Presenze Aliene

domenica 26 agosto 2018

UFO SU CORIO 6/6/2018 seconda parte


UFO su CORIO 6/6/2018 Parte seconda

La vicenda ufologica relativa al caso Corio 6/6/2018, riportata in: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/06/ufo-su-corio-canavese-662018.html ha destato vivo interesse. Se ne è parlato a vari livelli, istituzionali e non, al quale si sono unite numerose testate giornalistiche locali e non solo. Alcune di queste miravano unicamente a cavalcare strumentalmente l’evento del momento, altre hanno tentato di proporre un minimo di corretta informazione. Al momento, il quadro d’insieme della vicenda è in continua evoluzione e, si sta dimostrando molto vasto e complesso. Il tutto sta andando ben oltre a quanto inizialmente considerato. Sconcerto ha destato la vergognosa e riprovevole risposta fornita dall'Aeronautica Militare, mediante l'interrogazione Parlamentare presentata dall'Onorevole Francesca Bonomo: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/08/ufo-su-corio-risposta-parlamentare.html
In compenso il frastuono generato dal caso Corio ha prodotto una reazione nella consapevolezza locale in merito al fenomeno ufo in zona. Il risultato immediato è stato che mi sono pervenute numerose segnalazioni relative al passato, ma anche del presente; le quali saranno rese note in futuro. Ma andiamo con ordine... 

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Testimonianza MAILA FENZI
Questa testimonianza, già proposta nel precedente articolo, sul momento fu inserita tra le testimonianze del caso di Corio, dando per scontato che lo fosse. La direzione nel quale la testimone vide la luminosità in cielo lo faceva presumere; ma ad una più attenta valutazione, emergeva che i conti non tornavano, pertanto volli essere portato sul posto dalla stessa teste, punto dal quale aveva iniziato a vedere l’anomala luminosità, e poi il percorso mediante il quale se ne era andata. 



La posizione dal quale la teste inizia a vedere la fonte luminosa, è riportata in 2/B da bordo strada; ma da questa posizione, sul momento non è possibile vedere adeguatamente il percorso che poi la luminosità andò ad effettuare, in quanto sulla destra sono presenti delle piante. Avanzando il panorama migliora immediatamente; ma non consente di inserire nella immagine il punto iniziale. Scelgo pertanto di retrocedere qualche metro, sino alla rotonda di Busano, dal quale si ha una buona visuale di tutto il percorso visto effettuare dalla luminosità. Abbiamo così la ricostruzione presente nell’immagine 2/C.
Le linee nere riportate indicano la direzione iniziale dell’avvistamento, la quale riportata nella cartina 2/A ci consente di avere un quadro preciso della situazione. Ora riconsideriamo quanto a suo tempo affermato dalla teste:
La sera del 6/6/2018 intorno alle 23/23.05, procedevo da Favria verso Forno C.se, passando per la circonvallazione di Busano. Giunta nei pressi della rotonda sud, svoltando per Rivara, notavo in cielo in direzione Corio, una luce bianco azzurra molto brillante, assolutamente anomala e non abituale. Sul momento pensai al fatto che quella luce era troppo forte per essere normale, quindi rallentai la velocità per osservarla meglio; ma non mi preoccupai e non pensai ad altro. Continuai a vederla durante il rettilineo che porta alla rotonda di Rivara, ma la luce si spostava verso il monte Soglio, passando sopra il mulino Val e quindi Forno C.se. Compiva un arco andando verso destra, ovvero verso Courgnè. Nei giorni seguenti venni a sapere del caso di Corio…
Questa operazione di ricostruzione della vicenda Maila, consente una precisa affermazione: Maila non ha visto la luce del caso Corio dove l’anno vista gli altri numerosi testimoni, ma una luce simile oppure la stessa, alcuni minuti dopo. Diventa quindi importante sapere esattamente il momento in cui vide la luce. Purtroppo la teste non guardò in quel momento quale ora fosse; semplicemente ricorda che arrivò a casa a Forno C.se, intorno alle 11.12. Ciò significa che presumibilmente la luce su Rivara/Forno fu vista alcuni minuti dopo che la luce su Corio era scomparsa, inseguita dai jet militari. Non è possibile stabilire se si trattò della stessa luce oppure di una seconda, ciò potrebbe emergere se vi fossero altri testimoni in grado di fornire ulteriori dati. La ricostruzione della testimonianza Maila, inserita nella ricostruzione delle segnalazioni del caso Corio, genera la ricostruzione presente nella immagine 1.
Il caso Corio si è pertanto arricchito di un ulteriore tassello e, probabilmente ve ne sarebbero altri da inserire; come quelli relativi alla domanda: QUANTI AEREI ERANO PRESENTI IN ZONA AL MOMENTO DEL PASSAGGIO DEI DUE JET SU CORIO? Chi potrebbe dircelo, pare non essere disponibile a farlo; pertanto lascio cadere la domanda e vado a considerare le numerose domande poste dai lettori iniziando da quella di Cesare M.:

LA VICENDA DI CORIO, E’ DA PORSI IN RELAZIONE ALLA PRESENZA BILDERBERG A TORINO?
La vicenda Corio è avvenuta il 6/6/2018; mentre il summit Bilderberg a Torino è avvenuto tra il 5 e il 10/6/2018, pertanto temporalmente la vicenda Corio è avvenuta mentre a Torino era presente il summit Bilderberg. Per chi non ne fosse a conoscenza, il Bilderberg è una struttura di potere occulto che opera trasversalmente sopra le istituzioni legalmente costituite; le quali soggiacciono supinamente. Nulla di nuovo sotto il sole, questa è una struttura in apparente veste umanitaria; ma non è questo che ora ci interessa. Ci interessa invece sapere se per l’occasione della presenza Bilderberg a Torino, per fini di sicurezza, erano stati eccezionalmente dislocati presso l’aeroporto di Caselle, dei jet per la sicurezza aerea. Si può presumere certamente di sì, lo dimostreranno in seguito i fatti. Per quanto invece si attiene alla presenza aerea privata e particolare dei signori Bilderberg, quindi per quanto riguarda le loro possibilità in fatto di potere economico, vedere: http://www.quotidianopiemontese.it/2018/06/08/bilderberg-torino-sfilata-di-aerei-privati-caselle/
Questo per dire che quantomeno la sera del 6/6/2018 mentre è avvenuta la vicenda su Corio, presso l’aeroporto di Caselle era presente uno stato di particolare allerta, dovuta su di un versante, alla presenza Bilderberg a Torino. Sull’altro, al fatto che la misteriosa presenza luminosa, o meglio i due jet intervenuti, hanno fatto scattare l’attenzione; tanto è vero che circolano voci in base al quale, degli aerei di volo civile, sono stati mantenuti per un certo lasso di tempo senza il consenso ad atterrare. Se poi i due caccia poi diventati uno nell’ultima nota dell’Aeronautica Militare, sono proprio questi della sicurezza Bilderberg, io non ne ho prova. Loro hanno le registrazioni radar che ce lo possono confermare o smentire.

