Presenze Aliene

martedì 24 dicembre 2019

La prima esperienza ufologica


La prima esperienza ufologica
Un giorno da non dimenticare 15/2/1978

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Ci sono dei giorni nella vita, che non si possono dimenticare. Sono quelli che lasceranno un segno indelebile, che condizionerà il proseguo del cammino. Il 15/2/1978 fu per me uno di questi, forse il più importante di tutti. Fu il giorno nel quale si innescò in me la sconcertante consapevolezza, che nel nostro mondo esistevano cose a me non note, ma neppure alla massa; che le autorità e l’informazione circolante spudoratamente negavano. Questa vicenda innescò in me la necessità di comprendere di cosa esattamente si trattava e perché, scienza, potere e informazione tacevano e fuorviavano. Il veder passare tale oggetto volante, fu per me uno tra i più bei regali della mia vita. Senza questa esperienza non avrei compreso e, non avrei realizzato quanto poi ho vissuto e realizzato in veste di ricercatore ufologo e non solo. Veniamo però alla vicenda, corredata con la ricostruzione geografica, onde stabilire dove l’evento si verificò:

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Nei giorni seguenti l’evento ritenni di porre la testimonianza di quanto avvenuto, in una nota da conservare a futura memoria, cosa che oggi torna utile:

15/2/1978 ore 6,48/50 CIRIE’ –TO- via S. Maurizio 29
 Avvistamento da parte di Dario Giacoletto di oggetto proveniente dalle Valli di Lanzo. Procede ad una velocità costante che potrebbe essere quasi due volte quella di un aereo di linea, ma con distanza minore rispetto agli aerei di linea in alta quota. Non è definibile in modo nitido in quanto oggetto. Ciò che io vedo è quanto segue: Forma rotonda/sferica di dimensione come la luna ma di color rosso intenso quasi scuro al centro. Il colore si attenua verso il bordo sino all'arancione per poi passare ad un alone giallo intenso che circonda l'oggetto. Attorno all'alone giallo ve ne è un altro di colore grigio di forma ovale allungato, sino a formare una scia che scompare in lontananza a segnare la provenienza. Il tutto su uno sfondo di cielo completamente azzurro e appena sopra le montagne bianche di neve.
Lo spettacolo è fantastico e, impossibile non vederlo se lo sguardo appena volge nella direzione giusta. Considerando l'altezza dei monti, questo è passato poco sopra il monte Soglio mt.1971.
L'oggetto procede in direzione Ovest-Est, quindi rallenta e svolta leggermente verso Courgnè-Ivrea-Biella. L'oggetto vero e proprio, se oggetto è, non è definibile in quanto la parte densa centrale è mimetizzata da campi luminosi e colorati; ed i colori sono fortemente definiti.   Il volo è regolare ed in decelerazione, ed io lo seguo per circa 20 secondi o poco più, presumo sino nei pressi di Ivrea. L’oggetto era proveniente dalla Francia (fine della nota).

