Presenze Aliene

sabato 23 dicembre 2017

Si svelano gli arcani- Atto secondo

Si svelano gli arcani
Foto 0146-Atto secondo

Appena dopo aver pubblicato: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/12/si-svelano-gli-arcani-foto-dscf0146.html sui social si è scatenata la bufera. Apprezzamenti e applausi da un lato, ridda di contestazioni dall’altro. Contestatori a prescindere e troll in esasperata fibrillazione, a strapparsi le vesti di fronte all’ennesimo scandalo ufologico. Pochi coloro che non avendo capito, hanno posto domande sensate con l’intento di comprendere; ma veniamo al contenuto, rispondendo ai messaggi ricevuti.
Il primo messaggio dice: “Questo articolo è una bomba, una bomba atomica, anzi molto di più; perché scuote l’ambiente ufologico, lo attiva, ma soprattutto chiarisce tutta una serie di risposte relative alla foto in questione”.
Tra le persone con intento costruttivo, mi scrive il ricercatore Fabio Giardini meglio noto come FABIOSKY63, il quale mi fa osservare che anziché operare il confronto tra l’entità della foto 0146 e l’entità similare sul tetto della casa, come da immagine cinque, forse sarebbe stato più opportuno operare il confronto con entità della stessa tipologia tratte da altre foto della Valtellina e, mi inviava una comparazione effettuata tempo addietro.

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Alla comparazione faceva seguito il seguente messaggio:
Questa è la prima delle comparazioni effettuata la scorsa estate. Il soggetto è stato girato di 90° rispetto allo scatto 0146 al fine di confrontare postura e lineamenti per poter “confermare” che nel caso dei “manichini o pupazzi o costume” siamo GIA’ a 2 (due). Ma nel contesto della serie fotografica oggetto d’esame, arriveremo a 4 o 5 “pupazzi”, di oltre i 2,5 metri d’altezza cadauno. Ovviamente sviluppati APPOSITAMENTE per una messa in scena IMPOSSIBILE da realizzare. Che questi “prezzolati” indagatori del “nulla cosmico” PROVINO che le foto sono TUTTE false! Altro che “fregnate natalizie”.
Piccolo particolare: il braccio e la mano del soggetto di destra sono STATI TRASFORMATI in “una apparente radice” così come sarebbe conforme se fosse in opera in quel punto della foto, uno schermo elettronico di mimetizzazione! L’autore del presunto fake (siamo nel 2012) sapeva ANCHE QUESTA COSA? Ma mi faccino il piacere lor signori!
Fa seguito l’autorizzazione a pubblicare questa sua nota come commento. Preferisco invece utilizzarla quale spunto per il presente articolo, in quanto intendo SPAZZARE ALCUNI LUOGHI COMUNI e, ampliare il panorama comparativo relativo a questa tipologia di entità. Quindi alla comparazione FABIOSKY63 aggiungo alcuni tasselli.


Tra i commenti costruttivi espressi da testimonianze locali, spiccano i due seguenti che sintetizzo ai particolari: “…ne ho visto uno attraversarmi la strada l’anno scorso a novembre, mentre salivo da Sondrio. C’era la nebbia ma l’ho visto bene. Era uguale identico ai vostri. E’ accaduto vicino allo stabilimento della ditta Zafa di Torre Santamaria. A sentire in giro, non sono solo io ad averli visti, molti altri si sono imbattuti in questi esseri veloci che saltano come canguri.
Mi scuso di non dire chi sono, ma se lo faranno anche gli altri che hanno visto, mi associo”.
La testimonianza è interessante, in quanto conferma per iscritto quanto molte altre persone hanno affermato a voce. Ne sono state viste in tutta la zona valtellinese, ma il suo epicentro pare essere la Valmalenco. La seconda testimonianza va ben oltre, leggiamola:

Sono gestore di una attività in Valmalenco.
Profano di queste cose, anche perché personalmente non ho visto nulla ma non per questo nego a priori le cose.
Nel mese di Aprile un gruppo di turisti americani mi contattarono per soggiornare da me, chiedendomi espressamente se era vera la storia degli UFO, io con sincerità li informai che personalmente non ne avevo mai visti. Nonostante tutto, questa estate si presentarono.
 
Be...signori....potete anche non credermi, non cambia nulla per me, ma questi ragazzi dopo un'escursione nella zona delle dighe e dei 7 laghetti di Campagneda tornarono euforici mostrandomi alcune foto in cui apparivano queste creature. Anch'io ero sconcertato da quello che mi facevano vedere ma era così. Erano esattamente delle creature simili a quella della vostra foto.
Io voglio fare solo una riflessione dedicandola a tutti i miei paesani.... A volte è un atto di fede credere o non credere ma è malvagità sputare sentenze e calunnie contro tutte le persone che la pensano diversamente da voi o vedono quello che voi non potete vedere.

NON CREDETE! OK liberi di pensarlo ma dovete rimanere al vostro posto e incanalare le vostre energie in altre cose costruttive invece di prendere per i fondelli tutti gli altri.
Per il resto anche se non ho visto nulla, io rimango fiducioso che non siamo soli in questo universo e un po’ di fede in questi anni oscuri non guasta a nessuno anzi, può aiutare la gente a continuare a sperare, credere E ANDARE AVANTI NELLE SOFFERENZE.
Scusandomi di non indicare nulla di me, per non dare la soddisfazione ai denigratori che ne prenderebbero spunto per attaccare dicendo che tutto è una montatura pubblicitaria per la Valle, mi congedo, inviando un saluto a lei e a tutte le altre brave persone che lavorate con passione e serietà sul nostro fenomeno. UN FENOMENO, ESPRESSIONE, DI FEDE E DI VITA.

