Presenze Aliene

martedì 3 ottobre 2017

Caso G.Peirone

Caso G. Peirone


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PREMESSA
E’ pensiero prevalente che tutte le persone vedono più o meno nello stesso modo; dopodiché alcuni hanno o meno problemi di vista. Generalmente è così ma non sempre, in quanto vi sono le eccezioni. Ci sono persone il cui confine spazia leggermente oltre il limite abituale. Queste persone vedono quindi la luce presente in questa stretta banda che va oltre la così detta normalità. Quando costoro affermano di aver visto cose che altri non hanno visto, se non lo fanno in modo adeguato, ma anche se lo fanno in modo adeguato non cambia poi molto, corrono il rischio di essere giudicati come visionari, da coloro che vedono meno. Ovvero persone che vedono ciò che non è, in quanto fuori di testa. Questi giudici dovrebbero però sapere, che anche le fotocamere riprendono frequenze di luce che vanno oltre il normale visibile umano che, possono confermare o meno quanto dichiarato dal presunto visionario. Volendo poi andare ancora oltre, si potrebbe considerare il caso in cui una persona vede delle luminosità che vanno oltre il confine, quindi fotografa, ma siccome il fenomeno era momentaneo oppure non nella disponibilità di poter essere fotografato, nulla comparirà in foto. E’ un visionario chi afferma di aver visto e fotografato? Nulla esclude poi che possano esistere visionari veri; ma con una differenza sostanziale: Il presunto visionario avrà a disposizione una alta possibilità di ottenere foto a conferma; mentre il visionario vero ne avrà molto poche. 
L’autrice delle foto presenti in questo articolo è una persona che vede leggermente oltre, quindi come costateremo, conferma facilmente mediante fotografie ciò che asserisce di vedere. Io che faccio ricerca in ambito ufologico e pertanto contatto regolarmente numerosi testimoni, vado incontrando sempre più, persone che vedono oltre la media. Ne cito alcuni: Nicola Angarano, Claudio Mannella, Graziella Peirone, il sottoscritto etc.

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La sera del 6/9/2017 ore 20.30 circa, mi telefona in stato di forte enfasi, Graziella Peirone residente in S. Carlo Canavese, la quale afferma che nella zona adiacente la sua abitazione in strada Vaude, in direzione est, sta avvenendo una spettacolare evoluzione di luci. Il punto dal quale il testimone ha osservato è esattamente quello dal quale è stata scattata la foto 2/A. Mentre la 2/B ci fa vedere sulla mappa, la zona interessata. Il fenomeno si sarebbe verificato ad una distanza di circa mt.100, ad una altezza di circa mt. 50/80.
Afferma il teste, che alcune luci si spostavano in modo indipendente; altre parevano muoversi in sincronia, generando l’effetto estetico di un grande mezzo volante, dotato di più luci. Ad un certo punto avrebbe visto le luci che si spostavano in sincronia, scomparire ad est, dietro gli alberi. In seguito avrebbe anche visto una improvvisa grande luminosità o fiammata, un lampo durato un attimo. Nel corso della telefonata mi chiedeva di osservare nella direzione interessata per avere eventuale conferma. Io abito a pochi chilometri di distanza, ma nulla vedevo, tranne gli aerei in decollo da Torino/Caselle, che però sono più a sud e, li vedevo in quanto passano ad una altezza maggiore rispetto al fenomeno in questione. Quanto indicato dal testimone era troppo basso su l’orizzonte, perché potessi vederlo. Invitavo quindi immediatamente Graziella a fotografare. Lei rispondeva che il fenomeno si stava smorzando, ma che avrebbe fotografato comunque. Il giorno dopo quindi 7/9/2017 Graziella mi recapitava il materiale fotografico prodotto, consistente in una serie di foto e due brevi video. Premetto che la fotocamera della Peirone è ferma con il datario, quindi vedremo sempre la data del 2008 sulle sue foto.

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Valutando il materiale, non potevo non prendere atto del fatto che qualcosa di anomalo era stato fotografato e filmato. Riscontravo che i due video, a causa della qualità della fotocamera e della distanza, nonché del buio, poco facevano vedere. Quel poco però era presente e, estrapolando e ingrandendo un frame, con un aumento della luminosità, ottenevo l’immagine sottostante. Confermavo quindi a Graziella il fatto che la sua testimonianza era confermata dal materiale fotografico e, le facevo i complimenti per la sua attenzione ed il risultato conseguito. Lei ribadiva  facendo presente che quanto ripreso, era quasi nulla rispetto a quanto aveva visto prima di iniziare a fotografare.

