Presenze Aliene

venerdì 28 dicembre 2012

Crani allungati -2- IL CIMITERO DI SONORA


IL CIMITERO DI SONORA

Di Dario Giacoletto

Incredibile scoperta archeologica in Messico. Qual ora si confermasse nella sua genuinità, e fino ad ora sembra che effettivamente lo sia; abbiamo una conferma di notevole importanza a sostegno della presenza aliena, nel passato, sul nostro pianeta. Dopo aver pubblicato l’articolo “Crani allungati o dolicocefali” http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/03/crani-allungati.html nel quale espongo l’argomento; una tale scoperta a sostegno, non poteva non essere colta. Ovviamente, da parte delle autorità permane la reticenza strumentale di sistema,  che impedisce di ammetterne la natura non umana. Scheletri del genere; dove si possono collocare nella logica dell’evoluzione? Osservando il cranio sopra esposto, una domanda sorge spontanea: Possibile che il corpo che presenta un cranio del genere, non presenta anche altre particolarità, fino ad ora taciute? Solamente il cranio è diverso? Nessun cranio umano può essere fatto diventare come quello dell’immagine! Neanche, con l’utilizzo dei tipici attrezzi che si usavano per rendere esteticamente di origine divina i crani normali. Nessuno fino ad ora ha dimostrato che schiacciando un cranio, questo aumenta di volume! Come la mettiamo con le orbite degli occhi, completamente diverse? Con la giuntura sagittale e tutte le diversità relative alle saturazioni? Con il mento completamente diverso?

Il ritrovamento è stato datato all'anno 943 d.C. da campioni prelevati da uno degli individui; sono però, da datarsi tutti quanti nello stesso periodo? Le diversità che caratterizzano i 25 corpi sepolti, sono notevoli e manifestano un contesto apparentemente caotico, non certamente omogeneo. L’archeologo Cristina Garcia Moreno ha detto: “Questo ritrovamento unico mostra un mix di tradizioni di diversi gruppi del Messico settentrionale”. A mio parere, qui sono stati sepolti i corpi, prima alieni o dei “Divini” e poi, della discendenza geneticamente modificata dagli incroci con umani comuni. Questa discendenza ricercava gli aspetti “Divini” e pertanto adottava la deformazione cranica e non solo, per essere considerata di “Discendenza Divina”.

Cranio deformato del cimitero di Sonora
ESEMPIO DI DEFORMAZIONE DEL CRANIO NELLA STORIA

Conosciuta anche come costrizione o appiattimento della testa, la pratica è stata realizzata al fine di indicare l'affiliazione di un gruppo o per dimostrare lo status sociale. Io aggiungo, la discendenza divina ovvero aliena. Molti ormai fanno risalire alla cultura Ubaid, gli esseri divini con cranio dolicocefalo, adorati e imitati fisicamente, del quale l’immagine sottostante presenta una delle tipiche statuette. Anche tra i divini regnanti d' Egitto, è stata riscontrata la dolicocefalia.

Le suture craniche

Le suture craniche sono quelle linee che percorrono il cranio umano in modo frastagliato ma logico in funzione del ruolo che devono svolgere. E’ mediante le suture che il cranio mantiene una sua particolare elasticità mentre consente lo sviluppo del cervello. Nel neonato sono praticamente aperte, assieme alle fontanelle, mediante un tessuto che si definisce “filo/cartilagineo”. Svolgono il massimo cambiamento nel corso del primo anno di età, per andare poi gradatamente assestandosi e calcificandosi. Le fontanelle sono i punti d’incontro delle suture. Le suture, come evidenti nella sottostante immagine, sono una caratteristica umana. Sono pertanto l’espressione della genetica umana, così come si presenta oggi. Altre varianti genetiche potrebbero quindi, presentare aspetti diversi.  I crani dolicocefali, presentano suture craniche completamente diverse anzi, non hanno per nulla le saturazioni che presenta l’essere umano di oggi. Mentre nell’essere umano comune, la crescita del cranio è consentita dall’elasticità delle suture, nei crani allungati si assiste a una crescita consentita dall’elasticità del cranio nella parte posteriore che, ne genera l’allungamento. Sono quindi presenti due genetiche diverse. Domanda: due genetiche umane diverse e contemporanee, risultanti dallo stesso percorso evolutivo o, frutto di un inserimento genetico innestato nel genere umano? Presso tutte le antiche popolazioni del pianeta, gli esseri che avevano il cranio allungato erano considerati esseri divini. Ciò impone che fossero loro a essersi innestati nel gruppo umano. Per questo motivo i popoli ricorrevano alla deformazione cranica per essere simili a loro. Per questo motivo la loro genetica si perse in quella prevalente, dando luogo a tutta una varietà di crani parzialmente dolicocefali.

Vediamo l’articolo tratto da: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/
Sepoltura aliena di massa? Un cimitero messicano rivela 13 individui con il cranio allungato
Una scoperta incredibile è stata fatta in Messico, qualcosa che non si era mai vista prima nella regione. Alcuni archeologi messicani hanno trovato un antico cimitero nello stato di Sonora, con delle caratteristiche che non erano mai state riscontrate prima d'ora nella zona.


