fenomeno non è menzionato nel passato? Siamo certi che il fenomeno non vada interpretato in senso inverso? Ovvero: non sono le alghe a produrre la schiuma ma, la schiuma uccide le alghe che pertanto finiscono a riva?
Dilovasi – In attesa della versione ufficiale, l’ipotesi riguarda l’inquinamento generale per una zona molto industrializzata. Lo smog e le polveri di Trapani, aggiunte alla schiuma bianca, non producono lo stesso risultato?
Liguria- Anche in Liguria è stata costatata la presenza persistente di schiuma bianca, lungo tutta la costa. La causa ipotizzata, sarebbe l’inquinamento generale che perviene a mare.

E’ palese, l’incongruenza delle spiegazioni e l’intenzione delle autorità e dell’informazione, di minimizzare il fenomeno. Nulla trapela circa veritiere analisi. Sicuramente le autorità sanno ma non dicono. Io affermo che la causa non viene dal mare ma, nel mare ci è finita! L’immagine del Rio Paglia (fra. Vonzo comune Chialamberto in provincia di Torino) del precedente articolo, proviene da mt.1270 sul livello del mare da una zona non urbanizzata; e dimostra ampiamente quanto sostengo. In quell'occasione, la schiuma è stata il risultato del dilavamento di due versanti della montagna in cui non vi sono attività umane.  Il Rio Paglia (seconda immagine sotto), poi si riversa nella Stura di Lanzo, terza immagine sotto. Questo spiega tutto! Nessuna persona di buon senso può affermare che si tratta di normali scie di condensa, con normale smog! Queste sono scie chimiche intenzionali! Non si dissolvono come normale condensa dovrebbe; ma permangono creando una velatura nel cielo che poi decadere a terra, generando schiuma. Cos’altro ci vuole per capire?


Conclusione:
Non si può certo affermare con assoluta certezza, che tutti i casi di schiuma bianca sono da imputarsi alla stessa causa; ma neppure che non lo possano essere. Sicuramente sono state eseguite delle analisi e sicuramente le autorità sanno di cosa si tratta. Nessuna risposta convincente o veritiera è stata resa pubblica. Perché? La mia opinione è che la verità non deve essere riferita poiché è estremamente negativa e chiama in ballo grosse responsabilità non assunte a livello politico, pertanto si tratta di complicità! La causa proviene dal cielo, è presente nell’aria e, in tutto il mondo ormai gli informati sanno che sono fatte intenzionalmente delle irrorazioni aeree con sostanze chimiche. Ovviamente in quella schiuma non vi è solamente quanto viene irrorato; ma tutto quanto raccoglie sul percorso e detto smog; oltre ad eventuali forme di inquinamento a sé stanti. Il problema vero è quello delle “scie chimiche” e della “manipolazione climatica”, sperando che non sia pertinente anche quello “dell’arma climatica”! Ricordo che in alcuni casi di pesanti irrorazioni, nelle zone sottostanti sono state viste cadere, particelle e filamenti biancastri! E dopo aver costatato che le sostanze irrorate sono cancerogene; è pure stato constatato un incremento di tumori. Il fenomeno si può considerare globale, poiché molte altre segnalazione da tutto il pianeta, si potrebbero portare a sostegno. La situazione è veramente grave!

 Caro presidente Giorgio Napolitano a lei e alla sua corte di tecnici, il popolo chiede una risposta veritiera e responsabile che non sia il solito vile “auspicare” di comodo, mentre la mafia dilaga! Compia una buona azione prima di andarsene!.. le sarà messa in conto nel libro di storia. Grazie.

 PS: Data la gravità, si invitano i lettori a divulgarne il contenuto, nell'interesse di tutti.



sabato 1 settembre 2012


SCHIUMA BIANCA
E
PIOGGE ACIDE
DI Dario Giacoletto 



Due aspetti umani sono costantemente minimizzati se non strumentalmente taciuti: A) Lo stato di salute complessivo ovvero, il fatto che l’umanità è fisicamente e mentalmente gravemente malata.
B) La malattia mentale, ha nel tempo prodotto la pazzia collettiva spacciata come “civiltà” e “normalità”.
Da tempo si parla di piogge acide, di smog e di particelle che decadono a terra. Si parla di: “Morbo di Morgellons”, dove particelle finite nel sangue dell’essere umano mediante la respirazione, in alcuni individui poi fuoriescono dalla pelle in forma di filamenti apparentemente chimici. Si parla di “nanotecnologie” ovvero, particelle artificialmente concepite per finire nell’organismo umano sempre mediante respirazione, le quali hanno la facoltà quando giunte in loco di auto assemblarsi per creare dentro l’organismo umano, quanto prefissato dal piano di realizzazione. Veniamo però ora all’oggetto del presente articolo che intende portare all’attenzione quanto personalmente riscontrato, ma riscontrabile da chiunque, in Piemonte nella provincia di Torino ma probabilmente ormai globalizzato.