Certe volte mi sento nauseato da questo sistema generale all’italiana al quale devo assistere; poi però arrivano messaggi del genere, quindi il cielo pare più blu! Se poi dalla America vengono sino in Valmalenco per le presenze aliene e le riprendono pure, allora il cielo è più blu ancora!
In diverse occasioni mi è stato chiesto se queste entità sono pericolose. Così rispondo: E’ come chiedersi se gli umani sono pericolosi. Puoi trovare gli uni e gli altri, dipende da te dove vai a incocciare. Io non ho prove che quelle valtellinesi siano negative, nonostante ve ne siano di molteplici tipologie.
 Interpellato un testimone che asserisce di averle incontrate più volte (tipologia foto 0146 e non altre) circa la possibilità che possano essere pericolose, le ha definite nel dialetto locale, come dei “MATOC” che, tradotto in italiano significa “mattacchione, bonario, non pericoloso”!

AGLI ESPERTI DI FOTOGRAFIA
Sono stato subissato in questi anni dai presunti esperti di fotografia e fotoritocco. Costoro in sostanza sostengono la loro abilità nel produrre mediante fotoritocco, immagini come quella della foto 0146 e altre; pertanto la foto sarebbe stata alterata.
Caro esperto di fotografia, se nel momento in cui vai a valutare una foto e non sei in grado di distinguere una immagine foto/ritoccata da una foto genuina che presenta una anomalia generata da fattore non naturale, tu non sei un esperto di fotografia! Nella migliore delle ipotesi, sei un manipolatore di immagini, mediante fotoritocco.
Occorre però fare attenzione nel valutare i presunti esperti di fotografia che presentano questa evidente pecca; in quanto tra costoro ci sono quelli che non sanno fare la distinzione tra foto genuina anomala, rispetto alla foto intenzionalmente alterata, ma ci sono anche quelli che la distinzione la sanno fare; ma per posizione assunta e interessata (FABIOSKY63 dice: prezzolati), in quanto troll (disturbatori di professione), questa posizione assumono.
Quando in passato pubblicai la foto dell’entità accostata all’albero, fui insultato  accusato in molti gruppi di facebook con presenza di troll e presunti esperti di fotografia. Ora però spazziamo un luogo comune tanto caro a voi troll. Dovete decidervi se continuare a dire che le entità della Valmalenco sopra esposte sono dei manichini oppure sono immagini incollate, delle due una.
Tempo fa mi trovavo una sera a casa di un amico appassionato di ufologia, assieme a suo figlio quindicenne e si parlava della foto dell’entità accostata all’albero e di quella certificata. Io domandai al ragazzo cosa ne pensasse. Lui, orgoglioso di essere interpellato così rispose: A parere mio non si tratta di manichino, perché se fosse un manichino, la mano sarebbe quella del manichino e non sarebbe così. Non si tratta di figura incollata, per lo stesso motivo, perché nessuno incollerebbe una mano così. Quindi la spiegazione è un’altra e bisogna domandarsi perché la foto è così!
O santa pazienza!!! Ci è arrivato il ragazzino, ma non intendono arrivarci i presunti esperti!
Nessun falsario che non sia in stato di pazzia, se intende spacciare il manichino come entità aliena, lascia nella immagine una mano come quella dell’entità dell’albero!!!
Anche il più stupido dei burloni, farebbe qualcosa di meglio, ricordo che l’intento è quello di far credere che si tratta di entità aliena, non di evidenziare una mano non credibile! Fatto in questo modo, firma la sua deficienza e la sua condanna.
Ora cercherò di spiegare metaforicamente, quindi da non prendersi alla lettera, perché la mano dell’entità è così.
Se io fotografo una persona, la foto mi farà vedere quella persona per come è ripresa. Se io fotografo la stessa persona in uno specchio leggermente ondulato, io riprendo la stessa persona, ma mi sarà fatta vedere mediante una estetica leggermente diversa. Se lo specchio è maggiormente deformato, io non vedrò più la persona della prima o seconda foto, ma vedrò qualcosa di simile a un pupazzo umano! La foto è tecnicamente genuina, la persona era vera, il risultato estetico presenta anomalia! Poi arriva l’esperto di fotografia e dice: il pupazzo è stato incollato! Però non opera la scansione dei pixel intorno alla figura della persona, perché questa dimostrerebbe che non vi è incollatura. Poi vi è l’ulteriore esperto di fotografia e fotoritocco che agisce ancora diversamente. Ti prende la foto vera, opera un taglia e incolla senza nulla cambiare, quindi poi dimostra che la foto non è genuina, perché porta le tracce del taglia e incolla!
Complimenti a tutti, ma torniamo al fatto che lo specchio deformante fa vedere un pupazzo con sembianze umane.  Se ora poi gli specchi deformanti sono più di uno e interagenti, ad un certo punto non si vedrà più neanche il pupazzo.
Ebbene, le schermature, mediante una azione deflettente, ovvero di deviazione o distorsione della corretta immagine, generano un risultato di qualità decisamente superiore rispetto all’insieme degli specchi ondulati. Possono far apparire e scomparire a piacimento mediante modulazione, quanto intendono concedere alla costatazione umana. Poi anche loro hanno degli imprevisti e degli intoppi, quindi quando questo avviene, diventano visibili o fotografabili contro il loro consenso. La mano che prende forma di apparente radice, è la conseguenza della sommatoria di molteplici componenti deflettori, i quali hanno dato come risultato quanto compare in foto. Non significa che la foto è falsa e, neanche che è genuina la foto, ma alterata la scena.
SIGNIFICA CHE LE COSE STANNO COSI’ COME ESPOSTO, SI TRATTA DI IMPARARE A LEGGERE LE FOTO, DI SMETTERLA CON LE STRUMENTALIZZAZIONI.
Non intendo però affermare che ho esposto la verità assoluta. Intendo affermare che ho esposto una verità relativa, qualitativamente superiore a quelle precedenti e, in attesa di lasciare il passo a quelle sempre relative e migliori che matureranno.
Le foto a soggetto ufologico/alieno sono sempre eccezionali. Vi sono coloro che le accettano e altri che le contestano; ma entrambi commettono errore. Coloro che non le accettano, perché definiscono impossibile una realtà del genere. Quelli che le accettano come prova assoluta della realtà, perché quelle foto ti stanno facendo vedere unicamente “LA VERSIONE FOTOGRAFICA DELLA REALTA’! Pertanto una versione relativa e non assoluta! La foto dell’alieno vicino all’albero, non ti fa vedere come è esattamente l’alieno, ti sta facendo vedere la versione fotografica e null’altro!
Basta con il luogo comune dell’abboccare al credere o non credere; è molto più pratico il supporre e considerare. Impegna meno e ci concede di procedere più facilmente.


