Presenze Aliene

mercoledì 25 marzo 2015

Ufo carnefici dell'uomo

U.F.O. Carnefici dell’uomo
Di Dario Giacoletto


Poeta Rolando Petrus è lo pseudonimo col quale il personaggio in questione, una trentina di anni fa scrisse il libro “Ufo: carnefici dell’uomo”. Il libro ebbe scarsa fortuna. Duecento copie, del quale un centinaio vendute e un centinaio finite in cenere. Il messaggio di fondo, è che l’umanità è parassitaria e parassitata energeticamente ovvero, tutte le forme viventi sono interdipendenti dal punto di vista energetico. Io tempo fa, senza aver letto questo libro, avevo pubblicato: http://presenze-aliene.blogspot.it/2010/11/parassitati-e-parassitanti.html nel quale formulavo una deduzione simile. Nessuno dispone della verità assoluta; ma disponiamo tutti di verità relative di valore diverso. Ritengo che questo libro abbia un valore superiore ad altri che hanno avuto fortuna commerciale, pertanto lo propongo.
Il libro è reperibile gratis in internet. L’argomento è l’ufologia e l’energia vitale. Non intendo affermare che Petrus abbia centrato perfettamente l’ufologia; intendo affermare che il suo pensiero merita considerazione. Chi intendesse approfondire meglio il personaggio, può trovare risposte in: http://www.poetarolando.com/


Qui viene presentata una sintesi di questo libro ormai da molto tempo fuori commercio. Colpisce per la tesi coraggiosa e audace: Gli ufo sarebbero espressione di una forma di vita più potente dell’uomo che, utilizza la razza umana per scopi energetici. Pur non abbracciando tesi di natura gnostica, Petrus sembra aver colto e intuito la vera e subdola natura del fenomeno Ufo, o quantomeno, di una parte, definibile come espressione di una razza sovrumana che agisce su una diversa e superiore frequenza. (Mike Plato)

IL LIBRO PARTE DA DUE ASSUNTI


Non esiste solo questo universo, esistono altri universi secondo uno schema verticale
1-L’uomo non è all’apice della catena alimentare. Lo è in questo universo, ma quelli dell’universo superiore sono a lui superiori.

2-Secondo il principio delle corrispondenze alto-basso, invisibile-visibile, come l’uomo si nutre di animali, così in alto qualcuno si nutre di lui. Come l’uomo crea fattorie e recinti per tenere a bada gli animali di cui si nutre, altrettanti esseri superiori, i SULTANI, ghettizzano l’umanità trattandola come bestiame da allevamento.

Una delle incognite più inquietanti della nostra epoca è costituita dagli UFO. Teorie che inquadrino il fenomeno in modo completo e sufficiente attualmente non esistono. Tali difficoltà mostrano chiaramente che il fenomeno non appartiene al nostro mondo reale, ma ad un mondo ulteriore, definibile solo mediante l’estensione di idonee leggi fondamentali regolanti il nostro mondo. Il problema degli UFO non è risolvibile cercando di capire gli UFO, bensì cercando di capire ciò che non è UFO e procedendo poi con le leggi così trovate fino a stabilire una continuità coerente delle proprietà assodate. Altrimenti ci si dovrà rassegnare ad avere idee tanto più confuse quanto più si approfondirà l’argomento. Le documentazioni esistenti fanno protendere da un lato verso un’origine extra-terrestre del fenomeno, dall’altro pongono in evidenza l’assoluta estraneità dei fenomeni UFO con quelle che sono le leggi della fisica del nostro universo. Smaterializzazioni e materializzazioni istantanee, forme invisibili all’occhio umano e visibili in fotografie chimiche o digitali, o con il radar. Non si tratta di un problema di distanze interplanetarie, ferme restando le nostre leggi fisiche, bensì di un problema di leggi fisiche che potrebbero rendere inesistente il problema delle distanze. Nel senso che la fenomenologia UFO potrebbe essere propria del nostro pianeta, come conseguenza di leggi spazio-temporali a noi sconosciute. Si può affermare che il fenomeno assuma spesso tratti tipici della fenomenologia medianica (spiritistica o parapsicologica), senza per questo scomodare l’Onnipotente o presunte civiltà aliene provenienti da chissà quale quadrante del tempo-spazio. Vi è continuità tra universi differenti, e possiamo intravedere come l’universo inferiore possa costituire il nutrimento dell’universo superiore. L’universo biologico è pensabile possa costituire l’alimento di un universo ad esso superiore, che facilmente può esser definito Universo Ultra-Biologico. La comunicazione alimentare tra gli universi biologico e ultra biologico avviene principalmente tramite i rappresentanti più evoluti del regno biologico, e quelli meno evoluti del regno ultra-biologico. Questo processo nutrizionale realizza il Verso Evolutivo. Ma vi è anche il processo opposto e complementare in cui l’universo superiore nutre quello inferiore, e questa è la Verso Involutivo. Questa comunicazione di diversi universi è qualcosa di differente dalla comunicazione intrauniverso, nel senso che un elemento di un universo inferiore non può giungere ad un universo superiore utilizzando un universo intermedio come stadio di transito. Qualsiasi elemento che dovesse passare da un universo inferiore ad uno immediatamente superiore, viene travolto da leggi che gli impongono una serie di adattamenti e condizionamenti fino ad integrarlo come componente tipico di tale universo superiore. Da questo nuovo ruolo, l’elemento dovrà poi evolversi fino alla condizione evolutiva massima di quell’universo, che gli consentirà di giungere poi all’universo superiore e così giungere all’assoluto della condizione divina.



