Presenze Aliene

domenica 26 marzo 2017

La stirpe del drago

LA STIRPE DEL DRAGO

Vincenzo Tufano è nato a Napoli il 3 maggio 1985. Laureato in Scienze Motorie all'Università degli Studi del Molise si dedica da tempo all'attività di scrittore. Tra i suoi saggi ''Intrusi”, una incredibile inchiesta tra avvistamenti UFO, mutilazioni animali ed incontri con strane creature e ''La Stirpe del drago''. Collabora da tempo come articolista per le principali testate nazioni tra cui Xtimes e Mistero (programma di italia 1). Si occupa di tutte quelle tematiche tra il noto e l'ignoto, definite Scienze di Confine ed ha partecipato a numerose conferenze. Vive ad Alvignanello, Caserta. Per contatti: vincitufi@virgilio.it



Avvistamenti UFO, mutilazioni animali, incontri ravvicinati con un'entità biologica anomala. Che cosa sta accadendo sin dal 1980 in un piccolo paese della Campania e nelle sue immediate vicinanze? La ricerca in questo complesso campo di indagine che cerco di portare avanti con il massimo impegno da diversi anni, mi ha consentito di dare vita ad un quadro d'insieme della fenomenologia ufologica collegata agli avvistamenti di entità animate. Tra le numerose indagini che ho avuto la fortuna di espletare, le più inquietanti riguardano proprio il paese nel quale vivo, Alvignanello, sito in provincia di Caserta. Le antiche cronache del posto parlano di esseri strani, a metà tra l'umano e l'animale che infesterebbero i boschi di questo sperduto paesello. Semidei che vivrebbero qui, da centinaia di anni, e che riuscirebbero ad assumere la forma umana, ogni qual volta lo desiderano. Oggi li chiameremo mutaformi. Tra questo Pantheon di divinità spicca quello noto della ''Janara'', descritta con fattezze femminili, ma provvista di zampe caprine. Il testo in questione esula dal semplicistico ed effimero dualismo ''Mito-leggenda'', in quanto verranno riportati fatti ed eventi reali, oggettivi, molti dei quali indagati dal sottoscritto e supportati da materiale fotografico ed analisi scientifiche di esperti veterinari. Veri e propri eventi di cronaca che hanno visto protagonisti uomini e donne, coraggiosi di esporre ciò che hanno vissuto, testimoni dell'osservazione tra il 1997 ed il 2000 di una strana creatura non umana, (in gergo tecnico Chupacabras o ''el Comelengue'', entità molto nota in Messico e che presenta caratteristiche vagamente rettiliane), le cui apparizioni erano spesso correlate ad avvistamenti di sfere di luce, moria di animali ed oggetti volanti non identificati.



 Soltanto recentemente sono venute alla luce nuove rivelazioni, causa spesso la paura della gente nell'esporre a terzi fatti che esulano apparentemente dalla routine quotidiana. La mia insistenza nel ricercare la verità sugli eventi di Alvignanello e dintorni mi ha consentito di stilare un archivio possente, contenente informazioni del tutto inedite mai riportate in nessuno mio libro, né al corrente dell'opinione pubblica, che verranno sviscerate ampiamente ne ''La creatura di Alvignanello''. Nuovo materiale investigativo, nuove storie, nuovi documenti fotografici per uno dei casi più inquietanti della ricerca investigativa italiana. I casi d' inchiesta da me indagati verranno presentati in ordine rigorosamente cronologico. E ricordate ''La mente è come un paracadute, funziona solo se è aperta''.



Prossimo libro: INFERNIA oltre il visibile
Le potenzialità infinite della memoria umana, miti, vere storie di Licantropi, creature vampire in epoca medioevale, la Bestia di Bray Road ed avvistamenti in Italia, le manipolazioni occulte di Walt Disney, i lati oscuri delle favole, GNOMI E FOLLETTI NEGLI INCONTRI RAVVICINATI MODERNI. Buona lettura.







