Presenze Aliene

domenica 28 luglio 2013

ABDUCTIONS:Il caso Giovanni Aquilante

Abductions:Il caso Giovanni Aquilante
di Dario Giacoletto


Con il termine abduction, ovvero rapimento, in ufologia s'intende l'ipotetica azione aliena di prelevamento di un essere umano. Spesso definito rapito o repeater. I rapimenti possono essere di due tipi: quello fisico, dove viene prelevato l'essere con il corpo e, quello in astrale ovvero viene prelevato l'essere senza il corpo fisico. In questo caso l'evento si presenta come OBE indotto, ovvero esperienza fuori dal corpo. In genere in questi casi l'esperienza assume aspetto mistico o sciamanico, comunque di contattismo per fini relativi allo stato di coscienza del soggetto. Il presente articolo però, tratterà unicamente il rapimento fisico e, ho scelto il caso Aquilante in quanto presenta aspetti tipici dell'abduction.


LA FINALITA' DEI RAPIMENTI
In base al prevalente pensiero umano, la principale motivazione sarebbe quella di studiare l'essere umano. Questo pensiero però, ha un lato debole. Possibile che gli alieni, dopo millenni che ci studiano, ancora hanno necessità di effettuare rapimenti per studiarci? Se sono qui, significa che sono molto evoluti rispetto a noi, pertanto gli studi dovrebbero essere terminati da tempo!.
La seconda ipotesi è che loro stanno conducendo studi di ibridazione e di elaborazione genetica per interessi loro. Anche questa ipotesi ha però un lato debole, in quanto non si spiega perché degli esseri che sono in grado di materializzarsi e di smaterializzarsi a piacimento in quanto padroneggiano la loro manifestazione, hanno poi necessità di lavorare sulla genetica e sulla fisicità umana! Occorre però considerare l'eventualità che vi siano motivazioni che ci sfuggono e che ipotizzerò più avanti; ma andiamo per gradi e consideriamo il caso di Giovanni Aquilante.


(Tratto da “Incontri del quarto tipo” di Gianfranco Degli Esposti)
La mattina di giovedì 9 dicembre 1954 a Gricignano d'Aversa, in provincia di Avellino, il contadino Giovanni Aquilante, di circa cinquant'anni, si era alzato come di consuetudine verso le sei per avviarsi al proprio lavoro sui campi. Atteso per pranzo, non avrebbe più dato notizia di sé, scomparso ufficialmente nel nulla. La sera di due giorni dopo, verso la mezzanotte, uno dei figli dell'uomo, Andrea, ed un altro membro della famiglia, scorsero nei pressi della loro abitazione, al di là del muretto, due esseri di bassa statura e dagli occhi fosforescenti. Sgomenti dalla visione, Andrea e il suo parente cercarono di avvicinarsi alle figure, ma non appena scavalcarono il muretto realizzarono che ambedue erano scomparse. Verso le sei del giorno successivo, Aquilante fece ritorno a casa:era scioccato e affamato, ma non pareva per nulla stanco. Alle reiterate richieste di spiegazioni sulla sua scomparsa da parte della moglie e dei figli evitò in un primo momento di rispondere, lasciando costoro interdetti. Un particolare che tuttavia incuriosì la famiglia fu che malgrado avesse costantemente piovuto durante quei due giorni di assenza del loro congiunto, questi era del tutto asciutto, dalle scarpe, ai vestiti, ai capelli. Qualche ora più tardi, cedendo alle invocazioni di chiarimento, l'Aquilante, chiamato in disparte un famigliare, si decise a parlare, narrando quella che parve essere a tutti gli effetti una storia incredibile ed assurda.
Quel mattino, incamminatosi come sempre sulla strada dei campi, si era imbattuto, all'altezza del casello ferroviario del paese, in << due strani individui >> , di bassa statura, << vestiti come l'arcobaleno >>, che, malgrado la sua forte struttura fisica lo avevano afferrato per le mani, sollevato da terra e trasportato in cielo. Altro dettaglio anomalo: l'uomo disse che ai suoi occhi (significativa precisazione) le due figure, alla stregua di << elastici >>, mutavano continuamente le loro dimensioni, in quanto ora apparivano come dei nani, ora come dei giganti. Dove e come avesse trascorse quelle quarantotto ore, non fu in grado di ricordare: unica immagine rimastagli impressa nella mente era quella dei due misteriosi esseri con i quali a suo dire aveva viaggiato attraverso il cielo e che, rilasciandolo nelle vicinanze della sua casa, gli avevano promesso che sarebbero tornati a riprenderlo.
..nel 1974 i ricercatori della sezione campana del CUN intrapresero una rivisitazione di quel lontano caso, durante la quale riuscirono a rintracciare il figlio del presunto addotto, Andrea, che era stato a sua volta testimone dell'avvistamento di quelle stranissime figure. Da costui appresero che il papà, Giovanni Aquilante, era rimasto fortemente segnato da quell'evento a livello fisico e psichico, tanto da trascorrere il resto della sua esistenza nel costante terrore di imbattersi nuovamente in quelle entità.