La Forza Psichica

L’energia psichica è presente, in qualsiasi corpo dell’universo, in misure proporzionalmente maggiori all’energia termica che il corpo è capace di non disperdere nell’ambiente, come ne fosse una conseguenza. Così tale energia psichica è maggiore in una pianta piuttosto che in una roccia, ed è maggiore in un animale piuttosto che in una pianta. Nell’uomo essa è elevatissima, ma può esistere anche in una quantità più elevata, come conseguenza di un organismo ultrabiologico, ultraumano. Come nel Verso Involutivo tutta la materia tende a trasformarsi nel calore dell’energia nucleare radiante (stelle), così nel Verso Evolutivo tutta la materia tende a trasformarsi in energia psichica. Nel Verso Involutivo lo stato materiale ultimo è quello presente nelle stelle (buco nero), ma nel Verso Evolutivo lo stato materiale ultimo non è quello dell’uomo. C’è un’ulteriore espressione vitale, c’è un ulteriore mondo esistenziale: quello degli UFO per intenderci. Oltre a tale stato non c’è più neanche la materia. C’è Dio.
Un UFO si comporta come una molecola che possa scindersi e poi ricomporsi. Quando entra nel nostro mondo gravitazionale esso realizza un aspetto involutivo, e perciò sottrae calore. Quando tale UFO esce dal nostro universo e rientra nel suo universo superiore, realizza un aspetto evolutivo e perciò cede calore. Questa entità energetica, ossia energia psichica, è la differenza esistente tra corpi biologici e ultrabiologici. Una differenza di quantità che nasce da una differenza della qualità della struttura materiale. L’anima dei corpi biologici è la stessa entità energetica che, sviluppata dall’organismo ultra-biologico in quantità enormi in ragione della perfezione di esso, è capace di contrarre il tempo e lo spazio oltre le normali possibilità contrattive. L’anima è l’energia regolatrice della possibilità di scambio termico con l’ambiente consentita alla materia, di qualunque tipo essa sia. Questo fatto suggerisce che gli UFO sono veicoli capaci di emettere o assorbire energia psichica in modo artificiale, volto a non far compiere queste emissioni oppure assorbimenti direttamente alla struttura corporea degli ultrauomini (angeli). Come l’uomo, per spostarsi, utilizza l’auto o un vettore aereo, così è pensabile che tali ultrauomini utilizzino, per la creazione e il controllo della forza psichica, espressioni energetiche a loro inferiori, ma con caratteristiche tali da consentire una loro agevole manipolazione. Tutti i veicoli sono fatti da quell’essere umano che emette calore per esistere e dovendo sostituire la funzione locomotoria umana, funzionano emettendo anch’essi del calore. Per similitudine (come in basso così è in alto) è pensabile che siccome la natura degli ultrauomini è basata non tanto sull’emissione di calore ma di energia psichica, la propulsione degli UFO avvenga mediante l’emissione di concentrazioni di energia psichica maggiori di quelle consentite alla natura degli occupanti UFO. La differenza tra gli uomini e gli ultrauomini sta nella capacità di questi ultimi di essere posti su di un’onda o spazio-tempo, più grande, più lunga, più immobile. Ciò è loro consentito dal sottrarre energia all’onda biologica (o meglio dal non emettere l’energia che altrimenti la determinerebbe) mediante la contrapposizione di un’altra equivalente espressione energetica: l’incremento di energia psichica rispetto al livello psichico dell’organismo umano. Finché l’organismo dell’uomo emetterà nell’ambiente la quantità di calore che emette attualmente, l’esistenza umana sarà costretta ad oscillare con l’ampiezza e la frequenza dell’onda biologica. Quando l’uomo riuscirà ad impoverirsi della sua gravitazionalità emettendo inizialmente una quantità di calore anche maggiore, si avrà conseguentemente lo sviluppo delle sue energie psichiche che si troveranno a dover eliminare la restante forza ultrabiologica. Allora, a causa delle sue diminuite capacità di emettere calore, l’uomo passerà ad una vibrazione spazio-temporale più lenta ed appiattita, e non sarà più uomo. La brevità delle apparizioni UFO, la nebbia o nuvola che creano quando entrano nel nostro universo, è dovuta alla per loro grande quantità che essi ultrauomini devono assorbire per dilatare il loro tempo-spazio fino alle nostre dimensioni reali. Quantità tale che per la fatica strutturale che richiede rende assurda una loro apparizione che si prolunghi per qualche giorno o mese. Una brevità, dunque che ha motivazioni analoghe a quelle che impongono la brevità della trance medianica. Gli ultrauomini sono come sommozzatori dotati di idoneo equipaggiamento, i quali possono restare immersi tutt’al più fino a quando possono sostenere la fatica conseguente all’assorbimento della pressione esercitata dall’acqua sovrastante. L’universo inferiore dipende dall’universo più contratto, nel senso che il suo destino ondulatorio dipende da quanto rappresentato dall’onda più lunga. Benché ogni universo abbia una propria vibrazione che gli dà l’illusione di un’autonomia, in effetti tale libertà vibratoria è costretta a seguire il percorso dell’onda più lunga degli universi superiori. L’eternità non è una condizione legata alla vita in un corpo e di un corpo. Essa può appartenere solo a qualcosa che non appartenga più all’universo. Fuori l’universo non c’è nessuno che si preoccupa di noi, ma nell’universo sì, e questi sono gli ultrauomini che hanno bisogno di noi per nutrirsi ed esistere. Costoro sì che si preoccupano del nostro benessere, perché se l’umanità si estinguesse per costoro sarebbe la fame, la fine. Essi non si nutrono di calore ma di energia psichica sintetizzata dagli organismi biologici e soprattutto dall’uomo.
Attenendoci alla regola che l’espressione materiale con esponente maggiore si nutre dell’espressione materiale con esponente energetico inferiore, dovremmo concludere che siamo noi uomini l’alimento degli ultrauomini. Comunque se questa è l’agghiacciante situazione umana, resta peraltro una minima possibilità che qualcosa di noi, un giorno, riesca ad andare fuori dell’universo e divenire Dio. L’umanità ha già raggiunto il suo punto di sviluppo razionale ottimale: procedere oltre nell’indagine del dettaglio significherebbe perdere coscienza delle finalità dell’esistenza umana. E’ ora che le energie umane si associno nella ricerca di nuovi livelli esistenziali, per giungere ad un universo in cui la razionalità diventi, rispetto alle nuove capacità conoscitive acquisite in modo strutturale, un aspetto insignificante. La proprietà evolutiva della materia verso espressioni e forme sempre più numerose è il significato più profondo della parola libertà. La materia tende ad essere sempre più libera mediante lotte protratte per un tempo indefinito con tutte le forze dell’universo. Fino a realizzare la libertà assoluta della natura divina dopo aver vinto oltre alle forze di questo universo anche la forza ultrabiologica (astrale). Provenendo dall’universo ultrabiologico, gli ultrauomini sottraggono calore dalle cose a livello atomico, mediante la cessione ai corpi della loro energia psichica, che devono disperdere per poter scendere nel nostro universo gravitazionale. Dato che tale energia psichica crea evoluzione in tali corpi, automaticamente essa fa emettere da essi l’equivalente quantità di calore connessa a tale loro processo evolutivo. Quando invece gli ultrauomini emettono calore per evolversi e tornare nel loro universo, essi debbono assorbire dell’energia psichica dall’ambiente, cioè dalle cose ambientali che, per effetto, si involvono ed assorbono proporzionalmente il calore emesso in tal modo dagli ultrauomini. I corpi ultrabiologici sono incapaci di emettere grandi quantità di calore, giacché il calore che i corpi biologici emettono impedirebbe agli ultrauomini di realizzare le maggiori distanziazioni strutturali interne. Il passaggio all’universo ultrabiologico determina l’emissione di una grande quantità di calore. Se l’uomo è il culmine dell’evoluzione, devono allora esistere altri aspetti della realtà, oltre l’uomo. Degli umanoidi che vaghino attraverso le galassie con i loro dischi alla ricerca di un qualcosa, sono un’immagine troppo simile a quella dell’uomo, per poter rivestire quei significati di ulteriore perfezione connessi con uno sviluppo evolutivo verso significati esistenzialmente più validi. Tale evenienza sarebbe una contraddizione, giacché più gli esseri sono perfetti, meno hanno necessità di spostarsi pur avendone la possibilità. Segue che gli UFO debbono appartenere ad esseri non eccessivamente perfetti (IMPERFETTI CORPI DI LUCE). Gli ultrauomini sono la causa di tante sventure umane, a causa di loro imprescindibili necessità alimentari e, sopperiscono alla loro assenza di crudeltà impiegando la crudeltà degli uomini per ottenere i loro scopi. Un uomo potrebbe essere diciamo buono, mansueto, e non crudele verso gli animali, ma non di meno nutrirsene per le sue esigenze vitali. Gli UFO sono esseri volanti volti alla distruzione dell’uomo, (Personalmente io ritengo inopportuno “volti alla distruzione dell’uomo”; semmai utilizzerei “volti alla conveniente strumentalizzazione”) e dotati dell’acquisizione di ulteriori dimensioni spaziali. L’uomo non può capire ciò che è al di sopra del suo livello esponenziale, proprio come una pianta o un animale non sanno cosa l’uomo stia facendo con loro e di loro. Gli è impossibile sottrarsi all’esigenza di questa espressione energetica superiore di mangiarlo. Più però l’uomo si rende conto di questo suo triste destino, più egli può contrastarlo, perché la stessa presa di coscienza della realtà è consentita da presupposti evolutivi che consentono tale lotta. Spontaneamente sorgono in lui risorse psichiche atte a modificare positivamente la sua struttura psicobiologica. Come una pianta si crea le spine per difendersi vittoriosamente da certi animali, di cui ha percepito il pericolo. Dove non ci sono difese, non c’è presa di coscienza. L’uomo delega all’ambiente, e non a se stesso, la propria difesa. La fiducia in una benevolenza ambientale è la causa prima di questa mancata presa di coscienza, perché la convinzione di essere amati dall’ambiente impedisce alla singola anima di rendersi conto della sua intrinseca inferiorità che potrebbe renderlo vittima dell’ambiente generico. Come nel nostro regno biologico, anche nel regno degli ultrauomini c’è un’organizzazione tale da realizzare un ciclo nutrizionale per l’intera collettività. C’è chi è preposto alla coltivazione dei campi e chi invece si accontenta di cogliere i frutti se e quando la pianta li produce. Esistono ultrauomini con il compito e i mezzi per raccogliere enormi quantità di energia psichica umana (Angeli Inferiori) mediante la gestione delle guerre e esistono altri ultrauomini che con i loro fabbisogni familiari giornalieri attingono ai drammi della famiglia umana, di cui sono parassiti occulti (Demoni).

