Presenze Aliene

venerdì 5 ottobre 2018

UFO TRIANGOLARI


UFO triangolari

Molte sono le tipologie di oggetti volanti non identificati a dovere e, tra queste, quella che ci propone oggetti volanti in forma di triangolo equilatero. Poi, non tutti i triangoli hanno estetiche uguali, cambiano le gradazioni angolari, dimensioni e colorazioni. Per giunta vi è poi il parco velivoli triangolari prodotti da tecnologia nostra, quindi velivoli di varie dimensioni e colore (di solito in versione bianca o nera) con alcune tipologie che sono aerei e altri che sono droni con o senza pilota. Insomma, una matassa non facile da districare. Il punto è ora stabilire quali sono nostri e quali hanno poche possibilità di esserlo e, in base a quali prove. Recentemente ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di testimoni i quali hanno asserito di averne visti e, alcuni anche fotografati e filmati. Andiamo però con ordine, eliminando immediatamente un luogo comune.

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E’ opinione prevalente e generalizzata, che il vedere o fotografare forme volanti triangolari, significa automaticamente che è presente un velivolo triangolare, seppure di incerta matrice. Le cose non stanno esattamente così, in quanto è possibile vedere o fotografare cose triangolari che velivoli in senso stretto non sono; in quanto questi sono aspetti estetici triangolari, ma non velivoli, anche se li vediamo volare. Mi spiego meglio: Se un velivolo sferico, oppure di qualsiasi forma è completamente schermato, noi non lo vediamo. Se da quel velivolo, una finestra o occhio triangolare è de/schermato, noi vedremo la finestra triangolare, convinti che quello sia il velivolo! Esempio seppure da prendersi con le molle, la foto 2/A sottostante. Stessa logica, applicata alle immagini 2/B e C; in quanto nessuna prova certa vi è che trattasi di velivoli triangolari a sé stanti. Molto probabilmente questi sono aspetti estetici relativi a parti di velivoli non visibili. Non intendo portare qui ora le prove di una tale ipotesi; mi limito a dire che la deduzione si ipotizza in base alla tipologia dei movimenti riscontrati in numerosi video a disposizione. A questi possibili aspetti triangolari occorre poi aggiungere la possibilità che intelligenze superiori, ma forse già anche i nostri, possono farci vedere delle manifestazioni di tipo olografico che includono apparenti velivoli triangolari.

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Messa da parte la possibilità che ci possano essere forme triangolari che volano senza essere per questo il velivolo; occorre ammettere che poi i velivoli triangolari esistono.  Mettiamo anche da parte le illusioni ottiche generate dalla presenza di tre luci o più, le quali muovendosi mediante una certa sincronia, generano l’apparenza di essere le tre luci poste agli angoli dei velivoli triangolari.

Ora il bivio: Roba nostra o roba loro? Droni o aerei? A questo punto l’elettorato si spacca in due. E’ innegabile il fatto che la tecnologia nostra produce velivoli triangolari; ed è innegabile che di questi, una parte è stata ammessa e ufficialmente presentata. E’ pertanto ipotizzabile che i nostri sono pure gli autori di un settore di ricerca avanzata il quale produce velivoli sperimentali non ufficialmente ancora resi di dominio pubblico. Ciò però, è sufficiente per giustificare tutta la presenza di velivoli triangolari con caratteristiche non convenzionali? Io affermo: ASSOLUTAMENTE NO!
Anche perché, per giustificare quanto è emerso in Valmalenco, se così fosse, sarebbe necessario riconoscere ma anche dimostrare che esiste un livello di tecnologia umana estremamente più avanzato rispetto a quanto è ufficialmente noto, che poi va ad esibire i velivoli supersegreti sopra la Valmalenco!
 Ora, che esiste un livello superiore/nostro è pacifico, ma non tanto quanto poi emerge dalla costatazione sul campo quando si vede e riprende quello che è stato riscontrato in Valmalenco. Taluni sostengono che l’avanguardia o ricerca dei nostri viaggia con circa 25/30 anni di vantaggio rispetto a quanto ufficialmente riconosciuto e a noi concesso. Benissimo, se è così trenta anni fa l’avanguardia tecnologica nostra già disponeva di quanto oggi in dotazione o ammesso. Ora però, dopo aver costatato che questa tecnologia avanzata esiste ed è manifesta su tutto il pianeta, occorre spiegare per quale motivo la riscontriamo in particolare sopra la Valmalenco. Cosa ha di particolare la Valmalenco già l’avevo specificato mediante una serie di articoli, in particolare mediante: http://presenze-aliene.blogspot.com/2015/01/ufo-caccia-cba.html
La particolarità è che la Valtellina, la Valmalenco con il gruppo montuoso del Bernina si trovano al centro di una extra territorialità aerea ufficialmente esistente, anche se non resa di dominio pubblico. Quindi ora noi sappiamo che ad alto livello geo/politico sono consapevoli di quanto convenuto mediante questa zona che definiamo CBA. Un tassello del genere ci consente di ipotizzare che qui possono venire a volare, aerei di molte nazioni, se vogliamo, anche avveniristici; ma poi occorre spiegare per quale motivo sono qui, quando in questa zona CBA non è presente una base aerea. Le più vicine sono Aviano, a oltre 200 km. di distanza, oppure Ghedi.
Ci vogliono far passare che gli ufo della Valmalenco sono roba nostra? Benissimo, diteci perché questi velivoli supersegreti, al punto da non essere ammessi ufficialmente, si fanno insistentemente vedere e filmare qui!... e, diteci perché il CBA non è stato istituito su Aviano, considerando che lì in quella base aerea Nato sono già presenti velivoli non convenzionali.

TRIANGOLI IN LOMBARDIA E PIEMONTE
Non tengo sotto osservazione tutto il territorio nazionale o estero, mi limito alle due regioni della mia zona. Per quanto riguarda la Lombardia, in questo contesto, costituiscono prova i due articoli di Centro Valle giornale valtellinese, nel quale si evidenziano le testimonianze numerose emerse nei mesi di agosto e settembre 2018.

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Interessanti anche le segnalazioni pervenute dal Piemonte. In seguito al fragore generato dal caso di Corio, mi contatta tale Pietro Cabodi, figlio di Giovanni Cabodi, ora ottantenne, il testimone principale della vicenda che vado a riportare. Dice Pietro: Più volte mio padre mi ha parlato di questa vicenda che aveva fortemente attratto la sua attenzione; purtroppo però non ricorda esattamente l’anno. Si era certamente nel mese di settembre, in quanto lui cacciatore stava andando a caccia del camoscio. Si era nella seconda metà degli anni ottanta, quindi presumibilmente 87/88.
Verso le 9 o 10 del mattino mio padre, si trovava in prossimità di cima Giardonera (mt. 2729), sulla catena spartiacque fra Val Grande di Lanzo e Valle Orco. Da tale punto di osservazione ricorda di aver notato, in direzione del confine italo-francese, quindi ad ovest, nord-ovest, un oggetto argenteo di forma triangolare e di averlo osservato per 10/15 minuti ad occhio nudo e con il binocolo. Anche solamente ad occhio nudo era di una tale nitidezza che poco poteva essere aggiunto attraverso la visione per mezzo del binocolo. Mio padre, risiedeva e ancora risiede a Chiaves, a dieci km da Lanzo Torinese. Tornato a casa, domanda in paese se nessuno aveva visto quanto detto. Scopre che altri hanno visto e tra questi, tale G.G.M. ora defunto ed ex sindaco di un paese vicino, il quale a sua volta, mentre il velivolo era visibile, aveva fermato auto e cercato di attrarre l’attenzione dei presenti. Ho posto su cartina, mediante linea nera, la posizione e direzione nel quale Giovanni vide e in rosso, quella del G.G.M. L’incrocio indica grossomodo il punto dell’interessante avvistamento. Ricorda il Giovanni, che i notiziari di quel periodo riferirono le numerose segnalazioni del velivolo triangolare.
Ho riportato la testimonianza di questo caso, in quanto siamo a circa 31 anni fa, pertanto già allora i triangoli volanti erano presenti. Dirà qualcuno a questo punto: Certamente, ma siamo ancora nei limiti dei 25/30 anni di anticipo della terrestre ricerca avanzata. Non è però così, basta andare a sbirciare nella casistica del passato, mediante il seguente interessante e famoso caso.