Domanda di Salvatore:
PERCHE’ GLI AEREI PASSATI SU CORIO SONO PASSATI COSI’ BASSI SOPRA LE CASE E, HANNO VOLUTO CREARE COSI’ TANTO BACCANO, QUANDO POTEVANO STARE IN ALTO?
Per il baccano generato, l’Aeronautica Militare ha spiegato che si è trattato di un errore tecnico; del quale, non ha precisato le cause. In generale i testimoni hanno affermato, e io sono tra questi, che non si è trattato unicamente di bang sonico, oppure del passaggio di due aerei; ma di un frastuono prolungato e anomalo che si potrebbe tentare di spiegare, con il fatto che il tutto è avvenuto dentro una conca montana, mediante un numero imprecisato di jet ed un forte effetto eco. Alcuni testimoni affermano che sono state sentite, quando i due caccia già avevano superato i monti di Corio, due apparenti scariche di mitraglia. Questo ho sentito pure io personalmente da Villanova Canavese e, altri dalle valli di Lanzo. Resta da stabilire se si è trattato di cosa da mettersi in relazione alla presenza aerea, oppure di fatto concomitante, ma a sé stante, oppure se l’esercitazione militare dichiarata, presupponeva anche le due mitragliate. Non sono io in grado di dirlo e, non posso pensare che in zona nessuna registrazione sonora sia stata fatta dai sistemi di sicurezza privati e non. Non posso pensare che gli inquirenti non ne posseggono oppure non ne potrebbero avere.
Per quanto riguarda il fatto che i due caccia sono passati tanto in basso sopra Corio, certamente desta perplessità. Perché per una esercitazione militare è necessario passare tanto in basso sopra un paese? Prevede questo la legge e il regolamento militare? Passando così bassi, sfuggono al controllo dei radar. Coloro che hanno gestito l’esercitazione militare, non erano interessati al controllo radar dei loro velivoli?
I lettori Valerio C. e Angelo R. pongono attenzione sul seguente punto:

NON E’ CHE GLI AEREI SONO PASSATI TANTO IN BASSO PERCHE’ NON VOLEVANO ESSERE SEGUITI DAI RADAR?
Questa osservazione apre un caso nel caso; in quanto il ragionamento seguente diventa: ma se gli aerei erano nostri, quindi italiani e/o in fase di esercitazione, quale motivo potevano avere per non farsi riprendere dai radar? A parere mio nessuna; a meno che si trattasse di aerei senza il diritto di essere presenti sul territorio italiano; oppure in stato di conflitto di competenza territoriale. Presumo che se ad intervenire su Corio sono stati due aerei di stanza a Caselle, anche se occasionalmente qui stanziali per la vicenda Bilderberg, questi avrebbero dovuto avere competenza territoriale e quindi autorizzazione.
Cambia completamente lo scenario se, come ipotizzato nell’interessante articolo del giornale del Risveglio (6/B e C), i due caccia erano dei Mirage francesi, non certamente provenienti dalla Romagna, ma più verosimilmente dalla Provenza, decollati alle 22.48 forse già per inseguire una anomala luce, la quale presuppone un velivolo di non chiara matrice. Entrambe le presenze, aerei francesi e velivolo anomalo con luce, sono poi riscontrati alle 22.55 su Corio. Ovviamente senza probabile autorizzazione italiana, i due Mirage erano nella necessità di stare sotto la visuale dei radar. Queste sono solamente ipotesi, ma verosimili…


Altro lettore domanda:
SU FACEBOOK ERA COMPARSA LA TESTIMONIANZA IN BASE AL QUALE ERANO STATI VISTI PARTIRE DA CASELLE DUE CACCIA DA UN TESTIMONE E, UN AEREO DA UN ALTRO; MENTRE ALTRI TESTIMONI AVEVANO AFFERMATO CHE GLI AEREI SU CORIO ERANO QUATTRO, COME SONO ANDATE REALMENTE LE COSE?
Bella domanda… Sono andato a sentire diversi testimoni del caso Corio; ma nessuno tra coloro i quali hanno affermato che gli aerei erano quattro oppure tra quelli che hanno sostenuto che due o uno erano stati visti partire da Caselle hanno in seguito confermato; mentre in diversi hanno affermato che due caccia sono passati su Torino, Venaria, Caselle e quindi Corio e questi, sarebbero quelli che stavano molto bassi, quindi ipoteticamente quelli francesi. Il fatto è che se anche stavano molto bassi, non possono non aver fatto scattare l’allarme relativo alla sicurezza Bilderberg e pertanto diventa ipotizzabile il fatto che due/uno, oppure due più un altro jet, si possono essere alzati da Caselle in seguito all’allarme. Ciò spiegherebbe l’ipotetica presenza di diversi aerei e il gran incomprensibile baccano.
 Ci siamo però intanto dimenticati dell’ufo/bersaglio! Se i due caccia che volavano bassi sono giunti su Corio provenienti dalla Francia, è perché stavano già inseguendo la fonte luminosa… già, ma la fonte luminosa, dice l’Aeronautica era per un fine di esercitazione. Ma allora l’esercitazione militare era concordata con i francesi? Prevedeva anche l’allarme Bilderberg, oppure questo è stato un imprevisto incidente di percorso? Sono confuso, scusate ma rinuncio momentaneamente alla risposta. Poi però mi arriva un aiuto da parte del lettore Silvio Martinetto:

NON SARA’ CHE PER CASO UN UFO E’ ARRIVATO DA CHISSA’ DOVE, SI E’ TRASCINATO DIETRO GLI INSEGUITORI FRANCESI, I QUALI NON AVENDO DIRITTO DI COMPETENZA VOLAVANO BASSI E, PASSANDO SU TORINO HANNO FATTO SCATTARE IL NON PREVENTIVATO ALLARME BILDERBERG?
A livello di pura ipotesi, questa spiegazione può essere interessante e certamente potrebbe spiegare molte cose. In conseguenza di tale ipotesi, spunta però una conseguente domanda:

Il FATTO CHE UNA FONTE LUMINOSA, GENERATA DA UN VELIVOLO DI NON CHIARA MATRICE, PASSA SOPRA LA ZONA DI TORINO INNESCANDO L’ALLARME, E’ DA CONSIDERARSI CASUALE O INTENZIONALE?
Al momento è meglio non ipotizzare la risposta in profondità, ci porterebbe lontano, in ambiti scottanti e di non facile comprensione da parte dei lettori. Sarebbe come dire che una esercitazione militare è effettivamente avvenuta; ma con parti in causa che non sono quelle che la maggior parte delle persone hanno pensato e forse, il velivolo autore della luminosità su Corio, era effettivamente un drone, ma ci sarebbe da stabilire di quale matrice. Lo ammetto, se il velivolo alieno ha potuto bellamente lasciarsi alle spalle i jet nostri o francesi dopo essere passato su Corio, avrebbe potuto scomparire anche prima e non portarseli su Torino/Corio; quindi trattasi di intenzionalità strategica.

Alina pone invece una semplice domanda, ribadita da più parti, compreso il sindaco di Corio:

MA SE SI E’ TRATTATO DI ESERCITAZIONE MILITARE; PERCHE’ NON INFORMARE PREVENTIVAMENTE LA POPOLAZIONE? PERCHE’ NON FARLA IN ALTRO MOMENTO, POSSIBILMENTE ALTROVE?
E dai!... La domanda più semplice, è quella che genera la maggiore difficoltà di risposta, almeno per l’Aeronautica! Non è stata informata preventivamente la popolazione, semplicemente perché la vicenda si è verificata improvvisamente senza avviso alla Aeronautica e, senza la possibilità di scelta per una eventuale esercitazione!

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ALCUNE CONSIDERAZIONI
Diverse domande ed ipotesi proposte, vertevano sulla questione DRONI e/o AEREI SPERIMENTALI da tecnologia terrestre. Ciò è avvenuto in quanto alcuni giornali hanno proposto tali tesi; le quali hanno immediatamente fatto presa nell’opinione pubblica. Ciò è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone, le quali vogliono esprimere la propria opinione senza nulla accertare e con poco rischio di essere colte in fallo, a queste due tesi si appoggiano.
Sarebbe bene che coloro i quali sostengono che la luminosità era generata da un drone/nostro, dimostrassero anche, se si è trattato di un drone militare, privato o alieno. Dichiarando l’Aeronautica che si è trattato di esercitazione con bersaglio virtuale, l’ipotesi del drone civile o militare, cade; ma volendola sostenere, occorre andare oltre. La maggior parte di coloro i quali sostengono che la luce era generata da un drone, affermano pure che questo drone era probabilmente in avaria, pertanto non gestibile mediante il controllo remoto. Questo inconveniente avrebbe determinato la necessità di intervenire con i jet. Si dimenticano costoro di dire quanto era grande questo drone; e, di quale modello fosse, tanto per poter accertare se a Caselle un drone del genere era presente. Poi vi sarebbe da stabilire se un drone di piccole dimensioni è individuabile dai radar, onde sapere dove inviare i jet per il recupero; dopodiché occorre stabilire se da sopra un jet supersonico è possibile accedere alla gestione remota di un drone, oppure il recupero è da intendersi in senso oggettivo, quindi con abbattimento o aggancio. Poi dovrebbero dire dove è andato questo drone dopo aver scavalcato i monti di Corio, se è stato recuperato e riportato a Caselle. Dovrebbero spiegare poi per quale motivo, alcuni minuti dopo essere scomparso dietro i monti di Corio, un’altra luce uguale a quella di Corio, è stata testimoniata come presente tra Rivara Canavese e Levone, come testimoniato da Maila Fenzi. Altro drone?
Consiglio di mettere da parte l’ipotesi del drone, se per drone lo si intende come prodotto della tecnologia nostra. Idem per l’ipotesi dell’aereo sperimentale. Ma chi ha mai visto che un aereo sperimentale è sperimentato nelle condizioni riscontrate in questo caso?

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Nella immagine 4 è visibile un velivolo di presunta matrice aliena. Questi velivoli, non sempre con profilo triangolare, nella parte sottostante, dispongono di una o più luci in base alla tipologia in questione. Alcune tipologie presentano un insieme di luci, come nella foto 5 del famoso caso Lanzada. Possono mantenere accesa anche solamente la luce centrale, modulandola a piacimento. Se attiveranno al massimo la schermatura del velivolo, questo sarà totalmente invisibile, pur mantenendo o meno la visibilità della fonte luminosa. Se si è di giorno, noi vedremo delle luci variamente colorate, generalmente bianche come nella foto 4. Questi velivoli possono essere assolutamente silenziosi. Di notte vedremo una luminosità che volteggia nel cielo, senza altro vedere o sentire; come appunto nel caso di Corio. Se poi interverranno per intercettare la fonte luminosa, i Mirage francesi, i Tornado o quant’altro, ci verrà detto che è unicamente per una esercitazione militare. Dimenticavo…il velivolo nero, triangolare, presente nella foto 4, potrebbe essere effettivamente un drone. La differenza tra un drone ed un velivolo convenzionale, è che il drone non necessita della guida da parte di un pilota a bordo, in quanto dispone della guida remota e, ha altre funzioni. Il velivolo che ha generato la luminosità su Corio, potrebbe effettivamente essere un drone, ma non prodotto da tecnologia convenzionale nostra; altrimenti si arriva a dover ipotizzare che sono stati i nostri a far scattare l’allarme su Caselle, dove sempre i nostri erano chiamati ad imporre la sicurezza!