Nelle nostre case, nelle nostre strade, c’è l’immanente presenza di Ultrauomini che tramano continuamente per realizzare il nostro dolore e anche la gioia, e le nostre morti violente, per nutrire i demoni necessari alla loro alimentazione. Dobbiamo vigilare sulla coerenza delle nostre azioni per esercitare un più efficace controllo sui nostri istinti. L’uomo possiede un proprio equilibrio psicologico con un suo potenziale destino di gioie e dolori, ma è tuttavia soggetto a manipolazioni psichiche esterne con le loro conseguenze psico-biologiche volte a realizzare condizioni di sofferenza. Questi Angeli appartengono ad un regno che non potrebbe farci assolutamente nulla se noi chiudessimo loro volontariamente i canali di interferenza con il nostro mondo. Questi canali sono costituiti dall’equivoco e dall’istinto irrazionale. Per chiudere tali canali, basterebbe rendersi conto che qualsiasi nostra azione, che potrebbe potenzialmente arrecarci dolore, potrebbe essere stata indotta dagli ultrauomini. Questa presa di coscienza sarebbe infatti sufficiente per farci agire in un modo più pacato, più saggio, in un modo contro cui la rabbia degli angeli inferiori non potrebbe alcunché. Basta togliere agli angeli le loro armi basate sull’ambiguità per renderli del tutto inoffensivi. Ma non dimentichiamoci che oltre ad essere ultrauomini sono anche ultraintelligenti e ultraperfidi. Cerchiamo anche noi di essere ultradiffidenti e cerchiamo di vedere l’intervento delle loro azioni malvagie sempre e ovunque anche nelle azioni delle persone sorridenti che ci circondano. Ciò non è affatto facile perché la natura umana cerca l’appagamento di un bisogno d’amore, da ricevere e da dare, e la diffidenza contro tutti sarebbe l’equivalente del non aver bisogno della considerazione di nessuno. Tuttavia, dobbiamo provarci perché anche se non riusciamo ad evitare errori, almeno prendiamo coscienza delle loro origini. Se consideriamo che da sempre gli ultrauomini si sono nutriti degli uomini senza alcuna coscienza da parte di questi, c’è da dedurre che ciò che di noi uomini costituisce il loro alimento, non è facile da sapere. Sarebbero le energie psichiche, cioè le nostre anime, che si liberano dal corpo quando muore, oppure quando soffre. Gli ultrauomini si nutrono proprio di questa forza psichica di origine umana. Essi vogliono che l’uomo sia violento, sia aggressivo, sia irragionevole, che sappia seminare lutti e distruzione. Siamo in un enorme campo di concentramento e nessuno si accorge di nulla e l’illusione è una gran consolatrice. Come l’uomo si ciba di alimenti complessi che sono quelli a struttura più complessa, altrettanto gli ultrauomini si cibano dell’uomo che, in questa realtà è la struttura di vita più complessa e a maggior gradiente psichico-energetico. E’ attraverso le guerre che gli ultrauomini vendemmiano la sua linfa esistenziale o anima, per concimare le loro coltivazioni di demoni. Coltivazioni e non allevamenti perché i demoni sono più analoghi alle piante che agli animali. Tali angeli si servono proprio degli uomini più ricettivi alle tentazioni del male, quelli psicobiologicamente più votati per natura alla morte, per usarli come esche volte ad intrappolare grandi masse umane, per esempio facendone dei leaders politici. Ci uccidono in modo subdolo, efficiente, senza violenza, delicatamente, ottenendo tutto senza alcuno sforzo, perché siamo noi a lavorare per loro.

domenica 15 marzo 2015

Mutilazioni aliene

Mutilazioni aliene
Su animali e umani.


di Dario Gicoletto


Il fenomeno delle mutilazioni animali, iniziò ad affermarsi nel 1967 in Colorado, quando divenne noto il caso della cavalla Lady, trovata orribilmente mutilata. La testa e il collo orribilmente scarnificato. Le ossa perfettamente bianche e ripulite, anche se solamente due giorni prima era perfettamente in salute. Due giorni non avrebbero consentito un risultato del genere, considerato che non erano visibili tracce di sangue. Le indagini dimostrarono che il luogo interessato, presentava un elevato e anomalo valore di radioattività. Il tipo di ferita o taglio venne ipotizzato come effettuato con uno strumento di tipo laser, in quanto non realizzabile con normali strumenti di chirurgia. Occorre ricordare che ancora non esisteva il laser per uso chirurgico; almeno non ufficialmente. Era in possesso esclusivamente dei militari. Alcune parti interne dell’animale erano state asportate, come ad esempio il cuore, polmone, tiroide. Totalmente assente il sangue. Nella immagine sottostante, vediamo la testa di Lady e altri due casi di mutilazione animale.


Per quanto riguarda il caso Lady, testimonianze di persone diverse, hanno portato l’attenzione su numerose luci viste evoluire in zona.  Ovviamente le deduzioni si indirizzarono prima verso gli apparati militari e poi, verso gli ufo. Dopo questo caso, l’attenzione aumentò. Di conseguenza aumentarono i casi individuati; ma aumentò probabilmente, in quanto effettivamente aumentarono i casi di mutilazioni. I casi presentavano sempre, più o meno, le stesse caratteristiche. La caratteristica principale era la scomparsa del sangue. Venne cercato un responsabile e, in Brasile venne identificato nel Chupa chupa. Ovvero colui che succhia il sangue. In Messico e Usa, emerse il chupacapras, ovvero il succhiacapre. Un ipotetico strano essere alieno o animale, visto in più parti in occasioni di mutilazioni animali. Oltre alla sparizione del sangue, in alcuni casi mancavano anche parti molli del corpo. Erano riscontrati strani fori, dal quale si presume che fossero state esportate parti interne, mediante aspirazione. Mucche gravide, furono trovate senza il feto dopo la mutilazione. L’informazione di regime si mobilitò per dimostrare che il chupacapras, altro non era che un animale della famiglia dei cani, tipo coyote o qualcosa del genere. Le testimonianze però non erano concordi e quindi non fu possibile definire cosa esattamente fosse.


In più casi si evidenziò il fatto che il prelevamento dell’animale, era avvenuto dall’alto. Comparvero filmati dalla genuinità non certa e testimonianze. Furono trovate, sia mucche che cavalli con le quattro zampe piantate nel terreno molle, come se fossero cadute dall’alto. In altri casi con le ossa delle gambe fratturate, come se fossero appunto, caduti dall’alto. In un caso addirittura fu trovato l’animale, in cima a un palo della luce. Foto sopra. Divenne palese che il fenomeno delle mutilazioni, aveva almeno due cause diverse, seppure legate tra di loro. In alcuni casi gli animali erano stati prelevati, da oggetti volanti non facilmente identificabili. Testimonianze parlano anche di elicotteri neri, con vetri oscurati e senza scritte di identificazione. Addirittura alcune testimonianze, affermano di aver visto elicotteri neri, trasformarsi in tipici ufo a forma di disco volante. Se così fosse, saremmo di fronte ad una ufologia di tipo parafisico. Comparvero le mutilazioni anche in Italia. Cavalli, mucche, pecore, capre, galline furono trovate morte e dissanguate. Uno dei casi più interessanti, fu quello della mutilazione dei cavalli di Pisa.

