Presenze Aliene

giovedì 21 settembre 2017

Saette in cielo. Caso Crespi d'Adda

SAETTE IN CIELO
Il caso S.P. da Crespi d’Adda -BG-



1

Attendevo da tempo una foto del genere e, finalmente è arrivata. La foto è stata scattata il 22 maggio 2016 a Crespi d’Adda alle ore 12:45. Foto in versione originale, ad alta definizione, che riprende una di queste sfuggevoli presenze. L’autore della foto è tale S.P. il quale preferisce mantenere il parziale anonimato, o quantomeno non essere pubblicizzato. La foto è stata resa disponibile e pubblicabile tramite Guido e F. S., appassionati di ufologia i quali mi hanno contattato. Sostiene l’autore che nella occasione, ha effettuato una serie di foto dalla stessa posizione. Nulla di particolare ha visto, ma in una foto e una sola, si è ritrovato questa anomala presenza. Ovviamente domande e dibattito a oltranza. Chi sostiene che si tratta di falso, e chi di insetto. Chi sostiene la presenza di un comune volatile ripreso fuori fuoco, e chi la foto riuscita male. Ebbene, come vedremo, si può affermare con assoluta certezza che non si tratta di nulla di tutto questo. Non sappiamo esattamente di cosa si tratta, ma sappiamo per esclusione ovvia, di cosa non si tratta. Dice Guido: Ho voluto provare a fotografare con stessa impostazione di fotocamera, volatili in cielo, per riscontrare se erano ottenibili risultati uguali o similari. Nessun uccello o insetto ha fornito lo stesso risultato; benché in alcuni casi abbia ottenuto risultati vagamente compatibili. Risponderò in seguito a Guido in merito a questo aspetto, intanto rispondo a S.P. autore della foto, che ringrazio per la condivisione. Quanto da lei ripreso non è una novità, ma certamente una rarità. Non tanto in quanto prova di questa presenza non convenzionale, in quanto a frequenza di riscontro; ma in quanto a qualità dell’immagine fornita. Chi si interessa a questa tematica è a conoscenza di questa presenza, purtroppo però, per quanto ne so io, non è mai stata approfondita a dovere. L’informazione di massa non tiene conto di questo aspetto e semmai devia. La scienza e la ricerca non può non sapere, ma poi si accoda alla logica di sistema. Nel calderone di massa, quando sono riprese queste presenze, quasi sempre con qualità insoddisfacente, tutto è poi riversato nel calderone dell’ufologia; quindi per ovvia conseguenza, svalutata, sminuita, derisa, e alla lunga ignorata. Perché questa situazione furbescamente imposta? Semplicemente perché il rivelare questo genere di presenze, significa ammettere che appena al di là della vista umana esiste una realtà non visibile ma fotografabile alla portata di tutti. Ciò farebbe crollare l’attuale “status quo” che tanto aggrada i sostenitori del sistema prevalente oggi. In sostanza, siamo di fronte alla stessa logica presente nei confronti dell’ufologia in generale.

LA FOTO SOTTOSTANTE

Pubblicai allora la sottostante foto nel post segnalato, dal quale ora traggo la sintesi.
La località è l’Alpe di Lagazzuolo, situata in alta Valmalenco, sopra la frazione San Giuseppe. Nel corso dell’alza bandiera, mentre tutti i presenti se ne stanno con il naso in aria, è stata scattata la foto che riporta la strana e anomala presenza.
Nessuno sul momento ha visto quanto si è palesato in seguito nella foto. I motivi potrebbero essere diversi, quali ad esempio la grande velocità. Oppure la durata troppo breve della manifestazione, tale da non poter essere colta dall’occhio umano. La spiegazione più probabile però, considerando altri casi similari, è che la presenza aliena era fotografabile, ma non visibile. Dire di cosa si tratta è arduo, pertanto è ipotetico. Ci stiamo lavorando, stiamo ammassando dati e prove; ma esiste un problema di fondo di non facile soluzione.  Una cosa è indagare un fenomeno ripetitivo che presenta aspetti estetici anch’essi ripetitivi. Altra cosa è indagare un fenomeno che si presenta certamente ripetitivo, ma esteticamente sempre diverso. Di fronte a questa foto la principale domanda è la seguente: “Trattasi di oggetto volante non identificato; oppure trattasi di aspetto ottico e quindi non oggettivo?”. Già alla prima domanda siamo fermi. In un eventuale forum di discussione si dividerebbero le opinioni. Siamo quindi costretti ad aspettare altro materiale e altre informazioni per avere ulteriori possibilità di risposta. A mio parere nulla esclude che si tratti di aspetto estetico generato da presenza oggettiva non visibile.