domenica 19 agosto 2018

Cherubini-Karibu- Lammasu


CHERUBINI- KARIBU- LAMMASU

Il presente articolo trae spunto dalla diatriba intercorsa e presentata nel seguente video: https://www.youtube.com/watch?v=iCjAalMh0lU ovvero, cosa erano i cherubini? Mauro Biglino afferma che erano UFO, pertanto oggetti volanti non identificati, quali macchine, come ampiamente sostenuto in: https://www.youtube.com/watch?v=HzFFnvpbY2I https://www.youtube.com/watch?v=kRHBbSfUTM8

La controparte, pubblicato nel 2015 dal gruppo LUCE ORIGINARIA, sostiene che non erano UFO. Chi ha ragione lo scopriremo, intendo però precisare che il presente articolo mira ad evidenziare la possibilità che vi sia un aspetto di continuità tra mitologia/storia del passato, e l’ufologia reale del presente e, il fatto che quanto lasciatoci quale traccia dal passato, occorre leggerlo in modo diverso da come è stato sino ad ora fatto. L’argomento cardine di questo articolo riguarda i cherubini, non la diatriba.
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Per poter procedere, occorre intendersi circa alcuni termini di uso non comune, quale: LAMMASU. I LAMMASU o IAMMASSU, in sumerico IAMMA, in accadico IAMASSU o SHEDU, da un certo punto in poi, erano considerati delle divinità o spiriti benefici e protettivi. Queste presenze, gli Accadi le chiamavano KARIBU. Precedentemente, prima di assumere valenza spirituale, erano considerati: PROTETTORI o, GUARDIANI PROTETTORI in senso stretto ed oggettivo, quindi guardiani veri.
Le loro rappresentazioni erano poste all’ingresso dei palazzi e templi a rappresentare l’ipotetica presenza e protezione divina. Erano rappresentati in tanti modi, uno dei quali lo vediamo con l’immagine uno. In questo caso vediamo che la rappresentazione propone quattro gambe, ma nella immagine 2/B ne vediamo cinque, perché?
Quando una cosa è rappresentata in tanti modi, significa che non è possibile rappresentarla per come realmente ed oggettivamente è, ovvero non la si conosce a sufficienza. Se ne indicano le caratteristiche mediante la rappresentazione simbolica e/o metaforica; motivo per il quale le ali rappresentano il volo, gli zoccoli del toro, la forza in terra. Nella immagine sotto vediamo che non compaiono gli zoccoli del toro, ma gli artigli ad indicare la ferocia e le cinque gambe il fatto che non si tratta della rappresentazione di un animare reale, ma di un qualcosa che si sposta/galoppa/viaggia in modo diverso e superiore. Il volto umano rappresenta l’intelligenza e, forse come sostengono alcuni, precisi personaggi della storia di allora.

I Lammasu quindi erano rappresentazioni di ipotetici protettori o entità protettrici, del quale non si sapeva come esattamente fossero; ciò nonostante era insistentemente presente la convinzione che esistessero e avessero grande importanza. Nella Bibbia troviamo: Genesi 3,24 "E esiliò (il Signore Dio) l'uomo e pose a oriente del Giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante per custodire la via dell'albero della vita." La strumentale speculazione religiosa fece credere che si trattava di angeli o esseri spirituali superiori, ma nulla di questo è scritto nei testi originali. Il Signore della Genesi pose a difesa dell’Eden, dei karibu o cherubini.


Tutto ciò che non è umano, è per conseguenza estraneo all’umano e quindi alieno. Erano (e sono) alieni gli dei in carne ed ossa. Lo erano i loro emissari o angeli che si univano alle donne della terra; ma vi è altro che intendo porre alla vostra attenzione e, i LAMMASU fanno parte di questo.

Nella immagine 2/C vediamo la rappresentazione di Gilgamesh ed Enkidu mentre uccidono il toro celeste. Il toro celeste è simile alla foto uno, quindi è un Lammasu. Ora, se un Lammasu può essere ucciso, significa che può essere distrutto e, significa anche che un Lammasu, nel momento in cui protegge il suo protetto, è nemico della parte avversa. Certamente il poema di Gilgamesh è fantasia, ma è fantasia che ripropone aspetti di realtà. Lo dimostra il fatto che il poema utilizza il Lammasu. Ora però la domanda: Cosa erano i Lammasu, i Karibu oppure i Cherubini, prima di diventare spiriti tutelari? 


Breve digressione per poi tornare all’argomento principale. Oggi i nostri vanno (si dice) sulla Luna, ci vanno con una sonda che arrivata in prossimità, sgancia un modulo lunare per l’atterraggio oppure per compiere determinate operazioni, quali il prelievo di materiale etc. Se i nostri vanno su Marte, ci vanno con una sonda. In prossimità del pianeta sganciano un modulo che scende al suolo per le operazioni preventivate. Il modulo che scende al suolo è in realtà una macchina robot, programmata o guidata da postazione remota. Se noi umani andiamo su Marte convinti che non sia abitato, oppure che non ci dobbiamo preoccupare di eventuali abitanti, liberamente operiamo mediante una macchina robot che non ha necessità in fatto di estetica. Se invece Marte è abitato e noi non intendiamo farci scoprire, non resta che agire in incognito. Non più una visibile macchina robot, ma una macchina occultata e invisibile; oppure un essere che assomiglia agli abitanti di Marte, onde agire indisturbato senza essere riconosciuto. Praticamente dei “cavalli di Troia” di varie tipologie. Mettiamo momentaneamente ora da parte i cavalli di Troia, eventualmente ci torneremo in seguito.