venerdì 24 marzo 2017

Ufo News Valmalenco marzo 2017

Ufo News Valmalenco
Marzo 2017


Procede intensa l’attività ufologica in Valmalenco, incessanti le segnalazioni. Alcuni casi più interessanti altri meno. Altri casi sono ardite furberie con l’intento che il pesciolino abbocchi, pubblicando dei falsi atti a screditare. Ovviamente se a valle un pesciolino abbocca all’amo, significa che a monte vi è un pescatore. Il presente post non è però indirizzato al pescatore che, colgo occasione per salutare; ma passiamo alle segnalazioni genuine. La prima riguarda un caso che tira in ballo il così detto "Piccolo popolo", mentre negli altri si tratterebbe di ufologia comunemente intesa. Una domanda però ora emerge ed è la seguente: "Il piccolo popolo è una variante a parte rispetto alla presenza aliena, seppure similare in alcune manifestazioni; oppure ne è parte integrante, ma con estetiche diverse?". Per il momento dobbiamo accontentarci della domanda.

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3/6/2016 Palù

Ad una superficiale valutazione, questo è un caso apparentemente poco rilevante sotto l'aspetto estetico; mentre invece si rivela molto interessante in quanto al contenuto. Il testimone di Torre S. Maria, che intende mantenere l’anonimato, così ha dichiarato: Mi trovavo a passeggiare dalle parti del Palù. Ad un certo punto ho notato in fondo alla zona libera, ai margini del bosco, un cervo. Sono rimasto meravigliato nel vederlo e, immediatamente ho pensato di riprenderlo. Ho avuto appena il tempo di scattare due fotografie con il mio telefonino Samsung SM G800F, e il cervo è scomparso. Ho guardato le foto, convinto di averlo ripreso, ma il cervo non c’era. In seguito ho guardato meglio mediante Pc e, sono rimasto ancora più meravigliato; in quanto il cervo non vi era, ma al suo posto era presente qualcosa che io non avevo visto al momento dello scatto fotografico.
Su tutto il pianeta, nell’ambito del folclore e delle favole, si parla spesso di folletti, gnomi, elfi, fate, spiriti degli elementi, fairies, gremlin  ecc. insomma si parla del così detto “Piccolo popolo”. Si dice che costoro posseggono poteri magici, in grado di operare magie, sortilegi, miracoli, altri sostengono che il piccolo popolo dispone di straordinaria tecnologia, impensabile all'essere umano. Attività operate da elementi del piccolo popolo, in talune situazioni sconfinano in aspetti ufologici; sino al punto in cui diventa difficile stabilire dove finisce uno e inizia l’altro. Indagando manifestazioni aliene, sia del piccolo popolo, oppure da parte di entità non del piccolo popolo, è stato riscontrato un fenomeno ripetitivo e interessante che è il seguente: Testimoni asserivano di aver visto animali, oppure di aver con loro interagito; se però sottoposti ad ipnosi regressiva, asserivano che non si trattava di animali; ma di presenze aliene poi ricordate come animali. In talune situazioni il testimone fuori dalla ipnosi asseriva di avere avuto un particolare scambio affettivo e/o coinvolgente con l’animale; mentre sotto ipnosi affermava che il contatto era avvenuto con delle entità aliene. Nel folclore e nelle fiabe avremo il soggetto che parla con animali, fate e gnomi.  
Nel caso del Palù abbiamo la situazione in cui il soggetto fa due affermazioni diverse e contrastanti. In una vi è il cervo, nell'altra non vi è. Quale è quella vera? Se la vicenda del contatto è stata vissuta da una sola persona, pur supponendo che sotto ipnosi non si mente; sarà difficile dimostrarne la consistenza. Aumentano le possibilità se vi sono molteplici soggetti implicati che confermano; ma si avrà prova maggiore se vi saranno a disposizione delle fotografie le quali confermano quanto i testimoni sostengono in stato di ipnosi e non di veglia. Ebbene, il presente caso è un ottimo esempio a conferma di quanto detto sopra e, sarebbe interessante sentire cosa afferma il testimone se sottoposto ad ipnosi regressiva. Forse non lo sapremo mai, ma nel frattempo possiamo valutare le due foto che, sono di notevole importanza.