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Il 24 luglio 1952 due piloti dell'USAF con il grado di tenente colonnello, John L. McGinn e John R. Barton, decollarono dalla base aerea di Hamilton in California diretti a Colorado Springs. Alle 15.40, mentre stavano sorvolando con il loro aereo B-25 la regione di Carson Sink in Nevada, i piloti avvistarono sulla loro destra tre velivoli che volavano in formazione a V. Essi pensarono che si trattasse di tre caccia F-86, ma la loro altitudine sembrò essere troppo bassa: in base ai regolamenti dell'aeronautica civile, quel tipo di aerei avrebbe dovuto volare ad una quota più alta. Avvicinandosi, Mc Ginn e Barton videro che non si trattava di F-86 né di alcun altro tipo di aereo conosciuto. I tre velivoli erano perfettamente triangolari, di colore argentato, del tipo con ala a delta ma senza cupolino né strutture di coda; inoltre erano completamente piatti, a parte una cresta centrale che andava dal muso alla coda. In pochi secondi i tre oggetti virarono verso sinistra, passarono ad una distanza fra 300 e 700 metri dalla cabina di pilotaggio, accelerarono a grande velocità (stimata dai testimoni intorno ai 3.000 km/h) e sparirono alla loro vista. Arrivati a Colorado Springs, i piloti fecero rapporto sull'avvistamento.
Qui siamo nel 1952, pertanto qualcosa come 66 anni fa e, faccio notare che ben tre velivoli, significa che non si era di fronte a velivoli sperimentali, ma a velivoli di serie che volavano in formazione! Si potrebbe andare a cercare altre testimonianze negli anni ancora precedenti, vedere i libri di Renato Vesco, oppure nel periodo precolombiano, immagine 5/A; ma mi fermo affermando il fatto che non vi è logica relazione temporale tra la presenza dei triangoli volanti e la tecnologia nostra, sia convenzionale quanto non convenzionale. Insomma, se consideriamo la versione ufficiale, i conti non tornano.


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Torniamo ora ai triangoli del Piemonte; in quanto ho ricevuto una testimonianza con relativo materiale videografico eccezionale, del quale una estrapolazione è l’immagine 4/B.

Un signore anziano si trova ricoverato presso l’ospedale di Cuneo. Le sue condizioni sono gravi, ma è lucido e in grado di muoversi. Ad un certo punto vede dalla finestra della sua camera, degli strani oggetti volanti. Ha il cellulare a portata di mano e li riprende. Si tratta di due brevi video, del quale vi propongo il primo. Il signore in questione non possiede informazione ufologica, quindi non è consapevole di cosa ha ripreso. E’ però incuriosito e parla di quanto ripreso al suo compagno di camera, anche lui anziano, a digiuno di cose ufologiche e refrattario a ogni collaborazione.  Il secondo personaggio dice al primo che secondo lui, i due video dovrebbero essere inviati a tale amica sua appassionata di ufologia. Quindi il primo invia a tale signora M.G.G. di Torino i due video. La signora, in quanto lettrice del blog Presenze Aliene, mi contatta e invia i due video. I due video sono molto interessanti, meritano approfondimento; purtroppo però nel frattempo la situazione è precipitata in quanto l’autore è deceduto. Il compagno di camera si è chiuso nel mutismo, la signora anziana di Torino non è nella possibilità di andare a Cuneo ad accertare. Restano i due video ed un ideale abbraccio all’autore.



Mentre avveniva quanto detto, un lettore della Valtellina, attratto dalla serie di avvistamenti del mese di agosto e settembre riportati da Centro Valle, mi segnalava il seguente interessantissimo video: https://www.youtube.com/watch?v=KKuYNtg7M0s domandandomi se ci poteva essere relazione. Ebbene, non solamente vi è relazione tra il caso/video di Amsterdam del 2013 con gli avvistamenti 2018 in Valmalenco, ma vi è relazione anche con i casi di Chiaves 1987 e Cuneo 2018 etc. Vedere i video per rendersene conto.

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COLORE DEI VELIVOLI TRIANGOLARI
I così detti nostri velivoli super segreti, droni o aerei che siano, generalmente sono o bianchi o neri. I presunti ufo di matrice aliena, riferito a questa tipologia di velivoli triangolari e non ad altre tipologie, generalmente sono visti e fotografati come bianchi, neri o argentati. Quindi, superficialmente si potrebbe dedurre che questo è ovvio in quanto questi sono i nostri, così vorrebbe far passare la propaganda. Qualcosa però non torna; in quanto ci sono velivoli che hanno il loro colore, bianco o nero che sia, che permane invariato indipendentemente dalle condizioni di luminosità e altri che passano dal bianco al nero e viceversa in base alla posizione dei raggi del sole. Questi sono i velivoli i quali dispongono del sistema di occultamento che si basa sulla deflessione della luce. Quando l’oggetto è colpito dai raggi solari, quindi lo vediamo dalla parte sopra esposta, lo vediamo bianco. Quando lo vediamo dalla parte sotto esposta lo vediamo nero. Questo effetto cromatico è presente naturalmente quindi in parte è presente ovunque, ma quando si manifesta laddove è presente/attivo il sistema di occultamento; il tutto si amplifica, andando pure ad alterare la nitidezza e la correttezza dei profili. Mettiamola così: Se è roba convenzionale nostra, mantiene una certa correttezza della forma e quindi dei profili; quando è presente l’azione della deflessione luminosa, aumenta l’indice di deformazione, e anche quello del colore. Mentre i nostri sono stabilmente bianchi o neri, i loro ovvero quelli della foto uno, li vediamo bianchi in quanto sono stati ripresi dalla parte in cui il sole li colpisce. Quale è però il colore reale? Non lo sappiamo; anche perché al momento non sono ancora riuscito a capire se i velivoli triangolari non nostri dispongono della stessa possibilità che hanno alcune navette loro; ovvero possono manifestare il colore che vogliono. Proprio in merito a questo quesito, Renato lettore di questo blog, ha posto la seguente domanda: Quando questi velivoli triangolari bianchi di giorno sono ripresi di notte, sono bianchi o sono neri?
Io non dispongo della prova certa se questi velivoli cambiano colore in base alla situazione ambientale e quindi luminosa, oppure in base a possibilità tecnologica. Potrebbe trattarsi di entrambe le possibilità. L’accostamento della immagine 6, velivolo bianco di giorno e uno di notte di colore nero, non è posta a caso. Se quello ripreso al buio fosse realmente di colore bianco, lo si dovrebbe vedere diverso, anche se al buio. Non posso affermare che loro non potrebbero disporre di velivoli sia bianchi quanto neri, ma sono più propenso al fatto che dispongono della possibilità di gestire il colore, prevalentemente bianco o nero.
Domanda: E' casuale il fatto che anche i nostri si presentano bianchi o neri?

LA RIVISTA NEXUS
Da anni il presente blog pubblica informazione relativa alla straordinaria realtà della Valmalenco. Per anni mi sono scontrato con gli oppositori, schierati su due fronti. Il fronte dell’ignoranza becera e il fronte dell’ignoranza per convenienza o presunta tale. Tra costoro, quelli pagati per fare disinformazione, e quelli che pur essendo almeno parzialmente informati e qui troviamo diversi ricercatori famosi, si erano collocati sulla posizione della negazione circa la genuinità del fenomeno. Uno scrollone alla situazione fu formalmente e fermamente sancito mediante:  http://presenze-aliene.blogspot.com/2017/07/ufo-futura-memoria.html
Dopo di allora qualcosa è andato cambiando; in quanto l’opinione di massa è andata prendendo atto e quindi coscienza che il fenomeno valtellinese è cosa reale e genuina. Ora si esprimono diversamente i giornali locali, ma ora ne parlano anche le riviste di settore. Una realtà come questa di Sondrio, non poteva essere ignorata da una delle migliori riviste in circolazione; ovvero da Nexus.

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Non è stato inutile il lavoro svolto dai precursori dell’ufologia valtellinese, quali Sirtori, Rossi, Angarano, Giacoletto e altri che non intendono rendersi pubblici; il giornale Centro Valle etc. Ora però, con la diffusione mediante una rivista come Nexus, il tutto prende una valenza e una dimensione maggiore. Tom Bosco, responsabile per Nexus, nel tentativo di non sbilanciarsi troppo, ovviamente pone più domande che risposte, e stessa strategia adotta Centro Valle. Al momento non affermano che in Valmalenco sono presenti velivoli alieni; ma domandano per quale motivo, se i velivoli non convenzionali sono roba super/segreta nostra, vanno ad esibirsi sopra Sondrio. Tutto questo indirizza verso l’ipotesi terrestre del TR3B; che comunque non spiega perché gli ipotetici TR3B i quali devono continuare a restare super/segreti, vengono ad esibirsi su Sondrio.