Nella immagine 3/A vediamo che il Lammasu ha una coda particolare che, assomiglia a quella dell’essere armato di arco della foto 3/B. Quest’essere era detto “UOMO SCORPIONE”. Anche la 3/C fa vedere due uomini scorpione e, sono posti sotto il carro alato della divinità alata. Quindi il carro volava in quanto è rappresentato con le ali e così pure volavano gli uomini scorpione che pure hanno le ali, del quale si sono serviti per scendere dal carro. Ora diventa chiara la postilla circa le missioni spaziali umane sulla Luna oppure su Marte.


Teniamo presente che in passato, così come esistevano gli uomini scorpione, così esistevano gli uomini aquila, toro, leone, pesce, ariete e altre varianti, perché queste erano unicamente rappresentazioni che proponevano un qualcosa che agli umani non era consentito meglio rappresentare. Queste rappresentazioni erano e sono tuttora presenti su tutto il pianeta Terra, anche se soggette alle varianti locali. Nella immagine 4 vediamo gli uomini aquila e quello leone. Nella sottostante rappresentazione, vediamo La dea Isthar mentre, si dice, si sta proponendo a Gilgamesch. Alle sue spalle due macchinari robotici vagamente animaleschi. In cielo un velivolo in sospensione, dal quale si presume che Isthar sia scesa, forse proprio mediante una macchina robot. All’appuntamento con Isthar, Gilgamesch si presenta armato e sopra uno strano animale che, è chiaramente un mezzo di trasporto, un macchinario, un robot, in questa occasione chiaramente pacifico. In altre occasioni è un apparente leone. Nella 5/B vediamo che Gilgamesh prende strane fattezze da toro nel momento in cui esprime la forza e, mentre combatte contro un enorme leone con caratteristiche non animali.

Nella 5/C troviamo il carro celeste alato, sotto il quale ci sono esseri che stanno combattendo tra di loro. E’ rappresentato un carro da combattimento, ma questo viaggia sopra lo stesso animale che stava sotto i piedi di Gilgamesh nella 5/A. Oggi noi abbiamo i cavalli potenza, sotto il nostro carro. Di fronte, ancora una volta questo strano leone.

Si legge nell'Epopea di Gilgamesh che due di essi, due esseri scorpione, un maschio e una femmina, sono posti a guardia dei cancelli del dio solare Shamash nelle montagne Mashu, che conducono nell'oltretomba. Sono descritti come esseri giganteschi e terrificanti: «la paura che essi incutono è enorme, nel loro sguardo c'è la morte».
« Il nome della montagna è Mashu.
Appena egli giunse alla montagna Mashu:
- coloro che giornalmente sorvegliano l'uscita e l'entrata:
sopra di loro grava la volta celeste,
al di sotto l'Arallu tocca il loro petto -
uomini-scorpione stanno a guardia della sua porta,
la paura che essi incutono è enorme, nel loro sguardo c'è la morte,
il loro grande terrore riempie le montagne,
essi stanno a guardia del Sole nel suo sorgere
e nel suo tramontare. »
(Epopea di GilgameshTavola IX, vv. 34 - 43.)
E’ chiaro il fatto che gli uomini scorpione erano dei macchinari da guerra, quindi dei robot; e stessa cosa erano le due figure di Enkidu e Humbaba. HUMBABA era considerato il divino guardiano della Foresta dei Cedri, localizzata nella "Montagna che dà la vita". Tale luogo è anche sede degli dei, ovvero dove si elargisce l’immortalità. Humbaba verrà ucciso dal re di Uruk, il divino Gilgameš, quando questi, accompagnato da Enkidu, sfida il guardiano aiutato dal dio Sole, Šamaš.
Si narra, che quando Humbaba si muoveva nella lussureggiante foresta, provocava terremoti. Era rappresentato con denti di drago e una faccia repellente fatta di viscere. Di lui si dice che emettesse un urlo assordante come il diluvio e che indossasse sette veli sacri che lo rendono quasi imbattibile.
Nell’Epopea di Gilgamesh, pur non essendo concretamente descritto, è indicato come un'entità potente e paurosa, dotata del potere di emanare vampe incandescenti. Humbaba è quella specie di anomalo cavallo alato, (immagine 2/C) con volto umano. L’artista autore della tavoletta, non era a conoscenza dei divini segreti, quindi non poteva fare altro che esprimersi come poteva. Humbaba era un essere (oggi si direbbe robot) che poteva spostarsi velocemente (vediamo le gambe in corsa) che poteva volare (le ali alzate) che presentava intelligenza (volto umano).

RIVEDIAMO EZECHIELE
EZECHIELE 1:4 Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente. 5 Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana 6 e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. 7 Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. 8 Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, 9 e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé.
10 Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila. 
Si potrebbe proseguire, ma ciò che intendo evidenziare, è che le caratteristiche del toro, dell’aquila, del leone e dell’uomo, erano necessarie per indicare le caratteristiche dei cherubini. Sono alcune delle caratteristiche tipiche assegnate ai Karibu.

CONCLUSIONE

Il presente è figlio del passato e padre del domani, questa è la morale di fondo. Oggi stiamo replicando in chiave odierna la storia di ieri, sebbene con odierne varianti. Oggi due fazioni aliene dominano la Terra, ieri se la contendevano Enki ed Enlil, senza l’esclusione della possibile presenza di altre parti. Oggi viviamo in mezzo ai robot, la cui presenza è così tanto abituale e scontata, che neppure ce ne rendiamo conto. Oggi è normale vedere un elicottero che sale e scende portando delle persone a bordo. Un elicottero, nell’immaginario di un popolo che non comprende cosa sia, è uno strano uccello, con le caratteristiche elencate tra gli uomini aquila, scorpione, toro, leone etc. Un elicottero militare, posto a difesa, è uno spirito tutelare che può essere rappresentato con le ali. I Cherubini, i Karibu, i Lammasu, erano varianti tecnologiche della robotica di allora. Ovvero oggetti volanti non identificati. A parere mio ha ragione Biglino: i cherubini erano ufo. Quanto portato a sostegno in questo articolo, è presente su tutto il pianeta, in tutti i tempi. Questo dato di fatto apre però una ulteriore finestra sul panorama ufologico di ieri e di oggi. La possiamo definire: ROBOTICA IERI E OGGI; mentre all’orizzonte compaiono automi umanoidi, cyborg, androidi e, gli angeli teologici della cristianità vanno scomparendo. In questo articolo non mi è stato possibile esporre il collegamento tra l’ufologia del presente e quella del passato. Lo farò in seguito mediante un articolo dal titolo: IL TALOS.