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Quanto visto il 15/2/78 mi induce a cercare di comprendere cosa esattamente ho visto e, per questo fine mi mobilito. Non trovo nessuna spiegazione ufficiale da parte di TV, giornali o altro che riporti o spieghi quanto ho visto, tranne una breve nota sul giornale LA STAMPA di Torino che così recitava: Pervenute in redazione alcune centinaia di segnalazioni circa misterioso oggetto volante visto passare sopra le Alpi Graie.
Conservai il ritaglio di giornale che, negli anni appena seguenti rilessi più volte. Sono passati oltre quarant’anni, non sono poca cosa. Al momento non sono in grado di ritrovare il ritaglio; ma nulla esclude che avvenga in seguito. Non l’ho certamente intenzionalmente buttato.
Il giornale La Stampa di Torino riportò la notizia sia nella versione torinese, quanto seppure leggermente diversa, nella versione novarese. La sottostante immagine riporta quella novarese, fornitami dal CISU quando resi la mia testimonianza.
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In seguito alla vicenda mi sono domandato se vi erano altre persone le quali avevano visto la stessa cosa e, se eventualmente potevano aggiungere altri particolari a quanto avevo memorizzato io. Domandai a molte persone incontrate nei giorni a seguire, ma nessuno mi confermò la cosa. Possibile che solamente io l’avevo vista? Eppure era impossibile non vederla! Ci rimasi male, mi sorsero dei dubbi, mi ponevo la domanda se fosse mai stato possibile che avessi avuto una allucinazione, un sogno ad occhi aperti; se insomma avessi preso lucciole per lanterne! Solamente a distanza di molti anni pervenni a questa risposta che pare di poca importanza ma che al contrario implica la conoscenza di un meccanismo noto a pochi, al di là delle spiegazioni di superficie e di facile accesso a tutti.
Tra le persone incontrate nei giorni seguenti al quale posi la domanda, incontrai un conoscente il quale mi disse: Io non ho visto nulla quella mattina, ma sono a conoscenza che altri testimoni in passato hanno affermato di aver visto cose del genere. Prova a vedere se scopri qualcosa con la rivista “Il giornale dei Misteri”.
Da quel giorno iniziai a leggere questa rivista che usciva mensilmente e devo dire che fui fortunato; in quanto in seguito in merito alla vicenda la rivista riportò notizie in:
Giornale dei Misteri n.88 pag.17 e 18.
Giornale dei Misteri n.89 pag. 11.
Giornale dei Misteri n.105 pag. 18.
La Sez. Ufologica Fiorentina classificò il caso con il n.2069 e nel G.diM.105/18 definì il caso di scarso interesse; in quanto si trattava di un fenomeno avvenuto in alta quota. Dissento fortemente da questa classificazione, ed elargisco una violenta tirata d’orecchi a chi la sancì, in quanto seppure io lo vidi ad una certa quota e così altri testimoni da Torino, l'oggetto passò poco sopra il monte Soglio, altezza poco inferiore ai 2000 mt. L’oggetto era in volo leggermente discendente e in leggera decelerazione e comunque, appena sopra le montagne. Siccome era in fase discendente, quando passò sopra Courgnè e quindi davanti al monte Quinzeina mt.2344, l’oggetto si trovava ad una altezza intorno a mt.1800 e stava scendendo come poi vedremo.
Quanto io vidi da Ciriè è riportato in mappa mediante l’angolo della visuale con linee bianche e stellette rosse. Persi di vista l’oggetto mentre procedeva in direzione Biella, ovvero costeggiando lateralmente la catena alpina, attraversando tutto il Canavese.
Lasciato il biellese, dopo un breve tratto nel corso del quale non sono emerse segnalazioni, l’oggetto è stato visto da sopra i battelli Cerbiatto e Alpino, sulle acque del lago Maggiore nei pressi di Stresa, (stellette gialle e angolo di visuale in viola). Dichiararono che l'oggetto volante passò alle 7,53 tra il monte Mottarone mt.1500 e il monte Zeda, ad una altezza (se veritiera la segnalazione sulla foto pubblicata G.di M.88/18 e ritengo che lo sia) di circa mt.5/600. Ciò significa che dopo averlo perso di vista da parte mia, l’oggetto continuò ad abbassarsi, passando nella zona della foto 1. Ciò comporta quindi che attraversò il lago; ma da questo punto e per un certo tratto non si hanno segnalazioni. Nella ricostruzione il percorso è ipoteticamente riportato con stellette verdi e non è dato sapere quanto questo tratto è stato ampio, ovvero dove è andato a svoltare. Certamente non è tornato indietro mediante il percorso di andata; altrimenti sarebbe stato riscontrato nuovamente dagli stessi testimoni di prima. Ciò significa che ha fatto un largo giro, forse sopra Domodossola o poco oltre. Ciò si può ipotizzare in quanto la seguente segnalazione, quella del Dr. Nino Monaco, indica quello stesso oggetto volante (o un altro similare, ma ciò non è confermato e quindi poco probabile) alle 7 circa nella parte bassa della valle di Macugnaga. Vede l'oggetto ad una distanza di meno di km.2 e all'altezza di circa 200/300 mt. dal suolo. Stellette arancioni e visuale in azzurro.
L'oggetto percorreva la vallata in senso discendente e, giunto in fondo (avendo di fronte il monte Masone) il teste temette che andasse a sbattervi contro. Improvvisamente però, deviò nella val d'Ossola, quindi verso Domodossola. Qui ci troviamo nella zona di Piedimulera. La velocità, dichiarò, era di circa 70/80 km. orari, quindi alquanto moderata e tale da consentire di essere adeguatamente osservato. 
Ricordo che tra le segnalazioni riportate in seguito alla vicenda, un testimone dell’Ossola, senza precisare la data, affermava che un mattino dello stesso periodo aveva visto una luminosità salire in verticale in cielo; ovviamente alla testimonianza non gli si poté dare consistenza, ma tale è.
Nel tentativo di sapere se quel mattino, con orario coerente e quindi possibile, in altre zone europee erano state fatte segnalazioni del genere, avevo trovato una notizia proveniente dalla zona di Londra; in base al quale due poliziotti avevano visto, testimoniato e posto a verbale, il passaggio di un disco di circa trenta metri di diametro che se ne era andato nella direzione che potrebbe essere appunto quella italiana, generando una sfera luminosa.