L’immagine sopra riporta tutta la serie fotografica realizzata dalla stessa persona, con la stessa fotocamera, negli stessi luoghi nel quale è stata scattata la foto 0146. Tutte le foto sopra hanno espresso piena e ineccepibile coerenza alla foto 0146, come riportato nella perizia forense. Quindi se la 146 è un falso, lo sono tutte queste e per tutte queste sono stati creati manichini di tutte le misure, in tutte le salse, portati poi a spasso sui monti valtellinesi, con tanto di fotografi al seguito. Se la 0146 è genuina, per ricaduta lo sono tutte quante.
Le foto certificate come genuine non sono però solamente queste. Anche il GAUS di Firenze ha fatto svolgere perizie di accertamento circa alcune serie di foto della Valmalenco e, anche in questi casi le foto sono state periziate come genuine. Se poi i troll, per dimostrare che le foto sono false, vanno a prendere gli articoli pubblicati da altri troll e, in alcuni casi da loro stessi con altro nome; ciò dimostra unicamente quale lerciume di mercato esiste nella ufologia italiana. Fenomeno presente anche in altri ambiti, e situazioni. Compresa quella degli opinionisti su misura in TV, confezionati a doc per manipolare la massa. Io non sarò mai invitato quale opinionista in TV.
Quindi, se tutte le foto periziate come genuine sono dei falsi, significa che è in atto una cospirazione di dimensioni colossali, considerando che persino l’Aeronautica Militare ha avvallato, quando ha reso pubblici due famosi casi della Valmalenco, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/04/valmalenco-ufo-desecretati.html le cui prime quattro foto sono state periziate come genuine da parte del GAUS.
Quindi, cari denigratori operatori del nulla elevato al cubo, rendetevi conto che avete già perso la vostra battaglia, perché la verità non è disposta a vendersi. Quelli come voi, vorrebbero poterla vendere e comprare. Per ora è tutto, ma solo per ora; perché qualcosa di ulteriore, sconcertante e non ancora detto, è avvenuto e altro avverrà.

domenica 17 dicembre 2017

Si svelano gli arcani-Foto DSCF0146

Si svelano gli arcani
Foto DSCF0146
dario.giacoletto@vodafone.it


La foto in questione è quella sottoposta ad analisi forense e, in quanto accertata genuina, presentata poi al Simposio Mondiale di San Marino 2017 ed in altre occasioni. L’analisi forense accertò e certificò la genuinità; ma non certificò ovviamente cosa la foto presenta in quanto a contenuto. Equivale a dire: LA FOTO E’ VERA, MA NON CI INTERESSA SAPERE COSA FA VEDERE. I denigratori dell’ufologia, che sino a quel giorno avevano sostenuto la non genuinità della foto, spiazzati dal dover ammettere che la foto è vera, immediatamente decidono di cavalcare l’opportunità che si presenta. Pertanto, ok. La foto è vera, ma non si tratta di entità aliena; si tratta di un manichino posto in loco. Onde dimostrare che di manichino non si tratta, pubblicai parte delle mie argomentazioni nell’articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/05/san-marino-il-giorno-dopo.html
Ritengo che le prove portate sono sufficienti per dimostrare che di manichino non si tratta ma, considerando che si poteva fare di meglio e, considerando il fatto che ancora vi sono in circolazione sostenitori dell’ipotesi manichino, decido di portare ulteriori prove per la messa a tacere degli ostinati.
Sin dalle prime valutazioni della foto, il ricercatore Fabio Giardini faceva notare che una parte del masso, quella parte che sta davanti alla presenza aliena, non era roccia come pareva, ma era un artifizio e, lo sosteneva presentando quanto compare nella sottostante foto 4, particolare B.
La cosa migliore da farsi ora, onde accertare che di artifizio si trattava, diventa quindi quella di recarsi sul luogo a riprendere la stessa scena, dalla stessa distanza, con stessa fotocamera, mediante lo stesso autore della foto e, con uguali o simili condizioni di visibilità. Se il masso si presenta con estetica diversa rispetto alla foto 0146, tutto ciò che è differenza, si può imputare ad azione artificiale.

Non è stato possibile portare l’autore della foto sul posto, che peraltro non dispone più della stessa fotocamera, ci siamo pertanto limitati a seguire le indicazioni fornite da l’autore, sia per l’individuazione del masso, quanto per la posizione dal quale aveva scattato le foto. 


