Presenze Aliene

sabato 10 novembre 2018

IL TALOS: Robotica ieri e oggi


IL TALOS: Robotica ieri e oggi


In un precedente articolo: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/08/cherubini-karibu-lammasu.html proposi la tesi in base al quale, i cherubini del passato altro non erano che macchinari volanti, quindi ufo o entità robotiche di varie tipologie. In taluni casi dei robot, umanoidi o meno, posti a difesa dei posti sensibili o sacri. In tal altri erano macchine volanti, che portavano a bordo degli automi in forma umanoide, oppure esseri alieni. Forse fin da sempre, ma possiamo togliere il forse, chi decide il verificarsi delle guerre, le fa fare agli altri. Altri che possono essere umani, animali, oppure espressioni tecnologiche. Quindi bombe, missili, mezzi volanti; ma soprattutto automi votati alla distruzione altrui e propria. Per i guerrafondai non ha grande valore la vita umana che, è considerata carne da macello. Siccome però quando un soldato muore, il guerrafondaio ha un soggetto in meno; convenientemente si impietosisce, proteggendo se possibile il servitore. Quindi, lo difende oggigiorno con strutture di vario genere, sino ad arrivare a quanto presente in questi articoli, dove la corazza, non casualmente in quanto presa di sana pianta dal mito greco, è stata chiamata TALOS : https://www.tomshw.it/altro/armatura-talos/