I cavalli di Pisa
Il caso si verificò negli anni ottanta e si protrasse per diversi anni. Venne definito come il caso delle “Mutilazioni di San Rossore”. A ingarbugliare la matassa delle mutilazioni, vi fu il fatto che in quegli anni, era in corso una guerra intestina tra gli allevatori dei cavalli da corsa della zona, i quali erano in acerrima competizione, tanto da verificarsi casi di avvelenamento di cavalli e arresto di presunti colpevoli.
Ad un certo punto, venne riscontrata la morte di nove cavalli da corsa, stranamente mutilati. Tra le altre stranezze i cavalli mutilati avevano tutti i garretti spezzati, come se fossero caduti dall’alto. Si scoperse, negli anni novanta, che erano almeno dieci anni che quasi sempre in Novembre, il fenomeno si ripeteva! I cavalli da corsa erano mutilati ed uccisi con le stesse tecniche impiegate sugli esemplari americani ma, in più, presentano il taglio dei padiglioni auricolari, un foro nell’occhio sinistro, il carotaggio dei capezzoli, l’asportazione dei genitali ed una parte del retto, il carotaggio di una parte della colonna vertebrale all’altezza della cervicale ed un foro nell’arto destro. Presentavano lesioni sul collo e, in alcuni casi, addirittura parte delle ossa del collo rotte. Fu riscontrata parte della pelle su un fianco, completamente abrasa, come se fossero stati trascinati da qualche parte. Da qualche parte ma non lì, non nel luogo dove furono trovate le carcasse. I tagli erano netti, così dicono gli esperti forensi, soprattutto nella zona del padiglione auricolare e, d’altro canto, le fotografie disponibili mostrano una similitudine incredibile con i casi americani. I cavalli furono trovati, spesso privi anche di mezzo setto nasale e di mezzo labbro superiore e inferiore ed apparivano con i denti scoperti, come nel caso del famoso Snippy, trovato morto e senza gli organi interni, ma esternamente intatto. Ad un cavallo mancava una parte della testa, un altro era impiantato nel terreno con gli zoccoli, come caduto dall’alto (testimonianza resa ai carabinieri da una impiegata del posto). Non si riscontrarono tracce di veleno, tranne che in un caso, dove si "ipotizza" la presenza di arsenico nel sangue. Gli esemplari, tutti di pura razza inglese, erano prevalentemente femmine. Una, gravida di cinque mesi, per testimonianza del suo padrone e di due stallieri, risulta invece, all’analisi necroscopica, priva del feto! Le cavalle tenute libere si trovavano, al momento della mutilazione, lontane circa cinque chilometri dalle stalle, in un punto raggiungibile solamente col trattore o con gli stivali alti a causa del fango. Nonostante tutto ciò, nessuna traccia di qualsiasi mezzo è stata ritrovata attorno o nelle vicinanze. I cavalli sono morti per infarto al miocardio e presentavano il ventricolo destro o sinistro scoppiato e completamente privo di sangue. Qualcosa, dall’alto, aveva agganciato al collo i cavalli e li aveva letteralmente tirati su, da qualche parte. Quindi agli animali era stata praticata un’iniezione nella spalla destra per prelevare del sangue. Infine sono stati uccisi con una stimolazione a livello cerebrale che ha artificialmente aumentato il numero di battiti del cuore fino a farlo scoppiare. Gli organi sono stati prelevati in seguito, dopo che gli animali sono stati trascinati altrove, provocando anche l’abrasione. Infine, sono stati gettati giù, nel luogo ove erano stati prelevati.  

Mutilazioni ai Pratoni
Agli inizi del gennaio 1997, nel giro di 5 giorni, ai Pratoni di Vivano (Rocca di Papa, Roma ), il killer ha ucciso circa 90 pecore, un maiale di duecento chili, due cani da guardia e una trentina di galline di proprietà di tre allevatori. Tutti gli animali sono stati azzannati alla gola e stranamente non è stato rinvenuto sangue sul terreno. Il suino presentava graffi profondi sulla schiena e sulle gambe fatti, forse, da artigli. Ciò venne confermato dal ritrovamento di un'impronta con lunghe unghie. La cosa strana è che nessun felino, lascia tracce del genere, come se camminasse con gli artigli non retratti. In concomitanza con la strage ai Pratoni, vi sono state molte segnalazioni di avvistamenti di UFO, tutte concentrate in un raggio di non molti chilometri dalla zona in cui sono avvenute le aggressioni. La più nota è quella del 5 gennaio. Quel giorno, alle 20.30 circa, un signore che ha voluto rimanere anonimo, assieme  alla sua famiglia, hanno osservato dalla loro abitazione di Rocca Priora, vicina ai Pratoni del Vivaro, una sfera luminosa ferma nel cielo ad un'altezza di 700-800 metri sulla verticale del monte Cesaro, in località Pratoni del Vivaro. La luce sembrava avere delle fasce rosse lungo il bordo inferiore, poi, dopo alcuni secondi...il globo di luce è scomparso nel buio.
Le mutilazioni animali in Italia, sono state numerose e molte altre si potrebbero elencare. L’informazione scarsa e frammentata, non ha consentito di determinare il fenomeno in tutta la sua dimensione e gravità. Le spiegazioni, sono state vaghe e fuorvianti e, in alcuni casi, espresse da incompetenti del fenomeno. Tornerò in seguito sull’argomento, mediante altro post, nel tentativo di definire chi è il misterioso killer che genera le mutilazioni.

Mutilazioni umane
Come accennato in: “Gli ufo di Colares” http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/02/ufo-di-colares-1977.html le mutilazioni non sono una caratteristica esclusiva degli animali; in quanto sono stati riscontrati numerosi casi anche sugli esseri umani. Nei casi brasiliani è stato accertato, o meglio questa è l’opinione che si era diffusa, che le azioni prodotte dagli ufo sulle persone, erano mirate prevalentemente al prelevamento del sangue; ma anche all'espianto di organi. Praticamente le stesse modalità e caratteristiche delle mutilazioni animali.
Il primo a parlarne pubblicamente, è stato Bill English, un ex berretto verde, il quale afferma di aver visionato un documento ultra classificato, il rapporto 13 del progetto Grudge, nel quale si parlava delle visite aliene e delle mutilazioni di animali. English sostiene di aver fatto parte dei reparti militari speciali in Vietnam nel maggio del 1970. La sua squadra venne inviata nella giungla del Laos per recuperare un cacciabombardiere B-52 precipitato e portare in salvo l’equipaggio. A quanto pare il B-52 era caduto dopo un contatto con un UFO; gli ultimi messaggi radio dicevano “…sotto attacco da parte di un UFO…”, e “…una grande luce bianca…”. Quando English e la sua squadra giunsero sul posto trovarono l’aereo come se una “gigantesca mano lo avesse preso e adagiato sul suolo”. L’aereo non presentava danni di alcun tipo sulla fusoliera, tranne leggere ammaccature sulla parte inferiore, anche i motori non evidenziavano alcun danno, così come la vegetazione sulla quale l’aereo si era posato. Le sorprese però non erano finite: all’interno della carlinga furono rinvenuti i membri dell’equipaggio orrendamente mutilati, ma non c’erano tracce di sangue nei pressi dei corpi. Le incisioni erano state fatte con perizia chirurgica e con un raggio laser.