Il testimone giunto in questo luogo si è trovato a sua insaputa, di fronte alla presenza di molteplici entità del piccolo popolo. Una di queste, probabilmente la stessa visibile nell’ingrandimento, ha proiettato l’immagine del cervo, all’indirizzo della persona presente che, questo ha visto. La sua fotocamera però non ha abboccato e, ha ripreso quanto oggettivamente presente nell’ambito del fotografabile; in quanto non possiamo sapere cosa vi era oltre. L’artifizio che queste entità aliene utilizzano nei confronti dell’essere umano, ha la finalità di non concedere al testimone di riuscire a vedere o comprendere quanto sta avvenendo realmente. Evidentemente per qualche motivo che non possiamo sapere, in quel momento non potevano le entità del piccolo popolo, scomparire all’istante come invece fanno abitualmente. Il fatto che sono state scattate due foto in sequenza, aiuta parecchio per la comprensione di quanto avvenuto. Se poi vi fosse una terza foto scattata dalla stessa posizione, dalla stessa fotocamera, in altro momento quindi anche ora, in cui non sono presenti queste entità, si potrebbe fare una comparazione atta ad evidenziare l’incidenza generata da queste presenze nella scena delle due foto. Invito quindi l'autore delle due foto, ad inviarmene una terza scattata in seguito. Interessante l’ovale fonte luminosa davanti al capo dell’entità che pare cavalcare, non si sa bene cosa. La luminosità è anomala o meglio, parrebbe una di quelle luminosità tipiche dell'ufologia che, possono essere fotografate, ma non viste. Ricordo che la vista umana non consente di vedere tutta la luce esistente.

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Dalla comparazione delle due foto si potrebbero estrapolare numerose e interessanti informazioni. Le presenze del piccolo popolo sono da considerarsi aliene, in quanto estranee al genere umano. Anche queste come le entità aliene maggiori, utilizzano sistemi di schermatura e mimetizzazione. Quando in una certa zona sono presenti molteplici entità che utilizzano schermature, queste si sovrappongono generando uno stato di caos velato nelle fotografie. Il primo effetto riscontrabile è la comparsa di una pareidolia di volti; ma non da meno è, una leggera distorsione delle forme degli oggetti.
Al momento mi fermo qui. Menziono però un aspetto che è tipico di queste vicende. L’espediente di far visualizzare il cervo all’indesiderato testimone, ha il fine di impedire per un certo lasso di tempo, che costui interagisca o veda la scena reale. Queste entità hanno però a disposizione un altro espediente, che al primo si accompagna. Hanno la facoltà di bloccare momentaneamente la percezione nel testimone, del trascorrere del tempo. Il testimone penserà che il tempo sia trascorso normalmente; mentre invece se sottoposto ad ipnosi, rivelerà il così detto “tempo mancante” ovvero un lasso di tempo in cui il soggetto non era cosciente. Non intendo affermare che nel caso in questione sia avvenuto questo, in quanto non è stato accertato; ma non mi meraviglierei se vi fosse del tempo mancante tra il momento in cui è stato visto il cervo e il momento in cui sono state scattate le due foto. Tempo mancante non significa ore o giorni, nel qual caso saremmo di fronte a forme di rapimento alieno; può trattarsi anche semplicemente di pochi secondi, il tempo necessario a loro per gestire la situazione e, tutto rientra nella così detta normalità. Quanto detto può valere anche nei casi in cui in Valmalenco sono state fotografate entità maggiori. E’ insomma un argomento tutto ancora da scandagliare. Un grazie all’autore delle due foto, così come a tutti gli altri.   

28/6/2015 Rifugio Tartaglione

A.P. assieme alla sua compagna si trova presso il rifugio Tartaglione in alta Valmalenco, versante Chiareggio. Scattano due foto in sequenza al panorama, prima di scendere a valle. Nulla di particolare hanno visto al momento degli scatti; ma quando guardano le foto al Pc, si accorgono che su di una compare un qualcosa di non visto e non presente sull’altra foto. L’ingrandimento conferma la presenza anomala, comunque tipica delle presenze fotografabili ma non visibili a occhio nudo. Come quasi sempre in questi casi, difficile è fare valutazioni che definiscano di cosa esattamente si tratta. Certamente qualcosa è, ma non del nostro mondo conosciuto, almeno per ora. Certamente una presenza anomala e pertanto aliena. La notizia è stata riportata anche dal giornale locale. Possiamo archiviarla assieme al materiale dello stesso genere acquisito negli ultimi anni. Se in seguito altre presenze aliene con la stessa estetica saranno riprese, forse potremo trarre valutazioni più appropriate.