ANALISI DEL CASO
Occorre innanzitutto fare mente locale. Siamo nel 1954, in un paesino del meridione, l'informazione è scadente, niente televisione, pochi giornali, praticamente nulla l'informazione ufologica. Aquilante non possiede conoscenza del fenomeno ufologico e ancora meno quello dei rapimenti. Non è in grado di inventarsi una storia del genere che, per giunta lo ridicolizzerà agli occhi del vicinato senza nulla dare di vantaggioso in cambio. I particolari che dichiarerà, diventeranno di conoscenza anni dopo. Rapimenti quali quello di Enoch o di Elia, non riportano tali particolari. Vediamo quali sono i particolari:
  • Sono stati due giorni di pioggia, ma il soggetto si presenta come se non avesse piovuto. Se il caso fosse falso, il soggetto si sarebbe preoccupato di presentarsi pulito e asciutto, inducendo sospetto? Probabilmente, neanche considerò questo particolare che invece attirò l'attenzione dei famigliari.
  • Due strani esseri di bassa statura. Era ancora da venire l'informazione in base al quale i rapimenti sono eseguiti generalmente da alieni di bassa statura (i cosi detti grigi).
  • Occhi fosforescenti. Gli occhi di queste entità paiono essere effettivamente fosforescenti e luminosi, con vario grado di luminosità, in base allo stato del momento.
  • Vestiti come l'arcobaleno. Non ricordo di aver riscontrato in altri casi della casistica, questo particolare. Diversità di colori in gioco certamente; ma non l'arcobaleno.
  • Con forza superiore a quella umana. Ricorre spesso nella casistica dei rapimenti, la prevalente forza degli alieni. Occorre però ricordare che tutto è relativo e che, emerge dai contatti con gli alieni, il fatto che loro sono in grado di annullare la forza umana, sino al punto di immobilizzare a piacimento per tempi più o meno lunghi il soggetto. Agiscono come se una loro azione ipnotica inducesse a fare ciò che loro vogliono, annullando la capacità di reazione. Spesso i rapiti ricordano l'utilizzo da parte degli alieni, di una bacchetta che immobilizza. Un po' come la bacchetta magica delle fate.
  • Si sollevano da terra e lo portano in cielo. Gli esseri del rapimento sono in grado di volare, annullano la forza di gravità, sono in grado di tetrasportarsi a piacimento. Chi è nelle mani loro, benché umano, acquisisce se loro lo vogliono, le stesse loro facoltà. Nel 1954 questa idea era lontana anni luce.
  • Gli esseri sembrano elastici.. mutavano continuamente le loro dimensioni.. apparivano ora come nani, ora come giganti.. La loro fisicità è diversa da quella umana. Non è stabile se non nella misura in cui intendono esserlo. Per una comune persona, è arduo affermare che esiste questa sconcertante possibilità.
  • Cambiano forma. Impensabile era allora, l'idea che ci potessero essere entità aliene mutaforma. Ancora oggi la maggior parte della popolazione non ne ipotizza l'esistenza e pare cosa impossibile. Eppure, chi indaga l'ufologia riscontra che ciò corrisponde al vero (prima o poi scriverò un articolo sui mutaforma).
  • Non ricorda dove e come (nei particolari) ha trascorso il tempo. Siamo di fronte al vuoto temporale (missing time) e alla mancanza di memoria. Il dove nei cieli, è di difficile acquisizione, in quanto presuppone anche l'esistenza di spazio extradimensionale e questo non è facile da comprendere a livello umano.
  • Ricordo parziale e limitato dell'esperienza. Nei casi di rapimento, il ricordo è sempre più o meno parziale; benché a livello di subconscio, tutto il vissuto è stato memorizzato. Per la spiegazione si ipotizza che il soggetto rimuove l'informazione per suo “quieto vivere”; ma studi più approfonditi sostengono che il soggetto ricorda “quanto” è stato indotto a ricordare. Siamo di fronte alla manipolazione mentale aliena.
  • Promessa degli alieni di ritornare a prenderlo. Questo generalmente avviene; ma non sempre il ricordo cosciente lo conferma. I soggetti che subiscono il rapimento, a indagine approfondita dimostrano che i rapimenti costellano tutta la loro esistenza e, spesso includono altri componenti della famiglia sia a precedere che a seguire. Le interferenze coinvolgono consanguinei di più generazioni; esattamente come se gli alieni indagassero la trasformazione genetica che emerge dalle unioni degli esseri addotti. La domanda a questo punto è: “Unioni casuali o pilotate in funzione di un preciso piano?”
  • Il vissuto del soggetto, inciderà profondamente nella sua vita a livello mentale, emozionale e quindi psicologico. Anche se il soggetto rapito non ricorda; comunque il memorizzato non cosciente svolge una sua azione e inciderà nel modo d'essere del soggetto. Nella misura in cui ricorderà, elaborerà di conseguenza. E' questo il motivo per cui gli alieni inducono negli addotti un ricordo parziale che, non destabilizzi troppo, ma contemporaneamente sia aggancio per una maggiore presa di coscienza.



