Presenze Aliene

mercoledì 10 gennaio 2018

Qualcuno vede

QUALCUNO VEDE
Qualcuno fotografa, qualcuno afferma, qualcuno nega!



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Ufo ed alieni ufficialmente non esistono; ma qualcuno vede, fotografa e testimonia. L’articolo di “Centro valle” ne è un lampante esempio che rende merito al concetto di “informazione corretta”, rispetto ad altri mezzi di informazione che pur sapendo, tacciono per quieto vivere. Queste vicende sono note da anni in Valmalenco/Valtellina e altrove. Se non hanno mai assunto alcuna valenza scientifica o ufficiale, è unicamente perché i conduttori di questa disgraziata umanità hanno degli strumentali interessi in gioco. Ammettere ufficialmente la presenza di entità aliene sulla Terra, per poi scoprire che queste sono qui da tempo immemore, significa ribaltare lo “status quo” tanto caro al sistema vigente. Significa ammettere che l’essere umano non è il padrone ultimo di questo pianeta e, significa ammettere che il potere umano delegato dai popoli, sino ad ora pur sapendo, ha taciuto e negato per continuare a gestire l’umanità. Veniamo però al tema del presente articolo.

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Ho avuto opportunità di visionare il materiale fotografico relativo alle orme sul pianerottolo. Devo ammettere che sono in coerenza a quanto riportato dai testimoni e dall’articolo di Centro valle. In effetti le orme sono caotiche, non facilmente inquadrabili in una camminata tipicamente umana. L’orma misurata presente nella immagine uno, sembra in effetti non generata da compressione, ma una sorta di fusione del ghiaccio/nevischio. Il materiale fotografico pervenutomi, ad analisi da programma di accertamento della genuinità, si propone come genuino. Ciò non significa che eventuali professionisti del falso non potrebbero aggirare gli ostacoli e proporre dei falsi. Sappiamo che in zona operano alcuni falsari, in quanto alcune foto false sono state fatte circolare; ma proporre dei falsi fotografici che propongono orme e pertanto un tema nuovo, significa semplicemente avvallare ulteriormente la presenza di un fenomeno, che si vorrebbe far passare non esistente. Pertanto esco dalla domanda relativa alla genuinità del materiale con la seguente affermazione: “Non sono in grado di affermare con assoluta certezza che il materiale relativo alle orme è genuino; ma posso affermare con assoluta certezza, che il materiale non si presenta come un falso, ed è in coerenza a tutta una serie di particolari che ora andremo a verificare”. Pertanto sotto l’aspetto puramente didattico, le orme sono assolutamente veraci. Se di falso si tratta, occorre dimostrarlo.

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Per quanto riguarda le orme sul pianerottolo, è probabile che queste chiamino in causa una sola tipologia di entità aliena; se però consideriamo il fenomeno orme in generale, siamo costretti a riscontrarne una nutrita varietà. La moltiplicità delle tipologie genera inevitabilmente il complicarsi della matassa; al quale si aggiunge poi il fatto come per gli ufo, che che queste entità quando sono di tipo fisico, adottano tecnologie occultanti e quindi con estetiche variabili in base alla modulazione. Quando le entità sono di tipo parafisico, gestiscono le loro manifestazioni e pertanto sotto l’aspetto estetico ci possono ingannare come quelle fisiche. Vi è poi un altro aspetto che non deve essere ignorato; anche se oggi è il meno considerato, quello relativo alle manifestazioni olografiche.
E’ nella disponibilità tecnologica umana, la possibilità di generare manifestazioni olografiche, tali da farci passare per ufo e alieni, ciò che realmente non sono. Questa possibilità a maggior ragione è nella disponibilità di eventuali presenze aliene, le quali mediante simulazioni olografiche di alto livello, potrebbero farci passare per vero ciò che non è, generando una matassa estremamente complessa. Proprio nel tentativo di dipanare questa complessa matassa, sono giunto alla seguente costatazione: “Mediante l’attuale e superato concetto di realtà, non è possibile dipanare la matassa in maniera adeguata. E’ quindi necessario formulare un nuovo concetto di realtà, mediante un nuovo paradigma di pensiero, che ci consenta di farlo”. A tale proposito ho pubblicato in questo blog una serie di articoli relativi al ”Concetto di realtà”; ma ho dovuto riscontrare che tale indirizzo non è al momento, adeguatamente assimilabile dalla maggioranza. Ciò nonostante io sostengo che chi intende procedere, prima o poi dovrà compiere il passo del cambiamento su questa strada.
 Mettiamo però ora da parte la complessità della matassa ed il cambio di registro, per attenerci alle tipologie di entità più di frequente riscontrate. Uno degli aspetti che sin dall’inizio della vicenda malenca è emerso, è il fatto che sono state notate entità che hanno la predilezione di porsi acquattate e con le mani appoggiate a terra. Esattamente come nelle foto due e tre, ma poco ci manca anche nella quattro.

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Sin dalle prima costatazioni, mi sono posto la domanda del perché hanno questa predilezione e, ho impiegato parecchio per comprenderlo; mentre invece la spiegazione è semplice. Basta guardare come si comportano gli animali in natura, compreso l’essere umano. Prima di scattare per un balzo, si acquattano, chi più e chi meno. La posizione acquattata è quella tipica del rendersi meno visibili, dello stare sulla difensiva, ma anche in attesa di eventuale aggressività oppure balzo. Proprio di balzi riferiscono i testimoni, quando affermano che hanno visto entità compiere dei salti come i canguri.
Vi è poi la camminata a quattro zampe, tipica dei bipedi quando sono in difficoltà, oppure perché fa più comodo. Tipico degli scalatori, sia umani, quanto alieni. Come evidente nella foto cinque. Proprio questa camminata potrebbe essere la causa delle orme lasciate sulla scaletta, del quale parla l’articolo. Se noi osserviamo la postura delle mani delle foto due, tre e cinque, non abbiamo difficoltà ad accettarle come compatibili con l’orma in questione. Nell’articolo è riportato che l’orma parrebbe essere stata generata da fusione della neve ghiacciata e non da compressione. Come potrebbe essere avvenuto ciò?

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Sin da quando mi interesso della vicenda aliena in Valmalenco, mi sono posto domande quali: Ma queste entità non hanno freddo in inverno, considerato che, come evidente nella foto due e cinque, se ne vanno allegramente in mezzo alla neve gelata? Questa semplice domanda, indirizza ad altra seguente domanda: Ma la loro biologia, sempre che di biologia si tratta; è come la nostra? La risposta non può essere univoca, in quanto le tipologie aliene sono molteplici e diverse tra di loro; ma una cosa pare emergere chiaramente. Alcune tipologie di queste entità, manifestano rispetto all’essere umano, un diverso rapporto con la forza di gravità. Offrono la sensazione di essere più leggere dell’uomo, quindi nonostante gambe estremamente esili, possono compiere balzi notevoli, offrendo persino la sensazione del volare. Quindi, se di biologia si tratta, questa non è come quella umana. Potrebbero però adottare tute anti gravitazionali e questo aspetto ci porterebbe ad aprire una ulteriore porta. Potrebbero queste tute essere anche di tipo termico, quindi cadrebbe il problema riscaldamento del corpo, e diventerebbe ipotizzabile la possibilità di fondere neve e ghiaccio, quindi il lasciare un’orma come quella in oggetto. Il corpo umano seppure biologico, è generalmente considerato come una macchina. Non potrebbero esistere entità aliene con corpo macchina di natura completamente diversa dalla biologia umana? Qualcosa tipo cyborg e/o generati da clonazione? Sto però andando troppo in là, quindi tornando all’orma sul pianerottolo, sotto l’aspetto probabilistico, la definirei come intenzionalmente lasciata e non casuale. Cosa ci faceva lì quella entità aliena? Non si può certamente pensare che si era persa, oppure che era in gita turistica.