17/3/2017 La valanga

Due scialpinisti sono morti travolti dalla valanga che si è staccata in tarda mattinata in Alta Valmalenco, nell'area del massiccio del Bernina. Illeso un terzo sciatore recuperato dai soccorritori prima che si staccassero altre slavine. Nel corso della giornata, la Valmalenco è stata incessantemente percorsa da elicotteri, quindi molta gente con il naso rivolto in alto. Perché parlare di questa vicenda in un articolo di ufologia, quando la vicenda già è stata ampiamente riportata dalla informazione locale? Semplicemente per accennare ad un particolare che nessun altro mezzo di informazione ha avuto la volontà di affrontare.


Più volte ho affermato che le presenze aliene monitorano costantemente la Valmalenco e, probabilmente a loro nulla sfugge circa quanto avviene in questa zona. La cosa già mi era stata segnalata più volte dai cacciatori di immagini a carattere ufologico che andavano battendo la zona. Mi era stata segnalata in occasione dell’incendio dell’albergo avvenuto a Chiesa in Valmalenco; nel corso del quale furono viste e fotografate tre sfere bianche stazionare sopra l’incendio, come da foto sottostante. Resta da accertare se si era trattato di un mezzo volante triangolare con tre luci agli angoli, oppure erano tre luci indipendenti. Nulla comunque cambia in merito al fatto che le presenze aliene osservano costantemente la vallata.

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Stessa cosa, in base alle segnalazioni, sarebbe avvenuta il giorno della valanga. Mentre si prodigavano i soccorsi, mentre gli elicotteri percorrevano la vallata, sono state viste e fotografate presenze aliene, consistenti in sfere bianche e alcune nere, in prossimità della vetta del Pizzo Scalino. Stazionavano, comparendo e scomparendo, spostandosi comunque sempre intorno alla cima del Pizzo Scalino. Ne sono conferma le numerose fotografie pervenute. In alcune foto si vede l’elicottero del soccorso indirizzarsi verso la cima del Pizzo Scalino, nella esatta direzione della manifestazione aliena. Osservatori dalla vallata tentavano di comprendere cosa stava accadendo. Alcuni notavano le presenze intorno al Pizzo Scalino, mentre nessun giornalista o professionista della fotografia, ha ripreso quanto gli amatori occasionali hanno visto e facilmente ripreso; pertanto nessuna notizia in merito è trapelata. I fedeli servitori del sistema Italia non intendono mettere a repentaglio il loro posto di lavoro, la loro faccia, la loro credibilità!

10/5/2012

Persona che intende mantenere l’anonimato, ha inviato la sottostante fotografia in versione originale. Faccio notare come una foto scattata nel 2012, è resa pubblica nel 2017; pertanto invito tutti quanti a guardare meglio nei cassetti dell’archivio del tempo. La domanda che pone l’autrice è la seguente: Di cosa si tratta? Ovviamente riferito alla presenza aerea. Non è facile spiegare, in quanto occorrerebbe disporre di una foto che faccia vedere la stessa presenza a minore distanza. Quanto riportato ingrandito, molto probabilmente non è tanto lontano quanto parrebbe a prima vista. Probabilmente è molto più vicino, ma non a sufficienza per essere ripreso nei particolari. Teniamo comunque presente che quanto ripreso è soggetto a parziale schermatura e quindi invisibilità. L’ingrandimento evidenzia un volto alieno dietro a quello che potrebbe essere il mezzo, sul quale vola. Questi mezzi sono silenziosi, antigravitazionali e schermati, quindi generalmente invisibili. La modulazione della schermatura riduce il grado di invisibilità, pertanto diventano fotografabili, oppure giù sino al visibile umano. Interessante la foto che, potrebbe aumentare in importanza nel caso che altre segnalazioni del genere mi giungano.