Il caso di mutilazione umana, che ebbe maggiore risonanza, in quanto sostenuto da medici e polizia, implicati nell’indagine è quello detto di Guarapiranga ed è stato reso noto dall’ufologo Encarnacio Zapata Garcia. Egli venne in possesso di alcune inquietanti foto e del rapporto autoptico di un corpo mutilato rinvenuto nei pressi di Guarapiranga il 29 settembre 1988. Le foto furono consegnate a Garcia dal dott. Rubens Goes, il quale le aveva ricevute dal cugino Sergio Rubens, tecnico della polizia locale. Il cadavere fu in seguito identificato, ma le autorità non ne hanno rivelato l’identità su esplicita richiesta dei parenti.
Dallo studio delle foto, Garcia rilevò inquietanti similitudini tra le ferite presenti sul corpo e quelle tipiche delle mutilazioni animali. Il rapporto dell’autopsia è rivelatore in tal senso e descrive il lavoro svolto dagli autori di tale atrocità, il tipo di tagli effettuati, la rimozione di interi organi interni attraverso piccole aperture, la mancanza di sangue e l’assenza di decomposizione, tutte caratteristiche presenti nelle mutilazioni animali di presunta matrice extraterrestre. Il corpo era in perfette condizioni. Il rigor mortis non era ancora subentrato e venne valutato che la vittima era stata uccisa approssimativamente tra le 48 e 72 ore prima. Non vi erano segni di morsi di animali predatori o di putrefazione. Il sanguinamento delle ferite era assente. Come si nota chiaramente dalle foto, i tessuti del viso e delle labbra sono stati escissi intorno alle mandibole. Inoltre, come da caratteristica comune nelle mutilazioni di bovini e di altri animali, il rapporto autoptico rileva la rimozione degli occhi, delle orecchie e lo svuotamento della cavità orale, lingua compresa. Il tutto è stato eseguito con estrema precisione. L’assenza di emorragia profusa, cosi come la cauterizzazione del bordo delle ferite, suggerisce l’uso di uno strumento laser. Le regioni ascellari su ambo i lati mostrano macchie molli ove gli organi sono stati rimossi. Sulle spalle e le braccia sono presenti fori di un pollice, un pollice e mezzo di diametro attraverso cui sono stati estratti tessuti e muscoli. In altre parole gli organi interni sono stati rimossi attraverso queste piccole incisioni circolari. Il corpo presenta anche la rimozione dell’intestino, dei genitali e dell’ano. L’orifizio anale della vittima è stato estratto con una grande incisione di 3x6 pollici in diametro. Non pubblico le immagini più scabrose; ma chi volesse vederle: http://www.catrinamagica.com/blog-esoterismo/it/horribles-pruebas-de-mutilacion-humana-por-extraterrestres/  L'immagine sopra, è una ricostruzione parziale, della mutilazione avvenuta.


Il caso di Todd Sisa

Nell’agosto 2002, il 39enne, Todd Sis disse a sua moglie che stava andando a fare un giro nel suo podere e che sarebbe tornato nel pomeriggio. Poiché egli non ritornò più, la moglie fece denuncia alla polizia, iniziarono a cercare sul monte Northumberland. Trovarono il suo veicolo ma di lui non c’erano tracce.  Le chiavi erano nel cruscotto. Su un albero, a un’altezza di circa 20 metri dal suolo, fu trovata una scarpa, ma ai piedi dell’albero non c’erano segni di lotta. La ricerca continuò per due giorni. Alla fine, i cani da ricerca, trovarono il corpo nella boscaglia vicino alla sua casa. Il morto aveva uno sguardo di orrore, inoltre, sulla tempia sinistra del defunto, vi era una bruciatura scura. Nella relazione del patologo fu scritto, che Sis era morto per overdose di cocaina. Sua moglie, affermò che Sis non aveva mai fatto uso di droghe. Ciò che è interessante, è il fatto che il caso non è ancora chiuso. Un altro particolare strano che ha attratto l’attenzione, fu il fatto che il corpo di Sis è stato trovato nei pressi di un serpente a sonagli morto. Il serpente però, nonostante le alte temperature che ne avrebbero dovuto generare la veloce decomposizione, non presentava alcun segno di decomposizione. 

Commento:
Il caso presenta aspetti tipici dei rapimenti alieni e delle mutilazioni. Il prelevamento dell’uomo è avvenuto dall’alto. Dopo che su di lui fu effettuata la mutilazione, venne riportato a terra, ma non nel luogo dove era stato prelevato e, anche questo, avviene di frequente. Nei casi di rapimento alieno, non compaiono segni di lotta fisica, sia da parte delle persone che degli animali. Le apparenti bruciature scure, sono tipiche dove intervengono per mutilare. Probabilmente è l’effetto conseguenziale, dei loro bisturi laser. Il serpente che non va in decomposizione, ma neanche il corpo umano, è tipico. L’autopsia che parla di droga, pare chiaramente un tentativo forzato, di spiegare ciò che non deve essere spiegato.


Ipotesi conclusiva
L’ipotesi che fin dall’inizio emerse, fu quella extraterrestre o aliena.  L’utilizzo verso la fine degli anni sessanta di laser estremamente precisi e di modalità del tutto nuove permise a vari ricercatori di collegare il fenomeno ad una matrice esogena alla terra. In effetti l’ipotesi aliena appare la più probabile in quanto esistono numerosi casi in cui vennero osservati vari UFO stazionare nei dintorni di pascoli, presso il quale sono avvenute le mutilazioni. Esistono anche testimonianze di agricoltori che si trovarono faccia a faccia con esseri alieni alle prese con capi di bestiame totalmente immobili e a cui venivano praticate mutilazioni. Gli scopi ultimi di queste mutilazioni, in assenza di dati probatori certi, possono essere solo immaginati. Ma è senza dubbio da escludere che gli alieni lo facciano a scopo di studio o ricerca, per il semplice fatto che le mutilazioni vanno avanti da troppo tempo, forse addirittura secoli. Le motivazioni sono altre e a noi non chiare. Siamo certamente di fronte ad un fenomeno di emofagia, ovvero di prelevamento di sangue; ma non si spiegano le parti molli prelevate. Con il presente post, non intendo allarmare o impaurire i lettori; ma nascondere la verità non produce vantaggio alcuno. Il fenomeno esiste in tutta la sua drammaticità; ma non dimentichiamoci mai, che gli esseri umani fanno ai loro sottoposti, ovvero agli animali, le stesse cose che sono fatte a noi mediante le mutilazioni. Basta considerare la vivisezione e il fatto che mangiamo carne. Oltre al fenomeno delle mutilazioni, vi sarebbe da porre attenzione anche alle sparizioni di esseri umani. Significa tutto questo che gli alieni sono cattivi? No, non significa che sono tutti cattivi; ma probabilmente significa che una parte di costoro, non hanno rispetto del genere umano.
 Nel tentativo di spiegare il fenomeno, sono state ipotizzate molteplici spiegazioni. Alcuni hanno ipotizzato che il fenomeno sia opera di apparati militari che agirebbero in segreto, per emulazione del piano alieno. Altri per combutta con gli alieni. Altri ancora, ipotizzano che gli apparati militari agirebbero mediante le mutilazioni, per generare la “psicosi dell’alieno cattivo”. A me queste spiegazioni non soddisfano, sanno di fumo per confondere le idee. Una cosa è certa ovvero, gli apparati militari non possono non sapere. Siccome non posso pensare che non informino la popolazione per non allarmare o impaurire, considerato cosa fanno nel mondo senza curarsi della popolazione; non resta che pensare che sono collusi con gli alieni.  Questa è l’ipotesi prevalente che si va affermando nel mondo e, gli indizi a sostegno di tale tesi, stanno emergendo numerosi continuamente. Si parla del “Patto scellerato” ovvero, l’accordo che sarebbe stato stipulato tra il potere terrestre e alieni di una certa fazione. I terrestri avrebbero barattato, in cambio di tecnologia avanzata, la disponibilità ad ospitarli in anonimato presso loro basi sotterranee. Emergono così le famose basi militari Usa di Dulce, dell’Area 51 ecc. La questione delle mutilazioni animali e umane, rientrerebbe nell’accordo stipulato; anche se si ipotizza che l’accordo originale, riguardava un limitato numero, mentre invece è andato degenerando in un fenomeno di grandi dimensioni. Nel tentativo di limitare l’azione aliena, nei pressi delle mutilazioni animali, compaiono spesso strani elicotteri neri. Questo particolare, indirizza a pensare che gli autori responsabili sarebbero i militari. Gli alieni però, non sono stati a guardare. Anche loro avrebbero i loro elicotteri neri che, a differenza di quelli terrestri e secondo testimonianze, sarebbero in grado di trasformarsi in ufo sferici e luminosi.