Restando però a quanto accertato, si può ipotizzare che in base al percorso riportato in mappa, l’ufo avrebbe percorso non meno di 170 Km. Io lo vidi in decelerazione, nell’Ossola si ipotizzò la velocità di 70/80. La durata ipotetica e totale in base ai riscontri è di circa 10/12 minuti. A fronte di quanto personalmente riscontrato, ma ancora di più per quanto riscontrato dal Dr. Monaco che vide l’oggetto a poca distanza e a velocità ridotta; non si può che affermate che fu un evento spettacolare e straordinario, non certamente meritevole di essere sminuito come fu fatto, ma bensì degno della massima attenzione. Di questo mi resi conto immediatamente e, ora dopo quaranta anni di ricerche in ambito ufologico, dopo aver visto, ripreso e pubblicato numerose altre vicende, ribadisco che la volontà di sistema esercitò un abuso scorretto nel mettere a tacere una tale vicenda. Non si venga a dire che le autorità, le istituzioni preposte, pertanto l’Aviazione Militare e il Ministero della Difesa, non ne furono informate. Sarebbe come dire che sono degli incapaci, non in grado di esercitare il loro mandato di controllo sul territorio. Queste storielle sono per i bambini dell’asilo; così come sono storielle quelle in base al quale questo genere di vicende, ci facevano trapelare allora, erano dovute a fulmini globulari. Negli anni 70/80 era l’ipotesi che teneva banco, che andava per la maggiore, ed era fatta passare come la scientificamente più logica assieme a quella dei fenomeni naturali. Dove sono oggi questi saggi della cultura umana? In parte son morti e, quelli rimasi, si appoggiano oggi a ipotesi parascientifiche meno palesemente errate. Nel frattempo è nata in ambito ufologico, la categoria degli opinionisti al soldo del sistema e dei troll a dire la loro, con tanto di appoggio mediatico.

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La soprastante immagine propone l’articolo comparso sul Giornale dei Misteri n.89 pag.11 con la testimonianza del Prof. Alberto Nigi e del Dr. Nino Monaco che ringrazio per aver posto una traccia di quanto non dovrebbe essere dimenticato. Invito eventuali altri testimoni della vicenda, a farsi avanti. In questo campo tutti i testimoni possono essere utili.
Quell’ufo non passò per caso su quel percorso, probabilmente ne aveva valido motivo. Cosa che noi al momento attuale non possiamo sapere; ma nella eventualità che altri tasselli siano inseriti, la lettura del quadro si potrebbe seppure a distanza di anni, arricchire e diventare comprensibile. Dalle autorità preposte non sapremo mai nulla, loro seppure pagate da noi, lavorano per altri obiettivi a noi oscuri. Però l’oggetto passò con volo regolare, palesemente intenzionale ed intelligente, rallentò quanto necessario per potersi inserire nella valle di Macugnaga, rallentò ancora per poter svoltare a meno di 90° nella val d’Ossola e forse l’intelligenza che gestì il tutto, intendeva farsi vedere palesemente. Anzi, certamente intendeva rendersi visibile, in quanto è ormai assodato che i velivoli alieni dispongono della tecnologia che consente loro di essere invisibili alla vista umana. La sottostante immagine ricostruisce con percorso da sinistra verso destra, quanto io vidi da Ciriè.