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A tale scopo si è recato sul posto, ai fini dell’accertamento, il collaboratore Felice Sirtori e suo assistente. La prima cosa accertata è che la foto 0146 è stata scattata da circa mt. 300. Cosa che mette in evidenza quanto affermato dall’autore, ovvero che da quella distanza è improbabile che si possa distinguere un essere in mezzo alle rocce, più o meno dello stesso colore. Poco probabile sarebbe poi scattare ben sette foto ad un masso che, sul momento è un masso qualunque. Così ha però spiegato l’autore: Mi era parso di vedere come dei piccoli lampi o brillamenti in quella zona, quindi ho deciso di scattare foto in quella direzione. L’autore non era nuovo a questo genere di fenomeno e già ne conosceva le ragioni. Le foto poi hanno confermato.
Felice scatta foto dallo stesso punto; però l’utilizzo di una fotocamera con ottica inferiore, portata al limite dello zoom, in una giornata meno luminosa, non consente lo stesso risultato. Avvicinandosi al masso migliorano le foto, ma cambia leggermente la prospettiva. Si arriva quindi al masso in questione che, si presenta come da sottostante foto 2.
Sino ad ora, tutte le valutazioni che erano state fatte della entità o presunto manichino, non avevano tenuto conto delle dimensioni del masso. Da ora in poi scopriremo che, determinando l’altezza del masso, è possibile mediante una comparazione che si basa sulla logica delle proporzioni, stabilire l’altezza ipotetica, che però si avvicina certamente al reale, dell’entità o manichino che sia. L’altezza del masso corrisponde a circa mt.3/3,20

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ALTEZZA DELL’ENTITA’ ALIENA
 Se l’entità era posta appena dietro il masso e la testa è alta circa 1/5, corrisponde a circa cm. 60/65. Se l’entità era posta dietro la protesi e questa era appena davanti al masso, diminuisce l’altezza e possiamo ipotizzare cm. 60, ma non ci può essere grande differenza. Quindi, se l’entità era dietro il masso oppure dietro la barriera, era alta all’incirca mt.2.50/2.70. Alla faccia del manichino portato in un posto del genere a più di mt. 2000 di altitudine, per di più aggiungendovi anche la barriera antistante!!! Senza dimenticare che nelle altre sei foto utilizzabili della stessa serie, sono riscontrabili altri numerosi manichini meno visibili e di altre dimensioni. Per di più le foto dimostrano che questo manichino aveva la facoltà di cambiare continuamente posizione ed estetica! Si ravvedano gli ostinati ad oltranza; non si tratta di manichino! Più si va avanti nell’approfondimento, più siete alle corde!
Da oggi possiamo quindi affermare che questa tipologia di entità, seppure esteticamente simile ad altre di bassa statura, si possono considerare dei veri e propri giganti. Ancora una volta debbo/dobbiamo, rivedere precedenti posizioni. Dover rivedere le opinioni non è mai simpatico, in quanto subentra l’orgoglio leso; ma ben vengano nuove acquisizioni, in quanto solamente così si procede nella ricerca. Nella foto 2 è ripresa una persona di oltre mt.1,80 di statura, che fa capolino da dietro il masso, stando leggermente curva in avanti. Come si può osservare, la persona non si trova nella stessa esatta posizione dell’entità della foto 0146; in quanto l’entità è dietro la barriera e non il masso. La comparazione della foto 1 evidenzia quanto affermato.

BARRIERA OCCULTANTE
Mediante la comparazione evidente sopra con l’immagine 1, emerge chiaramente quanto sostenuto da Fabio Giardini: La foto 0146 presenta un artifizio o protesi, che cambia l’estetica del masso in una certa zona. Non disponendo di certezze, la definisco come barriera occultante, precisando che è però da accertare se effettivamente è una barriera intenzionalmente occultante e non un qualcosa che in quella circostanza casualmente occultava. Questo dubbio sorge in quanto anche in altre occasioni sono state riprese barriere del genere in zona, come ad esempio nella foto sotto; ma non ne è mai stata chiarita la reale funzione.

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Tornando alla foto 0146, quello che si può affermare è che esteticamente la protesi o barriera, si presenta come una lastra di non definito materiale e quindi consistenza, dello spessore di alcuni centimetri. Interessante sarebbe anche comprendere cosa sia quella figura che interrompe l’uniformità della lastra, generando un apparente braccio alieno. Si potrebbe ipotizzare che è una finestratura che ci fa vedere lo sfondo retrostante, ma è da accertare e provare.
Altro quesito che la lastra pone, è se questa si trova aderente al masso, oppure è posta leggermente davanti, apparendo in foto come schiacciata sul piano del masso. Se noi fossimo qui a valutare una scena normale, saremmo indotti ad affermare che la lastra si trova nella parte appena antistante la parte sinistra del masso.

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IPOTESI INGANNO ESTETICO
Nel nostro mondo che definiamo normale, si possono verificare degli aspetti estetici ingannevoli. A maggior ragione si verificano quando sono presenti schermi ottici occultanti di matrice sia aliena. La scena in questione, ovvero lo spazio tra chi ha scattato la foto e il masso in questione, presenta certamente forme di interferenza da schermi ottici attivi e occultanti. Ciò si palesa dal fatto che lo sfondo della montagna, nonché in particolare la zona intorno alla presenza aliena, in foto appare fortemente alterata e, si evidenzia maggiormente quando si va a valutare la comparazione sottostante delle sei foto. Se si scattano sei foto in sequenza nel mondo normale, avremo sei foto uguali. Al limite se vi è una nuvola che sta passando, cambierà la luce, ma le foto saranno uguali o al limite estremamente simili nel loro contenuto. Se invece si scattano sei foto mentre si ha davanti uno schermo ottico attivo, se questo è stabile le foto saranno uguali nel presentare l’inganno; ma se lo schermo è instabile, noi avremo sei foto decisamente diverse. Per di più la scena della foto 0146 fa supporre che gli schermi attivi e instabili tra il fotografo e la roccia, fossero numerosi ed interagenti. Se così sono andate le cose, ipotizzare che l’entità aliena e la protesi che gli sta di fronte potessero anche non essere adiacenti il masso, diventa teoricamente ipotizzabile. Dalle fotografie del mondo normale, noi umani siamo in grado di dedurre le varie profondità (distanze) della scena. Dalle fotografie con presenza di schermi ottici, perdiamo la possibilità di stabilire le precise distanze e, tutto viene schiacciato sullo stesso piano di fondo.
Ecco perché diventa teoricamente ipotizzabile che l’entità aliena non si trovasse realmente dove si può affermare che fosse. Questa ipotesi potrebbe avere una ragionevole possibilità di essere, se l’entità fosse stata fotografata davanti al masso, oppure se quel masso non ci fosse. Il fatto però che l’entità fa capolino proprio come se la sua postura fosse in coerenza e condizionata dal masso, indirizza verso l’ipotesi che si trovasse esattamente dove la vediamo, ovvero dietro la barriera artificiale e dietro il masso. Quanto detto sopra, più che altro serve per far comprendere uno degli aspetti relativi alla fotografia di cose non normali. In situazioni del genere, di solito i troll/denigratori affermano: Fotografia con anomalia estetica equivale a falso fotografico. Io affermo: Fotografia con anomalia estetica significa scena non convenzionale, ma non per questo non genuina; con denigratori che svolgono il loro lavoro.