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In Valmalenco le entità aliene sono state viste e segnalate da molto tempo, tant’è che se ne parla nelle favole e del folklore locale. Non fanno differenza le segnalazioni da molte altre parti del mondo. La differenza che si riscontra oggi rispetto al passato, è che oggi si fotografano molto di più. Vuoi perché oggi la fotografia è a disposizione immediata di tutti, vuoi perché queste entità, sapendo di essere fotografate, si mettono a giocare col fotografo. Se noi osserviamo le foto soprastanti, tranne che per la cinque, notiamo che le entità sono consapevoli del fatto che in quel momento le stanno riprendendo. La prova consiste nel fatto che manifestano attenzione consapevole guardando verso la fotocamera, quando avrebbero potuto invece scomparire o quantomeno voltarsi dall'altra parte.
In ormai troppe occasioni si sono fatte palesemente vedere e riprendere, per continuare a sostenere che l’averle viste o fotografate è un fatto casuale. Ciò faceva parte del vecchio concetto. Ora col nuovo dobbiamo renderci conto che la casualità non esiste; men che meno questa. Quindi in Valmalenco, ma anche altrove, le entità aliene (da intendersi come estranee) al genere umano, ma terrestri più di noi umani, ci stanno dicendo che loro sono presenti e vogliono che da parte umana se ne prenda atto. Se non fosse così, terrebbero altro atteggiamento. Quella entità che è giunta sin sul pianerottolo per lasciare la sua orma, ha fatto la sua dichiarazione di presenza pacifica.

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Nell’articolo di Centro valle, un testimone sostiene di aver visto nei pressi di Torre S. Maria, una entità semitrasparente di colore grigio/verde, compiere un veloce e grande balzo. Entità con lunghe mani e di alta statura. Tutte queste caratteristiche sono state in precedenza menzionate sopra; tranne quella del colore grigio/verde. Sino ad ora nessuno ne aveva mai fatto accenno, così come è cosa non nota nell’ambiente ufologico che vi siano entità che presentano questo colore. Ebbene, vi sono entità che dietro l’apparenza estetica delle loro schermature, in effetti presentano del colore grigio/verde. Teniamo presente che il colore grigio/verde è anche il colore che meglio consente la mimetizzazione e, teniamo presente che eventuali schermature riflettenti le condizioni naturali circostanti, non potrebbero non riflettere il grigio/verde dell'ambiente; non per nulla questo colore lo riscontriamo in ambito militare.
Le entità delle foto due e cinque si presentano invece come se avessero addosso una tuta nera. Questo è però realmente il loro colore? Una volta avrei ipotizzato di sì; oggi dico “chi lo sa?”. Sempre di più si va delineando una nuova ipotesi che spiegherebbe molte cose. Noi non sappiamo di quale colore è quella tuta, intanto perché i colori esistono unicamente in base ad una specifica decodificazione del nostro cervello; poi, perché in base al nuovo concetto di realtà, chi impone i dati che il cervello decodifica, stabilisce il colore che noi vediamo. Non solo i colori, ma anche l’illusorietà della trasparenza. Teniamo presente che la stessa entità con apparente tuta nera, può presentarsi trasparente oppure con altri colori, compreso il grigio. Quindi la seguente domanda: “Ma quelli che noi consideriamo i grigi, sono realmente grigi?” Già mi immagino la platea degli scandalizzati. In tutto il mondo sono state viste entità aliene grigie, quindi i grigi esistono! In base al vecchio concetto di realtà, per il fatto che sono state viste e fotografate entità grigie, esistono quindi i grigi. In base al nuovo concetto di realtà, noi umani abbiamo visualizzato ipotetiche entità che esteticamente paiono grigie. 

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Dall’apparire grigie al passare al grigio/verde il passo è breve e non importante, ma solo per il momento. In sostanza queste entità potrebbero disporre di tuta incolore, che si presenta esteticamente diversa, in base alle circostanze e alle caratteristiche, compresa la gestione termica. Ricordiamoci che il nero favorisce il riscaldamento del quale evidentemente hanno necessità, come appunto nelle foto due e cinque. Interessante sarebbe sapere se l’entità dell’orma sul pianerottolo aveva la tuta nera.
Le tute potrebbero essere antigravitazionali e spiegherebbero tutta una serie di ulteriori cose. Come possiamo però pensare di comprendere tutto questo, se ancora non abbiamo compreso chi o cosa siamo noi stessi? Indagando queste presenze, noi umani possiamo meglio comprendere noi stessi e comprendendo noi stessi possiamo meglio comprendere anche loro. E’ come dire che il procedere necessità della contemporanea presa di coscienza su entrambi i versanti.
Le orme ci possono consentire di sviluppare una nuova forma di lettura del fenomeno alieno; pertanto occorre porre maggiore attenzione ai segni che lasciano al loro passaggio. Ho sentito diverse testimonianze che accennavano a questo aspetto del fenomeno; purtroppo però il documentare le tracce al suolo, non è ancora presente tra i valligiani che comunque le confermano. Invito pertanto nei casi in cui sono notate orme o tracce anomali; a fotografare immediatamente e possibilmente ad informare, secondo la legge i Carabinieri; in via informale il ricercatore Felice Sirtori, per la zona di Sondrio. Mail: felice14359@gmail.com

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LE FOTO
1) Articolo di CENTRO VALLE con a fianco una delle tipiche entità fotografate in zona. La foto è stata scattata in alta Valmalenco in una occasione in cui l’entità si è resa disponibile ad una esibizione sul piano del fotografabile non visibile. Stessa tipologia è stata riscontrata anche a valle in molteplici altre occasioni.
2) Scattata nei pressi di Mossini strada per Torre S. Maria, ovvero la strada che percorre la vallata, esattamente come per quanto avvenuto al testimone del quale riporta l’articolo di Centro valle.
3) Scattata in alta Valmalenco. Si è resa necessaria l’elaborazione della foto in quanto nella versione originale, l’entità è poco visibile. Se osserviamo la mano sinistra dell’essere, la vediamo appoggiata a terra in una posizione compatibile con quella dell’orma sul pianerottolo. Anche la posizione acquattata con camminata a quattro gambe, parrebbe compatibile con le orme lasciate nel salire sul pianerottolo.
4) E’ questa una ulteriore prova del fatto che queste entità sono presenti in zona, vanno allegramente ovunque, mettono le mani a terra, hanno gambe lunghe e sottili. L’entità di questa foto ha una estetica non riscontrata altre volte. Parrebbe quasi un ragazzo effeminato, con qualcosa sopra il fondoschiena. La foto è molto vitrea, impastata e con presenza notevole di ORBS. Quindi foto che presenta forte anomalia, ma non per questo un falso; anzi, esattamente l’opposto.
5) Neve boschi o centri abitati non fanno differenza. Si possono incontrare ovunque, oppure non incontrare, vedere o fotografare se loro così hanno deciso. Solo raramente sono visibili o fotografabili senza la loro condivisione. Anche questa foto è stata scattata nella zona di Torre S. Maria come la foto due e, come da testimonianze nell’articolo di Centro valle. Le entità della foto due cinque sono esteticamente simili, stessa tipologia e forse anche la stessa entità.
6) Guarda verso chi fotografa, è consapevole, forse sta esitando. In particolare si notano due grandi occhi neri. Vi è da stabilire se i loro occhi sono come li vediamo; oppure li vediamo così perché portano lenti od occhiali aderenti.
7) Come evidente, l’entità fa capolino da dietro la piglia del ponte e guarda dritto verso il fotografo. Interessante sarebbe avere la misura dell’altezza della piglia; onde dedurre l’altezza dell’entità. Le presenze sferiche sopra la foto sono i classici ORBS. La foto si presenta molto vitrea e impastata; ma ciò è frequente in presenza di interferenza da loro presenza.
8) Questa è l’orma del tridattile ripresa presso la centrale di Lanzada. Questa tipologia aliena, non è da accomunarsi a quelle delle altre foto. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/02/cosa-avvenne-quella-notte-1742016.html ; mentre la roccia sulla destra evidenzia la presenza di due serie di graffi a tre dita, dove sarebbe stata vista una di queste presenze dal piede tridattile, arrampicarsi con un balzo sulla roccia in questione. Questa presenza, a differenza di altre, si presenta come piuttosto pesante.
9) Il giorno di Natale 2017 formulai il seguente pensiero: Da un po’ di tempo non vi fate vedere; perché non date un segno? Il mattino seguente, guardando in strada ho riscontrato quanto presente in foto. Affermo che questa foto non costituisce prova della presenza aliena; certo che però pensare a pura casualità…

Link di PRESENZE ALIENE che trattano lo stesso tema:










lunedì 1 gennaio 2018

Nel mondo dei sogni

NEL MONDO DEI SOGNI
Il concetto di realtà Quarta parte

Essere o non essere… Sogno o son desto?
Questo è il dilemma!