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sabato 7 dicembre 2019

LO STEALTH ALIENO


LO STEALTH ALIENO
Valmalenco 12/10/2019

Da quando è andato emergendo il fenomeno ufologico Valmalenco, sono pure iniziate le segnalazioni di velivoli triangolari, bianchi alcuni e neri altri. Ciò in coerenza con gli avvistamenti e segnalazioni avvenute un po’ su tutto il pianeta; e di questo si era ampiamente riportato. Poi negli ultimi anni, dalla Valmalenco sono iniziate le segnalazioni di strani velivoli triangolari di varie dimensioni e di varie colorazioni, tra i quali è prevalso il nero, il rosso, il verde e l’azzurro e anche alcuni bianchi.
Sui social, e nei gruppi di ricerca, commentatori di varia estrazione e livello di informazione, si sono sbizzarriti nell’ipotizzare le proprie opinioni. A maggioranza è prevalsa e prevale l’ipotesi in base al quale si tratterebbe di roba nostra, quali droni e velivoli antigravitazionali di ultima generazione, derivanti dal Progetto Aurora quali il TR3b e affini, oppure alla ricerca avanzata DARPA.

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In più occasioni ho espresso la mia posizione in base al quale non si tratta di Progetto Aurora o TR3b. Mi sono giunte numerose osservazioni e contestazioni; evidentemente quanto messo sul piatto della bilancia, non è stato considerato in modo corretto ed adeguato. Ora però, mediante la presente serie video/fotografica fornitami da accorto testimone, mi si presenta l’occasione per ribadire la precedente tesi con aggiunta di particolari tali che metteranno in crisi ogni precedente contestazione. Materiale attestante quanto vado sostenendo da ormai parecchio tempo, già era disponibile in grande quantità anche prima, ma mai come in questo caso aveva assunto l’evidenza necessaria per eliminare ogni dubbio.
Due sono le cause prevalenti per il quale è difficoltoso fotografare in modo soddisfacente questi velivoli che io ipotizzo come alieni; la velocità ed il sistema di occultamento che adottano. Questo è ovviamente da loro gestibile, pertanto stabiliscono loro quanto concedere agli osservatori. Non basta però che l’occultamento sia ridotto o annullato affinché gli esseri umani possano vederli o fotografarli; in quanto è determinante il fattore velocità. Questa asserzione non ha valore nei confronti dei velivoli prodotti dalla nostra tecnologia, in quanto la velocità non supera la possibilità del poterli vedere, per giunta poi si aggiunge il rumore e, quando i reattori emettono la fiamma, impossibile non vederli.
Come dimostrato in modo inequivocabile mediante il precedente articolo circa gli OVNI di Caiolo, si possono riprendere oggetti volanti che visivamente non sono riscontrabili a causa dell’alta velocità, quando non è attivo il sistema di occultamento, oppure lo è parzialmente.

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 Le foto relative al presente articolo fornite, sono in numero di otto in versione originale, più uno straordinario video. L'oggetto volante ripreso è stato visto visivamente, e poi fotografato; mentre per il video è stato ripreso senza essere visto. Due foto non riportano alcunché di particolare, tre non aggiungono molto a quanto presentato mediante le tre foto migliori, pertanto ci serviremo solamente di queste. Le altre cinque farebbero comunque la felicità di molti gruppi e ricercatori, ma di fronte alla abbondanza, così avviene!
La foto 1/A ci fa vedere un velivolo triangolare nero, eccezionalmente nitido, definito ed inequivocabile, ovvero metaforicamente lo Stealth alieno; mentre l’immagine 1/B mette a confronto uno dei nostri. Se il velivolo alieno non viaggiasse a bassa velocità, tale nitidezza non sarebbe possibile e, tanto meno se il sistema di occultamento fosse attivo anche solo parzialmente. Ciò significa che l’intelligenza la quale gestiva tale velivolo, ha inteso rallentare, esibirsi, rendersi video/fotografabile e, aggiungo presuntuosamente, sapeva della presenza di coloro che lo avrebbero visto e fotografato.
In merito alla mia presunzione, già ho argomentato in precedenti articoli e, più approfonditamente lo farò in seguito, in quanto occorre comprendere in base a cosa è possibile fare tali affermazioni. Ora però è necessario porre attenzione in merito ad un aspetto relativamente nuovo.
Da un po’ di tempo, vari testimoni asserivano che in Valtellina erano comparsi velivoli triangolari con ala variabile e, in merito erano comparse fotografie a sostegno, quale ad esempio la 7/B.
Non si può negare che la tecnologia umana è in grado di produrre da parecchio tempo, aerei con ali a geometria variabile. Tale accorgimento tecnologico è stato adottato in quanto cambiando in volo l’angolo di freccia, ovvero l’angolazione alare di penetrazione nell’aria, aumentano le prestazioni dell’aereo. Freccia aperta, migliore portanza di peso a bordo e migliore manovrabilità a bassa velocità ed in fase di atterraggio. Freccia chiusa, maggiore velocità e migliore invisibilità ai radar, immagine 3/A, esempio di velivolo ad ala variabile. La tecnologia nostra adotta pure il sistema dell’ala pieghevole, ma questa ha una funzione completamente diversa, immagine 3/B, in quanto serve per ridurre lo spazio d’ingombro in fase di parcheggio. 