MARCHINGEGNO O ARTO?
Nella foto 4 ingrandimento C, davanti alla mano del braccio alieno, vi è qualcosa con forma ovoidale. E’ posto dietro la barriera e, se ne vede unicamente una parte. Ipotizzare che sia una roccia non è possibile in quanto la foto 2 non presenta massi del genere in quel punto, ma neanche si presenta come tale nella 0146. In altri casi sono state riscontrate entità che volano o si spostano sopra dei piccoli mezzi volanti e, la cosa era accertabile; mentre in questo caso si potrebbe anche ipotizzare, ma non vi sarebbero prove certe. Faccio notare come la zona antistante l’entità, in particolare la roccia, addirittura pare sfumare e perde la definizione nei particolari. Una valutazione più approfondita si può fare comparando l’insieme delle sei foto; dal quale si riscontra che il presunto manichino cambia estetica continuamente e ciò, non si adatta ad un manichino. Costantemente cambiano anche altri particolari, quali l’estetica della barriera presente in modo evidente solamente nella 0146 e foto seguente, ma non nelle altre. Stessa cosa dicasi del così detto marchingegno e di tutta una serie di altri particolari che si evidenziano mettendo a confronto non solamente la zona del masso come nel collage 6, ma le intere fotografie. Queste valutazioni evidenziano un dato di fatto certo: MENTRE SI SCATTAVANO LE SEI FOTO IN QUESTIONE, PIU' LE ALTRE, LA SCENA NON ERA STABILE, MA IN CONTINUA EVOLUZIONE. Tutta una ulteriore presenza di particolari riscontrabile nelle diverse foto lo confermano.
Mentre sto preparando questo articolo, un lettore mi invia inaspettatamente una foto presa dal web dicendomi: Le invio questa foto in quanto l’entità è molto simile a quella della foto certificata. Provvedo alla comparazione, ed ecco il risultato.

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Ringrazio il collaboratore in quanto questa foto è estremamente utile. Intanto occorre dire che le due entità sono della stessa tipologia, ma non sono la stessa, seppure molto simili. Per giunta entrambe stanno adottando la stessa postura ma in modalità specchiata. Un particolare che immediatamente si nota e che ci interessa, è la gamba sinistra piegata che fuoriesce dalla barriera in entrambi i casi. Intanto notiamo che queste entità hanno arti molto esili; ma ciò che emerge è che il presunto marchingegno della foto 0146, molto probabilmente altro non è che la gamba dell’entità. Ciò che ha tratto in inganno è quanto al momento dello scatto fotografico, stava interferendo con l’estetica corretta dell’arto. 


SINTESI FINALE
Quel giorno nella zona adiacente a quel masso era presente una scena che va oltre la più fervida immaginazione. Nel visibile umano, poco o nulla era riscontrabile, se non a persone già addentro a questa tematica. Mediante la fotografia, non sono solamente sette le foto scattate ma una numerosa serie riprende tutta la zona, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/08/entita-ombra-982012.html è possibile affermare che erano presenti numerose entità aliene di tipologia diversa. Per inquadrare la possibile scena è necessario comprendere quali sono, almeno alcuni, i loro espedienti per mantenersi nell’invisibilità; ma soprattutto occorre comprendere quali sono i limiti umani, circa la possibilità di vederli. La vista umana è compresa entro una banda di percezione visiva limitata. Come se non bastasse, loro possono stare dentro il visibile umano, adottando però sistemi di modulazione dell’invisibilità. Motivo per cui loro sono lì e potrebbero essere visibili, ma siccome sono schermati, sono invisibili. Diventano fotografabili ma non visibili, in base alla modulazione delle loro schermature, oppure in presenza di imprevisti o incidenti tecnici loro. Le loro schermature giocano con la luce e, quando la modulazione non è perfetta, noi vediamo dei brevi lampi o flash. Questo è anche quanto affermato da l’autore della 0146 e, va agganciato a questa tipologia di entità e non ad altre di altro genere, non tecnologiche. Per ulteriori informazioni circa schermature e forme di occultamento, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/02/velatura-e-schermatura.html
Inserisco la sottostante foto 7, in quanto mi pare un ottimo esempio di ripresa di schermatura attiva. Osserviamo che nella foto, in cielo vi sono luminosità che possono essere viste se abbastanza evidenti e persistenti, oppure possono apparire e scomparire con brevi flash. Ecco perché occorre fotografare comunque quando si presentano questi ingredienti, come si è verificato in occasione della foto 0146. Perché in foto si vedrà di più di quanto è stato visto ad occhio.
La foto 7 fa vedere la presenza di schermature, le quali possono essere estese sul territorio, oppure essere di più ridotte dimensioni, quindi nascondere solamente ufo di piccole dimensioni o entità. In base alla modulazione oppure ad eventuali problemi tecnici, possono generare in foto, tutta una serie di aspetti estetici. Contemporaneamente possono essere presenti più azioni schermanti che si sovrappongono, generando caos estetico nelle foto. Cosa che fa immenso piacere ai denigratori dell’ufologia, i quali grideranno a squarciagola che si tratta di falso. 
Non fatevi condizionare, se avete delle foto con vistose anomalie non buttatele, inviatele che le valuteremo.

