Presenze Aliene

lunedì 21 ottobre 2013

COLONNE DI LUCE

COLONNE DI LUCE
e travi di fuoco
Di Dario Giacoletto


In seguito all’articolo relativo all’avvistamento ufologico  di Oropa, http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/09/colonne-luminose-oropa.html alcuni lettori mi hanno espresso il desiderio di avere maggiori informazioni relative a colonne di luce e travi di fuoco. Ecco quindi una raccolta di segnalazioni  nel tempo pervenute dalle cronache storiche. Teniamo presente che le colonne di luce o, colonne di fuoco nell’antichità, sono un elemento presente nella casistica ufologica e nella miracolistica. Spesso in passato si utilizzava anche “trave di fuoco”; ma questo termine si associa meglio ad essere identificato con il termine moderno di “astronave a sigaro”. Questi eventi erano allora considerati “prodigi” o “segni divini” di Dio o degli dei. In alcuni casi le colonne di fuoco, poste sia orizzontalmente che verticalmente, potrebbero essere state la causa di visioni di croci in cielo. Altro elemento presente nella miracolistica. In altri casi, travi e colonne, erano interpretati come segni premonitori di disastri o di sventura.


Immagine tratta dal libro Notabilia Temporum del 1465

La bibbia è il testo più famoso che parla di colonne di fuoco. In essa troviamo:
Da Esodo 13 "Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte."
Da Esodo 14:  "Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. 25Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero:
«Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!»."
Da Numeri 9 : "Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di notte aveva l'aspetto del fuoco. Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano. Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano; rimanevano accampati finché la nube restava sulla Dimora. Quando la nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non partivano. Se la nube rimaneva pochi giorni sulla Dimora, per ordine del Signore rimanevano accampati e per ordine del Signore levavano il campo. Se la nube si fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora riprendevano il cammino. Se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano: ma quando si alzava, levavano il campo."
Da Salmi 78 : "Li guidò con una nube di giorno e tutta la notte con un bagliore di fuoco."


Di colonne di fuoco si parla in molti testi sacri e in libri di cronaca storica. Riferisce Plinio il Vecchio, nella sua "Storia Naturale": "Travi brillanti apparvero all'improvviso dopo la disfatta navale che costò ai Lacedemoni l'impero di Grecia" (Cap. XXVI).

Un avvistamento clamoroso di trave di fuoco, accompagnato da sconvolgenti e funeste conseguenze, si ebbe su Bologna il 20 ed il 21 luglio del 1399, come riporta questa cronaca seicentesca, l'"Historia" del Ghirardacci:

"Alli vinti et il dì seguente di Luglio (quindi il giorno 20 ed il 21 di Luglio, N.d.R.) alle cinque hora di notte in Bologna, fu un grandissimo terremoto, che parea che il mondo tutto volesse ruinare. La Torre del Comune crollò, la campana grande, senza essere toccata, suonò tre o quattro colpi gagliardi, e nell'aria apparve una trave di fuoco ardente, che con grandissimo spavento ne andava al ciel volando, e le mura dell'Orto del Palazzo per dieci pertiche si risentì (cioè "si crepò" per una lunghezza di circa trenta metri! Si consideri che una pertica equivaleva infatti a tre metri, N.d.R.) ed in molti luochi si aperse, e cascarono molti merli del detto palazzo, con la ruina di molte case."

Il testo poi prosegue:

"A questo seguì un altro prodigio. Che alli 6 di Agosto il fuoco si accese sulla torre degli Asinelli (la torre più alta della città, 110 metri, N.d.R.) ed arse li corridoi e la torricella della campana, e se il custode non ne scendea restava nel mezzo delle fiamme... la campana che in basso cadde, in buona parte si liquefece..."


Quello che qui si descrive è un incendio atipico: scaturisce con estrema virulenza e genera una temperatura tale da liquefare una campana di bronzo!
Tuttavia, in un'altra cronaca, redatta oltre cent'anni prima, che non si riferisce all'evento dell'incendio della torre riportato, ma che analogamente mentre si verifica un terremoto, lo si colloca in simultanea con il passaggio di una trave di fuoco. Così scrive Matteo Palmieri, storico vissuto nel XVI secolo:

 "Venne il terremoto; fece di maniera crollare la torre del Comune... le mura del Palazzo si spaccarono e caddero molti merli. Si vide ancora una trave di foco per l'aria e si accese il foco sulla torre Asinella, il quale arse tutto il disopra. Crollò la campana, ed il custode ebbe gran pena a fuggire."

Qualcosa di molto simile si ebbe circa un secolo più tardi, precisamente nel 1520, a Hereford, in Inghilterra, come riporta il noto umanista rinascimentale Corrado Licostene, nome latinizzato di Konrad Wolffhart: una trave di fuoco di incredibile grandezza, apparsa in cielo, si abbassò verso il suolo sino a rasentarlo e bruciando un'infinità di cose; mutata quindi direzione, essa assunse in aria una forma circolare:

Nel libro datato 1465  "Notabilia Temporum" di  Angelo de Tummulillis, si descrive una "trave di fuoco" vista nel cielo durante il regno di Enrico IV del quale viene proposta la seguente immagine:



 Nella sua autobiografia il celebre artista fiorentino Benvenuto Cellini: (1500 - 1571) descrive lo strano fenomeno di cui fu testimone lui stesso assieme a un suo compagno di viaggio. I due stavano ritornando da Roma, a cavallo, verso Firenze, quando giunsero su una collina da cui si vedeva la città. Poterono vedere una enorme “trave luminosa” stagliarsi nel cielo sopra Firenze. Testo estratto dalla sua autobiografia:
“LXXXIX. Montai a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo poco di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d’accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: – Oh Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze? – Questo si era com’un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore.”
In tempi più recenti, anche in Italia si sono verificati casi di colonne luminose. Troviamo a  Napoli, 28/10/1727: Panico fra la popolazione, per la comparsa di una colonna di fuoco nei pressi del convento di S. Lucia. La si vedeva sia orizzontalmente che verticalmente e il fenomeno durò circa mezz’ora (tratto da: Gazette de Lisbonne, 8/1/1728).
Attualmente, fa parlare di se quanto avvenuto in Giappone. Numerosi testimoni hanno assistito alla presenza contemporanea di decine di colonne luminose nel cielo che, scendevano sino a terra. Il fenomeno è durato diversi minuti ed è comparso dopo un temporale eccezionalmente forte. Numerose le immagini riprese. Le prime indagini per accertarne l’autenticità ipotizzano che siano immagini non alterate. I testimoni asseriscono di non aver mai visto nulla di simile. Immagine sottostante:



Più correnti di pensiero tentano di spiegare questi eventi. Per il religioso è opera Divina, Dio interagisce cogli uomini manifestandosi con il suo mezzo volante. Per gli ufologi Dio è una entità aliena che opera col suo mezzo volante ovvero l’ufo. Per i negazionisti, le luminosità sono il frutto di fenomeni naturali, quali energie luminose. Fermo restando che vi possono essere fenomeni naturali che si manifestano con luminosità varie, ciò non spiega tutti quei fenomeni luminosi che provengono da una precisa fonte non naturale. Se la fonte è un mezzo volante o anche sott’acqua e non è prodotto da tecnologia terrestre, allora non può essere che aliena, ovvero estranea. Quindi a parer mio si tratta di mezzi alieni. Nel caso che si tratti di mezzi luminosi a forma di sigaro; si ha l’impressione che si tratti di trave di fuoco.



Nel caso invece che dal mezzo volante parta una luminosità proiettata a terra, abbiamo la colonna. In ufologia il fenomeno è relativamente frequente e spesso si parla di luce solida. E’ quella luce mediante il quale dal mezzo volante discendono presenze aliene e mediante il quale risalgono. E’ quindi un mezzo mediante il quale portato a bordo materiale, cose e anche i rapiti. E’ molto probabile che a creare il fenomeno delle colonne luminose, concorrano  più cause e quindi non si debba fare di tutta l’erba un fascio. Io stesso, assieme ad altre due persone, abbiamo costatato dalla Valmalenco, rifugio Cristina, un fenomeno strano e anche nuovo. Scattando foto al buio, al momento dello scatto si vedeva sul display di tutte e tre le fotocamere e contemporaneamente, una colonna luminosa persistente di colore rosso apparentemente in lontananza. Su nessuna delle foto fatte, era però presente la colonna luminosa. Il fenomeno è durato diversi minuti. Qualcuno ha riscontrato qualcosa del genere oppure è in grado di spiegarlo?
Qualcosa di altrettanto insolito è avvenuto altrove, vediamo la notizia:
Il turista Hector Siliezar di los Angeles ha visitato l’antica città Maya di Chichen Itza con la sua famiglia, ha scattato tre fotografie dal suo Iphone di El Castillo, una piramide che un tempo serviva come tempio sacro al Dio Maya Kukulkan. Si stava preparando un temporale proprio nei pressi del tempio, così Siliezar sperava di catturare delle scariche elettriche proprio sulle rovine. Nelle prime due immagini si notano soltanto delle nubi nere e minacciose sopra la piramide, cosa assolutamente normale in presenza di un temporale. Nella terza foto, tuttavia, si nota un potente fascio di luce uscire dalla piramide verso il cielo, mentre un fulmine lampeggia sullo sfondo. L’autore dello scatto ha affermato di non aver visto alcun fascio di luce personalmente, ma che questo si è reso visibile soltanto sul display della fotocamera e quindi sulla fotografia. Seguono attimi di eccitazione per quella magnifica visuale ripresa, tanto che Hector divulga la sua foto a compagni e turisti. Nessuno, nemmeno la guida turistica abituata a vedere foto del luogo, aveva mai visto niente di simile.


Mi permetto di esprimere però una osservazione, in quanto certamente sotto l’aspetto estetico immediato la colonna luminosa pare proiettarsi dalla piramide verso il cielo; nulla però impedisce di pensare che si possa invece trattare di un fascio che dal cielo si proietta a terra. Sempre per effetto estetico, nulla impedisce di pensare che la piramide non centri assolutamente nulla, in quanto il fascio potrebbe essersi manifestato più in lontananza ma, esattamente nella direzione della piramide.
Una domanda mi pongo: Il fatto che in alcune situazioni le colonne sono visibili a occhio nudo, in altre si vedono solamente sul display, in altre compaiono solamente sulla foto, in altre ancora probabilmente compaiono nelle immagini realizzate con tecnologia non abituale, non potrebbe spiegarsi col fatto che tutto ciò si verifica in relazione alla frequenza variabile della manifestazione luminosa? In effetti ultimamente la ricerca ufologica mediante la fotografia, si sta maggiormente indirizzando verso l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche in grado di spaziare su un campo di frequenza più ampio.



2 commenti:

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