PREMESSA
L’essere umano ha un grande problema da risolvere, che ne sia consapevole o meno. L’essere umano non ha la consapevolezza di “COSA LUI E’”, cosa è questa sua vita, cosa ci sta a fare qui. Per conseguenza neppure può sapere cosa sono i suoi sogni. Quindi se l’attuale tipico pensiero umano non ha dato sino ad ora le corrette risposte, significa che il paradigma di pensiero adottato è stato fallimentare. Continuando ad adottarlo, continuerà il fallimento. Vi è quindi la necessità di percorrere o quantomeno ipotizzare strade alternative, nel tentativo di trovare il bandolo della matassa. In questo articolo ipotizzo una ipotetica strada alternativa; ma è opportuno che il lettore prima abbia letto e compreso le parti precedenti relative al “concetto di realtà”; onde evitare che questo articolo resti incompreso o interpretato come un vaneggiamento.

Ogni individuo sogna, indipendentemente dal fatto che poi ricordi o meno. Tra coloro che ricordano cambia il grado di consapevolezza e di chiarezza del ricordo. Tutti quanti al risveglio siamo consapevoli che il sogno non è realtà; neanche quando sono stati estremamente realistici. E’ però opinione prevalente il fatto che i sogni notturni sono una visualizzazione generata dal lavorio della mente. Ora però, dopo i precedenti articoli relativi al concetto di realtà, è stato appurato, o quantomeno ipotizzato, che l’essere umano non vede ma visualizza. Quindi per conseguenza la visualizzazione o realtà che si vive di giorno potrebbe essere nient’altro che una versione o variante di sogno, di qualità superiore rispetto a quella notturna. Se così fosse, non esisterebbe alcuna realtà assoluta e accertata così come noi la crediamo; ma esisterebbero due diverse tipologie di rappresentazioni di ipotetica realtà: QUELLA NOTTURNA E QUELLA DIURNA. Questo articolo è il tentativo di scoprire se così è e, lo fa utilizzando una forma romanzata, ma deve essere letto sino in fondo.

IL ROMANZO
Era stata una notte burrascosa, mille sogni si erano caoticamente sovrapposti nella mente. Un miscuglio di fotogrammi senza alcun nesso logico. Alcuni spezzoni di sogno avevano sconfinato in veri e propri incubi o deliri; in altri mi riscontravo mentre assecondavo cose contrarie al mio modo di pensare, alla mia morale e alla mia etica. Mi svegliavo poi al mattino, irritato con me stesso per averle assecondate. Nottate del genere erano state frequenti nella ma vita. Avevo cercato di capirci qualcosa, avevo sentito parlare di inconscio, di sonni lucidi e, della possibilità di interagire consapevolmente col mondo dei sogni; ma poi avevo desistito.
Poi il soprassalto di quella mattina. All’improvviso suonò l’irritante sveglia vecchia maniera, che tenevo dentro il vassoio con le monete per essere certo della puntualità sul lavoro. Ora ero sveglio, basta incubi notturni, ero finalmente tornato alla realtà… Finalmente non proprio; il solito lavoro, la solita emicrania che mi perseguitava da tempo, il solito sbattimento, mi preannunciavano che sarebbe stata anche questa una giornata pesante.
Mi alzai velocemente, le solite cose, il grande traffico, lo smog, il caos, lo studio di progettazione nel quale lavoravo come progettista. Entrò il principale e le prime parole in merito al progetto presentato alcuni giorni prima furono: Lei è il solito idiota!
Non era la prima volta che subivo aggressioni del genere, ma per necessità ci convivevo. Regolarmente ogni volta avevo un rivoltamento interiore. Mi sorgeva un bollore interno, la voglia di scappare, di far saltare in aria lo studio e questo mondo. Ma come… ero appena uscito dall’incubo notturno, e già mi ritrovavo nell’incubo diurno! Mi sarei voluto licenziare, lasciare quel posto, ma la crisi dei posti di lavoro mi consigliava di aspettare. Aspettare certo, ma per rincorrere cosa? Altre soluzioni similari? Ma cosa era questa vita che mi illudeva mediante un ipotetico sogno dell’avvenire; che però si traduceva regolarmente in un passato di delusione? Il tempo passava, invecchiavo, ora avevo i capelli grigi, quelli rimasti. I figli se ne erano andati per le strade loro, così come la moglie. Avrei potuto affogare le mie delusioni nell’alcool e, devo ammettere che ci avevo anche provato. Avevo anche provato a stordirmi con il sesso, oppure qualche sostanza stupefacente, ma poi avevo rinunciato per manifesta insoddisfazione. No, non volevo buttare via la mia vita, dovevo fare qualcosa di più e di meglio, qualcosa del quale poter poi essere fiero.
Un collega, anche lui progettista, mi aveva più volte accennato alle sue esperienze di vita nel campo della simulazione virtuale. Sosteneva che la simulazione virtuale, ha oggi raggiunto un livello sorprendente e, sosteneva che il vivere l’immersione in questi sogni virtuali, i quali riproponevano la realtà scelta e desiderata, infondevano un senso di appagamento decisamente superiore, rispetto agli incubi notturni, diurni e a tutte le droghe. Soprattutto indirizzavano verso una interpretazione diversa della vita.
Quella sera indossai per la prima volta un simulatore di realtà e, devo riconoscere che l’esperienza fu esaltante. In genere quando le persone si avvicinano al mondo della simulazione virtuale, iniziano con i giochi, per andare poi verso esperienze sempre più sorprendenti e impegnative. Su consiglio dell’esperto amico, quella sera iniziai con una simulazione di vita quotidiana, che mi avrebbe catapultato in una realtà similare o parallela, alla tipica vita quotidiana, ma con alcune migliorie. Bellissima moglie, famiglia moderna e partecipativa, giravo in Ferrari, nessun principale, ottima salute e, fantastico il Governo di Stato presente nel paradiso fiscale dove avevo scelto di vivere questa avventura.
Purtroppo però, come si dice spesso, i sogni finiscono all’alba. Numerose furono in seguito le mie esperienze con questo programma di simulazione. Sempre più profonde, a livelli di immersione sempre maggiori. Ora la simulazione non era più tra la singola mia persona che interagiva con il programma simulante. Ora i programmi di simulazione che adottavo, prevedevano il collegamento in rete con altre persone reali, con il quale si interagiva. Ora la moglie e la famiglia non era più virtuale come prima, ora dall’altra parte vi erano persone vere, con il quale si iniziavano e chiudevano le relazioni.
Si era praticamente alle prese con una realtà tipica umana, nel cui gioco fittizio, erano presenti livelli di gioco diversi, sempre più impegnativi a salire. Fatta l’esperienza su di un livello, superato l’esame, si saliva al livello seguente. Sino ad ora mi ero divertito, la realtà che avevo vissuto era quella che avrei voluto; ora però al livello seguente, come mi avevano avvertito, avrei incontrato difficoltà maggiori. Appena approdato al nuovo livello, compresi che qui ora il concetto di realtà era completamente diverso. Nei livelli precedenti non esisteva la sofferenza, mentre ora esisteva. Prima non esistevano intoppi, ora erano presenti ovunque. Prima vivevo di rendita virtuale, ora ero tornato un dipendente e, dovevo pure passare gli alimenti alla ex moglie. In pratica, vita virtuale vecchia maniera.
Indossato il simulatore per l’ennesima volta, mi ritrovai mentre dormivo. Il sogno era caotico, senza senso. Un sogno lineare e logico sarebbe stato troppo facile per quel livello di gioco. Quindi la sveglia, il soprassalto, l’emicrania, il traffico, lo studio e, nuovamente… sei un idiota! No! Ora basta, ora mi sono rotto le scatole, quindi reagii disgustato. Era solamente un gioco? Bene, avrei reagito come si può reagire in un mondo che non è reale!
Senta signor titolare di questo gioco di merda, ora reagisco e mi avvalgo del così detto: Libero arbitrio! Ora mi prendo due settimane di ferie, lei può andare a quel paese dei sogni, mentre io vado ai Caraibi a mettere le chiappe al sole. Devo disintossicarmi, ho la necessità di fare due serene riflessioni circa il mio avvenire. 
Mi sentivo innervosito da questo livello di gioco che replicava quei sogni notturni e diurni che tanto avevo detestato nella vita normale. Mi tolsi di dosso il simulatore; mentre nella sala intorno a me, una intera platea di persone erano indaffarate con le loro simulazioni di vita quotidiana.