  Secondo gli archeologi dell'Institute National Anthropology and History (INAH), la scoperta costringe a rivedere alcune considerazioni sulle popolazioni mesoamericane precolombiane. A soli 300 metri dal villaggio di Onavas, nella parte meridionale dello stato di Sonora, è stata rinvenuta una sepoltura collettiva composta da 25 persone, 13 delle quali presentano una strana deformazione del cranio. Cinque degli individui con la deformazione cranica presentano anche una mutilazione dentale. Queste pratiche culturali sono tipiche delle popolazioni precolombiane rinvenute a sud dello stato di Sinaloa e nel nord di Nayarit, ma rappresentano un'assoluta novità per Sonora, spiegano gli antropologi. Alcuni scheletri presentano ornamenti realizzati con conchiglie e lumache che si trovano nella regione del Golfo della California. Si tratta di bracciali, un anello al naso, orecchini, pendenti e collane di perline. Inoltre, una persona è stata sepolta con un guscio di tartaruga collocato all'altezza dell'addome. Per gli archeologi dell'INAH, la scoperta rappresenta una prova rilevante di pratiche di sepoltura che non erano mai state registrate in gruppi umani presenti a Sonora: la deformazione del cranio (frontale occipitale) è presente in 13 persone e la modifica alla dentatura è stata realizzata per fornirgli la forma a “V”. Secondo Cristina Garcia Moreno, direttore del progetto di ricerca condotto dall'Arizona State University e dall'INAH, nessun altro sito archeologico di Sonora presenta le caratteristiche riscontrate nella deformazione cranica e nella modifica della dentatura, nemmeno nei siti rinvenuti negli Stati Uniti sud-occidentali, che condividono l'area culturale di Sonora.Si ritiene, grazie ad alcune fonti documentali, che il cimitero sia appartenuto agli antichi Indiani Pima, un gruppo culturale della regione, e potrebbe essere stato un insediamento situato nelle zone di traffico commerciale con le città della costa sud-occidentale degli Stati Uniti. “Probabilmente, in quel passaggio i Pima hanno adottato le nuove tradizioni Mesoamericane”, ipotizza Garcia Moreno, aggiungendo che le datazioni si colloca intorno al 900 - 1200 d.C., nel cosiddetto “periodo classico”.
CONCLUSIONE
Allo stato attuale si può supporre con consistenti prove a sostegno, che la differenza incompatibile tra i crani attuali e quelli dolicocefali, in particolare per quanto riguarda le suture; questi siano di origine aliena ovvero, estranea alla Terra. Volendo andare oltre, si potrebbe considerare l’ipotesi se anche l’uomo attuale terrestre di oggi, ha realmente origine terrestre o no. Oppure, se l’uomo attuale non è l’incrocio tra un ominide terrestre e l’uomo alieno venuto da altrove.
Cranio dolicocefalo della cultura Paracas

martedì 25 dicembre 2012

Lettera aperta a ENRICO TILOTTA


Un troll in azione

Nell’interesse mio personale, questa lettera articolo non dovrebbe essere scritta. L’ufologia sana, per smascherare il marciume ed i troll, chiede invece a gran voce che lo sia. Pertanto mi sacrifico..


All’attenzione di Enrico Tilotta..
..sono  un appassionato di ufologia. Nel tentativo di capire a quale esperto del settore ispirarmi per approfondire l’argomento, mi sono imbattuto nel tuo blog. Ben detto perbacco! I ciarlatani vanno smascherati subito. Finalmente! Era ora che qualcuno si muovesse! Questo è il sito che fa per me, mi sono detto! Poi, caso ha voluto che leggessi l’articolo: “Alieno fotografato a Sondrio” e, sono rimasto basito, allibito, pietrificato!..... ho cercato di capire e di capirti.. ho fatto valutare il tuo articolo ad altri e, la sensazione di sconforto è stata unanime!..... un bestiario ufologico del genere non capita spesso di leggerlo, pertanto presento il tuo articolo, come esempio di disinformazione manipolatoria per screditare l’ufologia seria.
Alieno fotografato a Sondrio di Enrico Tilotta