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Nuvole e ufo

Da quando in Valmalenco l’ufologia è stata intesa con maggiore consapevolezza e serenità, sono iniziati anche gli invii di fotografie le quali riprendono nuvole con forma di disco volante o ufoidale. Più lettori mi hanno posto domande circa queste nuvole, ed anche per quanto riguarda le così dette nuvole aliene. Colgo quindi l'occasione per esporre il mio pensiero. In natura esiste la possibilità che casualmente si formino delle nuvole con particolari colorazioni e forme che, con un minimo di fantasia, possono richiamare cose diverse, tra le quali anche gli ufo. Sin qui tutto normale. Esiste però un altro aspetto definito delle “nuvole aliene”, così come esiste quello delle nuvole dette “Asperatus”. Queste le colloco ancora tra le nuvole normali, benché anomali sotto l’aspetto estetico, pertanto non parliamone qui. La questione delle nuvole aliene è però interessante e molto complesso, per questo non ho mai voluto parlarne. Esiste un dato di fatto riscontrabile ovvero, le presenze aliene possono generare e gestire manifestazioni nuvolose. Pertanto la domanda seguente è: In quale modo e misura la presenza aliena opera servendosi della nuvolosità? E’ stato accertato che in alcune situazioni le presenze aliene generano della nuvolosità atta a nascondere i loro mezzi o loro stessi. Andando a considerare la casistica ufologica si riscontrano casi in cui sono state viste delle nuvole andare contro corrente, dal quale è poi fuoriuscito un ufo mentre la nuvola si dissolveva. In altre occasioni sono comparse nuvole a terra dove era in corso una operazione aliena, terminata la quale, scompariva la nuvola.

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 Ora una domanda ulteriore si pone: Quanto e quale ruolo hanno, sempre che lo abbiano, le presenze aliene nell’ambito delle manifestazioni nuvolose? Al momento non lo so e, non lo voglio sapere. Nel caso però che l’ipotesi azzardata sia considerata assurda, ricordo che la ricerca e la realizzazione umana circa la geo/ingegneria climatica, è molto più avanti di quanto comunemente la gente supponga. Non dimentichiamoci mai che la pazzia umana considera la geo/ingegneria climatica come una formidabile arma da guerra, in grado di piegare chiunque, meglio dell’atomica. Chi disponesse della facoltà di generare terremoti, maremoti oppure dei tornado, potrebbe piegare chiunque mediante ricatto, servendosi di qualche terremoto indotto.  Perché allora meravigliarsi della ipotesi che le presenze aliene possano disporre a piacimento delle manifestazioni nuvolose?


martedì 14 marzo 2017

GUERRA tra DEI ALIENI

GUERRA tra DEI ALIENI
NAUPA IGLESIA e OLLANTAYTAMBO


Per poter comprendere il presente, occorre avere idee chiare circa il passato. Chi non vuole che tu comprenda il presente, ti inganna anche mediante il passato. Per comprendere l’ufologia di oggi, non puoi fare a meno di comprendere quella di ieri.


In precedenti articoli relativi alla necessità di riscrivere la storia: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/opere-impossibili-e-lo-shamir.html e poi, mediante la seguente canalizzazione che ne propone la spiegazione http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/storia-dariscrivere-di-dariogiacoletto.html avevo postato la foto sottostante 1/A. Alcuni lettori interessati all’argomento mi avevano fatto notare che non avevo precisato come si chiamava e dove si trovava questa straordinaria opera in pietra, nonché ulteriori prove del fatto che la roccia in lavorazione sia stata effettivamente fatta esplodere. Colgo l’occasione per farlo ora, esponendo quanto ritengo sia avvenuto allora. Il luogo si chiama Naupa Iglesia, una impervia località nell’entroterra peruviano, a ridosso delle Ande, poco distante da Cuzco e Ollantaytambo, nel territorio di Choquequilla. Il sito di Naupa Iglesia, sino a pochi anni fa era praticamente sconosciuto ai visitatori. Dai locali era detto il “TEMPIO DEGLI ANTICHI”, praticamente un luogo sacro.