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Tutto questo però nulla ha a che fare con i velivoli ad ala variabile riscontrati in Valmalenco; in quanto l’ala variabile dei velivoli nostri, si apre e si chiude sul piano alare di portanza, mentre la comparazione tra la foto 1 e la 2, ci dimostra che le ali di questo velivolo alieno si aprono e chiudono come il battito d’ali di un comune volatile! In sostanza quando le ali sono spianate, abbiamo l’estetica dei comuni triangoli ripetutamente visti in Valtellina. Poi però questa tipologia, o quanto meno alcuni modelli, possono piegarsi e quindi chiudersi a metà. Non è dato sapere al momento quanto possono richiudere le due parti; ma possiamo sapere quanto sono richiuse in base alle foto. Resta da stabilire cosa esattamente sono questi velivoli triangolari che ora scopriamo come pieghevoli. Al momento prevale la tesi che si tratta di droni, operativi in concomitanza o appoggio a velivoli alieni di maggiori dimensioni, generalmente stazionanti a più alta quota.
Un altro aspetto che entra in gioco con la loro presenza, è che indipendentemente dal fatto che la geometria alare dei nostri sia gestibile o meno, i nostri adottano il tradizionale sistema turbogetto o turbo/ventola, ben visibile e rumoroso. Il velivolo del caso in questione, a detta dei diversi testimoni, non consentiva di percepire alcun rumore; pertanto si è indirizzati verso l’ipotesi di un sistema di propulsione presumibilmente non turbo/ventola. Non facciamoci ingannare da quella luminosità bianca posta tra le ali e presente nella foto 4; come vedremo in seguito si tratta di altra cosa, seppure di cosa si tratta non è al momento possibile saperlo. Quale sistema di propulsione quindi adotta il velivolo di queste foto?

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PROPULSIONE E ANTI GRAVITA’
Da molti anni si vocifera che i nostri avrebbero sviluppato l’antigravità. La forza di gravità è quella forza per il quale tutto ciò che è materia è attratto verso il centro della Terra. Chi intende alzarsi in volo, deve ovviare tale inconveniente; quindi deve sviluppare una forza contraria e superiore alla forza di gravità. Ciò è stato fatto mediante le eliche, le quali altro non sono che aggeggi tali da consentirci di arrampicarci o avvitarci nell’aria. Poi lo abbiamo fatto con i turbogetti, gestendo il volo mediante le ali. In seguito si è iniziato ad ipotizzare la possibilità di isolarsi dalla azione della forza di gravità. Quindi isolarsi e non più contrastarla.
Ora sono presenti su tutto il pianeta, degli oggetti volanti di ignota matrice, senza ali, senza turbogetti, senza rumore, che compaiono e scompaiono alla vista dei radar e a quella umana. Di cosa si tratta? In questo caso il velivolo è triangolare, richiama quantomeno una parvenza o coerenza alle nostre logiche di volo, ma in altri casi è stato riscontrato l’apparente assurdo. Mancano solamente gli asini ed i gatti volare e poi abbiamo visto e ripreso di tutto, per giunta senza alcun rumore e con prestazioni sconcertanti. Ciò che però è più significativo e pertanto merita maggiore attenzione da parte di tutti i ricercatori, è il fatto che sono presenti oggetti volanti che non turbano l’ambiente circostante nel quale si muovono. Quindi abbiamo oggetti che entrano nei vulcani ma nulla di anomalo succede, abbiamo oggetti che entrano ed escono dall’acqua ma questa non si increspa come avverrebbe con velivoli tradizionali nostri. Abbiamo ufo che entrano ed escono dalle montagne i quali ci fanno ipotizzare la presenza di basi sotterranee. Questi ed altri esempi scardinano completamente le logiche della nostra Fisica e fanno saltare in aria il nostro concetto di realtà, al quale forse siamo troppo affezionati.
Nel frattempo i nostri, da circa quaranta anni a questa parte, ci sventolano come realizzata l’ipotetica antigravità del Progetto aurora e susseguente TR3b. Faccio notare che l’antigravità, ammesso che sia stata realizzata, ci consente di superare l’attrazione verso il centro della Terra, ma non ci consente di volare a piacimento. Per farlo occorre che un qualcosa ci porti nelle direzioni in cui vogliamo andare e lo deve fare mediante una spinta che superi l’opposizione dell’aria. Dopo il quale affinché vi sia possibilità di gestione occorre che ci siano le ali portanti e tutti i dispositivi di gestione. Ipotizzato ciò e quindi replicato in parte quanto ci fanno vedere gli alieni, il tutto non deve turbare l’ambiente circostante, ovvero non ci deve essere interazione conseguenziale individuabile. Tutto questo è superato quando invece andiamo a considerare talune tipologie di velivoli alieni, compreso quello del presente articolo.
A fronte della enorme casistica ufologica esistente, non possiamo pensare che la presenza aliena non è in grado di volare mediante velivoli che nulla hanno da spartire con la logica nostra del volo. Quindi ora emerge la seguente domanda: Considerato che possono volare senza turbare l’ambiente circostante, con velivoli che possono avere la forma dell’asino e del gatto, perché contemporaneamente ci fanno ancora vedere velivoli con le ali? Questa domanda non è affatto banale! Una prima risposta potrebbe essere che esistono livelli diversi di presenza aliena, motivo per il quale esistono manifestazioni di livello diverso; ma poi arriva il materiale video fotografico oggetto del presente articolo, che ora andiamo a vagliare, il quale frantuma ogni nostra umana logica.