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Il guerrafondaio non è però ancora soddisfatto. Dentro alla struttura tecnologica vi è un essere umano e, costui potrebbe non condividere la sua sorte; quindi meglio un umanoide/robot a guida remota, super fedele e sacrificabile alla occorrenza. Non sempre e non tutti utilizzano questa tecnologia per fare la guerra, in quanto è utilizzabile anche come sorvegliante difensivo, ma attivo in caso di necessità. A questo punto qualcuno penserà: Sì, ma queste sono cose da fantasia relative ad un eventuale futuro remoto! Niente affatto; sono cose del passato, del presente e certamente del futuro! Vediamo ora cosa è il TALO o TALOS.
In base alla mitologia greca, il TALO era una statua vivente, creata da Efesto per Zeus, che ne fece dono ad Europa. Si tratterebbe di un gigantesco invulnerabile automa di bronzo. Talo era stato incaricato da Minosse di sorvegliare l'isola, mettendo in fuga i nemici che tentavano di sbarcarvi, o di fermare i cittadini se necessario. Ogni giorno, IL TALOS, faceva il giro dell'isola, armato e pronto per scagliare enormi pietre e, non esitava a buttarsi nel fuoco fino ad una elevatissima temperatura per poi schiantarsi sui suoi nemici stritolandoli e bruciandoli.
Il gigante era invincibile, tranne in un punto della caviglia, dove era visibile l'unica vena che conteneva il suo sangue. La leggenda vuole che quando la spedizione degli Argonauti giunse sull'isola, sia stato reso pazzo da Medea ed ucciso dall'argonauta Peante che trafisse la sua vena con un colpo di freccia. Un'altra versione narra che il gigante sia morto per la fuoriuscita del sangue, causata però dall'urto della caviglia con una roccia.
In una moneta proveniente da Festo, TALOS è rappresentato come figura alata; nel vasellame greco e nei bronzi etruschi è invece rappresentato come un gigante non alato. La rappresentazione di Talos è molto varia, con alcune ricorrenze: fuori di Creta, Talos è sempre rappresentato come sconfitto. In generale, sembra essere stato una figura enigmatica anche per gli stessi greci; ma ciò si spiega benissimo, in quanto si trattava di un qualcosa non presente nella consapevolezza della popolazione, se non negli aspetti estetici riscontrabili.
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In sostanza, TALOS era una macchina volante (presenza delle ali) posta a difesa di Creta da Zeus. Rappresentata in forma umanoide, in sostanza un gigante, forse più per la forza che non per l’estetica vera e propria. Sulla moneta è rappresentato con delle pietre in mano che, si dice, scagliava contro le navi nemiche. Domanda: E se quelle pietre altro non fossero stati che proiettili o raggi? L’isola non aveva mura difensive, ciò nonostante era difesa. Si dice che la sua flotta era invincibile; ma se la flotta era invincibile, perché la presenza necessaria di Talos? Non sarà stato invece che la flotta era invincibile, in quanto coadiuvata e protetta dal Talos!...
L’autore di Talos fu Efesto e costui, era l’artigiano, re del fuoco e dei metalli, della ingegneria e della scultura. Efesto disponeva della: FUCINA DI EFESTO, dove il tutto si realizzava. Si dice che si trovasse nelle viscere dei vulcani e dell’Etna. Un modo per dire che gli umani non sapevano dove era realizzata la tecnologia robotica del quale disponevano gli dei. Ciò nonostante ieri come oggi, le entità aliene presenti sulla Terra, dispongono di tecnologia robotica, in alcuni casi in forma umanoide, in passato alla forma umanoide erano associati gli aspetti prevalenti rappresentati mediante animali/antropomorfi. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/09/uomini-aquila-e-aquile.html 
IL TERMINE TALOS:
 Nel dialetto cretese "talōs" era un sinonimo di "hēlios", il sole. Esichio di Alessandria notava che "Talos è il sole". A Creta Zeus era chiamato Zeus Tallaios, ovvero "Zeus Solare".
Nel tentativo di comprendere cosa realmente fosse Talos, occorre porre attenzione al fatto che su tutto il pianeta nel passato era rappresentata una costante: IL DISCO SOLARE. Ma la domanda che ora pongo è: Siamo certi che le rappresentazioni di un cerchio luminoso possono rappresentare sempre e solamente il sole? Su tutto il pianeta sono presenti cerchi luminosi interpretati come rappresentazioni del sole, nonostante sia palese a molti ricercatori, il fatto che quelle NON SONO rappresentazioni del sole. Sono le rappresentazioni dei CARRI VOLANTI sul quale viaggiavano e viaggiano le entità aliene ovvero gli dei, presenti sulla Terra da tempo immemore. Questi carri volanti, oggi detti ufo, erano e sono luminosi in determinati frangenti, come il sole (foto 8). Quando sono ad una certa distanza, il cerchio luminoso è inteso come “occhio degli dei” oppure “occhio di RA”. Nelle immagini sottostanti vediamo come il carro (4/A) era rappresentato in sud America. In 4/B, come era rappresentato in Egitto, in 4/C nella zona mesopotamica. Nulla cambia nella sostanza per il come fu rappresentato presso altri popoli. Da notare con attenzione come nella immagine 4/A i due esseri che stanno sotto il carro divino di Viracocha, presentano aspetti robotici e animaleschi (il felino con tanto di artigli quello di sinistra) e, come l’essere umano fosse in mano a loro. In tutte e tre le immagini ci sono esseri umanoidi rappresentati mediante antropomorfismo animale.