PROGETTO TR3B

TR-3B è la sigla col quale si indica un avveniristico progetto di matrice USA, relativo alla realizzazione di sistema di volo antigravitazionale, da alcuni ipotizzato come ricavato da studi di retro/ingegneria. Quindi ricavato da studi effettuati su mezzi alieni recuperati in seguito a schianti, oppure più in là ancora, mediante collaborazione con fazione aliena.
Il seguente video: https://www.youtube.com/watch?v=UnUpJw5sahg riprende un mezzo con caratteristiche superiori a quanto generalmente noto e certamente antigravitazionali. Frequentemente questo video, per il senso di autenticità che trasmette, è citato quale prova che il TR3B esiste.

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Il titolo del video è proposto come possibile TR3B, non con la certezza dimostrata che tale sia! Più volte ho invitato chi eventualmente disponesse della prova certa che questo è un TR3B nostro, a fornirne la prova. Nessuno sino ad ora si è fatto avanti.
A parere mio, il TR3B è stato ed è un progetto con prevalente motivazione propagandistica, finalizzata su un versante alla salvaguardia del prestigio made in USA e sull’altro, al far credere che eventuali mezzi volanti manifestanti caratteristiche antigravitazionali, sono roba nostra. Questa storia del TR3B va avanti da parecchi anni e dopo tanto tempo, i gestori della propaganda avrebbero tutto l’interesse nel dimostrare che la storia del TR3B è vera, anche se non lo è. Se nulla hanno dimostrato, è perché nulla hanno da dimostrare! Lo ripeto per l’ennesima volta: IL VELIVOLO DEL VIDEO NON PUO’ ESSERE UN TR3B NOSTRO, PER IL SEMPLICE FATTO CHE E’ ROBA LORO. SE POI LORO QUESTO VELIVOLO LO CHIAMANO TR3B E PERTANTO IL TR3B ESISTE, E’ ALTRA COSA!
Dopodiché, il velivolo del video è un drone a guida remota, in quanto nessun umano potrebbe reggere le sollecitazioni che questo velivolo, ma anche quelli degli altri due video, manifestano.
Il video sopra menzionato è del 2011 i tre triangoli volanti del caso USA è del 1952; ma vi pare che se da tanti anni i nostri avessero a disposizione una tecnologia del genere, continuerebbero a cimentarsi nella realizzazione di velivoli come quelli della immagine 8/B?
L’immagine propone i droni nostri che vanno per la maggiore. Supponendo che i due velivoli presenti sulla copertina di Nexus sono dei droni nostri; li possiamo accostare per similitudine al nEUROn oppure al X 45-C e, occorre ammettere che la somiglianza è forte. Poi però occorre considerare alcune cose; intanto il fatto che questi droni sono velivoli da guerra e non si comprende il perché su Sondrio; ma vi è il problema delle dimensioni alari, sia in questo caso, quanto in altri. Testimoni oculari, nonché autori di foto, affermano che questi velivoli triangolari sono di notevoli dimensioni; si parla di Mt. 30/40, mentre il nEUROn ha una apertura alare di circa mt. 9 e l’X 45 C di poco superiore. Velivoli del genere ad una certa distanza in cielo, risultano piccolissimi; ma passiamo alle prestazioni. Questi droni nostri hanno una velocità massima intorno ai 900/950 km. orari. Vogliamo provare ora a comparare dimensioni (con foto 1) e prestazioni con il video di Parigi, ma anche quello di Amsterdam, Cuneo e Valmalenco?
Se poi i prodotti del Progetto Aurora e TR3B devono restare ancora segreti, perché renderli palesi sopra Sondrio, per giunta inviando sulla zona dei velivoli nostri di ultima generazione nel tentativo di intercettarli? Ma allora, si tratta dei nostri che intercettano i nostri mentre il tutto deve restare segreto? Ma non ci hanno detto sino alla nausea che i nostri droni di ultima generazione hanno spiccate doti di invisibilità? Perché allora palesarsi in questo modo?

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Non sorge il dubbio che i velivoli avveniristici nostri tanto osannati dalla informazione di regime, altro non sono che pura propaganda per far passare che i velivoli loro sono nostri?

FOTO e IMMAGINI
1) Bellissima foto di una serie, riportata dai giornali e relativa all’avvistamento spettacolare di inizio settembre.
2) Forme volanti triangolari che potrebbero non essere velivoli, ma parte di essi. Spettacolare la 2/B che riprende la presenza sopra Sondrio, del quale si dispone anche di un interessantissimo video.
3) Due articoli di Centro Valle, firma Massimiliano Gianotti, relativi alle segnalazioni di agosto e settembre 2018.
4) Su cartina la ricostruzione del caso Cabodi; mentre a destra una estrapolazione del caso di Cuneo.
5) Così come nel presente i gestori/pastori dell’umanità non vogliono che la massa sia consapevole della presenza aliena di oggi, così non vogliono che sia riconosciuta quella di ieri. Queste due immagini, la prima dal sud America e la seconda dall’Egitto ne sono una prova. Per i detrattori si tratta di spille, decorazioni e null’altro. Ma se sono spille, forse che per questo quelli rappresentati non sono aerei? Forse che se una spilla riproducente un fiore, per il fatto che si tratta di una spilla, quello rappresentato non è più un fiore? E se le rappresentazioni dall’Egitto sono poste a decorazione, forse per questo non possono rappresentare oggetti volanti?
6) La foto 6/A è della stessa serie della foto 1. La 6/B è un frame di un video girato nella zona di Chiesa in Valmalenco; il quale riprende l’esibizione di un velivolo triangolare.
7) 7/A Copertina rivista Nexus mese di settembre. 7/B, foto presenti nell’articolo interno, tratte dal blog “Presenze Aliene”.
8) 8/A Presentazione dello spettacolare video di Parigi. 8/B esposizione dei principali droni nostri di ultima generazione.
9) Articoli relativi alla spettacolare vicenda di Sondrio 9/3/2018:
https://presenze-aliene.blogspot.com/2018/03/ufo-su-sondrio-932018.html

http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/03/ufo-su-sondrio-9-3-2018-parte-seconda.html


10) Dai tre video menzionati, l'attimo in cui il drone alieno si illumina  diventando una sfera luminosa, prima si scattare a sconcertante velocità.






mercoledì 19 settembre 2018

Uomini aquila e aquile


UOMINI AQUILA e AQUILE
Immagine sottostante:
1/A: L’essere umanoide è rappresentato con ali e testa di aquila, a rappresentare che in qualche modo vola. Lo stesso essere (lo dimostra la stessa estetica e attrezzatura) in 1/B è presentato con testa umanoide, copricapo o casco e grandi occhi o occhiali neri che richiamano alcune tipologie di presenze aliene del presente. Ora, perché se queste erano le fattezze di questi esseri, in 1/A ha testa di aquila e, in altri casi, in un arco di tempo molto alto e in zone sparse su tutto il pianeta, tutta una serie infinita di rappresentazioni antropomorfe?
1/C: Carro volante, disco alato, per altri l’occhio di Ra oppure Ahura Mazda, Anu, etc. Le mani dei due sottostanti esseri, indicano la presenza dell’albero della vita, simbolo ed espressione della vita umana mediante la biologia e quindi la genetica; ed indicano pure la loro dipendenza dall’alto.
Il mezzo volante è presentato con le ali aperte ad indicare che vola. Nelle immagini 1/A e B gli esseri sono a terra, le ali parzialmente aperte ad indicare la possibilità di spiccare il volo.  In 1/C, gli esseri, mentre stanno alle prese con l’albero della vita, quindi mentre stanno compiendo l’intervento nella genetica umana, quello di sinistra ha le ali inattive e poste sotto la cintola, mentre quello di destra è presentato senza, come ad indicare che quando operavano a terra, non volavano, o quantomeno la caratteristica del volo non era importante in questo contesto.