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Mi capita spesso di sentire testimoni in merito a questi fenomeni. Quelli più sprovveduti si domandano semplicemente a cosa sono dovuti e, non decidono di fotografare. Quelli che invece si rendono conto e cercano di fotografarli, quasi sempre compiono le stesse azioni. Prendono la fotocamera e scattano, senza curarsi di altro. Il risultato sarà che quanto ripreso apparirà nelle foto, molto piccolo e lontano. Comprendo l’enfasi particolare del momento, ma occorre stabilire a monte l’atteggiamento da adottare in casi simili. Nel momento in cui si corre a prendere la fotocamera, questa già dovrebbe essere posizionata sopra un cavalletto. Se non lo è, il primo pensiero deve essere quello di trovare un appoggio stabile, al quale appoggiare la mano che sorregge la fotocamera. Si possono fare foto anche senza appoggio; ma quando poi si va a utilizzare lo zoom, ci si accorge della differenza.
Con mano e fotocamera appoggiata ben ferma, si deve iniziare a scattare, dosando gradatamente lo zoom, sino a riprendere in grande l’oggetto interessato. Si verificherà forse, che le prime e ultime foto non sono soddisfacenti, ma certamente vi saranno foto scattate con il giusto dosaggio, le quali consentiranno di lavorarci sopra mediante utili ingrandimenti.  Se fossero state applicate queste semplici accortezze, le foto di questo caso direbbero molto di più. Ciò nonostante, ingrandendo emergono interessanti particolari. Intanto emerge la parvenza dei volti, e questo porta in gioco la pareidolia tanto amata dai denigratori dell'ufologia. 
La pareidolia è un aspetto psicologico relativo a CIO’ CHE PARE CHE SIA. Ciò che pare che sia, può però, essere o non essere. Nella foto 1 particolare A è presente pareidolia di volti; quindi la domanda: Trattasi di realtà, oppure di ricostruzione illusoria della propria mente?
Ebbene, se le foto fossero state scattate da sopra un cavalletto, zoomando il massimo utilizzabile, avremmo a disposizione le informazioni necessarie per poter dimostrare e affermare. Comunque sia, mediante l’ingrandimento A vediamo che si tratta di entità aliena totalmente invisibile nella parte sottostante del corpo, parzialmente schermata sul volto, con la tipica luminosità sul capo. Esattamente come meglio possiamo vedere nel particolare a confronto 1/B e nella sottostate foto 5. Più problemi complicano il riprendere bene queste entità: Il loro movimento spesso veloce. Il fatto che utilizzano schermature parziali o totali. Quando sono vicine tra di loro, le schermature interagiscono generando caos come nella foto 1/A. La distanza e il buio generano altri problemi, così come il fotografare senza cavalletto e con fotocamere scadenti. Ora, siccome sono spesso accusato di essere troppo polemico, una domanda la voglio porre: Perché le fotocamere amatoriali di fotografi sprovveduti riprendono ufo e entità aliene, mentre le fotocamere professionali di giornalisti e fotografi di mestiere non riprendono con la stessa frequenza le stesse cose?
In attesa della risposta che professionisti della fotografia, giornalisti e TV probabilmente non mi daranno mai, posso affermare che quella sera Graziella Peirone ha assistito ad una serie di evoluzioni di queste entità, che si spostavano individualmente alcune e altre di concerto. Quando non si posseggono foto come quella sottostante, si può ipotizzare che si tratta di pura pareidolia CHE DI FATTO NON E’; mentre dopo foto del genere ciò che pare che sia “E’”, quindi decade l’ipotesi della pareidolia. Questi sono volti alieni.

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Alcuni giorni prima dell’evento di S. Carlo Canavese, la Peirone si trovava al mare, nei paraggi di Marina di Andora in Liguria. Vede strane luci in cielo, quindi fotografa. Esattamente come poi nel caso di S. Carlo, ci sono luci che si spostano individualmente e altre collettivamente offrendo la sensazione di essere di fronte ad un grande mezzo volate con tante luci; come da foto sottostate. La fotocamera utilizzata è sempre la stessa, un modello che quando cambi le pile si blocca il datario, se non reimpostato. 