 Avevo deciso, ora basta con questa forma di dipendenza dalla realtà virtuale, che mi aveva drogato al punto da non riuscire a stabilire i confini del vero dal virtuale! Ora volevo essere libero da ogni forma di prigionia o dipendenza. Con l’esperienza dei sogni simulati mi ero divertito, ma poi i sogni, anche in questo genere di esperienza, finiscono all’alba. Avevo deciso, questa dei Caraibi doveva essere la mia alba, il giorno della libertà e del risveglio. Andai al lavoro e, come avvenne con la simulazione dissi al principale, seppure in modo più garbato, che mi riservavo due settimane di ferie, per riprendermi dall’esaurimento nervoso. Poi andai realmente ai Caraibi, a mettermi con la pancia al sole. Avevo realmente la necessità di riflettere; non potevo continuare a vivere una vita che non comprendevo e che non mi soddisfaceva. Dovevo capire cosa è questa vita fatta di sogni, che poi regolarmente si infrangevano all’alba.
Come pianificato, così avvenne. Ora mi trovo seduto su di uno sdraio, con la pancia al sole, sotto una palma e con una bibita ghiacciata sul tavolino. La sabbia, leggere onde del mare si infrangono ai miei piedi, il volo di un gabbiano, forse si tratta dello stesso Jonathan, del quale avevo letto tanti sogni addietro. Ora finalmente, fuori dal caos, posso riflettere.
Dunque… se nel mondo reale io dormo e sogno, il sogno mi prende per il culo. Se mi sveglio ed entro nel sogno diurno, vado a lavorare e il principale mi prende per il culo. Quindi indosso un simulatore di realtà, ma per una questione di livelli, torno a sognare e a lavorare come se mi prendessero per il culo.
Ora sono qui e mi rendo conto che nella vita, non ho fatto altro che farmi prendere il culo. La bibita intanto è diventata calda, il caldo si è fatto afoso, all’orizzonte sono comparse vorticose nuvole nere che preannunciano una tromba d’aria imminente! Devo affrettarmi a capire cosa non è chiaro in questa vita. Presto dovrò andarmene, lasciare questo mondo di sogni. Nella migliore delle ipotesi, torno da dove sono venuto. Nella peggiore, dietro la porta il nulla.
Un lampo a ciel sereno… ecco cosa sino ad ora mi era sfuggito, ecco cosa non avevo compreso! Avevo prima indossato e poi dismesso il simulatore di realtà prodotto da tecnologia umana, in quanto generava sogni e dipendenza! Mi ero però scordato che lo strumento col quale avevo indossato il simulatore tecnologico di costruzione umana, ovvero il corpo biologico umano, altro non era che un più sofisticato simulatore a sua volta!  Ecco dove e cosa era il bandolo della matassa che non si riusciva di trovare! Ecco perché le persone non riescono a comprendere il senso di questa vita!


Non ci riescono, in quanto cercano la soluzione all’esterno di loro stessi, mentre fanno esperienza esclusivamente a livello interiore; seppure apparentemente esteriorizzata.
Avevo visto più volte i film di Matrix, nel quale ad un certo punto: “Matrix è là fuori per ingannarti!”. Certo che Matrix è la fuori per ingannarti, ma l’affermazione è da intendersi diversamente! Occorre scoprire l’inganno, per prendere coscienza di ciò che inganno non è!!!
Ora supponiamo per un attimo, che noi umani siamo entità immateriali, facenti parte di una collettività che non ha possibilità di fare esperienza senziente nel mondo della materia; in quanto di base la materia non esiste come tale. Collettività che ha però necessità di esprimersi e sperimentare, per una maggiore consapevolezza del proprio essere. La materia di per se stessa non esiste e non può esistere; ma una sua simulazione mediante il virtuale, consente un risultato equivalente al reale. Ecco la necessità di sperimentare mediante corpi simulatori, dentro una realtà materiale fittizia. Ecco cosa è il nostro universo: UNA BOLLA DI REALTA’ SIMULATA!
Ora supponiamo che dentro questa bolla di realtà simulata, tutto sia perfetto. Se così fosse, lo stato di identificazione degli esseri sarebbe totale, quindi diventerebbe impossibile svegliarsi all’alba! Ecco il perché del tempo… è necessario che esista per ricordare che nell’eternità dell’essere, l’esperienza nella bolla illusoria è temporanea! Matrix non è là fuori per ingannarti, ma per farti comprendere che in quel momento è attivo nei tuoi confronti: L’INGANNO necessario! Tu non sei ciò che pensavi di essere, ovvero un essere umano e neanche il simulatore; tu sei altro e stai oltre. Bolla di simulazione e simulatore sono unicamente strumenti mediante il quale illusoriamente interagisci con altri simulanti similari a te!
La presenza aliena sulla Terra non è reale, ma simulata come per l’essere umano. Loro semplicemente stanno sperimentando altre forme di simulazione, in un contemporaneo gioco collettivo, strutturato su livelli dimensionali apparentemente diversi. Ecco perché la loro presenza deve restare nascosta alla massa. E’ lo stesso motivo per il quale la massa deve continuare a credere che tutto ciò è reale e materiale. Per mantenerci legati al gioco e all’inganno. Per impedirci di scalare i livelli di gioco da parte del potere perverso, virtuale o reale che sia, per crearci le difficoltà che generano crescita, in base a logica superiore!
Ora però sono diventato maggiormente consapevole del mio essere. Percepisco l’Io sono, senza più necessità di simulazione. 
Tra non molto tempo terminerà l’esecuzione del programma che scelsi mediante la nascita umana. Terminerà in quell’alba, il sogno illusorio della vita umana. Il dopo si vedrà e, nulla esclude che non possa trattarsi di ulteriore livello di sogno! Intanto però, basta giocare con il pongo, basta giocare con i lego, basta giocare con la materia. Rivoglio la spiaggia ai Caraibi, ma questa volta quella vera!
 Però lo ammetto…è stato bello crederci!





sabato 23 dicembre 2017

Si svelano gli arcani- Atto secondo

Si svelano gli arcani
Foto 0146-Atto secondo

Appena dopo aver pubblicato: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/12/si-svelano-gli-arcani-foto-dscf0146.html sui social si è scatenata la bufera. Apprezzamenti e applausi da un lato, ridda di contestazioni dall’altro. Contestatori a prescindere e troll in esasperata fibrillazione, a strapparsi le vesti di fronte all’ennesimo scandalo ufologico. Pochi coloro che non avendo capito, hanno posto domande sensate con l’intento di comprendere; ma veniamo al contenuto, rispondendo ai messaggi ricevuti.
Il primo messaggio dice: “Questo articolo è una bomba, una bomba atomica, anzi molto di più; perché scuote l’ambiente ufologico, lo attiva, ma soprattutto chiarisce tutta una serie di risposte relative alla foto in questione”.
Tra le persone con intento costruttivo, mi scrive il ricercatore Fabio Giardini meglio noto come FABIOSKY63, il quale mi fa osservare che anziché operare il confronto tra l’entità della foto 0146 e l’entità similare sul tetto della casa, come da immagine cinque, forse sarebbe stato più opportuno operare il confronto con entità della stessa tipologia tratte da altre foto della Valtellina e, mi inviava una comparazione effettuata tempo addietro.