Sembrano "interessanti" le dichiarazioni di un giovane Valtellinese, racconta di aver visto e fotografato un Alieno, in effetti la foto c' è, ma non sembra del tutto genuina, manca l' originale da potere analizzare, però c' è un piccolo problemino, il ragazzo non vuole dare gli originali delle foto a nessuno e vuole mantenere l' anonimato, strano comportamento da parte di qualcuno che ha visto e fotografato un vero Alieno, e poi prende la scusa di volere rimanere anonimo, anche perché potrebbe conservare ugualmente l' anonimato, pur dando le foto ad un team di esperti, da non sottovalutare inoltre, che potrebbe diventare il ragazzo più famoso e ricco del mondo, colui che da la prova di attività aliena sulla nostra Terra, colui che per la prima volta fotografa un vero alieno, ma niente da fare, foto, "nisba".
Dando una piccola occhiatina a questa foto, si nota che oltre alla strana forma goffa e malformata dell' alieno, questi, tiene in mano un coniglio ? sembra di si, e a noi non dovrebbe sembrare poi cosi strano un Alieno con un coniglio in mano, perché sulla Terra ci sono donne che raccontano di partorire "ibridi Alieni", ma poi si scopre sono solo dei feti di conigli.
Evidentemente questo Alieno è venuto a prendersi l' "ibrido alieno" dell' ultimo parto di "qualche" umana.
Una cosa di positivo però l' ho notata, sembra che stiano ritornando di moda gli avvistamenti degli alieni tradizionali, dimenticandoci finalmente degli avvistamenti di enormi alieni che superano i quattro o addirittura cinque metri, il ritorno dei simpatici Grigi insomma, e questo mi fa piacere, ma ritornando alla foto, se chi ha scattato questa foto voleva che nessuno sapesse niente, perché l' ha spedita ad una testata giornalistica ? perché la foto è l' ennesimo FAKE ? direi di si.
   Analisi dell’articolo
·        “Sembrano interessanti le dichiarazioni” Sembrano o sono? Sembrano in ottica veritiera o nell’ottica del sembrare unicamente? Se ti sembrano, significa che non ti sono. E’ già stato stabilito il giudizio?
·        “ma non sembra del tutto genuina, manca l’originale” (Riferito alla foto dell’alieno sul masso) Non sembra del tutto, significa che in parte lo è? La ricorrenza del “sembrare” e “non del tutto” induce sospetto. La prova consiste nel sembrare o meno? Ti manca l’originale affermi; si potrebbe sapere cosa hai fatto per averlo? Io non ho avuto alcun problema per avere la foto. Oppure preferisci che non ci sia per imporre la logica del disprezzo e della denigrazione? Se di una foto manca l’originale, automaticamente diventa “non sembra del tutto”? Stai insinuando?
·        “c’è un problemino, il ragazzo non vuole dare gli originali” Falso, il ragazzo ha dato gli originali a chi ha ritenuto opportuno! Certamente non li ha dati a te, o a chi non presenta credenziali accettabili. Mi viene da pensare che se tu avessi gli originali non li pubblicheresti, oppure le pubblicheresti unicamente per denigrare. Chissà perché mi viene da pensare questo!
·        “e vuole mantenere l’anonimato” Le autorità sanno di chi si tratta. Il giornale pure. La scelta dell’anonimato per un minorenne è d’obbligo per tutelare la persona. Il ragazzo non si è mai nascosto anzi, si è assunto le proprie responsabilità. Le sue iniziali sono state pubblicate.
·        “Strano comportamento da parte di qualcuno che ha visto e fotografato un alieno” Il comportamento non è per nulla strano, considerato quanto è in passato avvenuto nei confronti dei  testimoni di eventi ufologici. Quanti ne hai accertati tu, per soppesare le conseguenze? Tu parli facile, col sedere degli altri.. mettici il tuo!
·        e poi prende la scusa di volere rimanere anonimo, anche perché potrebbe conservare ugualmente l' anonimato, dando le foto ad un team di esperti,” Scusami se il mio italiano non è pari al tuo; ma tu, ti sei accertato che non sia stato fatto? Potresti dirmi cosa hai fatto in proposito per saperlo? Sei certo che le foto non siano già state mandate al C.U.N. e a esperti di fotografia?
·         da non sottovalutare inoltre, che potrebbe diventare il ragazzo più famoso e ricco del mondo, Scusami, ma tu che ti affidi alle prove incontrovertibili della scientificità più spinta, mi potresti dimostrare l’assolutezza di questa affermazione oppure è solamente un’affermazione tanto per dire qualcosa? La fama non gli interessa, la possibilità della ricchezza è tutta da dimostrare.. se tu decidi delle cose tue, lui ha il diritto di decidere delle proprie!
·        “colui che da la prova di attività aliena sulla nostra Terra, colui che per la prima volta fotografa un vero alieno,” Vorrei ricordare che il termine “alieno” significa “estraneo” e pertanto non significa “extraterrestre”. Alieno al genere umano significa, estraneo al genere umano e non altro! Pertanto cosa di un genere, è aliena ad altro genere, anche se entrambi della Terra. Sei proprio certo che non esistono presenze aliene sulla Terra? Quale accertamento concreto hai fatto? Se tu non sei in grado di trovare i funghi, non significa che non esistono. Se un individuo è cieco, non deve pretendere di poter affermare che il sole non esiste perché lui non lo vede! Considerato poi che tu vuoi tenere gli occhi chiusi.. fai finta di dare un’occhiatina.
·        “Dando una piccola occhiatina a questa foto, si nota che oltre alla strana forma goffa e malformata dell'alieno,” Hai ragione questa volta! Hai effettivamente dato una piccola occhiatina! (in seguito, sei stato in grado di fare di più? La foto è stata falsificata oppure è sana ma riprende un manichino e quindi è falsa la scena? Hai fatto la scansione dei pixel?) Sicuramente troppo piccola la tua occhiata, visto che non dimostri i risultati della tua analisi. Neghi poi la possibilità che nell’universo ci possono essere delle forme di vita, se queste non hanno la forma come vuoi tu! Dovevi informare in tempo il padreterno o chi per lui, affinché si adeguassero! Forma goffa e malformata la definisci, mentre tu sei sicuramente la perfezione, di corpo, di mente e di spirito. Fammi pervenire la tua foto mentre esprimi la tua intelligenza, vorrei fare una comparazione esaustiva con l’alieno. Grazie.
·        “questi, tiene in mano un coniglio ?”  Ipotizzare che si tratti di un coniglio, se non è ingenuità, è indice di mente subdola. Mi potresti provare cosa lo dimostra? Mi potresti dire che la tua è una domanda; ma sta proprio qui il punto: potevi chiederti o chiedere di cosa si tratta, mentre tu già stai forzando la risposta in base al comodo tuo!.
·        “ sembra di si, e a noi non dovrebbe sembrare poi cosi strano un Alieno con un coniglio in mano, perché sulla Terra ci sono donne che raccontano di partorire "ibridi Alieni", ma poi si scopre sono solo dei feti di conigli. Non riesco a comprendere per quale motivo, se ci sono donne (pazze o sane di mente) che asseriscono di partorire alieni, significa automaticamente che l’alieno sul masso tiene in braccio un coniglio. Tra l’altro, hai chiesto a tua madre se partorendo te, ha partorito esattamente ciò che voleva? Ho notato che parli al plurale (a noi), hai bisogno di sostegno per la tua tesi di laurea?
·         Evidentemente questo Alieno è venuto a prendersi l' "ibrido alieno" dell' ultimo parto di "qualche" umana.” Evidentemente cosa? Cosa lo dimostra? Vorrei condividere con te la tua saggezza. Rendimi partecipe, mandami le prove che poni a sostegno!
·        “ ma ritornando alla foto, se chi ha scattato questa foto voleva che nessuno sapesse niente, perché l'ha spedita ad una testata giornalistica ?” Se chi ha scattato la foto, avesse voluto  che nessuno sapesse nulla, non l’avrebbe resa nota.  Se l'ha fatto, significa che, o è un imbroglione oppure la foto è genuina.
·        “perché la foto è l'ennesimo FAKE ? direi di si.” A questo punto, non hai il coraggio di dire “La foto è falsa” quindi ripieghi nella domanda che già include la risposta, senza assumertene tu la responsabilità diretta. Complimenti!.... Stai cercando di utilizzare il linguaggio neuro/linguistico. Pensi di non essere individuato?