Il potere che nel presente osteggia la consapevolezza della massa in merito alla presenza aliena su questo pianeta, non poteva concedere in passato che l’occhio di Ra oppure il carro volante di Aura Mazda, di Viracocha o di Zeus fossero intesi come mezzi volanti in possesso di entità aliene; quindi optò e impose che il tutto era da intendersi come adorazione del Sole. L’ignoranza casuale e quella mirata, fecero il resto, troll compresi e giù, sino alla informazione di massa.
TALOS ERA SINONIMO DI HELIOS. Helios indicava il carro volante oppure l’occhio degli dei, pertanto ne consegue che Talos era un mezzo volante/robotico in grado di intervenire in missioni a terra, presentandosi sia in forma di luce solare, quanto in forme umanoidi/robotiche di notevoli dimensioni.
IL CASO VALMALENCO
Ora però mettiamo momentaneamente da parte Talos e poniamo attenzione alla figura robotica 1/B. Questa foto è stata scattata il 13/8/2011 in alta Valmalenco (Sondrio) ed è parte di una interessante serie di foto fornite in versione originale, una delle quali è la sottostante:
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Il testimone/fotografo, che tutti noi ufologi e non ufologi dobbiamo ringraziare, riprende un ufo a forma di cappello che scompare dietro una collinetta. Si aspetta di vederlo spuntare dalla parte opposta, ma ciò non avviene. Dopo poco, meno di dieci secondi, da dietro la collinetta compare l’entità robotica, quella presente di fianco al Talos in foto 1. Interessante sarebbe sapere cosa è avvenuto dietro la collinetta e, avere la prova oggettiva che la manifestazione del robot umanoide è direttamente conseguenziale alla presenza dell’ufo. Se di discesa, emissione o di metamorfosi si è trattato. Questa certezza non è possibile averla, benché si possa ipotizzare che una forma di relazione vi sia stata. La base della foto sottostante, è la foto in versione originale, sul quale è posto l’ingrandimento. Come si può costatare, l’entità robotica si trova a notevole distanza.
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ALTEZZA ENTITA’ UMANOIDE
La prima cosa che si nota è che la statura della presenza umanoide, è notevole. Quanto notevole? Nel tentativo di definire l’altezza, alcuni collaboratori sono andati sul posto, hanno scattato la foto 7/B, nel quale sono presenti tre persone, una delle quali presa a riferimento alta mt.1.80, posta grossomodo alla stessa distanza dal punto dove nell’altra foto è presente l’entità robotica. L’intento è quello di effettuare la sottostante comparazione, Ora non sappiamo ancora quanto è alta l’entità in foto, ma possiamo rapportare e quindi stabilire quante volte grossomodo quella astina si può mettere sopra la figura della entità aliena; dopo il quale, moltiplicando il numero delle astine inserite per mt.1.80 abbiamo l’altezza approssimativa dell’entità. Questa deduzione comparativa può essere affidabile solamente se l’entità è stata ripresa alla stessa esatta distanza.
Un problema è la posizione dei piedi, del quale vi sarebbe da stabilire se effettivamente questa entità è posta dietro la collina; ma così almeno pare.  Non potremo avere l’altezza certa; ma potremo avere quella ipotetica.
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Se noi contiamo quante volte l’astina bianca può essere inserita tra le due linee rosse, scopriamo che l’astina ci sta otto volte! Quindi 8X1.80=14.4 se la distanza dell’entità è uguale a quella della persona a riferimento. Una altezza del genere sconcerta, forse ci siamo sbagliati, abbiamo esagerato. Scendiamo a dodici e facciamo tutti contenti! Ora però sorge un altro quesito: una entità del genere, ci poteva stare dentro un velivolo delle dimensioni di quello della foto cinque? Oppure una ulteriore domanda: Queste entità apparentemente robotiche, hanno una conformazione estetica stabile oppure variabile?
Non è il caso di andare oltre, almeno per il momento. Ciò che intendo evidenziare in questo articolo è il fatto che in passato e a maggior ragione attualmente, quantomeno una certa percentuale di presenze aliene in forma umanoide, sono in realtà dei robot. Macchine operatrici a terra, in forma umanoide, a presumibile gestione remota.
Oggi la ricerca nostra non fa altro che tentare e in parte ci riesce, di replicare ciò che i nostri conoscono da parecchio tempo, ma che non intendono divulgare alla massa, per una questione di tornaconto a vantaggio del potere. Il Talos per i greci, oppure i kerubini, oppure gli uomini aquila, oppure gli uomini scorpione, oppure l’entità robotica della Valmalenco, ma molti altri esempi si potrebbero accodare, sono tutte quante delle macchine robotiche che superficialmente quando volano sono detti UFO, mentre quando sono riscontrati a terra sono poi rappresentate mediante rappresentazioni antropomorfe, esattamente come presente su tutto il pianeta mediante le prove rimaste, del quale l’immagine 4 è un esempio.
Talos era sinonimo di Helios, il carro volante degli dei, guardiano posto a difesa dell’isola. In Valmalenco è presente quella che ho arbitrariamente definito come GUARDIA ALPINA: http://presenze-aliene.blogspot.com/2017/10/valmalenco-la-guardia-alpina.html
Se osserviamo con attenzione, ma neanche tanta, non possiamo non notare che l’apparente luna detta guardia alpina per il suo ricorrente percorrere il territorio, in tal altre occasioni è esattamente come il sole (foto 8), ovvero come Helios, ovvero come il Talos oppure i cherubini!
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