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Alla comparazione faceva seguito il seguente messaggio:
Questa è la prima delle comparazioni effettuata la scorsa estate. Il soggetto è stato girato di 90° rispetto allo scatto 0146 al fine di confrontare postura e lineamenti per poter “confermare” che nel caso dei “manichini o pupazzi o costume” siamo GIA’ a 2 (due). Ma nel contesto della serie fotografica oggetto d’esame, arriveremo a 4 o 5 “pupazzi”, di oltre i 2,5 metri d’altezza cadauno. Ovviamente sviluppati APPOSITAMENTE per una messa in scena IMPOSSIBILE da realizzare. Che questi “prezzolati” indagatori del “nulla cosmico” PROVINO che le foto sono TUTTE false! Altro che “fregnate natalizie”.
Piccolo particolare: il braccio e la mano del soggetto di destra sono STATI TRASFORMATI in “una apparente radice” così come sarebbe conforme se fosse in opera in quel punto della foto, uno schermo elettronico di mimetizzazione! L’autore del presunto fake (siamo nel 2012) sapeva ANCHE QUESTA COSA? Ma mi faccino il piacere lor signori!
Fa seguito l’autorizzazione a pubblicare questa sua nota come commento. Preferisco invece utilizzarla quale spunto per il presente articolo, in quanto intendo SPAZZARE ALCUNI LUOGHI COMUNI e, ampliare il panorama comparativo relativo a questa tipologia di entità. Quindi alla comparazione FABIOSKY63 aggiungo alcuni tasselli.


Tra i commenti costruttivi espressi da testimonianze locali, spiccano i due seguenti che sintetizzo ai particolari: “…ne ho visto uno attraversarmi la strada l’anno scorso a novembre, mentre salivo da Sondrio. C’era la nebbia ma l’ho visto bene. Era uguale identico ai vostri. E’ accaduto vicino allo stabilimento della ditta Zafa di Torre Santamaria. A sentire in giro, non sono solo io ad averli visti, molti altri si sono imbattuti in questi esseri veloci che saltano come canguri.
Mi scuso di non dire chi sono, ma se lo faranno anche gli altri che hanno visto, mi associo”.
La testimonianza è interessante, in quanto conferma per iscritto quanto molte altre persone hanno affermato a voce. Ne sono state viste in tutta la zona valtellinese, ma il suo epicentro pare essere la Valmalenco. La seconda testimonianza va ben oltre, leggiamola:

Sono gestore di una attività in Valmalenco.
Profano di queste cose, anche perché personalmente non ho visto nulla ma non per questo nego a priori le cose.
Nel mese di Aprile un gruppo di turisti americani mi contattarono per soggiornare da me, chiedendomi espressamente se era vera la storia degli UFO, io con sincerità li informai che personalmente non ne avevo mai visti. Nonostante tutto, questa estate si presentarono.
 
Be...signori....potete anche non credermi, non cambia nulla per me, ma questi ragazzi dopo un'escursione nella zona delle dighe e dei 7 laghetti di Campagneda tornarono euforici mostrandomi alcune foto in cui apparivano queste creature. Anch'io ero sconcertato da quello che mi facevano vedere ma era così. Erano esattamente delle creature simili a quella della vostra foto.
Io voglio fare solo una riflessione dedicandola a tutti i miei paesani.... A volte è un atto di fede credere o non credere ma è malvagità sputare sentenze e calunnie contro tutte le persone che la pensano diversamente da voi o vedono quello che voi non potete vedere.

NON CREDETE! OK liberi di pensarlo ma dovete rimanere al vostro posto e incanalare le vostre energie in altre cose costruttive invece di prendere per i fondelli tutti gli altri.
Per il resto anche se non ho visto nulla, io rimango fiducioso che non siamo soli in questo universo e un po’ di fede in questi anni oscuri non guasta a nessuno anzi, può aiutare la gente a continuare a sperare, credere E ANDARE AVANTI NELLE SOFFERENZE.
Scusandomi di non indicare nulla di me, per non dare la soddisfazione ai denigratori che ne prenderebbero spunto per attaccare dicendo che tutto è una montatura pubblicitaria per la Valle, mi congedo, inviando un saluto a lei e a tutte le altre brave persone che lavorate con passione e serietà sul nostro fenomeno. UN FENOMENO, ESPRESSIONE, DI FEDE E DI VITA.

Certe volte mi sento nauseato da questo sistema generale all’italiana al quale devo assistere; poi però arrivano messaggi del genere, quindi il cielo pare più blu! Se poi dalla America vengono sino in Valmalenco per le presenze aliene e le riprendono pure, allora il cielo è più blu ancora!
In diverse occasioni mi è stato chiesto se queste entità sono pericolose. Così rispondo: E’ come chiedersi se gli umani sono pericolosi. Puoi trovare gli uni e gli altri, dipende da te dove vai a incocciare. Io non ho prove che quelle valtellinesi siano negative, nonostante ve ne siano di molteplici tipologie.
 Interpellato un testimone che asserisce di averle incontrate più volte (tipologia foto 0146 e non altre) circa la possibilità che possano essere pericolose, le ha definite nel dialetto locale, come dei “MATOC” che, tradotto in italiano significa “mattacchione, bonario, non pericoloso”!