    IPNOSI REGRESSIVA
    L'ipnosi regressiva è quella tecnica ipnotica che consente di recuperare dalla mente del soggetto, materiale memorizzato e archiviato a livello di subconscio e inconscio. In stato di ipnosi regressiva, soggetti di tutto il mondo non in contatto tra di loro, hanno fatto emergere informazioni comuni e coerenti. Non escludo la possibilità che l'ipnologo sprovveduto o in malafede, possa condizionare il lavoro. Per questo motivo, dopo aver assistito a numerose sedute di ipnosi regressiva, mi sono chiesto se esiste la possibilità di pervenire alle informazioni rimosse, mediante altra tecnica. Ritengo che il mezzo esista e debba essere sviluppato.

    CONCETTO DI BENE E DI MALE
    A detta dei soggetti, ma anche a detta dei ricercatori, emerge l'amletico dubbio del bene e del male. Su entrambi i piatti della bilancia, è possibile porre del materiale. Chi ha ragione? Tutto è però relativo e, ciò che per uno è bene, per altro può essere male. La vera posta in gioco che trascende il bene e il male, è lo stato di coscienza. Se tu stai dalla parte del bene, ma subisci il male altrui, significa che il tuo stato di coscienza ancora non ti pone laddove il male non ti può scalfire. Quando sarai su quella posizione, il male non esisterà. Fino a quel momento il male altrui è stato strumento per la tua crescita. Questo va considerato sia nell'aspetto individuale che collettivo.


    NUOVO PARADIGMA
    Vediamo se è possibile ipotizzare un nuovo paradigma di pensiero, relativo alla questione abductions, che ne spieghi motivazioni e finalità:
    I rapimenti non sono effettuati in modo indiscriminato e occasionale, ma mediante logica selettiva generata a monte. Intendo per generata a monte, il fatto che il soggetto che viene rapito, ha a livello di anima accettato o concertato con i gestori del progetto alieno, il fatto che il corpo umano al quale darà possibilità di essere, la funzione che svolgerà da rapito. In una canalizzazione incentrata sull'argomento, l'entità comunicante così si è espressa: “ Se tu entità hai deciso, sei responsabile di quanto hai deciso. Se non hai deciso, sei responsabile di aver deciso di non decidere. Nell'universo intero, se per te non decidi tu, deciderà qualcun altro o qualche cosa.” Il messaggio non lascia dubbi. La responsabilità di quanto avviene per gli addotti e rapiti, sarebbe quindi responsabilità dell'anima e quindi dello spirito del soggetto in questione. La posta in gioco è alta; vi è chi sostiene, che la lotta è per il possesso delle anime. Io mi limito ad affermare che la posta in gioco è l'energia, compresa quella animica.
    Anche perché l'anima è, fonte di energia. Il piano alieno però, non spazia unicamente sulla questione energetica; ma interviene sulla genetica umana. Per quale motivo non possiamo ipotizzare che la genetica è espressione dello stato di coscienza? In fondo, quando cambia lo stato psicologico (e quindi di coscienza, applicato in quel momento, lo si riscontra colla psicosomatica), cambia l'espressione fisica. Le forme di ibridazione che sono avvenute e che stanno avvenendo, sono quindi un portare nel gioco della genetica umana, quelle informazioni che mediante le combinazioni guidate genereranno la sintesi voluta. Ogni gruppo alieno interverrebbe quindi in funzione del risultato a lui congeniale e, le anime in gioco, sarebbero da considerare come ripartite in gruppi di appartenenza. Se così è, questo nostro pianeta non è esattamente nostro, ma unicamente preso in prestito quale grande laboratorio di genetica e di stati di coscienza.  
    Occorre qui considerare l'esobiologia, i rapimenti di donne utilizzate quali fattrici e portatrici di genetica aliena (Il libro “Rapite dagli ufo” è ottimo per chi vuole indagare il problema). Occorre considerare tutte le forme di ebridazione che emergono dal passato; compresi i popoli apparsi e scomparsi improvvisamente, con tutte le discrepanze relative alla teoria evoluzionistica. Il fine ultimo potrebbe essere, l'esportazione della genetica elaborata, ma anche degli stati di coscienza, sintesi delle elaborazioni generazionali avvenute. Tutto questo, non certo casualmente, ma in conseguenza di un ben preciso “Progetto terra”.

    CONCLUSIONE
    Gli alieni che hanno rapito Giovanni Aquilante, avrebbero potuto cancellare dalla sua mente conscia ogni ricordo di quella esperienza. Così come è stato fatto per esperienze precedenti e altre seguenti, comprendendo anche le adduzioni relative al gruppo famigliare. Tutto sarebbe andato a finire nel dimenticatoio. Le entità hanno invece concesso uno sprazzo di ricordo. Soprattutto hanno imposto all'attenzione umana (dei famigliari e della società), il fattore tempo. Trattenendolo unicamente mentre dormiva, nessuno avrebbe saputo. Trattenendolo più di una notte e, lasciandogli una parte di ricordo, hanno reso possibile che il soggetto riferisse quanto vissuto e, ha reso possibile che oggi io scriva del caso Aquilante. In apparenza le abductions sono negative e, volendo si possono trovare prove. Siamo certi che non esistono anche prove positive?

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