Ora però, ti spiego quello che avrebbe dovuto dirti tuo padre: Prima di aprire bocca, ti dovresti sempre accertare di avere il collegamento inserito; altrimenti ti presenti in modo diverso da come vorresti apparire. Qualcuno potrebbe quindi considerarti come un alieno alienato, nella giornata in cui si è fatto le canne. Se tu ti fossi scomodato di leggere l’articolo che parla del caso, dal quale hai tratto l’immagine, avresti capito (sempre che capire sia il tuo fine) che la foto dell’alieno ripreso al laghetto dal dichiarante F.L., non è la foto che hai pubblicato tu!
Ammetto che il tuo errore è stato favorito dal fatto che l’articolo è incentrato sul caso F.L. ma poi la foto dell’alieno è un’altra. Questo ci può stare, forse al momento non avevano a disposizione quella attinente, (ma avrebbero dovuto dirlo) o forse avevano il loro motivo recondito ancora da chiarire. Fatto sta che quindi il tuo articolo è una mistificazione, cioè un Fake (Ti consiglio di utilizzare parole alla tua portata, falso è sufficiente). Perché non hai precisato il particolare che la foto non è quella del dichiarante? Il ragazzo che ha affermato di aver visto e fotografato l’alieno, è noto come F.L. e la foto sua è la _MG_0113, la prima sottostante. Quella completa del masso è la 0107 ed è di persona non resa nota dal giornale, ma nota alle autorità. 

Il danno però, tu ora lo hai fatto. Ho visto in internet altri (troll e credenti) che ti hanno seguito come il profeta illuminato dell’ufologia. Alcuni però poi hanno capito e tolto la foto del coniglio. Tu no. All’autore delle foto hai sicuramente rotto i maroni, agli ufologi onesti pure. A chi cerca di comprendere l’ufologia, hai fatto perdere tempo e passione. Hai unicamente lavorato a favore del Cicap, ma in fondo questo è il tuo mestiere. Ti ricordo che se tu fossi nato coniglio, avresti fatto meno danno. Eppure, dalla data di pubblicazione dell’articolo a ora, il tempo per rivedere le tue affermazioni, lo hai avuto. Possibile che nessuno ti abbia avvertito o contestato? Non è che hai fatto finta di niente per  non doverlo ammettere pubblicamente e comunque, il tuo fine era ed è unicamente, sputtanare? Prima che ti ritorni in mente di sputtanare le due foto sopra esposte, ti ricordo che queste non sono foto singole di due casi; sono foto che fanno parte di due serie di foto scattate in presenza di più testimoni. Sei avvisato! Ho cercato poi, di capire a quali ufologi ti sei ispirato per acquisire la tua dichiarata trentennale esperienza ufologica. Ho riscontrato la tua questione con Chiumiento. Io non so quanto vale realmente Chiumiento; ma se tu pensi di sbugiardarlo con le argomentazioni che hai proposto, lui ne esce bellamente e gratuitamente avvantaggiato. Non è che tu sei una mente mancata al cicap, pertanto ti atteggi a ufologo? Ciò che poi sconcerta, è che tu non hai nessuna intenzione di dimostrare ciò che affermi e, per assurdo, nel caso le due foto sopra fossero false, tu sei stato ugualmente inopportuno per l’aborto che hai prodotto! Spero che l’articolo sia stato unicamente una tua leggerezza mal riuscita, in una giornata storta e non invece, una speculazione intenzionale. Altrimenti sarei costretto a pensare che:


“Spargere letame intorno a se, per non far percepire il tuo fetore è una strategia vecchia come il mondo! Il letame però almeno fa crescere fiori e frutti; la persona invece resta come prima, se non si pone di fronte allo specchio del profondo, da dove emerge come realmente è! (dopotutto sono cazzi tuoi, tu stai nel tuo brodo! e, questa lettera deve servire più agli altri che a te!)
 P.S. Nel caso io abbia affermato cose non veritiere, fammi pervenire le tue osservazioni. Le aggiungerò alla lettera, ponendole a tuo discarico.



venerdì 21 dicembre 2012

SCIE CHIMICHE E AEREI FANTASMA

Scie chimiche e aerei fantasma

di Dario Giacoletto


Il seguente articolo, presenta l’anomala situazione aerea in Italia che, è però pressoché equivalente in tutto il mondo. Se un cittadino italiano decidesse di contare (ammesso che si possa fare) quanti aerei sorvolano il territorio durante un determinato giorno e, stabilitone il numero in X e lo confrontasse col numero Y dichiarato dal controllo aereo nazionale; scoprirebbe che i numeri X e Y, di gran lunga, non corrispondono. Perché? Definiamo ora la differenza, per difetto di Y con H. Questi sono gli aerei che il sistema di controllo ignora. Perché? Se li ignora, è perché non compaiono sui radar (perché resi invisibili) oppure perché il sistema satellitare che fornisce i dati dei trasponder, li fa scomparire. Sono detti appunto, aerei fantasma.