AGLI ESPERTI DI FOTOGRAFIA
Sono stato subissato in questi anni dai presunti esperti di fotografia e fotoritocco. Costoro in sostanza sostengono la loro abilità nel produrre mediante fotoritocco, immagini come quella della foto 0146 e altre; pertanto la foto sarebbe stata alterata.
Caro esperto di fotografia, se nel momento in cui vai a valutare una foto e non sei in grado di distinguere una immagine foto/ritoccata da una foto genuina che presenta una anomalia generata da fattore non naturale, tu non sei un esperto di fotografia! Nella migliore delle ipotesi, sei un manipolatore di immagini, mediante fotoritocco.
Occorre però fare attenzione nel valutare i presunti esperti di fotografia che presentano questa evidente pecca; in quanto tra costoro ci sono quelli che non sanno fare la distinzione tra foto genuina anomala, rispetto alla foto intenzionalmente alterata, ma ci sono anche quelli che la distinzione la sanno fare; ma per posizione assunta e interessata (FABIOSKY63 dice: prezzolati), in quanto troll (disturbatori di professione), questa posizione assumono.
Quando in passato pubblicai la foto dell’entità accostata all’albero, fui insultato  accusato in molti gruppi di facebook con presenza di troll e presunti esperti di fotografia. Ora però spazziamo un luogo comune tanto caro a voi troll. Dovete decidervi se continuare a dire che le entità della Valmalenco sopra esposte sono dei manichini oppure sono immagini incollate, delle due una.
Tempo fa mi trovavo una sera a casa di un amico appassionato di ufologia, assieme a suo figlio quindicenne e si parlava della foto dell’entità accostata all’albero e di quella certificata. Io domandai al ragazzo cosa ne pensasse. Lui, orgoglioso di essere interpellato così rispose: A parere mio non si tratta di manichino, perché se fosse un manichino, la mano sarebbe quella del manichino e non sarebbe così. Non si tratta di figura incollata, per lo stesso motivo, perché nessuno incollerebbe una mano così. Quindi la spiegazione è un’altra e bisogna domandarsi perché la foto è così!
O santa pazienza!!! Ci è arrivato il ragazzino, ma non intendono arrivarci i presunti esperti!
Nessun falsario che non sia in stato di pazzia, se intende spacciare il manichino come entità aliena, lascia nella immagine una mano come quella dell’entità dell’albero!!!
Anche il più stupido dei burloni, farebbe qualcosa di meglio, ricordo che l’intento è quello di far credere che si tratta di entità aliena, non di evidenziare una mano non credibile! Fatto in questo modo, firma la sua deficienza e la sua condanna.
Ora cercherò di spiegare metaforicamente, quindi da non prendersi alla lettera, perché la mano dell’entità è così.
Se io fotografo una persona, la foto mi farà vedere quella persona per come è ripresa. Se io fotografo la stessa persona in uno specchio leggermente ondulato, io riprendo la stessa persona, ma mi sarà fatta vedere mediante una estetica leggermente diversa. Se lo specchio è maggiormente deformato, io non vedrò più la persona della prima o seconda foto, ma vedrò qualcosa di simile a un pupazzo umano! La foto è tecnicamente genuina, la persona era vera, il risultato estetico presenta anomalia! Poi arriva l’esperto di fotografia e dice: il pupazzo è stato incollato! Però non opera la scansione dei pixel intorno alla figura della persona, perché questa dimostrerebbe che non vi è incollatura. Poi vi è l’ulteriore esperto di fotografia e fotoritocco che agisce ancora diversamente. Ti prende la foto vera, opera un taglia e incolla senza nulla cambiare, quindi poi dimostra che la foto non è genuina, perché porta le tracce del taglia e incolla!
Complimenti a tutti, ma torniamo al fatto che lo specchio deformante fa vedere un pupazzo con sembianze umane.  Se ora poi gli specchi deformanti sono più di uno e interagenti, ad un certo punto non si vedrà più neanche il pupazzo.
Ebbene, le schermature, mediante una azione deflettente, ovvero di deviazione o distorsione della corretta immagine, generano un risultato di qualità decisamente superiore rispetto all’insieme degli specchi ondulati. Possono far apparire e scomparire a piacimento mediante modulazione, quanto intendono concedere alla costatazione umana. Poi anche loro hanno degli imprevisti e degli intoppi, quindi quando questo avviene, diventano visibili o fotografabili contro il loro consenso. La mano che prende forma di apparente radice, è la conseguenza della sommatoria di molteplici componenti deflettori, i quali hanno dato come risultato quanto compare in foto. Non significa che la foto è falsa e, neanche che è genuina la foto, ma alterata la scena.
SIGNIFICA CHE LE COSE STANNO COSI’ COME ESPOSTO, SI TRATTA DI IMPARARE A LEGGERE LE FOTO, DI SMETTERLA CON LE STRUMENTALIZZAZIONI.
Non intendo però affermare che ho esposto la verità assoluta. Intendo affermare che ho esposto una verità relativa, qualitativamente superiore a quelle precedenti e, in attesa di lasciare il passo a quelle sempre relative e migliori che matureranno.
Le foto a soggetto ufologico/alieno sono sempre eccezionali. Vi sono coloro che le accettano e altri che le contestano; ma entrambi commettono errore. Coloro che non le accettano, perché definiscono impossibile una realtà del genere. Quelli che le accettano come prova assoluta della realtà, perché quelle foto ti stanno facendo vedere unicamente “LA VERSIONE FOTOGRAFICA DELLA REALTA’! Pertanto una versione relativa e non assoluta! La foto dell’alieno vicino all’albero, non ti fa vedere come è esattamente l’alieno, ti sta facendo vedere la versione fotografica e null’altro!
Basta con il luogo comune dell’abboccare al credere o non credere; è molto più pratico il supporre e considerare. Impegna meno e ci concede di procedere più facilmente.


L’immagine sopra riporta tutta la serie fotografica realizzata dalla stessa persona, con la stessa fotocamera, negli stessi luoghi nel quale è stata scattata la foto 0146. Tutte le foto sopra hanno espresso piena e ineccepibile coerenza alla foto 0146, come riportato nella perizia forense. Quindi se la 146 è un falso, lo sono tutte queste e per tutte queste sono stati creati manichini di tutte le misure, in tutte le salse, portati poi a spasso sui monti valtellinesi, con tanto di fotografi al seguito. Se la 0146 è genuina, per ricaduta lo sono tutte quante.
Le foto certificate come genuine non sono però solamente queste. Anche il GAUS di Firenze ha fatto svolgere perizie di accertamento circa alcune serie di foto della Valmalenco e, anche in questi casi le foto sono state periziate come genuine. Se poi i troll, per dimostrare che le foto sono false, vanno a prendere gli articoli pubblicati da altri troll e, in alcuni casi da loro stessi con altro nome; ciò dimostra unicamente quale lerciume di mercato esiste nella ufologia italiana. Fenomeno presente anche in altri ambiti, e situazioni. Compresa quella degli opinionisti su misura in TV, confezionati a doc per manipolare la massa. Io non sarò mai invitato quale opinionista in TV.
Quindi, se tutte le foto periziate come genuine sono dei falsi, significa che è in atto una cospirazione di dimensioni colossali, considerando che persino l’Aeronautica Militare ha avvallato, quando ha reso pubblici due famosi casi della Valmalenco, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/04/valmalenco-ufo-desecretati.html le cui prime quattro foto sono state periziate come genuine da parte del GAUS.
Quindi, cari denigratori operatori del nulla elevato al cubo, rendetevi conto che avete già perso la vostra battaglia, perché la verità non è disposta a vendersi. Quelli come voi, vorrebbero poterla vendere e comprare. Per ora è tutto, ma solo per ora; perché qualcosa di ulteriore, sconcertante e non ancora detto, è avvenuto e altro avverrà.

domenica 17 dicembre 2017

Si svelano gli arcani-Foto DSCF0146

Si svelano gli arcani
Foto DSCF0146
dario.giacoletto@vodafone.it


La foto in questione è quella sottoposta ad analisi forense e, in quanto accertata genuina, presentata poi al Simposio Mondiale di San Marino 2017 ed in altre occasioni. L’analisi forense accertò e certificò la genuinità; ma non certificò ovviamente cosa la foto presenta in quanto a contenuto. Equivale a dire: LA FOTO E’ VERA, MA NON CI INTERESSA SAPERE COSA FA VEDERE. I denigratori dell’ufologia, che sino a quel giorno avevano sostenuto la non genuinità della foto, spiazzati dal dover ammettere che la foto è vera, immediatamente decidono di cavalcare l’opportunità che si presenta. Pertanto, ok. La foto è vera, ma non si tratta di entità aliena; si tratta di un manichino posto in loco. Onde dimostrare che di manichino non si tratta, pubblicai parte delle mie argomentazioni nell’articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/05/san-marino-il-giorno-dopo.html
Ritengo che le prove portate sono sufficienti per dimostrare che di manichino non si tratta ma, considerando che si poteva fare di meglio e, considerando il fatto che ancora vi sono in circolazione sostenitori dell’ipotesi manichino, decido di portare ulteriori prove per la messa a tacere degli ostinati.
Sin dalle prime valutazioni della foto, il ricercatore Fabio Giardini faceva notare che una parte del masso, quella parte che sta davanti alla presenza aliena, non era roccia come pareva, ma era un artifizio e, lo sosteneva presentando quanto compare nella sottostante foto 4, particolare B.
La cosa migliore da farsi ora, onde accertare che di artifizio si trattava, diventa quindi quella di recarsi sul luogo a riprendere la stessa scena, dalla stessa distanza, con stessa fotocamera, mediante lo stesso autore della foto e, con uguali o simili condizioni di visibilità. Se il masso si presenta con estetica diversa rispetto alla foto 0146, tutto ciò che è differenza, si può imputare ad azione artificiale.