Un grazie particolare a Felice Sirtori e collaboratori per la solerzia dimostrata, la cui nota tra le altre cose dice: “Ti invio la serie di foto, scattate da diverse distanze ed angolature, che riprendono il luogo ed in particolare il masso dietro il quale fa capolino il simpatico "alieno". Raggiungere il luogo preciso, per scattare alla distanza ravvicinata come rappresentato in alcune immagini, è stato tanto disagevole da ritenere l'ipotesi "manichino" assai remota. Etc.”

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In seguito all'articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/12/ufo-invaltellina-spazziamoi-luoghi.html ho ricevuto l’ennesima seguente osservazione diventata luogo comune, che pertanto intendo spazzare. Alcuni lettori hanno sollevato una obiezione dal seguente tenore: Lei Giacoletto pubblica molto materiale ufologico relativo alla Valtellina. Quanto dice offre la sensazione che lei si trovi stabilmente in Valmalenco/Valtellina; mentre invece lei abita in provincia di Torino, quindi così non può essere.
Risposta: E’ vero, io abito in provincia di Torino e non posso essere presente in Valtellina, tanto quanto vorrei; ma ne sono comunque un frequentatore. Per ovviare a questo inconveniente, mi sono semplicemente organizzato. In seguito all’invito rivoltomi da alcune persone interessate all’ufologia valtellinese, iniziò questa mia interessante avventura in Valtellina/Valmalenco. Subito divenne evidente che io non avrei potuto seguire le vicende locali come sarebbe stato opportuno. Quindi richiesi a coloro che mi avevano invitato e agli appassionati della ufologia, di fungere da collaboratori. Tra costoro vi era appunto tale Felice Sirtori, ricercatore sondriese, nonché precursore della ricerca in loco assieme a Enrico Rossi, Michele Farina, Nicola Angarano e altri.

Felice è un assiduo frequentatore e conoscitore della Valmalenco, con riferimento abitativo in quel di Lanzada. Assieme ad altri soggetti che preferiscono al momento l’anonimato, hanno portato avanti gli accertamenti al posto mio. Pertanto quanto ho ottenuto io è il risultato di un lavoro collettivo e non individuale. Avere a disposizione un collaboratore come Felice, è una grande fortuna. Quando io sono andato a intervistare personaggi locali, testimoni di eventi ufologici, parlavo ovviamente in italiano; ma l’italiano non è gradito dai locali che non ne fanno uso quotidiano. Quando invece ci va Felice, con la sua parlata in dialetto locale, ottiene un risultato decisamente superiore, perché scavalca quella reticenza ancora presente nei confronti di coloro che vengono da fuori. Colgo pertanto l’occasione presente, per invitare testimoni ed interessati, a rivolgersi direttamente a: felice14359@gmail.com Assicuro che sentir parlare di ufologia nel dialetto locale, è un piacere non facilmente comunicabile.





venerdì 8 dicembre 2017

Ufo in Valtellina: Spazziamo i luoghi comuni



UFO in Valtellina:
Spazziamo i luoghi comuni

Il presente articolo trae motivazione dal commento inviatomi dal lettore del blog Domenico Crippa, il quale scrive: E’ mai possibile che in ufologia si parla sempre per luoghi comuni, come se le cose che tutti dicono sono per questo dimostrate, così come l’affermare che tutto è falso, per il fatto che esistono dei falsi, significa che tutto è falso? E’ mai possibile che nel web e nei forum di discussione, coloro che nulla hanno da dire, hanno sempre da dire più degli altri?
Condivido l’osservazione di Domenico, formulata all’indirizzo dell’ufologia in generale e che, potrebbe essere espressa in riferimento a molti ambiti della realtà umana. La questione sarebbe però troppo estesa, anche se solamente riferita all’ufologia in generale, quindi devo ridurre. Tratterò quindi alcuni luoghi comuni emersi o emergenti in riferimento all’ufologia valtellinese. Onde chiarire possibili fraintendimenti, chiarisco cosa intendo per “LUOGHI COMUNI” in questo articolo: Affermata opinione comune o comunque di un certo numero di persone, in merito a fatti o cose, verificatosi realmente o meno.

 La personale risposta a Domenico, la riservo in fondo all’articolo.