NAUPA IGLESIA

In base alle tradizioni locali, il sito di Naupa Iglesia è oggi considerato un sito in cui gli antichi dei stazionavano e operavano. Li chiamavano i Naupas, forse gli stessi che accompagnavano Viracocha. Ricordo che Viracochas è ricordato nella tradizione Incas, come il Dio Costruttore, colui che volle aiutare l’umanità dopo gli immensi disastri.
Qui arrivavano e partivano per i loro viaggi nel cielo. La tradizione locale dei tempi seguenti, ha finito col sacralizzare il tutto. Ricordo che all’arrivo dei conquistadores spagnoli, la popolazione locale alla domanda circa chi avesse costruito tutto questo, asseriva che loro già avevano trovato questa situazione. Pertanto non si può affermare che sia stata la cultura Incas a compiere opere del genere; anche perché non ne avrebbero avuto necessità e/o capacità. Le spiegazioni ufficiali e scientifiche che ipotizzano date intorno al 1400 dc, sono assolutamente infondate e ridicole. Le popolazioni locali non fecero altro che restare meravigliati di fronte a quelle antiche opere, pertanto le dedicarono agli dei, sacralizzando il tutto. In seguito, con l’arrivo dei turisti, la presenza dei luoghi sacri ha assunto un valore economico, pertanto la sacralità si è affermata anche per motivi commerciali. Osservando con attenzione Naupa Iglesia, nulla di quanto presenta dimostra che fosse un luogo sacro. Semmai è dimostrato che presenta tutta una serie di indizi attestanti un continuo pellegrinaggio avvenuto in tempi più recenti, come ora  si conviene ad un luogo sacro. Naupa Iglesia era semplicemente una cava di materiale dal quale si estraevano le lavorazioni in pietra da collocare altrove, per opera di una precisa cultura aliena poi divinizzata. Tutta una serie di particolari lo confermano, compreso il fatto che Ollantaytambo, nella valle sacra (degli dei), si trova a breve distanza. E’ un dato di fatto riscontrato che i costruttori alieni disponevano dei mezzi per poter spostare massi enormi, quindi enormi quantità di materiale. Osservando Ollantaytambo si riscontra che non possono aver costruito così tanto, servendosi esclusivamente del materiale presente in loco, ma lo hanno portato dalle cave presenti nei dintorni. Una conferma emerge dal fatto che quanto visibile nella foto uno, altro non è che la realizzazione non ultimata di una fontana da portare altrove ad opera compiuta. Non siamo di fronte ad un altare e tanto meno di tipo sacrificale. Siamo di fronte ad una fontana esattamente come quella presente nella foto 1-B collocata a Ollantaytambo. Come spiegato nell’articolo citato, questa cultura aliena disponeva di una tecnologia ancora oggi non completamente replicabile. Erano in grado di lavorare la pietra mediante l’utilizzo del laser e di spostarla mediate tecnica anti/gravitazionale. Come evidente dalla foto, mentre era in corso la lavorazione, avvenne qualcosa che ne bloccò l’opera e fece esplodere la parte superiore del blocco sul quale si stava lavorando. Non è certamente ipotizzabile che l’autore della esplosione è lo stesso che stava compiendo l’opera; quindi per ovvietà si palesa che in quel momento storico la cultura aliena che stava costruendo la fontana, aveva un nemico. Quindi ora la domanda seguente: “Perché distruggere una semplice fontana, per giunta neanche terminata, nel corso di una guerra? Risposta: “Alla cultura aliena vincente non bastava aver vinto la guerra. Era determinata a cancellare ogni traccia del passaggio dell’altra cultura. Lo fece oggettivamente in quella occasione e, lo fece in seguito nei nostri libri di storia, mediante i fedeli servitori umani!”.


 Oggi ci fa pure credere che la distruzione avvenne per opera di remoti cataclismi; mentre invece, senza escludere i cataclismi, si trattò di una cruenta guerra tra divinità o dei alieni. Nella realtà dei fatti non mitizzati, spiritualizzati ad uso e consumo della religiosità umana, si trattò di uno scontro tra fazioni aliene presenti sulla Terra. Osservate i tre casi riportati sopra. Si può pensare che blocchi di pietra del genere si spaccano facilmente in quel modo?

Puerta di Hayu Marca (Ovvero: La porta di dio)