E’ come se esistessero due traffici contemporanei. Il primo palese e l’altro sconosciuto. Quello ufficiale è quello dichiarato e controllato dai controllori del volo aereo. L’altro è ignorato da tutte le autorità responsabili, nonché apparentemente, dal sistema satellitare al quale il traffico fa riferimento. Nel caso il traffico fantasma sia controllato (e sicuramente lo è, poiché non si può pensare che la mafia mondiale conceda qualcosa del genere) ma su di un livello diverso, non ci è possibile saperlo. Tutta qui la questione? Assolutamente no! Sarebbe troppo semplice. Stranamente, la maggior parte degli aerei che producono scie chimiche, sono tra gli aerei del numero H; che pertanto non vengono identificati. Sono aerei fantasma per il controllo aereo civile. Diverse sono le tipologie, quelli che non sono ripresi dai radar, quelli che sono ignorati, quelli che non sono visti dall’occhio umano. Ci sono anche questi, come mostrano le prime due immagini. Propongo ora, due interessanti articoli tratti da; Tankerenemy:



Quel traffico sconosciuto che
affolla il nostro cielo

(ASI) Il nostro cielo è solcato quotidianamente da aerei “sconosciuti”, ovvero senza sigle di riconoscimento ed “invisibili” ai radar che, senza tema di smentite, si possono ricondurre al fenomeno delle scie chimiche. Il problema fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica nel 2008, quando alcuni sindacalisti dell’Air Traffic Management Professional Project (ATMPP), la Federazione italiana che raduna le quattro maggiori sigle sindacali e professionali dell’assistenza al volo, denunciarono formalmente la presenza di un “traffico sconosciuto” nei nostri cieli

Prima di allora erano state avanzate numerose richieste di chiarimenti sulla questione ad ENAV (Ente Nazionale di Assistenza per l’Aviazione Civile), che non avevano però trovato alcuna risposta soddisfacente. Da quel momento in poi sulla questione è calato un eloquente silenzio: è probabile che i controllori di volo siano stati “convinti” a tacere. Restano comunque le chiare dichiarazioni del sindacalista che sottolinea l’anomalia del “traffico sconosciuto” con tutti i rischi che comporta per il volo civile. Resta anche la testimonianza incontrovertibile, per opera di un tecnico, circa operazioni illegali nell’atmosfera, a dimostrazione del fatto che i tankers sfuggono al controllo ufficiale, con grave pericolo per la navigazione aerea. “Ultimamente abbiamo appreso molti particolari sul problema del traffico sconosciuto. E’ evidente, a tutti coloro che operano in frequenza, l’impossibilità, in determinati momenti, di conciliare la gestione del traffico aereo sotto controllo radar con lo sconsiderato numero di “macchine volanti”, sconosciute al Controllo del Traffico Aereo,che affolla i nostri cieli” (ATMPP).

La vertenza sindacale si chiuse nel febbraio dello stesso anno, e fu poi successivamente riaperta nel mese di maggio senza però ricevere alcuna risposta soddisfacente dagli organi competenti. “Tale problema è profondamente sentito da tutti coloro che, giornalmente, vedono il proprio schermo radar pieno di puntini, dei quali nulla si sa: nessuno di noi vorrebbe vivere ciò che il CTA White (n.d.r. si veda il disastro Aeromexico) ha sperimentato” (ATMPP). In realtà il problema del traffico “sconosciuto” non è circoscritto all’Italia, ma ha proporzioni planetarie. Ad esempio, secondo ATMPP, nel Regno Unito il problema è stato risolto stabilendo che il traffico sconosciuto venga semplicemente ignorato, sempre che non si abbiano evidenze che tale traffico si sia perso, o sia in avaria radio o che comunque non rappresenti una minaccia. Secondo alcuni tecnici del settore queste disposizioni violerebbero anche quanto asserito nel manuale dei servizi del traffico aereo britannico. Il problema del traffico “sconosciuto” è ormai evidente, con gravi rischi per la sicurezza dei nostri cieli, eppure perfino gli operatori di settore non riescono ad ottenere delle risposte in merito. Ma come è possibile che questi aerei chimici sfuggano perfino al controllo dei sistemi radar, violando perfino le più elementari norme sulla sicurezza in volo?

Lo ha spiegato l’ingegnere aeronautico Luigi Fenu, in una intervista al sito tankerenemy.com: “Il sistema di rilevamento del Radar Airnav (ADSB SSR) è basato, oltre che sul tradizionale ‘Mode S’, anche su un più recente standard. Lo scambio dei dati tra i velivoli avviene infatti usando come intermediario il satellite, il sistema si chiama Global Navigation Satellite Systems (GNSS), pertanto le informazioni che si ricevono con lo strumento a terra non sono i dati provenienti direttamente dai velivoli, ma quelli trasmessi dal satellite. I velivoli tradizionali impiegano i trasponders ‘Mode S’ nelle varie modalità, ed un dispositivo chiamato Traffic Collision Avoided System (TCAS). Con tali apparati, i trasponders dei vari aerei s’interrogano direttamente in modo tale che, se si hanno problemi di comunicazione con la torre di controllo, il pilota è in grado di conoscere l’eventuale presenza di un velivolo in rotta di collisione già a 50 miglia nautiche di distanza”.