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DIVINITA ANTROPOMORFE

Dalla antichità abbiamo conferme in base al quale era abituale in passato, l’uso dei nomi di animali, per indicare non gli animali, ma le caratteristiche di quegli esseri (divinità antropomorfe, quindi entità aliene, considerate erroneamente divine) e di quelle cose (quindi ufo, carri volanti, sole alato etc. ), che umani o prodotti dagli umani non erano. Ciò è avvenuto nei casi in cui le presenze erano in forma umanoide; quindi abbiamo avuto gli uomini aquila, falco, leone, bue, scorpione, pesce, ibis, serpente etc. (Se andiamo in sud America troviamo rappresentazioni di tipo meccanico/robotico). Come sostenuto più volte, nulla avevano a che fare gli animali veri con gli esseri in questione; se non il fatto che le caratteristiche degli animali erano associate e quindi rappresentavano questi esseri. Quando si intendeva rappresentare il fatto che volassero, erano inserite le ali, l’aspetto del falco o dell’aquila. Quando si intendeva indicare che uscivano dall’acqua, quindi il fatto che potevano navigare, erano rappresentati come pesci. Etc. E’ giunto il momento di prendere atto che quegli esseri sono esistiti realmente nel passato e, alcune tipologie di quelle presenze sono riscontrabili ancora oggi, ma occorre portare il punto di osservazione là dove in genere le persone non vedono, a causa del distorto indirizzo subito. Torniamo ora agli uomini aquila…

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La rappresentazione più usuale tra quelle adottate per indicare questi strani esseri in forma vagamente umanoide, fu quella dell’aquila, al punto che ancora oggi la rappresentazione dell’uomo che vola è ampiamente utilizzata. Per una questione di superficiale valutazione, quasi nessuno se ne accorge ma, questa rappresentazione è utilizzata un po’ ovunque. Nel momento in cui l’uomo, si dice, andò sulla Luna, il modulo di atterraggio fu chiamato “AQUILA” «Houston, qui Base della Tranquillità. L'Eagle è atterrato». Ora, se i nostri possono definire AQUILA un modulo di atterraggio; per quale motivo gli antichi visitatori spaziali non umani e certamente noi terrestri, non potevamo definire AQUILA i loro mezzi di trasporto e di atterraggio, quando ora i nostri proprio da lì hanno copiato?

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Si potrebbero fare molti esempi, come ad esempio quello dell’uomo aquila, posto sulla coda del Tornado, foto 3/C a rappresentare gli uomini che volano. Ora però consideriamo la mitologica vicenda di ETANA e la sua ascesa al cielo:
Sovrano benevolo, Etana era avvilito per la mancanza di un erede maschio, dovuta alla difficoltà di concepimento di sua moglie, che poteva essere curata solo con una pianta celeste, la pianta della nascita. Così Etana si rivolse al suo dio protettore Utu/Shamash affinché lo aiutasse a ottenerla. Shamash lo indirizzò alla "fossa di un'aquila" e, dopo aver superato vari ostacoli, l'aquila lo condusse alla "porta del cielo di Anu". Mentre salivano sempre più in alto, la Terra sotto di loro sembrava sempre più piccola.
Dopo averlo portato in alto per un beru, l'aquila disse a Etana: <<Amico mio, guarda come appare il paese! Osserva il mare a lato della casa sulla montagna. Il paese è diventato una collina, e il vasto mare è come una tinozza>>.  Dopo essere saliti di un altro beru (una misura di distanza come i gradi dell'arco celeste), l'aquila spinse di nuovo Etana a guardare in basso: <<Amico mio, dai un'occhiata a come appare la terra! Il paese si è trasformato in un campo arato ... e il vasto mare è come un cestino del pane>>.
<<Dopo che l'aquila l'ebbe innalzato per un terzo beru>>, il paese <<si trasformò nel fossato di un giardiniere>>. E poi mentre continuavano a salire, la Terra scomparve improvvisamente alla vista e, come disse in seguito Etana, spaventato: <<Mentre mi guardavo intorno la Terra è scomparsa!>>.
Secondo una versione del racconto, Etana e l'aquila <<attraversarono la porta di Anu>>. Secondo un'altra Etana si allarmò e gridò all'aquila:<<Sto cercando la Terra, ma non riesco a vederla!>>. Terrorizzato, urlò all'aquila:<<Non posso andare in cielo! Riportami indietro!>>.
Prestando ascolto alle grida di Etana, che <<si era accasciato sulle ali dell'aquila>>, l'uccello ritornò sulla Terra, ma (secondo questa versione) Etana e l'aquila fecero un secondo tentativo che a quanto pare ebbe successo, perché il re successivo di Kish, Balih, viene identificato come "figlio di Etana". Balih regnò per soli 400 anni (o 410) anni.
Il racconto di Etana fu illustrato dagli antichi artisti su sigilli cilindrici (vedi immagine sotto): uno inizia con "l'aquila" nella sua "fossa" e un altro mostra Etana che volteggia fra la Terra (vedi nell'immagine i sette puntini) e la Luna (identificata dalla sua falce).
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La storia mitologica di Etana ci serve per proporre che anticamente, ciò che noi oggi definiamo mitologia, era per quei popoli vera storia. Il problema maggiore degli scribi e degli artisti che produssero le tavolette, era il fatto che si trovavano a rappresentare un qualcosa che non conoscevano, se non negli aspetti estetici immediati. Così, una tipologia di velivolo utilizzato dagli esseri non umani per viaggiare in cielo, era detto AQUILA o divino uccello e, gli esseri che lo utilizzavano, UOMINI AQUILA.
Nella Bibbia troviamo che Ezechiele sostenne di aver visto il carro della somma gloria divina condotto da quattro esseri misteriosi ognuno dei quali aveva quattro volti: d’uomo, d’aquila, di leone e di toro. Questo passo è stato generalmente letto come una allegoria astratta ma, occorre rileggerla in altra ottica. Significa che quei quattro esseri non erano definibili in quanto presentavano aspetti variabili e incerti quali l’apparente uomo volante dotato di notevole forza e coraggio.
Anche Giovanni nell’Apocalisse (Apocalisse 4,6-7), sostiene che i quattro esseri viventi che conducevano (meglio accompagnavano) il trono divino, avevano l’aspetto di un uomo, di un leone, di un toro e di un’aquila. Ognuno di questi esseri è considerato il più forte della propria specie. 
Se noi intendiamo (facciamo finta, per dirla alla Biglino) che la somma gloria del Signore è il velivolo maggiore che staziona in aria e le aquile sono i piccoli moduli di atterraggio, iniziamo ad entrare in un certo ambito di lettura. Se poi scopriamo che da questi piccoli moduli, dipartono sonde in grado di trasformarsi, come sono state riscontrate di recente in alcuni casi ufologici, scenderanno a terra dei robot o automi in forma umanoide variabile, per giunta soggetta all’effetto schermatura variabile che adottano. Agli umani ignari non resterà altro da fare che tentare di definirli mediante accostamenti sia al genere umano, quanto a quello animale. Avremo così uomini aquila in quanto volano, uomini scorpione in quanto sono letali, uomini toro ad indicare la forza, ariete ad indicare lo scontro, leone per il coraggio, ibis, falco per la vista lontana, etc. ma tutte queste figure altro non sono se non rappresentazioni antropomorfe. Queste rappresentazioni sono state così concepite, in quanto gli autori non erano in grado di fare di meglio e, occorre ammettere che lo hanno fatto anche bene. Comprendo il disappunto che certamente toccherà alcuni lettori; ma i tasselli della mia ricerca portano in questa direzione. Nella immagine sottostante vediamo figure di divinità antropomorfe del mondo egizio, ma tutto il pianeta ci propone figure antropomorfe poi imposte a noi come mitologia. Il fatto è che quella mitologia è storia non compresa o meglio, è storia impostaci in base ad intenzionale errata lettura. CHI CI HA SPACCIATO PER DIO CIO’ CHE DIO NON ERA, COSI’ CI HA IMPEDITO DI COMPRENDERE LA STORIA DEL PASSATO, COSA ERANO LE RAPPRESENTAZIONI ANTROPOMORFE E OGGI, CI NASCONDE LA REALTA’ UFOLOGICA E STORICA DEL PRESENTE!