 


domenica 5 agosto 2018

Ufo su Corio: Risposta parlamentare


UFO SU CORIO: Risposta parlamentare

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Formalmente, quindi ufficialmente e pertanto teorica/mente, del caso, se ne stanno interessando in molti. La Procura di Ivrea, dottor Giuseppe Ferrando, l’Arma dei Carabinieri, l’Aeronautica Militare. In Parlamento erano state depositate richieste di spiegazioni al Ministro della Difesa, in merito al presunto intervento di due jet a bassa quota sopra Corio. Il popolo interessato, era pertanto in trepidante attesa della risposta che sarebbe stata fornita. Tutti noi cultori dell’ufologia, ma non solo, attendevamo con ansia, la possibilità di assistere al dibattito pubblico che la RAI certamente avrebbe portato nelle case italiane. Finalmente sarebbe emersa la verità, dopo la spudorata prima versione dell’Aeronautica, col quale affermava che un solo suo aereo era presente ad alta quota sopra Corio quella sera. Finalmente sarebbe emersa la verità dopo la versione fatta circolare, in base al quale, la fonte luminosa inseguita dai due jet era un drone sfuggito al controllo, come se i due jet fossero in grado di recuperare oggettivamente un drone. Era però stata fatta circolare anche la notizia che i due jet erano due Tornado in fase di esercitazione e, il precedente presunto drone, un bersaglio virtuale necessario, appunto per l’esercitazione. Praticamente, era stata realizzata la strategia del riversare sul mercato dell’informazione, di tutto e il suo contrario e ancor di più; in modo che di fronte a qualsiasi imprevisto, fosse possibile ricondurre il tutto, a ciò che più si rendeva opportuno. Strategia del pescar nel torbido, alla italiana.

Comunque, la trepidante attesa doveva essere sciolta tra le ore 14.00 e le 15.00 del 2 agosto; ma purtroppo, un primo accidentale imprevisto. La trasmissione in diretta iniziava alle 15.00…maledetta sfortuna, proprio oggi che volevo assistere al dibattito.  Proprio oggi che volevo riscontrare quanto l'On. Francesca Bonomo sarebbe riuscita a realizzare in merito a quanto aveva affermato all’Hotel Miramonti di Corio. Serata nel corso del quale si erano riuniti i testimoni del caso Corio, serata al quale ero stato invitato, sia in quanto testimone, sia in quanto ricercatore e relatore in ambito ufologico.

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Sintesi conclusiva emersa nel corso della serata, relativa alle testimonianze:
NOI ABBIAMO VISTO SOPRA CORIO, LA PRESENZA LUMINOSA ANOMALA. TUTTA LA POPOLAZIONE HA SENTITO IL BACCANO GENERATO DAI JET PASSATI A BASSA QUOTA SOPRA IL PAESE. IN MOLTI HANNO VISTO I DUE JET INDIRIZZARSI VERSO LA FONTE LUMINOSA, LA QUALE VELOCEMENTE SE NE E' ANDATA. ORA NON VENITECI A RACCONTARE CHE QUESTO E' UN PAESE DI VISIONARI. VOI ISTITUZIONI, DELEGATE A RAPPRESENTARE LO STATO ITALIANO, CI DOVETE LA RISPOSTA, CHE NON DEVE ESSERE UNA RISPOSTA QUALSIASI!
Nel corso della serata, più soggetti avevano espresso all’On. Bonomo le loro perplessità, circa la possibilità che sarebbe stata resa pubblica la verità del caso Corio; e lei in risposta affermò più volte che avrebbe fatto tutto il possibile affinché avvenisse. Una cosa è però il parlare a Corio in una anonima serata lontana dai sacri palazzi, altra cosa è realizzate l’intento a Roma. Quindi, come ampiamente preventivato, il destino fece il suo corso. Nessuna diretta, nessun dibattito, semplicemente una nota col quale l’Aeronautica Militare rende nota la loro versione!

TRAGGO DA:

POLITICA | giovedì 02 agosto 2018, 18:33
Bonomo (Pd): "Sul caso di Corio sarebbe stato meglio avvisare gli amministratori locali"
La deputata Dem, dopo il question Time in commissione Difesa: "Non si sarebbe creato allarmismo"
È stato discusso oggi pomeriggio, giovedì 2 agosto, il question time presentato in commissione Difesa dalla deputata Francesca Bonomo (Pd) con il collega Alberto Pagani, per chiedere delucidazioni in merito a quanto accaduto nella serata dello scorso 6 giugno nei cieli sopra Corio, nelle Valli di Lanzo. 
Questa la risposta del sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi (Lega): «Lo Stato Maggiore dell'Aeronautica, a seguito dei dovuti accertamenti, ha escluso la presenza di velivoli all'orario e nell'area indicata; tuttavia, ha comunicato che lo scorso 6 giugno, intorno alle 23 locali, nell'area del Comune di Corio è transitato un velivolo Tornado, in missione addestrativa notturna regolarmente pianificata che prevedeva un avvicinamento all'aeroporto di Torino Caselle. Il bagliore e il boato percepiti dalla popolazione potrebbero ricondursi alla manovra di normale avvicinamento alla pista eseguita dal velivolo e, più in particolare, alla "ri-partenza" che prevede, per poter effettuare la salita in totale sicurezza, l'uso della massima potenza del motore, incluso l'impiego del postbruciatore. È il caso di sottolineare che tali manovre sono state condotte nel totale rispetto della normativa vigente e delle limitazioni in materia, così come tutte le attività addestrative ed esercitative sono compiutamente disciplinate e regolamentate da specifiche direttive di Forza armata, finalizzate a minimizzare i disagi agli abitanti. L'utilizzo degli spazi aerei è programmato dall'Aeronautica militare giornalmente e ogni pianificazione è comunicata anche alle competenti autorità dell'aviazione civile che devono conoscere l'entità del traffico aereo militare e i dettagli del piano di volo, sia per esigenze organizzative che di sicurezza. Quanto all'informazione preventiva, da parte delle autorità militari, nei confronti della popolazione in occasione dello svolgimento di attività addestrative con velivoli, è già prassi di Forza armata dare pubblico preavviso di ogni esercitazione di rilievo, così come di ogni evento che preveda la contestuale partecipazione di più aeromobili. Nel caso in esame, si è trattato di una missione addestrativa di un singolo velivolo che ha utilizzato le normali traiettorie di volo che non ricade nelle casistiche sopra esposte. Sugli aspetti legali alla sicurezza e al rispetto delle norme vi è la massima attenzione, affinché l'indispensabile esigenza addestrativa riduca al minimo l'impatto sui residenti nelle aree interessate da esercitazioni di volo. Proprio per questo motivo, oltre che per evitare interferenze con il traffico civile, sono previsti stringenti limiti procedurali, temporali, geografici e di quota per tutte le attività sia addestrative che esercitative».