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Se noi avessimo a disposizione una sola foto della serie in questione, oppure pur avendo tutte le otto foto fornite, non saremmo nella posizione di stabilire come questo velivolo si muove nell’aria. Non potremmo sapere quale percorso in questa occasione ha svolto. Il video invece parzialmente ci fornisce queste risposte e ci lascia basiti! L’oggetto attraversa il nostro campo visivo ed è ripreso mediante una serie di undici fotogrammi. Ogni fotogramma ci fa vedere una posizione ed una estetica nettamente diversa dalla precedente; a significare che il cambiamento è avvenuto nell’arco di 1/30 di secondo!
 Ciò significa che in due trentesimi di secondo, come evidente nella immagine sottostante, l’oggetto ha cambiato direzione di 180°. Praticamente si è comportato come se si trovasse ad operare nel vuoto assoluto, disponendo di totale padronanza del mezzo!

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Tutto questo senza alcun rumore, senza spostamento d’aria e probabilmente senza aver necessità di essere fornito di ali!... Perché allora produrre una esibizione del genere? Semplice la risposta: per proporre a chi osserva, un preciso messaggio informativo! Messaggio che è probabilmente pressapoco il seguente: Voi umani volete restare ancorati alla vostra Fisica e al vostro concetto di realtà? Noi vi dimostriamo che non valgono un fico secco!

  Sintesi operata su video originale.

A questo punto non possono però non emergere le ipotesi di quei ricercatori i quali fanno presente che le manifestazioni che trascendono la fisicità, potrebbero essere generate da manifestazioni virtuali/olografiche. Qui la faccenda si complica, non in quanto oggi i nostri non possono generare manifestazioni olografiche; ma per il fatto che l’olografia nostra è roba relativamente recente e di livello inferiore, mentre le manifestazioni ufologiche con caratteristiche trascendenti la fisicità è roba che si pone molto in là in quanto a livello e con gli anni! Forse così tanto vecchia da essere nata esattamente assieme alla realtà umana; per poter interagire con essa mediante un livello superiore di realtà! Ecco quindi cosa si può ipotizzare che siano queste manifestazioni ufologiche trascendenti la comune fisicità, quindi quelle parafisiche oppure extra/dimensionali; sarebbero manifestazioni virtuali/olografiche in grado di interagire nella realtà fisica umana, senza sottostare alle nostre leggi.