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Ho recentemente postato il seguente articolo relativo ai cherubini: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/08/cherubini-karibu-lammasu.html con l’intento di proporre una alternativa forma di lettura della storia, in base al quale le figure mitologiche, pertanto le rappresentazioni antropomorfe, erano esseri non umani e pertanto alieni. Ci sono ricercatori che conoscono bene questo aspetto della vicenda, mentre la maggior parte delle persone, seppure interessate all’argomento, reagiranno scandalizzate. Occorre che costoro comprendano il fatto che ciò che noi umani definiamo come realtà oggettiva assoluta, non è tutta la realtà e forse neppure è realtà, ma semplicemente quanto noi umani crediamo che tale sia. In ufologia gli ufo sono un tremendo rompicapo e, uno dei motivi è dovuto al fatto che compaiono, scompaiono e, taluni cambiano forma. Se questo avviene oggi, a maggior ragione avveniva anche in passato quando gli dei camminavano, si dice, a fianco dell’uomo. Quindi, se oggi seppure definiti diversamente, i troni del Signore, con le aquile e gli uomini aquila, possono comparire e scomparire; semplicemente sta avvenendo come avveniva in passato. Nelle sottostanti recenti foto, una entità mentre spicca il volo da terra.

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Nella immagine 6/A vediamo una entità che si sta specchiando nell’acqua di un laghetto della Valmalenco. Alza lo sguardo, forse sorpresa di trovarsi di fronte un ragazzo con fotocamera in mano, quindi prende il volo. Nel secondo e terzo ingrandimento è visibile mentre vola via. Ora, supponiamo che lo spettatore, anziché fotografare, l’abbia solamente vista e, supponiamo che intenda rappresentarla affinché altri ne siano informati; per spiegare che l’essere volava, non potrebbe essere motivato ad apporre due ali come nella rappresentazione 1/A? Perché non rappresentarlo con testa di aquila? Nell’antichità era pure noto il fatto che indossando un particolare vestito, tuta si direbbe oggi, la tal dea e/o dei, erano in grado di volare e compiere viaggi! Forse tuta antigravitazionale, o forse dotata di sistema propulsivo si direbbe oggi. Ma di questo, semmai si tratterà prossimamente.
Nel caso della foto 6/A, il volto è evidente e come tale riproducibile in una eventuale rappresentazione; ma supponiamo che in altri casi le entità portino il casco, come appunto le due della 7/A e B. Come sarebbero state rappresentate alcuni millenni fa?

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Sarebbero state rappresentate esattamente così come sono state rappresentate e, di meglio non potevano fare. L’inganno macchiavellico è stato ordito da coloro che ci hanno imposto di leggere il tutto in modo errato, affinché non fosse possibile comprendere! Gli stessi, o meglio i loro discendenti, oggi ci negano la realtà relativa alla presenza aliena sulla Terra, del quale la Valmalenco è un esempio lampante, al quale ancora non è stata data la corretta importanza!
A questo punto è però necessario fare mente locale sul fatto che in un passato neanche tanto remoto, sulla terra si combatterono cruente lotte tra fazioni aliene diverse. Nonostante nel corso della lotta sfasciavano tutto e massacravano il genere umano con micidiali armi, loro non venivano mai uccisi. Perché? Perché a combattere non erano loro, ovvero gli dei in prima persona, ma i loro macchinari da guerra. Esattamente come oggi chi fa le guerre, le fa fare agli altri, oppure ai macchinari da guerra. Oggi la nostra ricerca avanzata in ambito scientifico, mira alla creazione di esseri umani clonati, da utilizzarsi in guerra come merce sacrificabile, con il massimo rendimento e al più basso costo. In alternativa si ricerca nell’ambito della creazione di automi/androidi, in grado di combattere. Proprio questa psicosi della necessità di fare guerre non riusciamo a levarcela dai piedi! Noi oggi stiamo replicando il passato. Molte delle presenze aliene del passato erano degli androidi o umanoidi robotici! Tra questi, spiccavano e non solo il volo, gli uomini aquila in diverse varianti!

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QUANTE TIPOLOGIE DI UOMINI AQUILA?
Il fatto che i padri presunti dell’umanità, o quantomeno i padri di una certa ibridazione umana, detti anche APKALLU, fossero degli uomini aquila, non significa che sono esistiti unicamente loro e non altri padri provenienti da altri gruppi e, non significa che non ci siano stati altri gruppi di uomini aquila. Si possono considerare quali uomini aquila, tutte le presenze umane o aliene in grado di volare in modo apparentemente naturale, ma in sostanza in base alla presenza di tecnologia. Mettiamo da parte l’uomo moderno che mediante tecnologia varia, oggi è in grado di volare. Mettiamo da parte eventuali presenze non fisiche, in grado di volare e, atteniamoci a quelle fisiche non umane. Ora tra queste occorre fare la divisione tra entità biologiche ed entità non biologiche. Quelle biologiche possono essere come o simili all’uomo, ma potrebbero anche esserci altre tipicità. Dopodiché possono esserci state e attualmente ancora ci sono, entità umanoidi non biologiche in grado di volare e pertanto di presentarsi come uomini aquila.
Nella immagine 8/B-C-D vediamo tre esempi di esseri aquila, del quale il secondo con quattro ali. Il collage è però stato fatto per evidenziare i piedi di questi esseri. Tutti e quattro hanno i piedi con tre dita, parzialmente palmate e con uno strano tallone per 8/D. Tre dita anche per la dea Ishtar, 8/C in questo caso artigliate. Più umanizzata la figura di Baal, ma sempre con tre dita. Perché rappresentarli cosi? Solamente fantascienza e  antropomorfismo?
Da qui una domanda: Queste tipologie di esseri, erano biologici o androidi tecnologici? Non è possibile affrontare ora l’argomento; pertanto chiudo con una ulteriore domanda: A QUANTO AMMONTA NEL CORSO DEI MILLENNI, LA PRESENZA SULLA TERRA DI ESSERI APPARENTEMENTE UMANI MA NELLA SOSTANZA DEI ROBOT ANDROIDI A GUIDA REMOTA, IN GRADO DI VOLARE E DI PRESENTARSI QUALI DIVINITA’ ED OPERARE A PIACIMENTO IN BASE ALLA VOLONTA’ DEI GESTORI, IN MEZZO AL GENERE UMANO? Ipotesi troppo fantascientifica? Assolutamente no, dopo essere andato a sbirciare nella robotica odierna e aver considerato il fatto che le presenze aliene manipolatrici del genere umano erano di gran lunga più avanti di quanto possiamo ipotizzare. Questa domanda ci indirizza verso un nuovo ambito di ricerca; LA ROBOTICA ALIENA E UMANA, OGGI E IERI. Nella immagine sottostante, l’Apkallu Nimrod, considerato uno dei saggi messaggeri dell’umanità, ma anche un grande cacciatore. A parere mio un grande personaggio come questo, non è un grande cacciatore di animali; ma eventualmente un grande cacciatore di esseri antropomorfi considerati nemici e rappresentati come animali. Tutto dipende da chi ci ha imposto la lettura della storia.

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giovedì 6 settembre 2018

Ufo in Canavese e dintorni


Ufo in Canavese e dintorni

Non è ancora stato appurato se è cambiato qualcosa nella zona nord di Torino, ovvero nel Canavese in quanto ad intensità del fenomeno ufologico, oppure se è stato il clamore generato dal caso di Corio del 6/6/2018 ad innescare una maggiore attenzione e pertanto un maggior riscontro del fenomeno. Comunque sta di fatto che in zona, un alto numero di segnalazioni sono state riscontrate, al punto che non mi è possibile seguirle e riportarle tutte. Nulla di eclatante, niente materiale fotografico da paragonarsi a quello che mi proviene dalla Valmalenco, zona che considero la più interessante d’Italia sotto l’aspetto ufologico.
Qui da noi, oltre alle numerose segnalazioni di piccole luminosità viste volteggiare e schizzare in cielo, partendo ed unendosi tra di loro, mi sono giunte alcune segnalazioni in base al quale alcuni automobilisti avrebbero visto, di notte, una strana creatura che, con balzi e/o corsa veloce, attraversava la strada. Me ne hanno fatta segnalazione con molto timore; con la paura di essere derisi, di aver visto lucciole per lanterne. Ebbene, escludendo la possibilità che siano state prese lucciole per lanterne eventuali caprioli o cinghiali, è opportuno che la gente sappia che laddove sono presenti manifestazioni ufologiche in cielo, è assolutamente possibile che anche in terra avvengano manifestazioni di entità aliene di varie tipologie e, è possibile anche il riscontro delle loro orme. In particolare quando il terreno è molliccio, oppure vi è della neve. Pertanto, non abbiate alcun timore nell’inviarmi le vostre segnalazioni. Al momento non dispongo di materiale fotografico adeguato con entità che attraversano la strada, oppure sui bordi mentre passa l’automobilista, proveniente dalla zona canavesana; ma dispongo di abbondante materiale a conferma, proveniente dalla Valmalenco. Nella immagine sottostante, una di queste tipologie di entità mentre, consapevole di essere fotografata, fa capolino da dietro un albero.