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Nell’ultimo periodo diversi lettori della Valtellina hanno fatto notare la riduzione di articoli a riguardo della ufologia valtellinese, sia in questo blog, quanto su giornali della zona. Si domandano pertanto se il fenomeno si va riducendo e perché. Come già risposto ad un lettore in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/12/salto-di-qualita.html Il fenomeno non si sta riducendo. Altre motivazioni hanno determinato questo luogo comune. Da parte mia mi sono concesso un periodo di rilassamento relativo, motivato anche dall’intento del dare tempo all’opinione pubblica di adeguarsi nell’assimilare il fenomeno; ma anche per calmierare il bollore del pentolone ufologico valtellinese. In merito a questo argomento un lettore della zona valtellinese ha inviato il suo interessante commento all’articolo di cui sopra; nel quale afferma:
 Essendo io sul posto mi sento in dovere di confermare che il fenomeno in Valtellina non si è fermato ma al contrario si è esteso dalla Valmalenco, suo epicentro, anche alle valli limitrofe. Hanno fatto un salto di qualità, CREDO. Ora si vedono formazioni di luci che prima non si vedevano. Da Livigno a Chiavenna molti vedono e molti riprendono foto e mandano il materiale ai giornali locali e non. Ma il risultato è il nulla.
A quei pochi che si mettono in gioco gli viene risposto con garbata ipocrisia: "grazie per l'invio del materiale ma al momento siamo pieni di notizie, pertanto le terremo in archivio per tempi più favorevoli.
Ed ecco che, il gioco e fatto, la voce vera della gente viene accantonata e messa nel dimenticatoio e tutto si eclissa nell'ombra della ragione. Non mi soffermo ed evito sulle prese per il sacro rotondo sulle piattaforme, se uno si permette di parlare di queste cose. L'invidia probabilmente rende cechi già chi è reso orbo dalla sua ignoranza. In occasione invio alcune foto che fanno capire bene quello che volevo segnalare.
Fa seguito l’invio di tre foto attestanti quanto riportato nel messaggio. Eliminiamo il luogo comune in base al quale il fenomeno si sta riducendo. E’ stata ridotta l’informazione e si comprende il perché: I giornali locali hanno operato un significativo passo indietro, come da probabile indirizzo superiore. Non potremo sperare di vedere pubblicate sui giornali foto come la sottostante; in cui compare il vescovo Diego Coletti mentre impartisce la messa al Pizzo Scalino nel 2010, con tanto di ufo sopra le teste e davanti agli occhi di tutti, come riportato in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/12/i-mille-volti-della-valmalenco.html

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Intanto contemporaneamente dal programma LE IENE del 19/11/2017 ci arrivano notizie sconcertanti come la seguente: http://www.quicomo.it/vescovo-coletti-le-iene.html Probabilmente vi sarebbero anche da sfatare alcuni luoghi comuni relativi all’ambito religioso; ma soprassediamo e andiamo oltre per la nostra strada.
Altro luogo comune da parte dei detrattori dell’ufologia della Valtellina, recita che tutte le migliaia di foto le quali costituiscono l’ormai nutrito archivio, altro non sarebbero che il prodotto di pochi falsari mentecatti. Intanto sul piatto della bilancia io metto le foto suffragate niente meno che da analisi forense e, scusate se è poco; ma soprattutto non è assolutamente vero che le migliaia di foto sono opera di pochi autori. Molti di questi sono stati indicati con nome e cognome, compreso il mio, altri con le iniziali, altri sono noti ma non resi pubblici al momento. Altri ancora mi hanno inviato il loro materiale dicendomi: “Quando si esporranno tutti, mi esporrò anch’io”.
Ma non solamente non si tratta di pochi autori locali; in quanto hanno prodotto materiale a sostegno anche molte persone che occasionalmente si trovavano in Valtellina e non sono dei locali; quali villeggianti, turisti, alpinisti, oltre agli specifici cacciatori di immagini che intenzionalmente si recano in Valmalenco a fotografare. Ma non solamente questo.
In molti casi gli autori delle foto, neanche si erano accorti di ciò che avevano ripreso, o quantomeno quando si erano accorti non avevano compreso cosa avevano ripreso. Pertanto l’ipotesi ufologica neanche era stata ventilata sul momento. In conseguenza di ciò, molte foto della Valtellina riproducenti fenomeni ufologici, sono oggi presenti nel web come foto di panorami o altro, senza che l’autore neanche immagini cosa ha ripreso. Quanto affermo è facilmente dimostrabile e, non è detto che non si possa in seguito dedicarvi uno specifico articolo. Pertanto, cari pellegrini contestatori dell’ufologia valtellinese, mettetevi il cuore in pace.

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Se poi il cuore non ve lo volete mettere in pace, faccio notare che esiste un altro luogo comune che intendo sfatare. E’ opinione diffusa che il fenomeno ufologico valtellinese ha avuto inizio intorno al 2010 e per alcuni detrattori, a causa di alcuni personaggi che oggi ne attesterebbero l’esistenza. Ebbene questa affermazione è completamente falsa. Non solo sono stati individuati casi che vanno indietro nel tempo, come ad esempio quello di Livigno del 17/8/1996, oppure quello datato 1952: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/12/lufo-del-bernina.html
Volendo è comunque possibile andare più indietro; ma non solo questo. E’ possibile formulare un diverso ragionamento che ci fa approdare ad una nuova sconcertante costatazione che ora vi espongo. Un dato di fatto riscontrabile oggi, è che almeno la metà delle foto a soggetto alieno/ufologico, sono state scattate senza che il fotografo vedesse o fosse consapevole di quanto ripreso. Se così è la realtà di oggi, significa che a maggior ragione così era anche la realtà di ieri. Se un certo numero di foto a carattere ufologico di oggi, sono presenti in internet e nei social senza che l’autore se ne renda conto; molto probabilmente è avvenuto anche per quanto riguarda le foto del passato. Quindi, coadiuvato da un certo numero di collaboratori che ringrazio, siamo andati in internet a scandagliare le foto del valtellinese, sia recenti quanto antiche, per accertare se il fenomeno va indietro nel tempo e, quanto sono presenti foto pubblicate senza che l’autore fosse consapevole della presenza ufologica. 

