Presenze Aliene

lunedì 3 giugno 2013

LA VATICAN CONNECTION


LA VATICAN CONNECTION





..mentre i credenti credono e plaudono in piazza S.Pietro..

..mentre i credenti non sanno distinguere la fede dalla religione..

..mentre dilaga il parassitaggio religioso..


Tratto da internet:
LO SCANDALO dello Ior è soltanto la schiuma che viene a galla, ma le "cinque piaghe della Santa Chiesa" che il beato Antonio Rosmini enumerò quasi due secoli fa hanno prolificato ormai nella Curia romana in una sconfinata "coalizione anticristica di interessi", come la definiscono i cristiani di base. Una Vatican Connection, i cui fili uniscono in una trama ferrea le inverecondie politico-affaristiche della prima e della seconda Repubblica italiana. Senza dover tornare troppo indietro fino a Sindona, all'Ambrosiano, alla P2 o al riciclaggio nel Torrione di Niccolò V della tangente Enimont, madre di tutte le tangenti della prima Repubblica, basta ripercorrere le vicende che hanno segnato i tre lustri del berlusconismo per tracciare un compendio quasi completo degli scandali italici transitati in qualche modo nel Cortile di San Damaso. Dalla Protezione Civile ai Grandi Eventi, dai Furbetti del Quartierino capitanati dal pio legionario di Cristo Antonio Fazio, intimo del cardinal Gian Battista Re, alla P3 e alla P4; dal San Raffaele di don Verzé al grumo di interessi immobiliari di Propaganda Fide. In una folla di cardinali e faccendieri, ministri e affaristi, Gentiluomini di Sua Santità e bancarottieri, opusdeisti e massoni, cilici e compassi.
"Ma perché, arriva a chiedersi un prete di base come don Paolo Farinella, il Vaticano appoggia sempre i corrotti, i corruttori, i ladri e i manipolatori di coscienze? Perché si affida a Gianni Letta, coordinatore della rete di corruttela?". Sì, Gianni Letta, che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone definisce "il nostro ambasciatore presso lo Stato italiano", e la sua corte di disinvolti grand commis, di generali felloni e di spudorati faccendieri.
Non solo il ben noto Luigi Bisignani (che ha da poco patteggiato un anno e sette mesi di reclusione per lo scandalo P4), il quale si occupò del lavaggio della maxitangente Enimont e curava il conto "Omissis" di Giulio Andreotti allo Ior, ma anche l'altra eminenza grigia dell'ultimo decennio: il signore degli appalti truccati Angelo Balducci, il Gentiluomo di Sua Santità versato non solo nella corruttela del denaro e del potere, ma anche in quella indotta dalle sue abitudini sessuali, che ha rivelato persino l'onta di un giro di prostituzione maschile all'interno delle mura leonine, quelle che difesero San Pietro dai musulmani. "Angelo, gli sussurrava al telefono (registrato dai magistrati - ndr) il corista vaticano che gli procurava la "merce" tra i seminaristi, non ti dico altro: è alto due metri per 97 chili, 33 anni, completamente attivo"; "Ho un tedesco appena arrivato o vuoi stare col norvegese?". Questo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici prima dell'arresto e dell'espulsione dai Gentiluomini di cui faceva parte già dal 1995, dieci anni prima di Gianni Letta, titolare di un conto assai movimentato allo Ior, assurge definitivamente a fiduciario vaticano in occasione del Giubileo dell'anno 2000 al seguito del cardinale Crescenzio Sepe, oggi arcivescovo di Napoli, indagato per corruzione, che lo nomina supervisore delle ristrutturazioni e delle manutenzioni dell'immenso patrimonio immobiliare di Propaganda Fide. Un centro di potere e di affari opachi senza eguale. Ne fa una sorta di agenzia immobiliare per i potenti a condizioni di favore. Se un ministro come Pietro Lunardi vuole fare un business sicuro, Balducci gli procura un palazzetto di mille metri quadrati in via dei Prefetti a prezzo d'affezione. A chi non compra, Propaganda Fide fornisce appartamenti nelle zone storiche di Roma e Diego Anemone, l'imprenditore protagonista tra l'altro dello scandalo degli appalti del G8 della Maddalena (che comprò l'appartamento del ministro Scajola "a sua insaputa"), costato agli italiani alcune centinaia di milioni di euro, introdotto da anni in Vaticano da Balducci tramite monsignor Francesco Camaldo, ex segretario del cardinale Ugo Poletti e capo del cerimoniale pontificio, li ristruttura gratis et amore Dei. Intorno a lui, un sabba di prelati piuttosto sinistri. Da don Piero Vergari, priore della Basilica di Sant'Apollinare (dove fu sepolto il boss della banda della Magliana Enrico De Pedis) indagato per il rapimento di Emanuela Orlandi, a don Evaldo Biasini, economo dei missionari del Preziosissimo Sangue e gestore della cassaforte nera di Anemone e Balducci.


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