2

La sottostante foto 3 è stata scattata presso Alpe Ponte, con vista sopra Chiesa in Valmalenco, teatro di numerosi avvistamenti ufologici. Afferma l’autrice che nulla di particolare ha visto al momento dello scatto e, la presenza anomala è stata riscontrata in seguito. L’autrice non è una persona sprovveduta in fatto di fotografia e afferma: “Quella cosa lì in foto non doveva esserci”.
Esatto, nella normalità umana quella cosa non doveva esserci, ma non siamo di fronte alla normalità, siamo di fronte al non noto. Se la presenza fosse un uccello, falco o poiana, nel momento in cui le ali fossero rivolte in alto, non sarebbero così trasparenti, oltre al fatto che di solito gli uccelli non le rivoltano così tanto in alto. Soprattutto nessun volatile genera un riverbero luminoso così tanto accentuato. Come vedremo in seguito, questi particolari sono presenti in tutte le foto presentate.

3

La sottostante foto 4 è stata scattata da Tonino Lo Grasso in val Susa -TO- Non ha importanza il luogo in quanto sono presenti ovunque. In Internet e su Facebook, di fronte a foto del genere il pensiero prevalente è, che un ufo stava osservando la scia chimica. E' ora che finisca tale pensiero, in quanto si possono riprendere ovunque, con o senza scie aeree; ma è ora che finisca anche il pensiero in base al quale che si tratta di ufo. E’ vero che non è identificato; ma non è un oggetto e non è una macchina. Ha volo intelligente e, ha la possibilità di rapportarsi e interagire con chi lo riprende; ma di questo ne parleremo altrove.   

4

QUANTO RIPRESO

La sottostante foto l’ho scattata personalmente alcuni giorni fa. Nulla ho visto o notato, semplicemente mi sono ritrovato la presenza quando ho visionato la foto sul pc. Numerose sono le foto del genere del quale dispongo, ma questa è estremamente utile per alcuni riscontri. Mi offre la possibilità di valutare come questa presenza reagisce alla luce solare e, in via deduttiva, circa la sua fisicità. L’oggetto è come diviso in due, una parte nera e una parte luminosa brillante. Tempo fa avrei pensato che erano i colori di questa presenza, ma sarebbe un errore.
Se ci atteniamo a quanto le fotografie ci offrono, ma in particolare questa, emerge il fatto che siamo di fronte ad un tipo di materiale che riflette fortemente la luce, ma non la lascia passare dalla parte opposta. Pertanto la parte opposta in ombra appare sempre molto scura se non nera. Quindi l’oggetto non è minimamente trasparente. Ciò indirizzerebbe verso l’ipotesi della materia solida; ma siccome sappiamo che esiste la possibilità di riflettere la luce, questo concetto ridiventa messo in discussione.
In tutte le cinque le foto di questo articolo, si nota sulla presenza anomala un punto fortemente riflettente, sempre in coerenza perpendicolare alla fonte luminosa del sole. Pertanto la luminosità che compare nelle foto è sempre un riflesso e non una fonte luminosa. Questo va precisato in quanto in altri casi, con altre tipologie di presenze, sono stati riscontrate fonti luminose.
Un discorso a parte meritano le ali. Nella foto cinque sono quasi invisibili. Nella quattro appaiono come ripiegate. Nella tre sono rivolte in alto e paiono trasparenti verso le punte e meno alla base. Comunque fortemente riflettenti nella parte di attaccatura al corpo, dove assumono colorazioni tendenti al marrone. Nella foto due si evidenzia il colore nero sottostante e il forte riflesso superiore.
E’ la foto uno che però ci fornisce le migliori informazioni relative a questa presenza aliena; in quanto raccoglie assieme tutti gli aspetti delle altre foto e, in più ci fa vedere le ali totalmente dispiegate. Quindi ora possiamo dedurre o quanto meno ipotizzare che le ali di questo volatile, perché tale è, sono trasparenti, ma riflettenti se perpendicolari alla fonte luminosa. L'aspetto della trasparenza potrebbe almeno in parte, essere conseguenziale alla altissima velocità del battito d’ali; un po’ come avviene con colibrì ed insetti.