Non è stato possibile portare l’autore della foto sul posto, che peraltro non dispone più della stessa fotocamera, ci siamo pertanto limitati a seguire le indicazioni fornite da l’autore, sia per l’individuazione del masso, quanto per la posizione dal quale aveva scattato le foto. 


1

A tale scopo si è recato sul posto, ai fini dell’accertamento, il collaboratore Felice Sirtori e suo assistente. La prima cosa accertata è che la foto 0146 è stata scattata da circa mt. 300. Cosa che mette in evidenza quanto affermato dall’autore, ovvero che da quella distanza è improbabile che si possa distinguere un essere in mezzo alle rocce, più o meno dello stesso colore. Poco probabile sarebbe poi scattare ben sette foto ad un masso che, sul momento è un masso qualunque. Così ha però spiegato l’autore: Mi era parso di vedere come dei piccoli lampi o brillamenti in quella zona, quindi ho deciso di scattare foto in quella direzione. L’autore non era nuovo a questo genere di fenomeno e già ne conosceva le ragioni. Le foto poi hanno confermato.
Felice scatta foto dallo stesso punto; però l’utilizzo di una fotocamera con ottica inferiore, portata al limite dello zoom, in una giornata meno luminosa, non consente lo stesso risultato. Avvicinandosi al masso migliorano le foto, ma cambia leggermente la prospettiva. Si arriva quindi al masso in questione che, si presenta come da sottostante foto 2.
Sino ad ora, tutte le valutazioni che erano state fatte della entità o presunto manichino, non avevano tenuto conto delle dimensioni del masso. Da ora in poi scopriremo che, determinando l’altezza del masso, è possibile mediante una comparazione che si basa sulla logica delle proporzioni, stabilire l’altezza ipotetica, che però si avvicina certamente al reale, dell’entità o manichino che sia. L’altezza del masso corrisponde a circa mt.3/3,20

2

ALTEZZA DELL’ENTITA’ ALIENA
 Se l’entità era posta appena dietro il masso e la testa è alta circa 1/5, corrisponde a circa cm. 60/65. Se l’entità era posta dietro la protesi e questa era appena davanti al masso, diminuisce l’altezza e possiamo ipotizzare cm. 60, ma non ci può essere grande differenza. Quindi, se l’entità era dietro il masso oppure dietro la barriera, era alta all’incirca mt.2.50/2.70. Alla faccia del manichino portato in un posto del genere a più di mt. 2000 di altitudine, per di più aggiungendovi anche la barriera antistante!!! Senza dimenticare che nelle altre sei foto utilizzabili della stessa serie, sono riscontrabili altri numerosi manichini meno visibili e di altre dimensioni. Per di più le foto dimostrano che questo manichino aveva la facoltà di cambiare continuamente posizione ed estetica! Si ravvedano gli ostinati ad oltranza; non si tratta di manichino! Più si va avanti nell’approfondimento, più siete alle corde!
Da oggi possiamo quindi affermare che questa tipologia di entità, seppure esteticamente simile ad altre di bassa statura, si possono considerare dei veri e propri giganti. Ancora una volta debbo/dobbiamo, rivedere precedenti posizioni. Dover rivedere le opinioni non è mai simpatico, in quanto subentra l’orgoglio leso; ma ben vengano nuove acquisizioni, in quanto solamente così si procede nella ricerca. Nella foto 2 è ripresa una persona di oltre mt.1,80 di statura, che fa capolino da dietro il masso, stando leggermente curva in avanti. Come si può osservare, la persona non si trova nella stessa esatta posizione dell’entità della foto 0146; in quanto l’entità è dietro la barriera e non il masso. La comparazione della foto 1 evidenzia quanto affermato.

BARRIERA OCCULTANTE
Mediante la comparazione evidente sopra con l’immagine 1, emerge chiaramente quanto sostenuto da Fabio Giardini: La foto 0146 presenta un artifizio o protesi, che cambia l’estetica del masso in una certa zona. Non disponendo di certezze, la definisco come barriera occultante, precisando che è però da accertare se effettivamente è una barriera intenzionalmente occultante e non un qualcosa che in quella circostanza casualmente occultava. Questo dubbio sorge in quanto anche in altre occasioni sono state riprese barriere del genere in zona, come ad esempio nella foto sotto; ma non ne è mai stata chiarita la reale funzione.

3

Tornando alla foto 0146, quello che si può affermare è che esteticamente la protesi o barriera, si presenta come una lastra di non definito materiale e quindi consistenza, dello spessore di alcuni centimetri. Interessante sarebbe anche comprendere cosa sia quella figura che interrompe l’uniformità della lastra, generando un apparente braccio alieno. Si potrebbe ipotizzare che è una finestratura che ci fa vedere lo sfondo retrostante, ma è da accertare e provare.
Altro quesito che la lastra pone, è se questa si trova aderente al masso, oppure è posta leggermente davanti, apparendo in foto come schiacciata sul piano del masso. Se noi fossimo qui a valutare una scena normale, saremmo indotti ad affermare che la lastra si trova nella parte appena antistante la parte sinistra del masso.

4

IPOTESI INGANNO ESTETICO
Nel nostro mondo che definiamo normale, si possono verificare degli aspetti estetici ingannevoli. A maggior ragione si verificano quando sono presenti schermi ottici occultanti di matrice sia aliena. La scena in questione, ovvero lo spazio tra chi ha scattato la foto e il masso in questione, presenta certamente forme di interferenza da schermi ottici attivi e occultanti. Ciò si palesa dal fatto che lo sfondo della montagna, nonché in particolare la zona intorno alla presenza aliena, in foto appare fortemente alterata e, si evidenzia maggiormente quando si va a valutare la comparazione sottostante delle sei foto. Se si scattano sei foto in sequenza nel mondo normale, avremo sei foto uguali. Al limite se vi è una nuvola che sta passando, cambierà la luce, ma le foto saranno uguali o al limite estremamente simili nel loro contenuto. Se invece si scattano sei foto mentre si ha davanti uno schermo ottico attivo, se questo è stabile le foto saranno uguali nel presentare l’inganno; ma se lo schermo è instabile, noi avremo sei foto decisamente diverse. Per di più la scena della foto 0146 fa supporre che gli schermi attivi e instabili tra il fotografo e la roccia, fossero numerosi ed interagenti. Se così sono andate le cose, ipotizzare che l’entità aliena e la protesi che gli sta di fronte potessero anche non essere adiacenti il masso, diventa teoricamente ipotizzabile. Dalle fotografie del mondo normale, noi umani siamo in grado di dedurre le varie profondità (distanze) della scena. Dalle fotografie con presenza di schermi ottici, perdiamo la possibilità di stabilire le precise distanze e, tutto viene schiacciato sullo stesso piano di fondo.
Ecco perché diventa teoricamente ipotizzabile che l’entità aliena non si trovasse realmente dove si può affermare che fosse. Questa ipotesi potrebbe avere una ragionevole possibilità di essere, se l’entità fosse stata fotografata davanti al masso, oppure se quel masso non ci fosse. Il fatto però che l’entità fa capolino proprio come se la sua postura fosse in coerenza e condizionata dal masso, indirizza verso l’ipotesi che si trovasse esattamente dove la vediamo, ovvero dietro la barriera artificiale e dietro il masso. Quanto detto sopra, più che altro serve per far comprendere uno degli aspetti relativi alla fotografia di cose non normali. In situazioni del genere, di solito i troll/denigratori affermano: Fotografia con anomalia estetica equivale a falso fotografico. Io affermo: Fotografia con anomalia estetica significa scena non convenzionale, ma non per questo non genuina; con denigratori che svolgono il loro lavoro.