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Sempre ad Andora, la Peirone afferma di aver visto una sera, una strana luce stazionante in cielo, sopra il mare. La foto è la seguente, spettacolare e certamente interessate. La prima domanda che mi sono posto, era capire se la presenza luminosa si trovava sopra o sotto la linea dell’orizzonte, che in questo caso è il mare. Il dubbio era che questa fosse una luminosità a terra in una zona totalmente buia. La teste sosteneva che la presenza era sopra l’orizzonte e quindi del mare e, mi forniva una fotografia scattata di giorno dalla stessa posizione.

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Mediante la foto diurna, diventa possibile la comparazione sottostante, la quale dimostra senza ombra di dubbio che l’oggetto o luminosità era presente in cielo come da testimonianza. Di cosa si tratta? Bella domanda.  Certamente un ufo in quanto oggetto volante non identificato; ma del quale vi è da dimostrarne l’oggettività. Unica cosa certa è che si tratta di una luminosità generata da qualcosa di non definito.
Si potrebbe ipotizzare che la luminosità rappresenta quanto visibile dell’oggetto che la genera. Oggi ho qualche riserva, in quanto il visibile luminoso, potrebbe anche essere unicamente una luminosità senza presenza tecnologica o tangibile alle spalle. La teste afferma che non sentiva alcun rumore e la presenza stazionava variando costantemente i colori. Quindi nessun indizio ascrivibile a tecnologia nota.
 Interessante poter operare una comparazione mediante due foto diurna e notturna, soprattutto in quanto vi sono dei riferimenti quale l'albero, a conferma che il punto da cui si è fotografato è lo stesso. Colgo l'occasione per invitare coloro che fanno foto al buio, a tenere presente e possibilmente sempre inserire nelle foto dei punti di riferimento.

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Dalla comparazione delle due foto, emerge in modo inequivocabile il fatto che l’ufo stazionava in cielo, dentro il cerchio nero. Ora però proviamo a capire cosa è questo ufo. Certamente non si presenta come una macchina o qualcosa di meccanico/tecnologico. All’interno della parte squadrata, aumentando il contrasto, come si vede in 8/A riquadro piccolo, emerge la sembianza di un volto. Nuovamente di fronte alla pareidolia? Mi è stata mossa l’osservazione in base al quale il termine pareidolia, non sarebbe opportuno in ambito ufologico. Vero, ma quale termine può sostituirlo in modo adeguato? Si potrebbe sostituire con "SEMBIANZE", ma intanto i denigratori continuano con "PAREIDOLIA". 
Procediamo però con il volto individuato. Trattasi di volto di entità aliena che osserva dall’ufo, oppure trattasi di altro? Osservando con attenzione l’ufo e, memore di numerosi altri casi, sorge il dubbio che potrebbe non essere ciò che pare. Quindi la seguente domanda: E’ presente unicamente un volto, oppure ve ne sono altri? Ciò induce ad un approfondimento che porta alla sottostante comparazione:

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Dalla comparazione si evince che sono presenti altri volti, tutti vaghi e deformi. Tutti quanti presentano vaghi aspetti di rifrazioni luminose, conseguenza della tipica luminosità che portano sul capo. Siamo alle solite. Anche questo ufo, come la maggior parte di quelli che sono visti e fotografati regolarmente, non è una astronave, una macchina, oppure un qualcosa di tecnologico. Soprattutto non si tratta di una delle tanto decantate “PORTE DIMENSIONALI o STARGATE”, sempre sulla bocca di alcuni ufologi.
Probabilmente si tratta del risultante aspetto luminoso d’insieme, di numerose entità interagenti. Ciascuna entità similare a quella della foto 5, nel momento in cui si ammassano e vanno in sovrapposizione o interferenza mediante le schermature, generano una sommatoria distorta, che le rende parzialmente visibili, ma tutte deformate. Questa è la pareidolia, che correggo in “parvenza”, la quale si evidenzia in 9/B. Questa ipotesi di lettura, ormai maturata dalla valutazione di precedenti casi, se corretta, si confermerà in seguito mediante ulteriori accertamenti. In conclusione quindi affermo che tutti questi casi della Peirone che ringrazio per il materiale, hanno la stessa matrice di base. Dobbiamo migliorare quindi, la nostra capacità di lettura del fenomeno. Tutto è ufologia, ma poi vi è ufologia e ufologia.








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