Presenze Aliene

martedì 14 marzo 2017

GUERRA tra DEI ALIENI

GUERRA tra DEI ALIENI
NAUPA IGLESIA e OLLANTAYTAMBO


Per poter comprendere il presente, occorre avere idee chiare circa il passato. Chi non vuole che tu comprenda il presente, ti inganna anche mediante il passato. Per comprendere l’ufologia di oggi, non puoi fare a meno di comprendere quella di ieri.


In precedenti articoli relativi alla necessità di riscrivere la storia: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/opere-impossibili-e-lo-shamir.html e poi, mediante la seguente canalizzazione che ne propone la spiegazione http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/storia-dariscrivere-di-dariogiacoletto.html avevo postato la foto sottostante 1/A. Alcuni lettori interessati all’argomento mi avevano fatto notare che non avevo precisato come si chiamava e dove si trovava questa straordinaria opera in pietra, nonché ulteriori prove del fatto che la roccia in lavorazione sia stata effettivamente fatta esplodere. Colgo l’occasione per farlo ora, esponendo quanto ritengo sia avvenuto allora. Il luogo si chiama Naupa Iglesia, una impervia località nell’entroterra peruviano, a ridosso delle Ande, poco distante da Cuzco e Ollantaytambo, nel territorio di Choquequilla. Il sito di Naupa Iglesia, sino a pochi anni fa era praticamente sconosciuto ai visitatori. Dai locali era detto il “TEMPIO DEGLI ANTICHI”, praticamente un luogo sacro.



NAUPA IGLESIA

In base alle tradizioni locali, il sito di Naupa Iglesia è oggi considerato un sito in cui gli antichi dei stazionavano e operavano. Li chiamavano i Naupas, forse gli stessi che accompagnavano Viracocha. Ricordo che Viracochas è ricordato nella tradizione Incas, come il Dio Costruttore, colui che volle aiutare l’umanità dopo gli immensi disastri.
Qui arrivavano e partivano per i loro viaggi nel cielo. La tradizione locale dei tempi seguenti, ha finito col sacralizzare il tutto. Ricordo che all’arrivo dei conquistadores spagnoli, la popolazione locale alla domanda circa chi avesse costruito tutto questo, asseriva che loro già avevano trovato questa situazione. Pertanto non si può affermare che sia stata la cultura Incas a compiere opere del genere; anche perché non ne avrebbero avuto necessità e/o capacità. Le spiegazioni ufficiali e scientifiche che ipotizzano date intorno al 1400 dc, sono assolutamente infondate e ridicole. Le popolazioni locali non fecero altro che restare meravigliati di fronte a quelle antiche opere, pertanto le dedicarono agli dei, sacralizzando il tutto. In seguito, con l’arrivo dei turisti, la presenza dei luoghi sacri ha assunto un valore economico, pertanto la sacralità si è affermata anche per motivi commerciali. Osservando con attenzione Naupa Iglesia, nulla di quanto presenta dimostra che fosse un luogo sacro. Semmai è dimostrato che presenta tutta una serie di indizi attestanti un continuo pellegrinaggio avvenuto in tempi più recenti, come ora  si conviene ad un luogo sacro. Naupa Iglesia era semplicemente una cava di materiale dal quale si estraevano le lavorazioni in pietra da collocare altrove, per opera di una precisa cultura aliena poi divinizzata. Tutta una serie di particolari lo confermano, compreso il fatto che Ollantaytambo, nella valle sacra (degli dei), si trova a breve distanza. E’ un dato di fatto riscontrato che i costruttori alieni disponevano dei mezzi per poter spostare massi enormi, quindi enormi quantità di materiale. Osservando Ollantaytambo si riscontra che non possono aver costruito così tanto, servendosi esclusivamente del materiale presente in loco, ma lo hanno portato dalle cave presenti nei dintorni. Una conferma emerge dal fatto che quanto visibile nella foto uno, altro non è che la realizzazione non ultimata di una fontana da portare altrove ad opera compiuta. Non siamo di fronte ad un altare e tanto meno di tipo sacrificale. Siamo di fronte ad una fontana esattamente come quella presente nella foto 1-B collocata a Ollantaytambo. Come spiegato nell’articolo citato, questa cultura aliena disponeva di una tecnologia ancora oggi non completamente replicabile. Erano in grado di lavorare la pietra mediante l’utilizzo del laser e di spostarla mediate tecnica anti/gravitazionale. Come evidente dalla foto, mentre era in corso la lavorazione, avvenne qualcosa che ne bloccò l’opera e fece esplodere la parte superiore del blocco sul quale si stava lavorando. Non è certamente ipotizzabile che l’autore della esplosione è lo stesso che stava compiendo l’opera; quindi per ovvietà si palesa che in quel momento storico la cultura aliena che stava costruendo la fontana, aveva un nemico. Quindi ora la domanda seguente: “Perché distruggere una semplice fontana, per giunta neanche terminata, nel corso di una guerra? Risposta: “Alla cultura aliena vincente non bastava aver vinto la guerra. Era determinata a cancellare ogni traccia del passaggio dell’altra cultura. Lo fece oggettivamente in quella occasione e, lo fece in seguito nei nostri libri di storia, mediante i fedeli servitori umani!”.