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Altra straordinaria opera incompiuta è presente a Naupa Iglesia e, si tratta della famosa porta detta Puerta di Hayu Marca, omonima di quella più famosa (prima foto sotto) collocata presso il lago Titicaca, che poi significa “Porta degli dei”. Le due porte degli dei hanno dei tratti in comune. Entrambe si trovano a notevole altitudine, mt. 4000 la prima e poco meno per la seconda. Entrambe si trovano in posti desolati, non riconducibili a insediamenti umani. Entrambe le porte sono opere incompiute di notevoli dimensioni. Entrambe non sono porte reali, ma finte porte in quanto non portano oggettivamente da nessuna parte.  Porte come queste, di varie dimensioni, sono riscontrabili in grande numero sul territorio sud americano. Il nome America deriverebbe da Aramu-Maru o dio serpente, portatore di saggezza. Si parla del dio Viracocha che prima viaggiava sul suo disco solare e poi se ne andò. Oggi si dice che queste divinità erano in grado di compiere viaggi extra/dimensionali, passando appunto attraverso queste porte di dio. Sostengono questa tesi numerose categorie umane; a partire dagli sciamani e credenti locali, per passare a chi ha interessi economici legati al turismo, vendita di libri eccetera, ma anche chi ha interesse che la verità non sia compresa.
Quando gli operatori alieni lavoravano la pietra come si vede a Naupa Iglesia, così come altrove, è molto probabile che non era ammessa la presenza umana. Quando la cultura aliena scomparve e gli umani si avvicinarono alle rovine e alle opere incompiute, non erano in grado di sapere cosa e come esattamente era stato possibile compiere certe opere. L’unica cosa certa era che da lontano avevano visto delle luminosità viaggiare nei cieli. Queste luminosità, così come si vedono ancora oggi come ufo, possono scomparire all’improvviso. Essendoci in zona un alto numero di porte che non portavano da nessuna parte, gli umani pensarono che gli dei passassero attraverso queste porte. Ignoranza genuina da una parte, speculazione dall’altra, hanno portato alla conclusione che si tratta di porte extra/dimensionali. Sono basito nel costatare l’imbecillità umana, nel momento in cui riscontro che ricercatori e studiosi non hanno compreso di cosa si tratta realmente!

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Basta osservare con libero pensiero e immediatamente si evidenzia il fatto che le due porte sopra, così come le tre nel collage sotto sono sì delle apparenti porte, ma sono così fatte in quanto sono in fase di ultimazione e, non certamente finite. Tutte quante le cinque porte, ma se ne potremmo mettere molte altre, erano in attesa di essere asportate mediante blocco, per essere collocate nella zona di destinazione. Qualcosa di non evitabile avvenne, quindi così come fu interrotta l’ultimazione della fontana, così furono impedite le ulteriori ultimazioni di queste porte. Dove vi erano le tre presunte porte sottostanti, è stata fatta esplodere la roccia circostante, esattamente come per la fontana in costruzione! Da notare come la lavorazione termina improvvisamente e iniziano le rotture per esplosione. Addirittura nella seconda immagine sotto, è visibile la parte soprastante la presunta porta, la roccia completamente fusa! Anche in queste occasioni l’invisibile nemico ha colpito e, lo ha fatto con violenza tale da aprire le venature nella roccia! Possono aver fatto tutto questo gli umani? Penso proprio di no! 


Soprattutto non ne avrebbero avuto necessità. Oggi un certo pensiero vorrebbe far passare che la fontana è stata fatta esplodere con la dinamite da ipotetici ricercatori di tesori. Vale questo ragionamento anche per gli altri casi riportati? Penso che il ragionamento non sia valido a prescindere, salvo diversa dimostrazione. Ho affermato che la fontana fu fatta esplodere mediante un’arma che perforò la roccia e la disintegrò, come evidente nella prima foto sottostante. Nella foto a fianco si vede cosa è presente al centro della porta del lago Titicacha. E’ presente un principio di fusione della roccia che tende alla penetrazione. Io sostengo che se quel raggio forse di tipo laser o similare, fosse riuscito a penetrare, forse la roccia sarebbe esplosa come per la fontana!


Quindi, perché allora se questo nemico intendeva distruggere le opere della cultura aliena di Naupa Iglesia, distrusse la fontana, ma non distrusse la porta degli dei lì vicina, considerato che altrove lo fece o tentò di farlo? Semplicemente perché l’arma che faceva esplodere le rocce in lavorazione o terminate, colpiva arrivando dal cielo. La porta di Naupa Iglesia era posta sotto roccia e non visibile dal cielo, mentre la fontana lo era, così come le altre porte! Oggi, un certo luogo comune imposto dalla informazione faziosa, ci fa credere che le rovine megalitiche presenti, sono il prodotto di ipotetiche culture umane, distrutte da immani cataclismi. Fermo restando che ci sono stati certamente enormi cataclismi su questo pianeta, a me risulta che i cataclismi non fanno esplodere la roccia, né generano principi di fusione come quello sopra! Invito pertanto gli interessati all’argomento, qual ora riscontrino la presenza di tracce del genere sulla roccia lavorata, a segnalarcelo.
 L’articolo in risposta a quanto richiesto dai lettori, potrebbe finire qui. Scelgo però di riportare alcune informazioni relative a Ollantaytambo, per meglio comporre il quadro generale della situazione di allora.