La deputata del Partito Democratico, Francesca Bonomo, commenta così la replica del Governo: «Forse sarebbe stato meglio avvisare gli amministratori locali, anche se, da quanto emerge dalla risposta del Governo si è trattato di un solo velivolo, così avrebbero potuto tranquillizzare i propri cittadini. Certo è strano il fatto che l'Enav fosse informata: perché allora non è stato subito chiarito da loro l'episodio e anche da parte dell'Aeronautica quando sono stati interpellati? Ci sono voluti un esposto alla Procura della Repubblica, un'interrogazione parlamentare e decine di denunce alle forze dell'ordine per avere una risposta esaustiva. Speriamo che tutto questo non si ripeta in futuro. Ci teniamo a ribadirlo: se ci fosse stato un avviso preventivo, sicuramente non avremmo avuto alcun tipo di allarme».

ALCUNE CONSIDERAZIONI
Intanto esprimo all’On. Francesca Bonomo, l’apprezzamento per: AVERCI PROVATO; non certamente per il risultato conseguito. Poi, non posso in quanto cittadino italiano, testimone diretto del passaggio dei due jet e ricercatore interessato, non esprimere il mio dissenso, accompagnato dal pensiero di tutti quei testimoni, che nella vicenda Corio ci hanno messo il nome e la faccia.

Al sottosegretario Raffaele Volpi:
Comprendo il fatto che la realtà dietro le quinte è diversa da come è stata fatta credere alla massa. Comprendo il fatto che vi sono in gioco tasselli i quali, per causa di forza maggiore, impongono talune ragion di Stato, per il quale la verità deve sottostare a logiche superiori. Comprendo anche il fatto che lei svolge un lavoro che si potrebbe definire, almeno in questo caso: il rimestolar la pece; ma questo lei ha scelto e io non ho votato lei. Probabilmente lei non ha interessi che vanno più in là della mera prassi da seguire. Non certamente valori quali l’etica, la morale o qualsivoglia tipo di ideali; ma semplicemente l’intento di svolgere al meglio il ruolo per il quale è stipendiato. Dai cittadini contribuenti ovviamente, ma grazie alla approvazione di quanto sta al piano di sopra. Pure io sono stato come lei un dipendente; e come lei ho dovuto per cause contingenti, sottostare a dei compromessi. Quando però mi sono trovato in quelle situazioni, un pensiero mi martellava, ed era il seguente: Se non posso fare a meno di accettare il compromesso, posso almeno tentare di renderlo il più dignitoso possibile. Ora, leggendo e soppesando la sua dichiarazione, mi sorgono delle atroci perplessità. Il fatto che lei non ha detto il vero, sapendo di non dirlo è palese e, potrei anche soprassedere; ma la sicumera, ovvero il modo e la faccia, col quale lo ha fatto, esige una risposta proporzionale. 

·       Lei sostiene che il Tornado è passato sopra Corio in fase di avvicinamento a Caselle; ma per quale motivo tutti i testimoni parlano di due jet provenienti da Caselle, passati su Corio e andati oltre? Sono imbecilli tutti i testimoni, sottoscritto compreso; oppure lei sta parlando di un altro caso?
·        La nota afferma: Il bagliore e il boato percepiti dalla popolazione potrebbero ricondursi alla manovra di normale avvicinamento alla pista eseguita dal velivolo e, più in particolare, alla "ri-partenza" che prevede, per poter effettuare la salita in totale sicurezza, l'uso della massima potenza del motore, incluso l'impiego del postbruciatore. Mi scusi signor Volpi, ci potrebbe spiegare cosa significa potrebbero ricondursi (condizionale?... E’ o non è? Si decida!), non aveva lei, poc'anzi affermato che l’aeronautica aveva fatto i dovuti accertamenti?
·       Poi afferma: tali manovre sono state condotte nel totale rispetto della normativa vigente… Ma la normativa vigente, prevede che i jet possano passare rasenti alle case? Perché vede signor Volpi, i testimoni questo hanno affermato e, delle due l’una. O hanno mentito i testimoni, oppure lei si sta riferendo ad altro caso! Ma se le testimonianze sono state messe a verbale... i Carabinieri hanno verbalizzato il falso?
·       …finalizzate a minimizzare i disagi agli abitanti. Gente corsa in strada impaurita, che pensava al terremoto. Vetri e case che vibravano. Gente che telefona al Sindaco e ai Carabinieri. Bambini che impauriti piangono e lei, riporta tutto questo come: finalizzate a minimizzare i disagi agli abitanti!? Ma rompere i coglioni, per lei significa: minimizzare i disagi degli abitanti?
·      …L'utilizzo degli spazi aerei è programmato dall'Aeronautica militare giornalmente e ogni pianificazione è comunicata anche alle competenti autorità dell'aviazione civile… Nel caso che a lei Volpi sia sfuggita anche questa, oppure erroneamente abbia preso in considerazione un caso che non è quello di Corio, le riporto su cartina geografica, immagine uno, la ricostruzione a futura e perenne memoria, di parte della vicenda Corio. Come affermato da tutti i testimoni, due erano i jet i quali sono passati su Corio arrivando da Caselle e non il contrario. La fonte luminosa, ovvero il velivolo che emetteva la luce in questione, dal primo testimone, ovvero tale Claudio Mannella, è spuntata dal monte Giovetto e, non era generata da un jet. Luogo indicato con stelletta più grande, quindi ha percorso un tragitto semicircolare, portandosi sul lato opposto della val Malone e poi su Corio, quindi al sopraggiungere dei due jet, rapidissima ripartiva per oltrepassare i monti.
      Nella cartina sottostante, è presentata parte della zona interessata. Come è possibile notare, ho circoscritto in rosso la zona detta: VAUDE. Questa è una zona che in passato, sin dal tempo dei Savoia, era totalmente zona militare; poi gradatamente divenne moderatamente abitata. Allo stato attuale è in parte zona militare e in parte considerata parco naturale. Insomma, un ottimo posto dove andare a fare una esercitazione militare, esattamente come avveniva in passato! Invece no! La scelta non è caduta sulla Vauda, ma fuori dalla Vauda e sopra un centro abitato, alle 23.00 e con aerei rasenti sulle case! La stella ad indicare dove è stata riscontrata la fonte luminosa; in nero l’aeroporto di Caselle.