 Oggi ci fa pure credere che la distruzione avvenne per opera di remoti cataclismi; mentre invece, senza escludere i cataclismi, si trattò di una cruenta guerra tra divinità o dei alieni. Nella realtà dei fatti non mitizzati, spiritualizzati ad uso e consumo della religiosità umana, si trattò di uno scontro tra fazioni aliene presenti sulla Terra. Osservate i tre casi riportati sopra. Si può pensare che blocchi di pietra del genere si spaccano facilmente in quel modo?

Puerta di Hayu Marca (Ovvero: La porta di dio)

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Altra straordinaria opera incompiuta è presente a Naupa Iglesia e, si tratta della famosa porta detta Puerta di Hayu Marca, omonima di quella più famosa (prima foto sotto) collocata presso il lago Titicaca, che poi significa “Porta degli dei”. Le due porte degli dei hanno dei tratti in comune. Entrambe si trovano a notevole altitudine, mt. 4000 la prima e poco meno per la seconda. Entrambe si trovano in posti desolati, non riconducibili a insediamenti umani. Entrambe le porte sono opere incompiute di notevoli dimensioni. Entrambe non sono porte reali, ma finte porte in quanto non portano oggettivamente da nessuna parte.  Porte come queste, di varie dimensioni, sono riscontrabili in grande numero sul territorio sud americano. Il nome America deriverebbe da Aramu-Maru o dio serpente, portatore di saggezza. Si parla del dio Viracocha che prima viaggiava sul suo disco solare e poi se ne andò. Oggi si dice che queste divinità erano in grado di compiere viaggi extra/dimensionali, passando appunto attraverso queste porte di dio. Sostengono questa tesi numerose categorie umane; a partire dagli sciamani e credenti locali, per passare a chi ha interessi economici legati al turismo, vendita di libri eccetera, ma anche chi ha interesse che la verità non sia compresa.
Quando gli operatori alieni lavoravano la pietra come si vede a Naupa Iglesia, così come altrove, è molto probabile che non era ammessa la presenza umana. Quando la cultura aliena scomparve e gli umani si avvicinarono alle rovine e alle opere incompiute, non erano in grado di sapere cosa e come esattamente era stato possibile compiere certe opere. L’unica cosa certa era che da lontano avevano visto delle luminosità viaggiare nei cieli. Queste luminosità, così come si vedono ancora oggi come ufo, possono scomparire all’improvviso. Essendoci in zona un alto numero di porte che non portavano da nessuna parte, gli umani pensarono che gli dei passassero attraverso queste porte. Ignoranza genuina da una parte, speculazione dall’altra, hanno portato alla conclusione che si tratta di porte extra/dimensionali. Sono basito nel costatare l’imbecillità umana, nel momento in cui riscontro che ricercatori e studiosi non hanno compreso di cosa si tratta realmente!

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Basta osservare con libero pensiero e immediatamente si evidenzia il fatto che le due porte sopra, così come le tre nel collage sotto sono sì delle apparenti porte, ma sono così fatte in quanto sono in fase di ultimazione e, non certamente finite. Tutte quante le cinque porte, ma se ne potremmo mettere molte altre, erano in attesa di essere asportate mediante blocco, per essere collocate nella zona di destinazione. Qualcosa di non evitabile avvenne, quindi così come fu interrotta l’ultimazione della fontana, così furono impedite le ulteriori ultimazioni di queste porte. Dove vi erano le tre presunte porte sottostanti, è stata fatta esplodere la roccia circostante, esattamente come per la fontana in costruzione! Da notare come la lavorazione termina improvvisamente e iniziano le rotture per esplosione. Addirittura nella seconda immagine sotto, è visibile la parte soprastante la presunta porta, la roccia completamente fusa! Anche in queste occasioni l’invisibile nemico ha colpito e, lo ha fatto con violenza tale da aprire le venature nella roccia! Possono aver fatto tutto questo gli umani? Penso proprio di no! 


Soprattutto non ne avrebbero avuto necessità. Oggi un certo pensiero vorrebbe far passare che la fontana è stata fatta esplodere con la dinamite da ipotetici ricercatori di tesori. Vale questo ragionamento anche per gli altri casi riportati? Penso che il ragionamento non sia valido a prescindere, salvo diversa dimostrazione. Ho affermato che la fontana fu fatta esplodere mediante un’arma che perforò la roccia e la disintegrò, come evidente nella prima foto sottostante. Nella foto a fianco si vede cosa è presente al centro della porta del lago Titicacha. E’ presente un principio di fusione della roccia che tende alla penetrazione. Io sostengo che se quel raggio forse di tipo laser o similare, fosse riuscito a penetrare, forse la roccia sarebbe esplosa come per la fontana!