Quindi è probabile che la schermatura radar dei tankers chimici venga realizzata intercettando le comunicazioni dati tra aerei e satellite. Tuttavia in alcune rare e fortunate circostanze alcuni tankers sono stati rilevati dai radar di terra privati (Airnav). Un caso di questo tipo è avvenuto al Dott. Rosario Marcianò il 28 dicembre del 2008, quando riuscì a tracciare un tanker in prossimità di Sanremo. “Seppure importante come prova, in quanto l’aeromobile in sorvolo (inizialmente proveniente da Nord/Nord Ovest) è stato comunque intercettato dall’apparecchiatura elettronica, che ne ha fornito i dati di quota, velocità, direzione, longitudine, latitudine etc, si tratta di un caso anomalo. Forse una falla nel sistema di oscuramento elettronico, presumibilmente gestito dal sistema di controllo satellitare, al contrario di quanto avviene per tutti gli aerei di linea che, nelle vicinanze percorrono il corridoio aereo loro assegnato? Oppure si tratta dell’invio di dati riguardanti un “velivolo fantasma”, come nel caso degli aerei adoperati dalla CIA per trasportare, segretamente, persone accusate di terrorismo? Paradossalmente questi elementi risultano essere di grande rilievo, perché il fatto che gli aerei chimici non segnalino la loro presenza negli standard civili sopra menzionati, dimostra seppure indirettamente, che non sono velivoli per il trasporto passeggeri o merci”.

Ciò contraddice e smentisce le affermazioni del ministro Pecoraro Scanio, in risposta alle interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche, nonché le affermazioni degli altri Enti Istituzionali che hanno sempre dichiarato che le numerose ‘scie di condensa’ nei nostri cieli sono esclusivamente da imputare all’aumento del traffico aereo civile, e solamente a quello. Qualcosa dunque non quadra, ed il Radar Airnav dimostra che tali aerei non adottano il sistema di identificazione tipico del trasporto di passeggeri o merci, e che sono quindi di origine militare. Infatti, se per ipotesi gli aerei ‘non identificati’ non fossero davvero militari, la loro presenza dovrebbe attivare immediatamente le procedure di sicurezza dell’Aeronautica Militare Italiana. A tal proposito riportiamo di seguito un breve estratto tratto dal report dell’Aeronautica Militare sulle attività di intercettazione svolte nell’anno 2006 nello spazio aereo italiano, in cui si lascia intendere chiaramente che nessun velivolo non identificato può solcare i nostri cieli senza attivare immediatamente le procedure di intercettazione.

“Nel 2006 l’Aeronautica Militare, tramite il Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA), ha assicurato la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale, 24 su 24, attraverso un sistema integrato di radar basati a terra ed in volo (denominato ‘Airborne Early Warning’) e l’impiego di velivoli intercettori, garantendo la sicurezza dei cieli anche in occasione di grandi eventi come le Olimpiadi invernali di Torino o il summit sul Libano di Roma. Le funzioni di comando e controllo degli intercettori della difesa aerea nazionale sono devolute al Combined Air Operation Centre (CAOC 5-NATO) di Poggio Renatico (Ferrara) che, attraverso una sala operativa, ne dispone l’impiego. Nel corso del 2006 per ben 32 volte si sono alzati in volo i caccia F-16 dell’Aeronautica Militare per intercettare velivoli le cui tracce radar non era stato possibile identificare. Si era trattato, nella maggior parte dei casi, di aeromobili che non rispondevano a prestabiliti requisiti, o perdevano le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o divergevano dalla rotta prevista senza validi motivi. In questi casi, il Comando Operativo delle Forze Aeree ha disposto il decollo immediato (in gergo tecnico ‘scramble’) degli intercettori che, sotto la guida dei controllori di intercettazione a terra, si sono diretti verso il velivolo ‘sospetto’, ne hanno accertato visivamente l’identità e sono intervenuti, quando necessario, per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo italiano. In un caso si è trattato di intercettare e far atterrare un velivolo con a bordo un dirottatore: un F-16 del 37° Stormo di Trapani Birgi si era alzato in volo il 3 ottobre 2006 per intercettare un velivolo civile turco che era in volo nello spazio aereo italiano. L’ordine di ‘scramble’ era partito dopo che il comandante del velivolo turco, un Boeing 737 in volo da Tirana (Albania) a Instanbul, aveva dichiarato di essere stato dirottato da un cittadino turco. Rilevato l’allarme, la sala operativa del CAOC ha immediatamente attivato la procedura di difesa aerea dando l’ordine di ‘scramble’ al 37° Stormo di Trapani, (pubblicato sul sito internet dell’Aeronautica Militare in un interessante report sull’attività svolta nel 2006 da parte dei reparti di intercettori e ricerca e soccorso).

Gli aerei “non identificati” che solcano i nostri cieli rilasciando scie chimiche sfuggono ai sistemi radar, alle rigide procedure di sicurezza dell’Aeronautica Militare e perfino agli Enti preposti al controllo del traffico aereo, e sono pertanto senza dubbio di origine militare. Se è così, abbiamo la dimostrazione che sia i militari sia le autorità governative collaborano attivamente al progetto avvelenamento della biosfera.