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 Nell’altra foto, uno dei tanti aspetti di volo dei loro velivoli schermati alla vista e alla fotografia; del quale poi spiego perché ho scelto queste foto. Ricordo che queste entità in linea di massima sono pacifiche, non aggrediscono, ma vanno lasciate tranquille e, in alcuni casi si lasciano anche fotografare, ma non toccare. http://presenze-aliene.blogspot.com/2013/03/5-ufo-in-valtellina-fratellanza-aliena.html per chi vuole ulteriori conferme.
Torniamo però ora ai casi verificatisi nel torinese…

CASO DI AVIGLIANA 20/6/2018
Il caso di Corio 6/6/2018 riecheggia ancora nell’aria per il clamoroso carosello dei jet intervenuti ed i dibattiti generati; quando mi informano che anche in questo caso avvenuto ad Avigliana, sono intervenuti due jet dell’Aeronautica. Ancora stiamo aspettando la risposta del Ministro della Difesa in merito al caso di Corio; o meglio, l’abbiamo avuta ma è stata unicamente una risposta di disimpegno, alla “non rompeteci i maroni…” Potremo mai sapere la verità per il caso di Avigliana, considerato che nessuna domanda di spiegazione al Ministero della Difesa è stata posta?

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Testimone e fotografo della vicenda di Avigliana, tale F.M. localizzato in Orbassano; il quale vede in direzione nord/ovest, quindi direzione Avigliana/Val Sangone, una luminosità anomala stazionante in cielo. L’avvistamento ha avuto la durata di circa 30 minuti. Tempo considerevole per eventi del genere, solitamente molto brevi, e tale da consentire tutto il tempo necessario per fotografare e filmare. Sarebbe bene che altri testimoni si facessero sentire; in quanto non è pensabile che non ci siano stati; tanto era evidente e persistente il fenomeno luminoso. La prima foto di F.M. è stata scattata alle 22.20.08 e l’ultima alle 22.30.36 e, sono in numero di undici, più un breve filmato. Il buio, la distanza e il mezzo utilizzato per la ripresa, non consentono un risultato eccezionale; ma comunque tale da fornire una prova certa di quanto avvenuto. In base alla testimonianza, i due jet, giunti nei pressi della luminosità stazionante, avrebbero percorso in tondo la zona, dopo il quale se ne sarebbero andati. Praticamente una visita di cortesia all’italiana. Senza il baccano, i jet rasenti alle case e, niente mitragliate come nel caso di Corio. Questi probabilmente avevano autorizzazione a stare sul territorio, forse italiani e non francesi, quindi logiche e strategie diverse. Nel corso de l’avvistamento, la luminosità modificava intensità della luce e, a tratti, pareva modificare la dimensione e la forma; questo ha affermato il testimone.

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Le undici foto sono pressoché uguali, non è possibile trarre molte informazioni; ma alcune sono possibili; come ad esempio il fatto che la luminosità pare essere generata da un corpo scuro presente nella parte retrostante. Tale ipotesi trova conferma nel video, nel quale si riscontra che ad un certo punto, immagine tre,  compaiono due tenue luminosità poste lateralmente a quella maggiore, le quali paiono pulsare. Ecco perché F.M. ha giustamente affermato che la luce pareva cambiare forma e intensità. In base al materiale fornito, non è possibile stabilire cosa ha generato la luminosità maggiore, più le altre; ma una cosa è presumibilmente certa: Un velivolo ha stazionato nei pressi di Avigliana, per circa mezz’ora in base alla testimonianza, ma forse di più. Tanto da generare la motivazione e il tempo necessario per l’intervento dei due jet, questi non dalla Francia. 

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Non è possibile stabilire di quale tipologia di velivolo si sia trattato; se di navetta, di velivolo triangolare o altro; ma il più probabile è che si sia trattato di velivolo triangolare nero; in quanto quando uno di questi velivoli gira lentamente su sé stesso mentre è stazionante in aria, genera gli effetti estetici di questo caso.  Quanto affermato trae motivazione di ipotesi dal collage fotografico posto sopra. Teniamo sempre presente che questi velivoli adottano tecnologia di occultamento che si basa sulla deflessione della luce; ovvero la deviano generando una distorsione che, in taluni casi apparentemente deforma il profilo del velivolo. Nella immagine 4/A il velivolo presenta una ridotta azione di occultamento, quindi il profilo è alquanto netto. Se, modulando l’occultamento, si aumenta l’invisibilità dello stesso; ad un certo punto il profilo diventa mutevole e sfuggevole, a maggior ragione se l’oggetto è in movimento oppure al buio; 4/B e C. La distorsione del profilo, sommata alle anomalie estetiche che compaiono in foto, genereranno per gli esperti, la prova che si tratta di un caso genuino; mentre per i contestatori di professione e per gli sprovveduti, l’anomalia estetica sarà la prova che si tratta di un lavoro fatto male con photoshop.
La luminosità presente nella foto due di Avigliana appare discretamente netta; mentre il profilo del velivolo è estremamente confuso. Ciò è dovuto al livello di deflessione della luce, tale da renderne distorta e quasi invisibile la forma. Dirà a questo punto il riluttante: La foto due non fornisce la prova certa che è presente un velivolo, il quale genera la luminosità che si vede! Risponde l’ostinato: ma se si trattava di sola luminosità, senza che alle spalle vi fosse un velivolo; come hanno fatto i radar ad individuare la motivazione che ha generato l’intervento dei due jet? Ragionamento che vale per il caso di Avigliana, per quello di Corio e per tutte le volte che l’Aeronautica decide per l’intervento. Intervento destinato ad essere una prassi senza alcun risultato reale almeno per noi, considerato il fatto che i nostri rappresentanti sanno esattamente come stanno le cose e, nulla vieta loro quando intervengono con i jet, di riprendere a piacimento le presenze aliene.

Nole Canavese 7/5/2018
Fulvia Mariano di Nole Canavese vede in cielo due luminosità rossastre. Scatta una foto, la sottostante 5/A:

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Provvedo immediatamente ad aumentare il contrasto e diminuire la luminosità, onde avere conferma se le due luminosità sono generate da un sottostante velivolo schermato e quindi non facilmente riscontrabile. Ottenuta conferma si nota che i velivoli di passaggio sono due, hanno forma triangolare allungata e probabilmente sono di una tipologia piuttosto grande. Osservando la foto si nota che la stessa è fortemente disturbata nella nitidezza e ciò, conferma la presenza nella zona tra l’osservatore e l’osservato, di una azione distorsiva della luce. Cosa tipica in presenza di queste tecnologie che, tendono a deformare l’estetica dei velivoli, in particolar modo quando sono in movimento. Le due luminosità viste e riprese da Fulvia, sono accostabili per similitudine, alle due luminosità rosse presenti nella foto 1/A. Questo per dire che il vedere o fotografare delle luminosità volteggiare in cielo, non ha importanza il colore, non significa che non vi sia un velivolo non visibile che le sta generando. La foto di Fulvia è di notevole interesse.

Vauda canavese 25/11/2014

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Ho ricevuto dal signor Alessandro Agostini una segnalazione o testimonianza, assieme ad un video girato da sua madre R. Caterina in Vauda C.se dove residente la famiglia. In questa occasione la Caterina assieme al marito e al figlio, afferma di aver visto in cielo una luce poi ripresa. Asserisce Caterina di aver visto la luce su indicazione del marito che in quel momento si trovava in cortile, il quale la invitava a guardare e riprendere la luce sopra il campanile del paese.