Ricercatori ufologi si sono prodigati nel tentativo di giungere a spiegazione esaustiva e soddisfacente del fenomeno. Ricordo la ricercatrice Moulton Howe e il poliziotto Butch Witkowski, fondatore del Centro di ricerca Pennsylvania UFO.

giovedì 5 marzo 2015

Sacsayhuamán

Sacsayhuamán

Di Dario Giacoletto


Come ampiamente da me sostenuto e motivato nel post sui giganti: http://presenze-aliene.blogspot.com/2011/06/i-giganti.html tutte le strutture ciclopiche presenti sul pianeta Terra, sono state opera di esseri giganteschi, dalla forza fisica notevolmente superiore alla nostra. Questi esseri semidivini generati mediante elaborazione genetica da culture aliene che hanno interagito nell’evoluzione umana; non solamente erano fisicamente superiori a noi, ma disponevano di tecnologia a loro assegnata dai loro genitori. http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/storia-dariscrivere-di-dariogiacoletto.html Disponevano insomma di mezzi a noi oggi sconosciuti. Col passare del tempo i giganti degenerarono, si combatterono tra di loro, irretiti nella guerra tra gli dei, del quale narrano le mitologie di tutto il mondo. Rimangono le tracce del loro passato, delle loro opere, rimangono gli scheletri trovati in tutto il mondo i quali ci ricordano che la loro statura arrivava a superare gli otto metri. Oggi, l’umana cultura di pura speculazione, non gradisce riconoscerne la presenza nel passato e cerca di mettere tutto a tacere. Preferisce passare per sprovveduta ipotizzando teorie che nulla hanno di ragionevole e di dimostrabile. Quando ciò che è stato fatto ieri, non è replicabile con la tecnologia di oggi, significa che i mezzi a disposizione erano superiori e non inferiori. E, quando si vuole datare la lavorazione della pietra col carbonio 14, significa che non si vuole datare correttamente ciò che non fa comodo alla storia ufficiale. La datazione strumentale, spostata in avanti, evidenzia un altro quesito: “Com’è stato possibile che in pochi secoli l’uomo abbia perso tutte le capacità e le potenzialità necessarie per costruire simili opere megalitiche? E, com’è stato possibile che ciò sia avvenuto contemporaneamente su tutto il pianeta?”

Sacsayhuaman: Tratto dal sito di Yuri Leveratto  Durante il mio primo viaggio al Cusco, città simbolo della cultura andina (insieme a Puno e La Paz), ho visitato l’imponente struttura di pietra chiamata Sacsayhuamán, situata a ben 3555 metri d’altezza sul livello del mare. A mio parere Sacsayhuamán (dall’aymarasaqsaw waman, luogo dove si sazia il falco), è il luogo più misterioso dell’intero continente americano. In effetti quando i conquistadores, facenti parte dell’esercito di Pizarro, giunsero al Cusco nel 1533, rimasero attoniti di fronte a tale immenso monumento megalitico, dalle mura ciclopiche e pesantissime. Gli spagnoli si domandarono come fosse stato possibile, per indigeni Incas, che disconoscevano l’utilizzo di carrucole, sottoutilizzavano la ruota e non conoscevano il ferro, trasportare massi pesanti fino a 200 tonnellate, smussarli in modo che s’incassassero perfettamente l’uno sull’altro e, sollevarli per sistemarli uno sull’altro. Gli spagnoli si domandarono anche per quale occulto motivo degli indigeni, che per loro erano “arcaici”, avrebbero costruito tale monumento, spendendo enormi risorse di tempo ed energia. Queste domande, antiche di ben 477 anni, sono ancora attuali. Nessun studioso ha fornito prove sufficienti ed esaustive su come sia stata costruita Sacsayhuamán e soprattutto su quale fu la sua funzione. Nessuno inoltre sa realmente quando fu costruita, anche se ultimamente l’archeologia ufficiale ha indicato che indigeni della cultura Killke avrebbero costruito l’imponente struttura nel 1100 d.C. Negli ultimi anni ho avuto modo d’intervistare vari archeologi, sia peruviani, che brasiliani, e ho avuto la percezione che nessuno voglia realmente affrontare l’argomento Sacsayhuamán. Perché? Il tanto sbandierato metodo di datazione chiamato carbonio 14, funziona solo in presenza di materiale organico, ma non è in grado di datare il periodo nel quale si costruì un monumento. Per esempio il dato sulla cultura Killke, fornito da un equipe di archeologi nel 2008, è in contrasto con l’informazione classica etno-storica, che indicava gli Incas come i costruttori di Sacsayhuamán a partire dal 1438 d.C., durante il regno di Pachacutec. Il fatto è che, a mio parere, non è possibile datare un monumento di pietra solo perché si trovano dei resti di ceramica (o di carbone), nelle sue fondamenta. Seguendo questa logica forse tra 10 anni sarà trovata altra ceramica in uno strato di terreno più profondo appartenente a una proto-cultura Killke magari databile al 900 d.C. E così si retrodaterà la costruzione della struttura in pietra al 900 d.C. Il monumento, che è stato indicato da alcuni come la rappresentazione della testa di un puma, da altri come una fortezza a difesa del Cusco e dal altri come un centro cerimoniale, è composto da tre muri a zig-zag lunghi circa 400 metri e alti 6 metri. Si è calcolato che alcune pietre pesino fino a 200 tonnellate, mentre il volume totale delle tre mura è di ben 6000 metri cubi. Nella zona a sud delle mura, vi sono le basi di quelli che probabilmente furono tre torrioni: Muyucmarca, Sallacmarca e Paucarmarca. Mentre il primo ha base circolare gli ultimi due hanno base rettangolare.



La Muyucmarca era alta circa 12 metri e aveva una base con un diametro di 22 metri. Nei suoi Commentari Reali l’Inca Garcilaso de la Vega descrive la Muyucmarca come una torre che serviva come deposito d’acqua ed era collegata alle altre due da tunnel sotterranei.