5

COME RIPRENDERLA

Nessuno ha visto nulla mentre fotografava, così come nessuno ha sentito rumore, oppure odori particolari, pertanto non è individuabile per poi potersi riprendere. Tutto è affidato quindi alla casualità, se mai il caso esiste. Nelle occasioni in cui sono state scattate foto in sequenza, la presenza non è ripetitiva nelle altre foto, quindi significa che la velocità molto alta la porta immediatamente fuori campo di ripresa. In alcuni casi è presente su più foto, ma essendo alta la velocità la troveremo lontana e quindi non più con la certezza che si tratta della stessa cosa. A questo punto quindi occorre servirsi non più di una fotocamera, ma di una videocamera e, questo io ho fatto. La videocamera presenta però altre problematiche. La risoluzione dell’immagine è inferiore e data l’alta velocità della presenza, si creano delle aberrazioni e dei fuori fuoco, quindi immagini insoddisfacenti.
L’ideale sarebbe di fotografare in sequenza rapida utilizzando il cavalletto, sperando che passi davanti. Però anche così ci sono altri problemi da superare. Se di fronte ho il cielo, in automatico la fotocamera si mette a fuoco sull’infinito, quindi se mi passa vicino ad alta velocità una presenza del genere, questa esce dal campo prima che avvenga la messa a fuoco. Nella foto non vedrò nulla, se non la sfrecciata di qualcosa che non posso riconoscere. Per riprenderle bene occorre che la presenza passi alla distanza di messa a fuoco e, affinché questo avvenga, è necessario posizionare la fotocamera di fronte a qualcosa di stabile ad una certa distanza. Un muro, un albero, una montagna etc., quindi se passa davanti, sarà ripresa con la stessa messa a fuoco dello sfondo. Ora però vi è un altro problema, ovvero occorre avere un’idea circa la sua dimensione.

PERCHE’ I DUE FRAME SOTTOSTANTI

Anni fa nel corso delle ricerche, mi ero reso conto dell’esistenza di queste presenze, quindi mi ero indirizzato al riprenderle, ottenendo così una notevole quantità di materiale a sostegno. Mi resi conto che il numero delle tipologie riscontrabili era molto alto ma, nessuno aveva operato una classificazione, e neanche esistevano termini per definirle. Il termine in circolazione che più si avvicina era ed è quello di RODS. Quindi decisi in modo arbitrario e provvisorio, di definirne alcune; così come sono presentate in catalogo http://presenze-aliene.blogspot.it/2011/03/catalogo-presenze-aliene.html mediante le lettere dell’alfabeto greco. La sottostante presenza nella immagine 6/A; nel presente blog è definita Delta. Ha punti di contatto estetico con quella in oggetto nel presente articolo, che da ora definirò come ZETA. Cambierò questa classificazione, quando qualcuno mi dimostrerà che è opportuno definirle diversamente.
Data la loro presenza non visibile ma fotografabile e, dato il fatto che sono forme vitali e intelligenti, solitamente io le definisco in modo generico come organismi eterici. Si mettano il cuore in pace gli ufologi estremisti a oltranza. Devono prendere atto che appena al di là del visibile umano, sono presenti una infinità di forme viventi con una parziale fisicità, definibile anche para/fisicità. Molte di queste sono similari a forme viventi note sulla Terra. Se oggi una casistica in merito non esiste, è perché la vita va cercata nello spazio il più lontano possibile da menti indiscrete, secondo logica di sistema.
Le due spettacolari presenze sottostanti, esattamente come la ZETA, non sono visibili, posseggono un corpo a forma di sigaro, hanno delle ali, sono velocissime, possono manifestarsi singolarmente oppure in gruppo. Possono compiere incredibili evoluzioni ed esibizioni. La facilità col quale si spostano fa ipotizzare che non risentono della forza di gravità così come intesa da noi umani. 


Possiamo quindi affermare che le tipologie DELTA, BETA e ZETA, hanno aspetti comuni e forse anche le dimensioni non si discostano di molto. Si possono riprendere con immagini soddisfacenti, da una distanza di circa mt. 20 sino a circa 70, utilizzando un accenno di zoom.