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Il video è della durata di 59’’, mentre l’avvistamento sarebbe durato all’incirca due minuti. Dal video non è possibile ricavare l'eventuale sagoma del velivolo che ha generato la luminosità. Questa, come abituale in questi casi, variava continuamente il suo colore. Dalla estrapolazione con ingrandimento dei due frame sopra, si riscontrano due variabili tipiche di questi avvistamenti.
Il frame 7/A evidenzia l’emissione di una ulteriore luminosità generata dalla prima, pertanto indirizza al supporre che si tratta del classico illuminatore posto nella parte sottostante di questi velivoli. L’immagine 6 indica mediante la stelletta, la posizione dal quale è avvenuto l’avvistamento e la ripresa video. La linea rossa indica la direzione verso il quale la luminosità è stata vista scomparire. Come evidente la direzione è esattamente quella di Corio e questo…non fa altro che aggiungere peso alla campana della zona Corio, anche se il caso è del 2014.
Mi fermo qui con questo articolo, ma molte altre sono le segnalazioni; da S. Carlo, Mathi, Cirié, Chiaves, Caselle, dalla Rocca, dal pinerolese e una particolarmente interessante da Cuneo, del quale riporterò in seguito. Ringrazio tutti i collaboratori testimoni e fotografi. A voi debbo ciò che pubblico. Fatevi sentire, dimostriamo che non siamo dei visionari e che siamo consapevoli del fatto che le istituzioni ci prendono solamente in giro!

domenica 26 agosto 2018

UFO SU CORIO 6/6/2018 seconda parte


UFO su CORIO 6/6/2018 Parte seconda

La vicenda ufologica relativa al caso Corio 6/6/2018, riportata in: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/06/ufo-su-corio-canavese-662018.html ha destato vivo interesse. Se ne è parlato a vari livelli, istituzionali e non, al quale si sono unite numerose testate giornalistiche locali e non solo. Alcune di queste miravano unicamente a cavalcare strumentalmente l’evento del momento, altre hanno tentato di proporre un minimo di corretta informazione. Al momento, il quadro d’insieme della vicenda è in continua evoluzione e, si sta dimostrando molto vasto e complesso. Il tutto sta andando ben oltre a quanto inizialmente considerato. Sconcerto ha destato la vergognosa e riprovevole risposta fornita dall'Aeronautica Militare, mediante l'interrogazione Parlamentare presentata dall'Onorevole Francesca Bonomo: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/08/ufo-su-corio-risposta-parlamentare.html
In compenso il frastuono generato dal caso Corio ha prodotto una reazione nella consapevolezza locale in merito al fenomeno ufo in zona. Il risultato immediato è stato che mi sono pervenute numerose segnalazioni relative al passato, ma anche del presente; le quali saranno rese note in futuro. Ma andiamo con ordine... 

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Testimonianza MAILA FENZI
Questa testimonianza, già proposta nel precedente articolo, sul momento fu inserita tra le testimonianze del caso di Corio, dando per scontato che lo fosse. La direzione nel quale la testimone vide la luminosità in cielo lo faceva presumere; ma ad una più attenta valutazione, emergeva che i conti non tornavano, pertanto volli essere portato sul posto dalla stessa teste, punto dal quale aveva iniziato a vedere l’anomala luminosità, e poi il percorso mediante il quale se ne era andata. 



La posizione dal quale la teste inizia a vedere la fonte luminosa, è riportata in 2/B da bordo strada; ma da questa posizione, sul momento non è possibile vedere adeguatamente il percorso che poi la luminosità andò ad effettuare, in quanto sulla destra sono presenti delle piante. Avanzando il panorama migliora immediatamente; ma non consente di inserire nella immagine il punto iniziale. Scelgo pertanto di retrocedere qualche metro, sino alla rotonda di Busano, dal quale si ha una buona visuale di tutto il percorso visto effettuare dalla luminosità. Abbiamo così la ricostruzione presente nell’immagine 2/C.
Le linee nere riportate indicano la direzione iniziale dell’avvistamento, la quale riportata nella cartina 2/A ci consente di avere un quadro preciso della situazione. Ora riconsideriamo quanto a suo tempo affermato dalla teste:
La sera del 6/6/2018 intorno alle 23/23.05, procedevo da Favria verso Forno C.se, passando per la circonvallazione di Busano. Giunta nei pressi della rotonda sud, svoltando per Rivara, notavo in cielo in direzione Corio, una luce bianco azzurra molto brillante, assolutamente anomala e non abituale. Sul momento pensai al fatto che quella luce era troppo forte per essere normale, quindi rallentai la velocità per osservarla meglio; ma non mi preoccupai e non pensai ad altro. Continuai a vederla durante il rettilineo che porta alla rotonda di Rivara, ma la luce si spostava verso il monte Soglio, passando sopra il mulino Val e quindi Forno C.se. Compiva un arco andando verso destra, ovvero verso Courgnè. Nei giorni seguenti venni a sapere del caso di Corio…
Questa operazione di ricostruzione della vicenda Maila, consente una precisa affermazione: Maila non ha visto la luce del caso Corio dove l’anno vista gli altri numerosi testimoni, ma una luce simile oppure la stessa, alcuni minuti dopo. Diventa quindi importante sapere esattamente il momento in cui vide la luce. Purtroppo la teste non guardò in quel momento quale ora fosse; semplicemente ricorda che arrivò a casa a Forno C.se, intorno alle 11.12. Ciò significa che presumibilmente la luce su Rivara/Forno fu vista alcuni minuti dopo che la luce su Corio era scomparsa, inseguita dai jet militari. Non è possibile stabilire se si trattò della stessa luce oppure di una seconda, ciò potrebbe emergere se vi fossero altri testimoni in grado di fornire ulteriori dati. La ricostruzione della testimonianza Maila, inserita nella ricostruzione delle segnalazioni del caso Corio, genera la ricostruzione presente nella immagine 1.
Il caso Corio si è pertanto arricchito di un ulteriore tassello e, probabilmente ve ne sarebbero altri da inserire; come quelli relativi alla domanda: QUANTI AEREI ERANO PRESENTI IN ZONA AL MOMENTO DEL PASSAGGIO DEI DUE JET SU CORIO? Chi potrebbe dircelo, pare non essere disponibile a farlo; pertanto lascio cadere la domanda e vado a considerare le numerose domande poste dai lettori iniziando da quella di Cesare M.:

LA VICENDA DI CORIO, E’ DA PORSI IN RELAZIONE ALLA PRESENZA BILDERBERG A TORINO?
La vicenda Corio è avvenuta il 6/6/2018; mentre il summit Bilderberg a Torino è avvenuto tra il 5 e il 10/6/2018, pertanto temporalmente la vicenda Corio è avvenuta mentre a Torino era presente il summit Bilderberg. Per chi non ne fosse a conoscenza, il Bilderberg è una struttura di potere occulto che opera trasversalmente sopra le istituzioni legalmente costituite; le quali soggiacciono supinamente. Nulla di nuovo sotto il sole, questa è una struttura in apparente veste umanitaria; ma non è questo che ora ci interessa. Ci interessa invece sapere se per l’occasione della presenza Bilderberg a Torino, per fini di sicurezza, erano stati eccezionalmente dislocati presso l’aeroporto di Caselle, dei jet per la sicurezza aerea. Si può presumere certamente di sì, lo dimostreranno in seguito i fatti. Per quanto invece si attiene alla presenza aerea privata e particolare dei signori Bilderberg, quindi per quanto riguarda le loro possibilità in fatto di potere economico, vedere: http://www.quotidianopiemontese.it/2018/06/08/bilderberg-torino-sfilata-di-aerei-privati-caselle/
Questo per dire che quantomeno la sera del 6/6/2018 mentre è avvenuta la vicenda su Corio, presso l’aeroporto di Caselle era presente uno stato di particolare allerta, dovuta su di un versante, alla presenza Bilderberg a Torino. Sull’altro, al fatto che la misteriosa presenza luminosa, o meglio i due jet intervenuti, hanno fatto scattare l’attenzione; tanto è vero che circolano voci in base al quale, degli aerei di volo civile, sono stati mantenuti per un certo lasso di tempo senza il consenso ad atterrare. Se poi i due caccia poi diventati uno nell’ultima nota dell’Aeronautica Militare, sono proprio questi della sicurezza Bilderberg, io non ne ho prova. Loro hanno le registrazioni radar che ce lo possono confermare o smentire.