MARCHINGEGNO O ARTO?
Nella foto 4 ingrandimento C, davanti alla mano del braccio alieno, vi è qualcosa con forma ovoidale. E’ posto dietro la barriera e, se ne vede unicamente una parte. Ipotizzare che sia una roccia non è possibile in quanto la foto 2 non presenta massi del genere in quel punto, ma neanche si presenta come tale nella 0146. In altri casi sono state riscontrate entità che volano o si spostano sopra dei piccoli mezzi volanti e, la cosa era accertabile; mentre in questo caso si potrebbe anche ipotizzare, ma non vi sarebbero prove certe. Faccio notare come la zona antistante l’entità, in particolare la roccia, addirittura pare sfumare e perde la definizione nei particolari. Una valutazione più approfondita si può fare comparando l’insieme delle sei foto; dal quale si riscontra che il presunto manichino cambia estetica continuamente e ciò, non si adatta ad un manichino. Costantemente cambiano anche altri particolari, quali l’estetica della barriera presente in modo evidente solamente nella 0146 e foto seguente, ma non nelle altre. Stessa cosa dicasi del così detto marchingegno e di tutta una serie di altri particolari che si evidenziano mettendo a confronto non solamente la zona del masso come nel collage 6, ma le intere fotografie. Queste valutazioni evidenziano un dato di fatto certo: MENTRE SI SCATTAVANO LE SEI FOTO IN QUESTIONE, PIU' LE ALTRE, LA SCENA NON ERA STABILE, MA IN CONTINUA EVOLUZIONE. Tutta una ulteriore presenza di particolari riscontrabile nelle diverse foto lo confermano.
Mentre sto preparando questo articolo, un lettore mi invia inaspettatamente una foto presa dal web dicendomi: Le invio questa foto in quanto l’entità è molto simile a quella della foto certificata. Provvedo alla comparazione, ed ecco il risultato.

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Ringrazio il collaboratore in quanto questa foto è estremamente utile. Intanto occorre dire che le due entità sono della stessa tipologia, ma non sono la stessa, seppure molto simili. Per giunta entrambe stanno adottando la stessa postura ma in modalità specchiata. Un particolare che immediatamente si nota e che ci interessa, è la gamba sinistra piegata che fuoriesce dalla barriera in entrambi i casi. Intanto notiamo che queste entità hanno arti molto esili; ma ciò che emerge è che il presunto marchingegno della foto 0146, molto probabilmente altro non è che la gamba dell’entità. Ciò che ha tratto in inganno è quanto al momento dello scatto fotografico, stava interferendo con l’estetica corretta dell’arto. 


SINTESI FINALE
Quel giorno nella zona adiacente a quel masso era presente una scena che va oltre la più fervida immaginazione. Nel visibile umano, poco o nulla era riscontrabile, se non a persone già addentro a questa tematica. Mediante la fotografia, non sono solamente sette le foto scattate ma una numerosa serie riprende tutta la zona, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/08/entita-ombra-982012.html è possibile affermare che erano presenti numerose entità aliene di tipologia diversa. Per inquadrare la possibile scena è necessario comprendere quali sono, almeno alcuni, i loro espedienti per mantenersi nell’invisibilità; ma soprattutto occorre comprendere quali sono i limiti umani, circa la possibilità di vederli. La vista umana è compresa entro una banda di percezione visiva limitata. Come se non bastasse, loro possono stare dentro il visibile umano, adottando però sistemi di modulazione dell’invisibilità. Motivo per cui loro sono lì e potrebbero essere visibili, ma siccome sono schermati, sono invisibili. Diventano fotografabili ma non visibili, in base alla modulazione delle loro schermature, oppure in presenza di imprevisti o incidenti tecnici loro. Le loro schermature giocano con la luce e, quando la modulazione non è perfetta, noi vediamo dei brevi lampi o flash. Questo è anche quanto affermato da l’autore della 0146 e, va agganciato a questa tipologia di entità e non ad altre di altro genere, non tecnologiche. Per ulteriori informazioni circa schermature e forme di occultamento, vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/02/velatura-e-schermatura.html
Inserisco la sottostante foto 7, in quanto mi pare un ottimo esempio di ripresa di schermatura attiva. Osserviamo che nella foto, in cielo vi sono luminosità che possono essere viste se abbastanza evidenti e persistenti, oppure possono apparire e scomparire con brevi flash. Ecco perché occorre fotografare comunque quando si presentano questi ingredienti, come si è verificato in occasione della foto 0146. Perché in foto si vedrà di più di quanto è stato visto ad occhio.
La foto 7 fa vedere la presenza di schermature, le quali possono essere estese sul territorio, oppure essere di più ridotte dimensioni, quindi nascondere solamente ufo di piccole dimensioni o entità. In base alla modulazione oppure ad eventuali problemi tecnici, possono generare in foto, tutta una serie di aspetti estetici. Contemporaneamente possono essere presenti più azioni schermanti che si sovrappongono, generando caos estetico nelle foto. Cosa che fa immenso piacere ai denigratori dell’ufologia, i quali grideranno a squarciagola che si tratta di falso. 
Non fatevi condizionare, se avete delle foto con vistose anomalie non buttatele, inviatele che le valuteremo.

Un grazie particolare a Felice Sirtori e collaboratori per la solerzia dimostrata, la cui nota tra le altre cose dice: “Ti invio la serie di foto, scattate da diverse distanze ed angolature, che riprendono il luogo ed in particolare il masso dietro il quale fa capolino il simpatico "alieno". Raggiungere il luogo preciso, per scattare alla distanza ravvicinata come rappresentato in alcune immagini, è stato tanto disagevole da ritenere l'ipotesi "manichino" assai remota. Etc.”

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In seguito all'articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/12/ufo-invaltellina-spazziamoi-luoghi.html ho ricevuto l’ennesima seguente osservazione diventata luogo comune, che pertanto intendo spazzare. Alcuni lettori hanno sollevato una obiezione dal seguente tenore: Lei Giacoletto pubblica molto materiale ufologico relativo alla Valtellina. Quanto dice offre la sensazione che lei si trovi stabilmente in Valmalenco/Valtellina; mentre invece lei abita in provincia di Torino, quindi così non può essere.
Risposta: E’ vero, io abito in provincia di Torino e non posso essere presente in Valtellina, tanto quanto vorrei; ma ne sono comunque un frequentatore. Per ovviare a questo inconveniente, mi sono semplicemente organizzato. In seguito all’invito rivoltomi da alcune persone interessate all’ufologia valtellinese, iniziò questa mia interessante avventura in Valtellina/Valmalenco. Subito divenne evidente che io non avrei potuto seguire le vicende locali come sarebbe stato opportuno. Quindi richiesi a coloro che mi avevano invitato e agli appassionati della ufologia, di fungere da collaboratori. Tra costoro vi era appunto tale Felice Sirtori, ricercatore sondriese, nonché precursore della ricerca in loco assieme a Enrico Rossi, Michele Farina, Nicola Angarano e altri.

Felice è un assiduo frequentatore e conoscitore della Valmalenco, con riferimento abitativo in quel di Lanzada. Assieme ad altri soggetti che preferiscono al momento l’anonimato, hanno portato avanti gli accertamenti al posto mio. Pertanto quanto ho ottenuto io è il risultato di un lavoro collettivo e non individuale. Avere a disposizione un collaboratore come Felice, è una grande fortuna. Quando io sono andato a intervistare personaggi locali, testimoni di eventi ufologici, parlavo ovviamente in italiano; ma l’italiano non è gradito dai locali che non ne fanno uso quotidiano. Quando invece ci va Felice, con la sua parlata in dialetto locale, ottiene un risultato decisamente superiore, perché scavalca quella reticenza ancora presente nei confronti di coloro che vengono da fuori. Colgo pertanto l’occasione presente, per invitare testimoni ed interessati, a rivolgersi direttamente a: felice14359@gmail.com Assicuro che sentir parlare di ufologia nel dialetto locale, è un piacere non facilmente comunicabile.