Davide Caluppi – Agenzia Stampa Italia16 agosto 2012

Articolo originale:
Fonti: Articoli di Rosario e Antonio Marcianò, curatori del sito http://www.tankerenemy.com/


La gente non vede o non vuole vedere, esattamente come da volontà superiore! Continuano numerose le persone a negare l’evidenza. Basterebbe alzare la testa e riflettere. Quanti voli civili sarebbero occorsi per generare tutte queste scie? E, tutti quanti sono passati all’altezza necessaria e in condizioni ambientali adatte per generare scie di condensa? Per molti, neanche immagini come queste, in particolare quella sottostante, sono sufficienti a dimostrare che non possono essere scie di condensa queste! L’aereo con quattro reattori, ne ha due che creano scia e gli altri due no! La dittatura globale è già qui ora; prendetene atto! Il resto è finta democrazia, per un popolo  di orbi!





In un eccellente articolo, intitolato Presenze invisibili, Umberto Visani, focalizza l'attenzione sugli orbs e sulle sfere di luce, ampliando il discorso alle tecnologie militari riguardanti l'invisibilità. Correttamente l'autore osserva che l'industria militare è di almeno trent'anni più avanti rispetto alle tecnologie civili, a disposizione dei comuni mortali. E' dunque per lo meno plausibile che gli eserciti delle superpotenze siano dotati di sistemi stealth totali. A tale proposito, Visani osserva: "L'esame di video e fotografie in cui si vedono sfere di luce che producono scie doppie come comuni aerei non può non far pensare che, dietro una sorta di copertura visiva (cloaking in inglese) che induce a vedere esclusivamente un globo, non ci sia in realtà un velivolo con due motori sulle ali (rese invisibili) che rilascia le classiche scie degli aerei (con il termine 'classico' ormai è più opportuno indicare una scia chimica piuttosto che una di condensazione)". La tecnologia stealth fu escogitata per conferire l'invisibilità radar parziale a navi ed aeroplani, grazie alla forma del mezzo militare e di superfici radar assorbenti (R.A.S.). Inoltre l’aeromobile (o l'unità navale) deve essere dotato di bassa tracciatura termica (Infrared signature) affinché non venga localizzato attraversi sistemi all'infrarosso. Già nella metà degli anni ‘70 del XX secolo fu fabbricato il prototipo del futuro F117A, il cosiddetto aereo invisibile.

Il passo successivo fu l'invisibilità ottica: secondo Rashid Zeineh, ricercatore della società californiana Advanced american enterprise ed inventore dello Stealth technology system (S.T.S.), esiste già un apparato per l'occultamento visivo applicato ai cosiddetti U.C.A.V. (Unmanned combat air vehicles, ossia velivoli da combattimento senza pilota), ai veicoli terrestri e persino ai soldati: questo apparato garantisce un'invisibilità totale fino a sette-otto metri di distanza dall'osservatore. Pare che l'occultamento sia ottenuto con una serie di videocamere e proiettori che generano immagini dell'ambiente limitrofo sulla superficie del mezzo o del soldato che, in questo modo, si mimetizza con gli oggetti intorno.

Sembra, però, che nel caso delle sfere chimiche, la tecnologia usata per l'invisibilità sia un'altra: infatti questi ordigni, mentre percorrono la loro traiettoria in maniera del tutto assimilabile al volo tipico di un aereo, progressivamente assumono la sagoma di un velivolo, perdendo l'invisibilità. Ci si deve porre a questo punto per lo meno due domande: quale tecnologia determina l'occultamento ottico? Per quale motivo gli artefici dell'operazione "chemtrails" non rendono del tutto impercettibili gli apparecchi, lasciando che si scorga una sfera generante una doppia scia?
Al primo quesito non è difficile rispondere: sono disponibili materiali in grado di deviare i fasci di fotoni con cui gli oggetti diventano visibili all'occhio umano. La seconda questione chiama in causa i piani delle élites che, come già ammonì Carol Rosin, rilanciando le dichiarazioni di Werner Von Braun, intendono instillare la paura e l'ostilità nei confronti degli alieni. Per conseguire tale obiettivo è necessario insinuare il dubbio tra gli ufologi e l'opinione pubblica che extraterrestri malvagi usano delle sfere per disperdere veleni nella biosfera. E' d'altronde questa l'affrettata conclusione cui sono giunti alcuni ricercatori, dopo aver esaminato istantanee e filmati ove si notano cilindri e globi con scie. In tale contesto, s'inquadrano i singolari fenomeni in Norvegia ed a Mosca: nei cieli di Tromso (Norvegia) è stato osservato un vortice azzurro, sulla capitale russa una piramide. Vari studiosi hanno ipotizzato che siano state impiegate tecnologie atte a proiettare giganteschi ologrammi, intesi come esperimenti in vista di una falsa invasione aliena o di un'altrettanto falsa Parousia del Cristo, nell'ambito del famigerato Progetto Bluebeam. La saturazione dell'atmosfera con elementi e composti chimici e la sua trasformazione in qualcosa di simile al plasma, con l'irradiazione di onde elettromagnetiche in sinergia con il bario, paiono i presupposti adatti per la proiezione di un film in mondovisione. Una volta saggiata la reazione della popolazione, persuasa anche attraverso una capillare ed ossessiva campagna ad hoc, che le civiltà dello spazio sono tutte ostili, sarà possibile instaurare un governo mondiale di tipo totalitario, con il pretesto di difendersi dal "nemico esterno" contro cui incanalare l'astio e la xenofobia. E' una strategia vecchia come il mondo, ma purtroppo sempre efficace.

Fonti:U. Visani, Presenze invisibili, 2009, in X Times n. 14

lunedì 10 dicembre 2012

LA PIANCA


LA PIANCA
 Di Dario Giacoletto, in omaggio a Villanova Canavese.