RISPOSTA A GUIDO

Hai affermato di aver provato a riprendere comuni volatili, per riscontrare se erano ottenibili aspetti estetici come quelli della foto uno. Faccio la seguente osservazione:
Se si riprendono comuni volatili, sino ad una certa distanza o comunque con una certa nitidezza di immagine, non vi sono problemi, tutto è chiaro. Se però vi sono uccelli ad una distanza maggiore e se in mezzo a loro sarà ripresa casualmente la ZETA, la DELTA oppure la BETA; quando andrai a vedere la foto sul PC, ricorderai quanti volatili comuni erano presenti e, per conseguenza quanti non comuni? Solamente se avrai la fortuna di scattare foto come la uno e la due potrai iniziare ad avere delle certezze. Consiglio di fare esperienza mediante videocamera; in quanto il video evidenzia immediatamente la grande differenza di velocità riscontrabile tra queste presenze invisibili alla vista ed i nostri comuni volatili.

LE FOTO
Foto 1: Crespi d’Adda, versione ingrandita ed evidenziata.
Foto2: Scattata al Lagazzuolo in Valmalenco SO
Foto3: Foto dall’Alpe Ponte in Valmalenco.
Foto4: Lo Grasso dalla valle di Susa TO
Foto5: Foto scattata personalmente a Lombardore C.se TO.
Foto6: Due frame di due video girati personalmente da Villanova Canavese -TO-.
Foto7: Versione originale della foto di Crespi d’Adda di S.P.  
    





martedì 12 settembre 2017

Caso Marinelli

Caso Marinelli



Grazia Marinelli è l’autrice che ha inviato la seguente serie di cinque fotografie dal contenuto particolare, scattate il 2/1/2017, più alcune altre per meglio definire il luogo in cui erano state scattate le prime. Il luogo è Via Soubeirand, Pian del Frais, alta Val Susa. Dice l’autrice: Avevo pensato di scattare alcune foto al buio, con intento di riprendere qualcosa, magari degli orbs, come faccio di tanto in tanto. Sono rimasta meravigliata quando ho visto sul PC, che le foto riportavano delle luci che io non avevo visto e, neanche avrebbero dovuto esserci, in quanto la zona era nell’occasione completamente buia.
Le foto sono interessanti, ma si dimostrano anche un rompicapo. Per questo motivo mi sono fatto inviare altre foto scattate dalla stessa posizione, sia di giorno quanto di notte. La fetta di cielo in cui compaiono le anomalie luminose, è quella evidenziata sotto. Eventualmente, in caso di imprecisione, sono state scattate più in alto, ma non più in basso.


Nonostante le foto mi erano giunte da tempo, non mi ero espresso circa le ipotetiche spiegazioni, e me ne scuso con Grazia. Conosco l’autrice, sono certo della genuinità delle foto, pertanto accantono immediatamente l’aspetto relativo alla genuinità o meno. Le foto sono spettacolari e, riprendono certamente qualcosa di interessante. Intanto la Marinelli sostiene di non aver visto nulla di luminoso al momento dello scatto e, è probabile che abbia ragione. Luminosità del genere sono occasionalmente fotografabili, ma non generalmente visibili.


DSCN2768 Ore 18.33.38

Essendo non visibili, capita raramente che vi sia una serie fotografica scattata in sequenza che le riprende. Ancora più raro è il fenomeno dello sdoppiamento della figura luminosa; del quale ho prova in quanto riscontrato personalmente in alcune altre occasioni. In aggiunta al fenomeno delle luminosità sdoppiate, in questo caso si aggiunge quello di anomali fasci o riverberi, che vedremo in seguito. Il fenomeno dello sdoppiamento è presente in quattro delle cinque foto e nulla vieta di ipotizzare che fosse presente anche nella quinta, ma in quel momento fuori campo di ripresa. Anche i fasci o riverberi sono presenti in tutte le foto, pertanto è ipotizzabile che fossero in relazione.


DSCN2769 18.04.39

Anche se parziale, la simmetria delle due luminosità induce ad ipotizzare che erano in relazione, ovvero non erano due manifestazioni indipendenti. Anzi, l’estetica proporrebbe che una sia la proiezione dell’altra, anche se deformata. Quella piccola parrebbe essere la proiezione di quella grande. L’estetica delle due luminosità cambia di foto in foto, ma non cambia, almeno apparentemente, la distanza che intercorre tra di loro e la similitudine. Il tipo di relazione apparente farebbe ipotizzare che la più grande, non solamente genera la luminosità, ma mediante qualche sua modalità la proietta. L’ipotesi proiezione, non è da intendersi come si intenderebbe un comune proiettore nostro, di vecchia generazione.