Si narra che nella battaglia di Sacsayhuamán, avvenuta nel 1536, l’Inca Cahuide si lanciò nel vuoto dalla Muyucmarca, in modo da non consegnarsi agli spagnoli. Sull’origine di Sacsayhuamán sono stati scritti decine di libri, e le teorie più strane sono state avanzate per spiegare come avvenne la costruzione, fatto tutt’ora avvolto nel mistero. Camminando per le vie di Cusco, si notano vari libri di sedicenti mistici, ognuno dei quali sostiene di conoscere la chiave su come fu costruito il più misterioso sito archeologico d’America. Secondo alcuni Sacsayhuamán, che era originalmente molto più estesa, in quanto gli spagnoli utilizzarono molti massi per costruire le loro dimore e chiese a Cusco, era una città megalitica che riproduceva esattamente la capitale dell’antico regno di Atlantide, scomparso in seguito ad immani terremoti e inondazioni. In effetti è strano che i macigni siano incassati perfettamente l’uno con l’altro, in modo che nemmeno la lama di un coltello possa passarvi attraverso. Come fu possibile costruire qualcosa di così perfetto senza i moderni strumenti di costruzione e taglio, né la forza motrice, che apparve solo nel XIX secolo? Innanzitutto bisogna considerare il problema del trasporto di massi così grandi. Secondo alcuni ricercatori i macigni più pesanti (di andesite), si trovavano già nel sito di Sacsayhuamán, ma se così fosse, bisogna sempre spiegare come furono sollevati per essere posti, ed incassati, uno sull’altro. In caso invece di cave situate in luoghi distanti da Sacsayhuamn, come furono trasportati i massi? Non disponendo di carri, né di animali da soma come buoi o cavalli, si pensa che i massi più pesanti possano essere stati fatti scorrere sopra tronchi d’alberi sostenendoli con spessi cordami, come si vede nella penultima foto, che si riferisce allo spostamento di un megalito nell’isola indonesiana di Nias, in Indonesia, nel 1915. Una volta raggruppati i macigni nel luogo dove sarebbe poi stata costruita la struttura, si procedette a smussare i massi per poterli incassare gli uni con gli altri. Dobbiamo pensare che il tempo era considerato per gli antichi in modo diverso da come lo percepiamo ora. Lavorare un macigno per mesi o anni era una cosa normale, il tempo era visto non come un limite, ma come un’opportunità.
Sacsayhuamán
Per far si che un masso s’incassasse perfettamente con un altro gli antichi costruttori devono aver utilizzato delle mazze di pietra più dura dell’andesite, in modo da procedere a levigare la sommità di ciascun macigno e farlo combaciare con un altro. Esiste anche la teoria di una pianta che, mischiata ad altre sostanze naturali, renderebbe la pietra facilmente malleabile, come fosse del pongo, utilizzato dai bambini per giocare. Secondo alcuni ricercatori gli antichi abitanti dell’altopiano erano in possesso di alcune tecniche di alchimia che permettevano appunto di modellare la roccia a piacimento per poi renderla nuovamente durissima. Secondo una leggenda ricorrente presso il Cusco, il Padre Jorge Lira dimostrò negli ultimi anni del XX secolo che la tecnica per rendere le pietre malleabili era reale e si basava sull’utilizzo di una pianta chiamata jotcha. Sembra però che il sacerdote non riuscì ad indurire nuovamente il masso. In ogni caso i suoi esperimenti non furono mai supportati da controprove scientifiche e l’intera storia rimase sempre nascosta dentro ad un alone di mistero. Anche se si ammette che gli antichi costruttori di Sacsayhuamán riuscirono ad lavorare i macigni in modo da farli incassare l’un l’altro, rimane sempre l’enigma di come riuscirono a sollevarli per poterli sistemare uno sull’altro. Secondo la teoria ufficiale si posizionava una base di legno obliquo tra il suolo e il masso utilizzato come fondamenta. Quindi dei tronchi perpendicolari dove far scivolare una base di legno sulla quale vi erano altri tronchi perpendicolari. Solo sopra questi ultimi veniva trascinato il macigno da sistemare al di sopra di quello in basso. L’operazione veniva effettuata sia trascinando che spingendo e per assicurare che il masso non scivolasse all’indietro, e s’infilavano dei pali tra i tronchi perpendicolari, in modo da bloccarlo in una determinata posizione. Le cavità che sono state individuate in alcuni macigni servivano, secondo alcuni ricercatori, per inserirvi dei tronchi, in modo da puntellare il masso prima di posizionarlo definitivamente sopra ad un altro.
Secondo il mio amico peruviano Paul Mazzei, ci potrebbe essere stata un’altra possibilità: una volta posizionati in fila i macigni più grandi, fondamenta della struttura, si procedette a scavare al di sotto di essi in modo da farli scivolare in basso per una profondità uguale pressapoco alla loro altezza. Quindi semplicemente si trascinarono altri massi relativamente più leggeri, al di sopra dei primi, più pesanti. Poi si procedette ad abbassare ed appianare il livello del suolo dell’intera area, in modo da non far vedere la trincea, scavata inizialmente. Anche se si riuscirà un giorno a spiegare esaustivamente come fu costruito Sacsayhuamán, rimarrà sempre il dubbio del perché e del quando fu eretto. Come già anticipato, per alcuni fu una fortezza, mentre per altri fu un centro cerimoniale.
In effetti risulta per noi difficile comprendere i motivi di una costruzione tanto complessa che richiese certamente molti decenni per essere completata. Bisogna però ricordare che nel mondo le costruzioni megalitiche sono centinaia, e gli antichi seguivano logiche per noi complicate, che rispondevano a riti e cerimonie che oggi risultano del tutto incomprensibili. Dopo aver comparato molti luoghi archeologici in Sud America sono giunto alla conclusione che Sacsayhuamán fu costruito molto prima del Cusco. A mio parere la struttura megalitica era il centro di una cittadella che si estendeva ben oltre i limiti dell’attuale parco archeologico. Secondo me gli autori di Sacsayhuamán appartenevano alla cosi detta 
civiltà megalitica americana, che si sviluppò in Sud America poco dopo il diluvio universale, a partire dal nono millennio prima di Cristo.
Solo con ulteriori lavori di scavo, con lo studio comparato con altri siti megalitici dell’altopiano andino (TiwanakuPukara), e l’esplorazione esaustiva delle enigmatiche gallerie sotterranee che da Sacsayhuamán portano al Cusco e verso luoghi sconosciuti, si potrà tentare di svelare nel futuro il mistero di questo luogo affascinante che mi è entrato nel cuore, e che considero il simbolo stesso dell’antica civiltà megalitica americana.
Vanno costantemente aumentando i ritrovamenti in tutte le parti del pianeta, dei resti di esseri umani giganteschi. Per loro, il mondo era certamente più piccolo (in proporzione) a quanto appariva o appare a noi e, la pietra era certamente per loro, molto meno dura di quanto lo è stata per gli uomini comuni. E’ notizia recente il rinvenimento di uno scheletro di gigante in Egitto. 


lunedì 23 febbraio 2015

Le foto di Claudia Flore

Le foto di:
Claudia Flore
Di Dario Giacoletto


Claudia Flore è una appassionata ricercatrice in ambito ufologico, del gruppo "Ufo che passione", che si diletta nel fotografare l’insolito. La sua attenzione, non poteva non essere indirizzata agli ORBS, così come alla presenza delle scie chimiche, in relazione alla questione ufologica. In tali ambiti, ha realizzato una notevole quantità di foto, molto interessanti. Purtroppo, per una questione di spazio, sono costretto a selezionarne una parte.

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Collage 1. Questo è l’insieme di cinque fotogrammi, di un breve filmato fatto da Claudia, con l’intento di riprendere quella strana scia apparentemente di condensa, ma senza che sia visibile alcun aereo. L’iniziativa è lodevole, e realizza più di quanto prefissato. Si vede che l’artefice della scia non è un aereo e pertanto si ipotizza la presenza di un ufo, ovvero “oggetto volante non identificato”. Mentre però si riprende la scia, passa un bellissimo rods rosa. Di solito non sono di questo colore e ancora di più, di solito non si riprendono così bene. La difficoltà di riprendere bene questa tipologia di rods, è dovuta al fatto che sono presenze estremamente veloci, con ali quasi trasparenti ed un corpo comunque etereo. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2010/11/i-rods.html Per riprenderli bene è necessario che passino davanti alla videocamera ad una velocità per loro moderata e, che la messa a fuoco in quel momento, sia per una distanza idonea al rods. Il fuori fuoco e la velocità più alta, generano una vaga strisciata, oppure una figura sigariforme molto allungata che, certe volte, fa ipotizzare la presenza di ufo a forma di sigaro. Nel caso di Claudia, compaiono le ali nel primo fotogramma, quindi rallenta mentre ritrae le ali che, non sono visibili quando sono aderenti al corpo.