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Ebbene, il risultato della ricerca è stato sconcertante e alla portata di tutti. Mi propongo di proporlo in seguito in modo approfondito e sono certo che desterà sorpresa in molti e sconcerto tra i detrattori. Intanto per il momento affermo che così come oggi in molti riprendono ufo ed entità aliene senza rendersene conto, così avveniva in passato. Ovviamente tenendo presente il diverso numero di scatti fotografici di oggi rispetto al passato.
Da oggi quindi i pellegrini sostenitori dei falsi ufologici della Valtellina, dovranno arginare anche il fenomeno delle ipotetiche foto false nel passato. A questo proposito faccio notare un piccolo particolare: I pellegrini denigratori, utilizzo questo termine per indicare una precisa circoscritta categoria, sostenitori della: “TUTTA FALSA L’UFOLOGIA DELLA VALTELLINA” affermano che ci sono i falsari, ma nulla hanno mai fatto per mettere in piazza i veri falsari, nonostante almeno di uno si sappia nome e cognome. Tutta la loro commedia indirizza verso altro obiettivo o personaggio; perché??? Questa però per il momento è solamente una postilla da valutare in seguito, andiamo oltre.
Come costatato e facilmente dimostrabile, per quanto riguarda l’informazione da parte dei giornali locali (non consideriamo gli altri), vi è stata una calata di saracinesca, con tanto di benedizione papale. Questa azione ha dato avvio ad un nuovo luogo comune: Il fenomeno si sta esaurendo!

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Come affermato nel messaggio sopra riportato, ciò non corrisponde al vero, anzi sostiene il teste, si sta incrementando. A questo proposito, affinché non si crei altro luogo comune, espongo la mia tesi.
Ipotizzando un osservatore il quale ha seguito il fenomeno ufologico della Valtellina sin dal suo emergere; ha riscontrato che in passato erano solamente voci vaghe dei locali valligiani, poi testimonianze più specifiche, quindi le prime foto, poi dal 2010 a seguire, una intensificazione sino ad oggi. E’ corretta questa lettura? Io sostengo che questa lettura è legittimata dai riscontri pervenuti, pertanto sotto un certo aspetto corretta. Non è assolutamente corretta invece, se si intende leggerla in modalità più appropriata. La lettura dell’ipotetico osservatore valuta quanto è emerso, non quanto è! Valuta l’iceberg per quanto fuoriesce dal mare, non per quanto sta sotto. A decidere quanto dell’iceberg sarà reso visibile, sarà la forza sottostante. Pertanto rispondo all’autore del messaggio, il quale sostiene che il fenomeno ha fatto un salto di qualità: “Quanto emerge visivamente ha fatto certamente un salto di qualità! Quanto è, tale era e tale resta!”. Prove che sia cambiata la realtà di fondo, io non ne ho. Ciò che è cambiato e ancora cambierà, è la possibilità che noi abbiamo di rapportarsi consapevolmente a l’iceberg. Imparando a considerarlo e imparando ad individuarlo, apparirà continuamente di consistenza maggiore. Se sottostante l’iceberg poi ipotizziamo l'esistenza di una forza intelligente, nulla esclude che si possa generare un rapporto che ci potrebbe portare ben oltre. Intanto la NASA con relativa corte, ancora sostiene che sulla Terra gli alieni non ci sono. Se mai ci dovessero essere, è perché sono arrivati da molto lontano e sono cattivi. L’iceberg non deve essere visto, è una invenzione di alcuni mitomani, tanto è vero che i giornali non ne parlano! Preciso che se l’iceberg, è cambiato o sta cambiando nella parte sommersa, non siamo in grado di affermarlo.

LE FOTO
1) In seguito alla pubblicazione dello spettacolare articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/10/valmalenco-la-guardia-alpina.html ho ricevuto da ulteriori collaboratori, altro materiale a sostegno della presenza che ho definito “Guardia alpina”. Questa foto ne è un esempio, per giunta è parte di una serie di foto. Di questo caso spettacolare, ho ricevuto da altro autore anche un interessante video. Le prove si incrociano e si sostengono a vicenda.
2) Una delle tante foto scattate in occasione della S. Messa al Pizzo Scalino nel 2010 da esperto di fotografia. Peccato il fatto che non intende palesarsi.
3) Questa è una delle tre foto inviatemi dal testimone di cui sopra nel commento; il quale afferma che si vedono gruppi di luci viaggiare per tutta la Valtellina.
4) Questa foto postata su facebook come espressione di tipico panorama montano valtellinese; è un classico esempio, se ne trovano a centinaia, di come le persone non leggono in modo adeguato le fotografie. Tutti vedono le cose evidenti a tutti; ma pochi vedono quanto meno abituale. Questa foto fa vedere tutta una serie di particolari anomali rispetto la normalità e ciò, è dovuto alla presenza e quindi all’interferenza che le presenze aliene generano nell’ambiente in cui si trovano in quel momento. Nessuno dei presenti ha percepito o riscontrato nulla, nessuno ha notato il più eclatante particolare sulla foto, altrimenti non sarebbe stata resa pubblica. Una entità aliena, forse femmina, sta guardando nella direzione degli umani che stanno giungendo. Intorno a lei sono presenti alcuni piccoli, che incuriositi, anche loro guardano nella direzione degli umani, come da riquadro ingrandito. Il tutto compare come velato, a causa delle attive ma parziali schermature in quel momento, del quale loro dispongono. Queste entità, quando intendono godersi il sole, abbassano le schermature; ma così diventano fotografabili, se non addirittura visibili.
5) Questa foto è stata scattata da tale I.L. di Ivrea, pertanto turista in Valmalenco. La prima sensazione è che quanto di anomalo compare in foto, è dovuto a riverbero su l’obiettivo, generato dal sole. Quando però si va ad individuare l’angolo di incidenza della luce solare, si riscontra che ciò non può essere, in quanto laterale rispetto alla fotocamera. Trattandosi quindi di altra causa, chi è interessato può andare a curiosare mediante ingrandimenti e la cosa diventa interessante. Si scopre che è presente sì l’azione della luce solare, cosa naturale di giorno, ma che genera tale estetica in quanto incontra un qualcosa che naturale non è.
6) Quanto presente in questa immagine, è la risposta che un tale ha dato a chi, parlando per luoghi comuni, intendeva affermare il nulla che aveva da dire. Mi pare interessante e simpatica, quindi la dedico a Domenico e, lo invito a servirsene quando incontra i sostenitori a oltranza dei luoghi comuni!

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