DSCN2770 18.34.18

In questo caso, il proiettare senza che vi sia uno schermo oggettivo e senza che sia visibile il fascio proiettore, indirizza il pensiero verso la proiezione olografica, o quantomeno ad un fenomeno affine. L’ipotesi si fa intrigante e, necessiterebbe di maggiori informazioni. Nelle altre occasioni in cui ho visto foto con questo genere di luminosità sdoppiate, le foto era singole e non vi erano fasci in zona. Una manifestazione come quella registrata da Grazia, non concede di pensare che si tratta di un fenomeno spontaneo e naturale. Chi quindi potrebbe aver avuto interesse a generare un fenomeno del genere? Fenomeno intenzionale, oppure fenomeno conseguenziale e quindi non voluto?

DSCN2771 18.34.27

Esclusa la causa naturale e occasionale, ma anche quella intenzionale mediante tecnologia convenzionale, in quanto non se ne troverebbe la motivazione. Non resta quindi che indirizzarci verso tecnologie non convenzionali e quindi aliene o comunque estranee alla informazione circolante. Aliene o estranee sono anche quelle umane non rese note alla massa. 
Quale causa, dietro la luminosità maggiore, vi era quanto ha generato il tutto. Non sapremo di cosa si tratta, se non avremo a disposizione altro materiale e altre informazioni. Oppure non parleranno quelli che sanno, qual ora si tratti di tecnologia umana non nota. Se invece si tratta di tecnologia aliena, probabilmente non ce lo verranno a dire. Dovremo tentare di scoprirlo noi. 
Tornando alle foto, si nota che tra il primo e il quinto scatto sono intercorsi 55 secondi. Tempo nel corso del quale la fonte della luminosità non visibile era ferma o quasi, al di sopra della zona fotografata. Non è dato sapere se poi è persistita per altro tempo, in quanto visivamente nulla era riscontrabile e Grazia non ha continuato a fotografare.

DSCN2772 18.34.33

IL FASCIO DI LUCE
Un particolare rompicapo presente in queste foto, è la presenza di un tenue fascio vagamente luminoso e variabile. Presente in tutte cinque le foto, non si presenta però costante in modo uguale. Nella versione originale delle foto, si evidenzia nella prima, seconda e terza. Aumentando la luminosità delle cinque foto, emerge però che è presente su tutte, anche se in modo diverso. Genera confusione la seconda foto che è stata scattata in verticale anziché in orizzontale come le altre. 


Porto la foto verticale nella posizione orizzontale come le altre e, noto che le foto due e tre sono simili, come evidente nella comparazione sottostante. Ciò nonostante non è comprensibile cosa genera il fascio e l’ulteriore presenza gialla, con un apparente fumaiolo e retrostante figura, ombra o fascio che sia. Non riscontro nella foto diurna per il confronto, nessuna giustificazione a quanto ripreso di notte.
Si evidenzia quindi che la luminosità maggiore, quella sdoppiata e il fascio anomalo, nel corso dei cinque scatti, erano stabili o quasi in quella posizione. 


CONCLUSIONE
Quella sera nella fetta di cielo fotografato, agivano tecnologie a noi non note. Non erano visibili e neanche fotografabili le fonti o cause. Quindi si tratta di tecnologie occultate, certamente dal buio, ma probabilmente da contemporanee azioni schermanti o comunque da azioni di invisibilità. Le cinque foto non ci stanno facendo vedere quanto era presente; ma quanto è risultato fotografabile di quello che era presente. Ancora una volta dobbiamo riconoscere i nostri limiti e rivedere il nostro concetto di realtà. Invito pertanto chi eventualmente disponesse di materiale analogo, oppure informazione in grado di spiegare un fenomeno del genere, a farsi sentire.
Ho invitato l’autrice delle foto a fotografare ancora dalla stessa posizione, la stessa zona di cielo. Mi ha inviato molte foto e, la sottostante scattata in precedenza. In alcune nessun orbs, mentre in altre come la sottostante, compaiono. Ricordo che il non riprendere orbs non significa che non ci sono. Significa solamente che in quella occasione non sono riscontrabili. Emerge quindi una costatazione: Le luminosità sdoppiate e il fascio sono state riscontrate solamente nella occasione del 2/1/2017, quindi in quella occasione qualcosa di particolare era presente sopra Pian del Frais. Ricordo però che in tutta la valle di Susa sono state e sono riscontrabili fenomeni luminosi anomali. Non è una realtà esclusiva di questa valle, ma certamente sono stati riscontrati. Un grazie alla Marinelli per la collaborazione.

DSCN2994 25/8/2016