2

 Collage 2: Per tanto che si faccia nel tentativo di individuare l’aereo, proprio non compare, anzi, compaiono strane scie, come evidente nell’ultima immagine. Addirittura parrebbe uno strano alfabeto, ma probabilmente si tratta di bizzarria della natura o pareidolia. Se è diversamente, prossimamente ne troveremo certamente conferma in altri casi.

3

Collage 3: Ufficialmente, questa realtà non esiste. Quelli che non vedevano i barconi arrivare in Italia o i capitali fuggire verso i paradisi fiscali, quelli che non vedono gli ufo, quelli che non vedono il Parlamento in mano alla Mafia Sovrana e molte altre cose, non possono vedere quanto sta avvenendo in fatto di scie chimiche sopra le loro teste, considerato che questa è una delle volontà attuali della mafia di sistema. La popolazione soffre, si ammala, muore, ma nei confronti delle scie chimiche si tace. Le scie di cui sopra però, sono generate da ufo e, benché esteticamente simili a quelle operate dall’uomo, al momento non ci sono prove che siano anche queste di natura chimica. La scienza, come da copione di sistema, tace. Nelle immagini sopra, quello che dovrebbe essere un aereo, assume una strana forma, che proprio con un aereo non ha nulla a che fare. Quelli che sono detti ufo/sfera, sono in grado di cambiare forma.

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Mediante la foto 4 è stato ripreso un qualcosa di non frequente, al momento non classificabile. Non dispongo, al momento, di altre foto simili, onde poter trarre dei dati. Esteticamente, si potrebbe ipotizzare che si tratta anche in questo caso di sfere bianche. Una in testa, un breve spazio e altre compattate a seguire. Si tratterebbe quindi di ebani, in una estetica insolita. Nel riquadro in verde, si evidenzia quanto questa presenza pare essere consistente e, abbia una sua profondità o spessore, quindi oggettività.

5

Le bizzarrie che si vanno riscontrando in cielo e a terra sono tante e, ultimamente, vanno aumentando. In questo caso, riquadro in rosso, foto 5, si vede una strana presenza. Parrebbe che una causa di forma sferica, procedendo da destra verso sinistra, stia generando una scia anomala che si va immediatamente allargando. Si nota, che la scia è situata davanti alla nuvola scura sullo sfondo. Sono presenti anche vaghe colorazioni, tipiche delle irrorazioni chimiche; ma qualcosa di analogo è presente anche nella nuvola superiore, probabilmente generata da irrorazione chimica.

6


La foto 6 evidenzia in modo inequivocabile, la presenza di un ufo sfera, con tanto di breve effetto scia. L’immagine è un fotogramma, parte di un video. Di cosa si tratta? Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le presenze di queste sfere. In alcuni casi sono associabili agli ebani, in altri casi denotano altra causa. Il fenomeno ufologico si sta intensificando. Ad un certo punto le autorità dovranno inventarsi qualcosa di nuovo, per poter continuare a nascondere l’evidenza. Per esempio, potrebbero dirci che queste sfere/ufo, sono mezzi sperimentali o di avanguardia della tecnologia terrestre (così farebbero anche bella figura). Oppure potrebbero dirci che degli alieni cattivi, stanno cercando di invadere la Terra. Che dobbiamo difenderci dal nemico venuto dallo spazio. In fondo è da tempo, che coloro i quali detengono il potere in Terra, hanno necessità di crearsi il finto nemico e di imporcelo, per poter continuare a militarizzare e guerreggiare, mantenendo saldo il loro potere. Basta considerare il fatto, che gli antiterroristi per poter esistere, hanno necessità che il terrorismo esista.

ORBS

E’ cosa certa che gli orbs si spostano, viaggiano, compiono movimenti di ogni genere. Ciò si evidenzia in modo particolare, quando li si osserva mediante filmati. Ricordo che questi orbs, di solito non sono visibili a occhio nudo, ma sono fotografabili e filmabili. Di tanto in tanto però, si densificano maggiormente ed entrano nella frequenza del visibile umano. In questo caso, Claudia, ha ripreso un notevole numero di orbs che si esibiscono intorno ad una pianta del suo giardino.

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Interessante è quell’effetto, probabilmente generato dalla velocità e dal movimento, per cui si producono delle strisciate composte da tanti orbs. In alcuni casi gli orbs si compattano in un corpo luminoso unico. Quando questo avviene, generano delle forme luminose o, esseri di luce. Questo sta avvenendo con la foto 3, orb di sopra.

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Bellissime fotografie, che immortalano una realtà a noi vicina e parallela. Occorre che l’essere umano ne prenda coscienza e, ammetta a se stesso che la nostra capacità di percepire la realtà che ci circonda è estremamente superficiale, e limitata. I nostri sensi ci riferiscono, circa la materia più compatta; ma quando si va verso l’etereo perdiamo la capacità del percepire.

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Con i collage 11 e 12 presento questa grande varietà di orbs. La cosa sconcertante osservando queste immagini, è la loro grande varietà estetica; ma ancora di più sconcerta il fatto che tutto questo è nulla rispetto a quanto è riscontrabile in internet. Gli orbs possono essere qualsiasi cosa, in quanto dal loro interno possono generarsi le materializzazioni più sconcertanti. Sia in fatto di presenze umanoidi aliene, che di ufo di tipo parafisico. Ciò è dovuto anche al fatto che, si possono riscontrare aspetti estetici simili o uguali, generati da cause di origine o natura diversa.

12

Osservando gli ammassi di orbs, si nota che in taluni momenti, si presentano come se fossero una miriade di cellule facenti parte di un grande corpo etereo. Forse l’universo intero è completamente abitato e permeato da intelligenza e vita. Forse la realtà è diversa da come ci viene presentata dai nostri occhi e dalla nostra conoscenza. Claudia continua a mandarmi foto, le ultime sono le sottostanti. La 13 fa vedere un orbs in movimento, veloce ma non tale da generare strisciata. Questa è la manifestazione tipica di un orb. Intorno si vedono altre minuscole presenze. Teniamo presente che il concetto di grande e piccolo è in relazione alla convenzione umana relativa allo spazio. La foto 14 ci fa vedere un orb con il suo classico, presunto occhio. Forse gli occhi sono due, considerata la rientranza con punto scuro, presente nella parte superiore. L’orb in questo caso non è più tondo, forse casualmente, inizia ad apparire esteticamente simile all’ufo/sfera della foto 6. Al momento, nulla ci dimostra che non vi sia relazione.

13

14

I complimenti e un ringraziamento a Claudia Flore, per averci resi partecipi delle sue esperienze e delle sue fotografie. Ora però mi sorge spontanea una domanda: “Ma se con modesta apparecchiatura, senza spostarsi da casa propria, una persona può riprendere quanto ha ripreso Claudia; come è possibile che chi dispone di finanziamenti, tecnologia, apparati, continua a non vedere? Perché le videocamere e le fotocamere dei giornalisti non vedono le stesse cose? Cosa è che accieca costoro? Perché continuare a cercare la vita nello spazio, mentre si ignora quanto presente in casa nostra?”