Quindi, perché allora se questo nemico intendeva distruggere le opere della cultura aliena di Naupa Iglesia, distrusse la fontana, ma non distrusse la porta degli dei lì vicina, considerato che altrove lo fece o tentò di farlo? Semplicemente perché l’arma che faceva esplodere le rocce in lavorazione o terminate, colpiva arrivando dal cielo. La porta di Naupa Iglesia era posta sotto roccia e non visibile dal cielo, mentre la fontana lo era, così come le altre porte! Oggi, un certo luogo comune imposto dalla informazione faziosa, ci fa credere che le rovine megalitiche presenti, sono il prodotto di ipotetiche culture umane, distrutte da immani cataclismi. Fermo restando che ci sono stati certamente enormi cataclismi su questo pianeta, a me risulta che i cataclismi non fanno esplodere la roccia, né generano principi di fusione come quello sopra! Invito pertanto gli interessati all’argomento, qual ora riscontrino la presenza di tracce del genere sulla roccia lavorata, a segnalarcelo.
 L’articolo in risposta a quanto richiesto dai lettori, potrebbe finire qui. Scelgo però di riportare alcune informazioni relative a Ollantaytambo, per meglio comporre il quadro generale della situazione di allora.

OLLANTAYTAMBO e LE FORTIFICAZIONI MEGALITICHE
La mitizzazione delle zone in cui operò la cultura aliena, pur mantenendo qualche reale aggancio storico, ha mediante la religiosità, divinizzato ciò che nulla aveva di Divino in senso spirituale. Osservando quanto di megalitico è stato costruito, si è indotti a pensare che il tutto è stato motivato da una precisa esigenza di tipo militare, in funzione di una guerra in atto. Certamente sarebbe necessario fare il distinguo tra ciò che è megalitico in quanto dovuto a presenza di giganti; rispetto a quanto è megalitico in quanto costruito mediante tecnologia che tale risultato consentiva, a disposizione di esseri non giganti nel vero senso della parola; ma motivati dalla necessità di crearsi delle difese. Ollantaytambo è uno splendido esempio di palese realizzazione di tipo militare.

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Zeus ed i suoi fratelli combatterono contro i Titani guidati da Crono in una guerra detta titanomachia. Sarebbe durata dieci anni e sarebbe terminata intorno al 1500 A.C. Guerra con pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, sino alla presunta distruzione dello spazioporto del Sinai; dove è visibile dai satelliti, una zona lavica fusa da esplosioni nucleari e non certamente da vulcani che in zona non esistono. La lotta tra gli dei sumeri Enki ed Enlil. Guerra atomica a Mohenjo-daro, una delle antiche città sacre dell’India. Secondo la mitologia nordica, qui si combatterono i Vani contro gli Asi, guidati da Odino detto Wotan dai germanici.
Si potrebbe andare avanti; ma ciò che importa è comprendere che su tutto il pianeta furono condotte guerre, mitologiche e reali tra fazioni aliene diverse. Come ho riportato in http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/02/gli-elohim.html ad un certo punto vi fu una svolta che cambiò totalmente lo scenario terrestre. All’improvviso terminarono le guerre tra gli dei che, se ne andarono. Se ne andarono però realmente? Assolutamente no, non se ne andarono affatto. Semplicemente scomparvero quasi totalmente alla vista umana. E’ molto probabile che di fronte alla possibile ipotesi della distruzione totale del pianeta, tra di loro abbiano concordato, oppure fu imposto dall’alto, un accordo di non belligeranza palese. Oggi le due fazioni le possiamo definire, una positiva in quanto apparentemente tutela l’interesse dell’umanità e, l’altra negativa in quanto non manifestava gli stessi interessi. Quanto poi nell’insieme abbiano a cuore gli interessi reali nostri, è tutto da dimostrare. La persona comune a questo punto potrebbe chiedersi, ma se sono ancora qui, dove sono e perché non si fanno vedere? A questo punto è necessario avere bene in mente il fatto che l’essere umano non vede le entità aliene (se non eccezionalmente) in quanto non sono tanto loro che si nascondono; ma siamo noi che non possediamo la facoltà visiva del poterli vedere. La vista umana è estremamente limitata, quindi mentre loro sono qui e fanno esattamente ciò che vogliono, noi non li vediamo e intanto loro ci evitano. Al limite le fotografiamo quando intendono farsi vedere o fotografare. Per questo motivo, salvo cambio di indirizzo, gli extraterrestri non ci contatteranno; semplicemente perché siamo già contattati e non lo sapevamo. Sono qui in quella che noi presuntuosi umani pensavamo essere casa nostra, mentre invece è casa loro in cui noi umani siamo a malapena ospiti, se non servitori della gleba. Oppure semplici pedine in carne umana, da mandare a morire nelle inutili guerre attuali, apparentemente volute dal caso, dal destino, oppure da qualche fuori di testa di turno.


Ecco perché, per comprendere l’ufologia di oggi, occorre comprendere prima l’ufologia di ieri. Ecco perché ti è stata mantenuta nascosta!

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