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·   Quanto all'informazione preventiva, da parte delle autorità militari, nei confronti della popolazione in occasione dello svolgimento di attività addestrative con velivoli, è già prassi di Forza armata dare pubblico preavviso di ogni esercitazione di rilievo… E’ già prassi? Ma se non è stato fatto, di quale ca..cavolo state parlando? Era stato informato il Sindaco di Corio? I Carabinieri? La popolazione? Ora emerge che l’ENAV ne era a conoscenza. Certamente l’Enav era a conoscenza e certamente sa cosa realmente è avvenuto; ma ci potreste dimostrare se era stata informata in precedenza e non a seguire? Siccome poi, proprio quel giorno, a Torino vi era il summit Bilderberg; avevate informato anche il loro sistema di sicurezza e per conseguenza l'aeroporto di Caselle, oppure vi siete dimenticati di costoro? Ma proprio mentre l'aeroporto è sottoposto a questo particolare stato di allerta dovuto al Bilderberg, l'Aviazione Militare ha necessità di svolgere una esercitazione su Corio, per giunta, per un solo aereo? Non è che lei ci sta raccontando involontariamente delle balle?
·     Nel caso in esame, si è trattato di una missione addestrativa di un singolo velivolo che ha utilizzato le normali traiettorie di volo che non ricade nelle casistiche sopra esposte… scusate, ma siete certi che state parlando del caso di Corio? Non è che state parlando di altro da un altro pianeta, per far credere in un altro universo?
·   Proprio per questo motivo, oltre che per evitare interferenze con il traffico civile, sono previsti stringenti limiti procedurali, temporali, geografici e di quota per tutte le attività sia addestrative che esercitative… Complimenti, col linguaggio del politichese incrociato con la neurolinguistica, siete bravi; ma pensate che gli italiani sono analfabeti, non in grado di leggere ciò che avete affermato? Oppure la vostra strategia è quella di essere tanto spudorati, da generare disgusto tale da demotivare l'approfondimento di questa e altre vicende similari che verranno?

Io non contesto a lei signor Volpi, il fatto che non ha detto il vero. Nella sua posizione non avrei potuto dirla, pena l’esecuzione sommaria; ma la sua nota in Parlamento, è un insulto alla decenza. Se nell’immediato della vicenda, fosse stato detto che era scattato a Caselle un immotivato allarme antiterroristico, magari proprio per la presenza Bilderberg, motivo per il quale erano stati inviati due jet su Corio provenienti da Caselle; tutto sarebbe passato in sordina. Lei/voi salvavate capra e cavoli, i testimoni del posto si acquietavano, e tutto andava avanti come da logiche di sistema. E invece no, voi ci volete prendere palesemente per il culo, senza il pudore del salvare più, neppure la vostra faccia! 
Dimenticavo…perché i cittadini non hanno il diritto di vedere le registrazioni radar? L’aeroporto di Caselle, così come tutti gli altri, sono costantemente monitorati mediante videocamere. Perché non rendere pubbliche le riprese del momento fatidico? Siamo costantemente monitorati dal sistema satellitare. Perché i cittadini hanno il dovere di lavorare per voi, mentre voi avete il diritto dovere di prenderli per il culo? Mi scusi il francesismo, ma la Francia qui è molto vicina e certe volte anche loro sconfinano! E sì, perché i due jet passati rasenti su Corio, provenivano da Caselle, pare che a Caselle ci sono arrivati dalla Francia e, che volassero rasenti per non essere ripresi dai radar! Altra cosa sarebbero i due jet nostri per la vicenda Bilderberg.



All’On. Francesca Bonomo:
 In merito alla possibilità che la verità si affermi, traggo domanda da mio precedente articolo: Come finiranno le cose?
Una volta avrei detto: IN UN CASSETTO. Oggi dico: all’italiana! Staremo a vedere cosa realizzano l'On. Francesca Bonomo e Mauro Marino, quando a Roma riceveranno consiglio da volontà superiore.
Tutto è nelle mani della dignità umana...o forse non proprio tutto e lei, ora si domanda, il perché di tutto questo polverone PER AVERE UNA RISPOSTA ESAUSTIVA. Ha ragione, questa è stata UNA RISPOSTA, purtroppo però non è stata esaustiva e non è stata LA RISPOSTA che attendevano i testimoni. Esaustiva lo è solamente per il signor Volpi e la fazione che rappresenta, in quanto non intendono concedere di più. Lei però, ne convenga: Una cosa è Barbania o Corio; altra cosa è Roma, la sede del santo papato.