Nell’anno 2012, nel comune di Villanova Canavese nella provincia di Torino, è stata costruita la rotonda dell’immagine sopra esposta. Per chi non conosce le motivazioni all'origine per una realizzazione del genere,  essa poco dice. Al limite può essere considerata una espressione artistica, forse una bizzarria. Per chi conosce la storia del paese, la motivazione della sua realizzazione, assume un valore particolare. Con il termine piemontese “pianca”, s’intende una passerella costruita con cavi d’acciaio che, nel caso specifico attraversava il torrente Stura di Lanzo adiacente al paese di Villanova, per comunicare alla frazione che stava oltre la Stura. Frazione detta appunto Oltrestura o Prati di Villanova.
 
 
 Causa le continue piene stagionali, (immagine sovrastante) il passaggio mediante le molteplici “pianche”, fu discontinuo, costoso, pericoloso, insoddisfacente. Costituì un problema locale di difficile soluzione, sino a quando fu costruito l’attuale ponte.
La rotonda di Villanova ripropone pertanto in forma miniaturizzata, la realtà locale ivi presente nel passato. Persino i massi posti in mezzo alla rotonda e simboleggianti il torrente Stura, da esso sono stati tratti. Il tutto, voluto dal Comune e dai volenterosi aderenti alla proloco locale. La “pianca” è pertanto il simbolo di Villanova Canavese; tant’è che esiste in paese, una associazione proloco che ha creato un notiziario detto appunto “La pianca”. Tutto ciò, rispecchia ancora oggi l’importanza che ebbe nel passato.


In epoca più recente, era usanza il Lunedì di Pasqua, andare a fare la camminata o la merenda, nei pressi della “pianca”. Era insomma un importante punto di riferimento. Prima ancora che s'iniziasse a passare sulle passerelle, il passaggio avveniva tramite un barcone o zatterone e pertanto, il luogo di passaggio veniva detto “il porto”. Da notizie dell’archivio comunale, è la data documentale più antica del porto, il 1620. Il porto però esisteva già prima e sicuramente erano anche adottate forme di guado, in base alle condizioni del momento e con pianche basse, costruite con travi portanti in legno. Quando la situazione economica lo imponeva, i cavi in acciaio erano un lusso e si ricorreva al legno locale. Lo zatterone, in italiano era detto "natante". La gestione del porto era assegnata annualmente, salvo diversamente concordato. Il porto con natante di Villanova, si alternò a quello di Robassomero. Ecco un documento relativo al porto con natante di Robassomero, per l'anno 1870, con passaggio dai gestori fratelli Chiadò ai coniugi Serra Carlo per lire770.


Nell’immagine sottostante, è visibile la Stura nei pressi della zona del vecchio porto di Villanova, dove in seguito alle piene, è venuto allo scoperto il livello dei fossili; tra cui grandi sequoie fossili di notevole interesse scientifico.

 
Del paese di Villanova C.se si hanno le prime notizie più antiche, datate intorno al 1100. In seguito fu costruito il ricetto, del quale l’immagine sottostante riprende quella che divenne via Villa. Era allora parte del feudo dei Baratonia e la sua storia è raccolta e riportata in: ”Note storiche di Villanova Canavese:IL PORTO E LA PIANCA” di Rodes Emma in Giacoletto, scaricabile:

Il Porto e la Pianca - Comune di Villanova Canavese

www.comune.villanovacanavese.to.it/.../villanova1... -
 
 Via Villa di Villanova
 
Foto Richiardi Paola 1932
Tipica Pianca del 1957
Pianca di Grange di Nole, anni 50. Niente cavi portanti in acciaio ma, legno locale.
 
 
Frazione Oltrestura: Piccola frazione in aperta campagna, con zone boschive. Apparentemente di poca importanza ma, interessante sotto l’aspetto storico archeologico. Qui sono state individuate, nei pressi dell’antica casa/forte poi cascina dei Puschi, le tracce dell’esistenza nel  passato, di un villaggio celtico. Questo villaggio è equiparabile a quelli individuati in zona e studiati dal professor Mario Catalano nelle Vaude. Ecco l’immagine di alcuni reperti:
Si tratta, al centro, di vaso in pietra ollare, eseguito al tornio (ovviamente quelli rudimentali di allora). La presenza di due colori nettamente opposti e non naturali, è motivata dal fatto che una parte del vaso è stata trovata dentro la cenere del focolare di un’abitazione; mentre l’altra è stata trovata sotto un embrice (grosse tegole di quel periodo) che, rilasciando il colore del laterizio, ha tinto la parte del vaso. Il reperto a sinistra è il fondo di un piatto sempre in pietra ollare e quello a destra, un pezzo di macina. Alle autorità competenti, è stata fatta segnalazione.
La frazione Oltrestura è importante poi a livello personale, perché qui ho svolto la mia indagare del mondo alieno ed esoterico.  Qui ho acquisito parte del materiale che presento in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2011/03/catalogo-presenze-aliene.html
Da Oltrestura, ho filmato  fotografato e documentato, presenze aliene del quale i più ne ignorano completamente la presenza e del quale, in parte  è resa pubblica mediante questo blog. Nella sottostante immagine, un’entità  eterea denominata Delta, ripresa a Oltrestura con sullo sfondo la montagna di Monasterolo.
 
Ora, un’immagine dei più noti “ORBS”:
 
Oppure, nell’immagine seguente, un “UFO” di tipo parafisico:
 
Qui però sto andando fuori dal tema del presente articolo, pertanto lascio con un’ultima osservazione: “Dalla rotonda di Villanova Canavese; si possono scegliere tutte le direzioni del mondo!”.