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Che gli umani possano avere a disposizione una tecnologia che va oltre il convenzionale ufficialmente riconosciuto è cosa probabile e accettabile. Che si stiano agitando per realizzare la soluzione del problema antigravitazionale, è cosa comprensibile. Che possano aver sviluppato in pratica o solamente sulla carta, prototipi spacciati per TR3b ci può stare. Che l’umanità sia in possesso dell’antigravità oppure del TR3b al punto di poter affermare che il famoso video di Parigi 2008 ed a seguire tutti quelli comparsi dopo sono roba nostra, è pura follia!
Link:http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/04/tecnologia-nostra-o-loro.html

LE FOTO:
La foto 1/A è la migliore della serie per nitidezza e incontrovertibilità di ciò che rappresenta. Per giunta presenta nel secondo ingrandimento, altra presenza anomala non meglio definibile posta in lontananza. La parvenza di questa richiama altre tipologie di velivoli alieni, ma non è possibile andare oltre, se non ipotizzare che generalmente quando sono ripresi a bassa quota piccoli velivoli alieni, a distanza maggiore stazionano quelli più grandi.

La 1/B è ovviamente lo Stealth nostro, Lockheed F-117 Nighthawk, qui posto a confronto con l’intento di rendere idea del fatto che un certo accostamento estetico con lo Stealth alieno per come si presenta mediante la foto 1/A è possibile farlo. Lo Stealth nostro è stato sostituito e quindi non più operativo, lasciando una certa delusione dopo le grandi aspettative propagandate nella fase iniziale. Oggi si potrebbe malignamente insinuare il dubbio se lo Stealth nostro è stato tratto dal loro, oppure il loro dal nostro; tenendo presente che se il triangolo pieghevole noi comuni mortali lo costatiamo oggi, era certamente presente anche ieri ed i nostri non potevano non saperlo da chissà quanti anni!

 La foto 2 ci fa vedere che il velivolo spiana le ali. Ogni confronto coi nostri velivoli non regge; ma non mi stupirei di vedere a breve sui social e mediante l’informazione di massa, avveniristici progetti Darpa, velivoli triangolari pieghevoli come quello del presente articolo.

Con la 3/A vediamo un esempio di aereo nostro con ali variabili e con la 3/B, un esempio di ali pieghevoli.

La 4 ci fa vedere lo Stealth alieno con ali aperte. Si evidenzia la parte luminosa bianca, posta al centro. Al momento non è possibile comprendere se l’oggetto è concepito mediante una parte da definirsi superiore e altra inferiore. Lo stesso particolare si evidenzia meglio mediante il frame 5, tratto dal video. 

L’immagine 6 propone l’inversione di marcia avvenuta in uno spazio brevissimo, in assenza totale di rumore o interazione con l’ambiente, nell’arco di 2/30 di secondo!

La foto 7/A ci fa vedere un ufo triangolare, manifesto a metà; come per dirci che ci viene cucinato sul momento in versione parziale per farci comprendere. Qualcuno potrebbe ipotizzare che vi è uno sconfinamento dimensionale in corso. Altri potrebbero ipotizzare una materializzazione in cantiere. Altri ancora potrebbero insinuare la manifestazione virtuale/olografica mentre viene realizzata. Forse da una certa angolazione, tutti stanno dicendo la stessa cosa.

La 7/B ci fa vedere contemporaneamente due esempi di Stealth alieni ad ala variabile. Uno bianco ed uno nero; pertanto spunta la seguente domanda: ma sono bianchi, neri, oppure gli uni e gli altri? In talune occasioni è stato riscontrato che i velivoli alieni adottanti sistemi di occultamento, si presentano bianchi quando fanno vedere la parte esposta alla luce del sole e neri nella parte sotto esposta. Qui vediamo che invece, pur essendo esposti entrambi nella stessa maniera, uno è bianco e l’altro nero. Ciò significa che il colore è determinato da altri fattori, quindi non sappiamo di quale colore realmente sono. Potrebbero persino avere la possibilità del colore gestibile.

Dopo aver considerato quali velivoli sono riscontrati su tutto il pianeta ed in Valtellina, in merito alla ipotesi che questa è roba tecnologica nostra relativa al Progetto Aurora e TR3B e pertanto dotata di antigravità; alla Totò, mediante il suo significativo sguardo rispondo: 

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Traggo da Wikipedia: Quello dell'antigravità è un tema ricorrente nell'ambito della fantascienza e molti autori hanno utilizzato questo concetto in particolare nel descrivere veicoli o ambienti che potessero in sostanza spostarsi o galleggiare liberamente nell'aria.
Nonostante siano stati intrapresi studi e ricerche in questo senso, attualmente non è noto alcun sistema o teoria che possa bloccare o annullare l'effetto della gravità.