La mia costatazione ebbe inizio quando nel 2010, passeggiando intorno alla frazione Vonzo del comune Chialamberto in Val grande di Lanzo. Dopo che vi era stata la pioggia; notai che l’acqua dilavante i prati del pendio cascando nei fossi, produceva una schiumosità non naturale in quanto persistente. Preciso che a monte di detta località, non vi sono attività umane inquinanti. Mi prefissai quindi di costatare se questo era un fenomeno locale oppure diffuso anche altrove, se naturale o artificiale. Osservando dove passavo, notai che il fenomeno era diffuso ovunque ma, si evidenziava quando cadeva pioggia in modo moderato, dopo un periodo di non pioggia. Quando piove in modo violento, la schiumosità è spazzato via. In rete qualcuno già si è posto il problema ma, il fenomeno è stato prevalentemente notato sull’asfalto delle strade quando inizia a piovere e non addirittura nei ruscelli di alta montagna. Qualcuno sostiene di averla vista anche nel Po, ma di averla accostata a forme di comune inquinamento. Nel Maggio 2012, presso il ruscello (Rio Paglia)della frazione prima menzionata, che nasce da fonte sotterranea poco più a monte; noto un ammasso di schiuma e la fotografo (immagine 1). La schiuma si presenta come densa acqua saponata, quasi oleosa, di colore biancastro. Colpita dal sole, presenta riflessi colorati. Tende ad aggregarsi in agglomerati e si disperde solamente se lo scorrere dell’acqua si fa violento. Nell’ingrandimento (foto 3) si palesa quanto detto.

Decido quindi di andare a indagare il sottostante torrente Stura di Lanzo dove il ruscello confluisce. Nei pressi del comune di Germagnano, all’altezza del bivio per Viù, davanti alla diga del ponte, noto e fotografo le immagini 4/5/6/7. L’agglomerato di schiuma è di grosse dimensioni e permane in modo stazionario dove non vi è corrente. Sparirà alla prossima piena. Intanto i pesci mangiano e noi ci cibiamo dei pesci. Da giovane, andavo a fare il bagno nel torrente Stura di Lanzo. Mai mi sono trovato in mezzo a questa schiuma. Mai qualcuno mi ha fatto notare la schiumosità ora riscontrata. I pescatori erano convinti che il torrente non fosse inquinato.



Nell’immagine 4 è stata ripresa la schiuma quando attracca alla riva. Si attacca al terreno e asciugando crea un velo. Nel nostro attuale mondo però, tutto pare essere normale. L’informazione tace e le autorità ancora di più.




Conclusione: La schiumosità meriterebbe di essere adeguatamente analizzata. Una spiegazione veritiera è necessaria. Per come si presenta, pare essere consequenziale alla caduta di pioggia quindi, caduta di particelle sospese in aria o già depositate a terra. Nel caso fosse confermata questa ipotesi, dopo aver adeguatamente considerato il fenomeno delle piogge acide da inquinamento, non potremmo esimerci dal considerare il fenomeno detto delle “Chemtrails” o “scie chimiche”. Questo fenomeno ancora poco noto ma, molto dibattuto in rete; sarebbe il risultato di un piano di manipolazione climatica che si realizza mediante intense irrorazioni di sostanze chimiche in quota. Alcune di queste, producono appunto le anomali scie chimiche che poi si vogliono far passare come normali scie di condensa, al quale si devono aggiungere eventuali irrorazioni di sostanze non esteticamente visibili. Le finalità dell’operazione potrebbero essere molteplici e, in quanto taciute, perlomeno sospette. Il fatto che il fenomeno sia stato dibattuto a livello di governi, compreso quello della Comunità Europea, impone che il fenomeno sia da considerarsi reale. Le vere finalità, sono da accertare. Le analisi effettuate sui campioni, inducono al pessimismo, considerato che si sono rivelate di carattere nocivo per la salute. Le sostanze irrorate in quota, poi decadono a terra, nell’acqua, sulla frutta e gli ortaggi, la respiriamo ogni giorno. Siamo certi, di non essere di fronte a un ennesimo esempio di pazzia collettiva?