OLLANTAYTAMBO e LE FORTIFICAZIONI MEGALITICHE
La mitizzazione delle zone in cui operò la cultura aliena, pur mantenendo qualche reale aggancio storico, ha mediante la religiosità, divinizzato ciò che nulla aveva di Divino in senso spirituale. Osservando quanto di megalitico è stato costruito, si è indotti a pensare che il tutto è stato motivato da una precisa esigenza di tipo militare, in funzione di una guerra in atto. Certamente sarebbe necessario fare il distinguo tra ciò che è megalitico in quanto dovuto a presenza di giganti; rispetto a quanto è megalitico in quanto costruito mediante tecnologia che tale risultato consentiva, a disposizione di esseri non giganti nel vero senso della parola; ma motivati dalla necessità di crearsi delle difese. Ollantaytambo è uno splendido esempio di palese realizzazione di tipo militare.

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Zeus ed i suoi fratelli combatterono contro i Titani guidati da Crono in una guerra detta titanomachia. Sarebbe durata dieci anni e sarebbe terminata intorno al 1500 A.C. Guerra con pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, sino alla presunta distruzione dello spazioporto del Sinai; dove è visibile dai satelliti, una zona lavica fusa da esplosioni nucleari e non certamente da vulcani che in zona non esistono. La lotta tra gli dei sumeri Enki ed Enlil. Guerra atomica a Mohenjo-daro, una delle antiche città sacre dell’India. Secondo la mitologia nordica, qui si combatterono i Vani contro gli Asi, guidati da Odino detto Wotan dai germanici.
Si potrebbe andare avanti; ma ciò che importa è comprendere che su tutto il pianeta furono condotte guerre, mitologiche e reali tra fazioni aliene diverse. Come ho riportato in http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/02/gli-elohim.html ad un certo punto vi fu una svolta che cambiò totalmente lo scenario terrestre. All’improvviso terminarono le guerre tra gli dei che, se ne andarono. Se ne andarono però realmente? Assolutamente no, non se ne andarono affatto. Semplicemente scomparvero quasi totalmente alla vista umana. E’ molto probabile che di fronte alla possibile ipotesi della distruzione totale del pianeta, tra di loro abbiano concordato, oppure fu imposto dall’alto, un accordo di non belligeranza palese. Oggi le due fazioni le possiamo definire, una positiva in quanto apparentemente tutela l’interesse dell’umanità e, l’altra negativa in quanto non manifestava gli stessi interessi. Quanto poi nell’insieme abbiano a cuore gli interessi reali nostri, è tutto da dimostrare. La persona comune a questo punto potrebbe chiedersi, ma se sono ancora qui, dove sono e perché non si fanno vedere? A questo punto è necessario avere bene in mente il fatto che l’essere umano non vede le entità aliene (se non eccezionalmente) in quanto non sono tanto loro che si nascondono; ma siamo noi che non possediamo la facoltà visiva del poterli vedere. La vista umana è estremamente limitata, quindi mentre loro sono qui e fanno esattamente ciò che vogliono, noi non li vediamo e intanto loro ci evitano. Al limite le fotografiamo quando intendono farsi vedere o fotografare. Per questo motivo, salvo cambio di indirizzo, gli extraterrestri non ci contatteranno; semplicemente perché siamo già contattati e non lo sapevamo. Sono qui in quella che noi presuntuosi umani pensavamo essere casa nostra, mentre invece è casa loro in cui noi umani siamo a malapena ospiti, se non servitori della gleba. Oppure semplici pedine in carne umana, da mandare a morire nelle inutili guerre attuali, apparentemente volute dal caso, dal destino, oppure da qualche fuori di testa di turno.


Ecco perché, per comprendere l’ufologia di oggi, occorre comprendere prima l’ufologia di ieri. Ecco perché ti è stata mantenuta nascosta!