Domanda di Salvatore:
PERCHE’ GLI AEREI PASSATI SU CORIO SONO PASSATI COSI’ BASSI SOPRA LE CASE E, HANNO VOLUTO CREARE COSI’ TANTO BACCANO, QUANDO POTEVANO STARE IN ALTO?
Per il baccano generato, l’Aeronautica Militare ha spiegato che si è trattato di un errore tecnico; del quale, non ha precisato le cause. In generale i testimoni hanno affermato, e io sono tra questi, che non si è trattato unicamente di bang sonico, oppure del passaggio di due aerei; ma di un frastuono prolungato e anomalo che si potrebbe tentare di spiegare, con il fatto che il tutto è avvenuto dentro una conca montana, mediante un numero imprecisato di jet ed un forte effetto eco. Alcuni testimoni affermano che sono state sentite, quando i due caccia già avevano superato i monti di Corio, due apparenti scariche di mitraglia. Questo ho sentito pure io personalmente da Villanova Canavese e, altri dalle valli di Lanzo. Resta da stabilire se si è trattato di cosa da mettersi in relazione alla presenza aerea, oppure di fatto concomitante, ma a sé stante, oppure se l’esercitazione militare dichiarata, presupponeva anche le due mitragliate. Non sono io in grado di dirlo e, non posso pensare che in zona nessuna registrazione sonora sia stata fatta dai sistemi di sicurezza privati e non. Non posso pensare che gli inquirenti non ne posseggono oppure non ne potrebbero avere.
Per quanto riguarda il fatto che i due caccia sono passati tanto in basso sopra Corio, certamente desta perplessità. Perché per una esercitazione militare è necessario passare tanto in basso sopra un paese? Prevede questo la legge e il regolamento militare? Passando così bassi, sfuggono al controllo dei radar. Coloro che hanno gestito l’esercitazione militare, non erano interessati al controllo radar dei loro velivoli?
I lettori Valerio C. e Angelo R. pongono attenzione sul seguente punto:

NON E’ CHE GLI AEREI SONO PASSATI TANTO IN BASSO PERCHE’ NON VOLEVANO ESSERE SEGUITI DAI RADAR?
Questa osservazione apre un caso nel caso; in quanto il ragionamento seguente diventa: ma se gli aerei erano nostri, quindi italiani e/o in fase di esercitazione, quale motivo potevano avere per non farsi riprendere dai radar? A parere mio nessuna; a meno che si trattasse di aerei senza il diritto di essere presenti sul territorio italiano; oppure in stato di conflitto di competenza territoriale. Presumo che se ad intervenire su Corio sono stati due aerei di stanza a Caselle, anche se occasionalmente qui stanziali per la vicenda Bilderberg, questi avrebbero dovuto avere competenza territoriale e quindi autorizzazione.
Cambia completamente lo scenario se, come ipotizzato nell’interessante articolo del giornale del Risveglio (6/B e C), i due caccia erano dei Mirage francesi, non certamente provenienti dalla Romagna, ma più verosimilmente dalla Provenza, decollati alle 22.48 forse già per inseguire una anomala luce, la quale presuppone un velivolo di non chiara matrice. Entrambe le presenze, aerei francesi e velivolo anomalo con luce, sono poi riscontrati alle 22.55 su Corio. Ovviamente senza probabile autorizzazione italiana, i due Mirage erano nella necessità di stare sotto la visuale dei radar. Queste sono solamente ipotesi, ma verosimili…


Altro lettore domanda:
SU FACEBOOK ERA COMPARSA LA TESTIMONIANZA IN BASE AL QUALE ERANO STATI VISTI PARTIRE DA CASELLE DUE CACCIA DA UN TESTIMONE E, UN AEREO DA UN ALTRO; MENTRE ALTRI TESTIMONI AVEVANO AFFERMATO CHE GLI AEREI SU CORIO ERANO QUATTRO, COME SONO ANDATE REALMENTE LE COSE?
Bella domanda… Sono andato a sentire diversi testimoni del caso Corio; ma nessuno tra coloro i quali hanno affermato che gli aerei erano quattro oppure tra quelli che hanno sostenuto che due o uno erano stati visti partire da Caselle hanno in seguito confermato; mentre in diversi hanno affermato che due caccia sono passati su Torino, Venaria, Caselle e quindi Corio e questi, sarebbero quelli che stavano molto bassi, quindi ipoteticamente quelli francesi. Il fatto è che se anche stavano molto bassi, non possono non aver fatto scattare l’allarme relativo alla sicurezza Bilderberg e pertanto diventa ipotizzabile il fatto che due/uno, oppure due più un altro jet, si possono essere alzati da Caselle in seguito all’allarme. Ciò spiegherebbe l’ipotetica presenza di diversi aerei e il gran incomprensibile baccano.
 Ci siamo però intanto dimenticati dell’ufo/bersaglio! Se i due caccia che volavano bassi sono giunti su Corio provenienti dalla Francia, è perché stavano già inseguendo la fonte luminosa… già, ma la fonte luminosa, dice l’Aeronautica era per un fine di esercitazione. Ma allora l’esercitazione militare era concordata con i francesi? Prevedeva anche l’allarme Bilderberg, oppure questo è stato un imprevisto incidente di percorso? Sono confuso, scusate ma rinuncio momentaneamente alla risposta. Poi però mi arriva un aiuto da parte del lettore Silvio Martinetto:

NON SARA’ CHE PER CASO UN UFO E’ ARRIVATO DA CHISSA’ DOVE, SI E’ TRASCINATO DIETRO GLI INSEGUITORI FRANCESI, I QUALI NON AVENDO DIRITTO DI COMPETENZA VOLAVANO BASSI E, PASSANDO SU TORINO HANNO FATTO SCATTARE IL NON PREVENTIVATO ALLARME BILDERBERG?
A livello di pura ipotesi, questa spiegazione può essere interessante e certamente potrebbe spiegare molte cose. In conseguenza di tale ipotesi, spunta però una conseguente domanda:

Il FATTO CHE UNA FONTE LUMINOSA, GENERATA DA UN VELIVOLO DI NON CHIARA MATRICE, PASSA SOPRA LA ZONA DI TORINO INNESCANDO L’ALLARME, E’ DA CONSIDERARSI CASUALE O INTENZIONALE?
Al momento è meglio non ipotizzare la risposta in profondità, ci porterebbe lontano, in ambiti scottanti e di non facile comprensione da parte dei lettori. Sarebbe come dire che una esercitazione militare è effettivamente avvenuta; ma con parti in causa che non sono quelle che la maggior parte delle persone hanno pensato e forse, il velivolo autore della luminosità su Corio, era effettivamente un drone, ma ci sarebbe da stabilire di quale matrice. Lo ammetto, se il velivolo alieno ha potuto bellamente lasciarsi alle spalle i jet nostri o francesi dopo essere passato su Corio, avrebbe potuto scomparire anche prima e non portarseli su Torino/Corio; quindi trattasi di intenzionalità strategica.

Alina pone invece una semplice domanda, ribadita da più parti, compreso il sindaco di Corio:

MA SE SI E’ TRATTATO DI ESERCITAZIONE MILITARE; PERCHE’ NON INFORMARE PREVENTIVAMENTE LA POPOLAZIONE? PERCHE’ NON FARLA IN ALTRO MOMENTO, POSSIBILMENTE ALTROVE?
E dai!... La domanda più semplice, è quella che genera la maggiore difficoltà di risposta, almeno per l’Aeronautica! Non è stata informata preventivamente la popolazione, semplicemente perché la vicenda si è verificata improvvisamente senza avviso alla Aeronautica e, senza la possibilità di scelta per una eventuale esercitazione!

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ALCUNE CONSIDERAZIONI
Diverse domande ed ipotesi proposte, vertevano sulla questione DRONI e/o AEREI SPERIMENTALI da tecnologia terrestre. Ciò è avvenuto in quanto alcuni giornali hanno proposto tali tesi; le quali hanno immediatamente fatto presa nell’opinione pubblica. Ciò è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone, le quali vogliono esprimere la propria opinione senza nulla accertare e con poco rischio di essere colte in fallo, a queste due tesi si appoggiano.
Sarebbe bene che coloro i quali sostengono che la luminosità era generata da un drone/nostro, dimostrassero anche, se si è trattato di un drone militare, privato o alieno. Dichiarando l’Aeronautica che si è trattato di esercitazione con bersaglio virtuale, l’ipotesi del drone civile o militare, cade; ma volendola sostenere, occorre andare oltre. La maggior parte di coloro i quali sostengono che la luce era generata da un drone, affermano pure che questo drone era probabilmente in avaria, pertanto non gestibile mediante il controllo remoto. Questo inconveniente avrebbe determinato la necessità di intervenire con i jet. Si dimenticano costoro di dire quanto era grande questo drone; e, di quale modello fosse, tanto per poter accertare se a Caselle un drone del genere era presente. Poi vi sarebbe da stabilire se un drone di piccole dimensioni è individuabile dai radar, onde sapere dove inviare i jet per il recupero; dopodiché occorre stabilire se da sopra un jet supersonico è possibile accedere alla gestione remota di un drone, oppure il recupero è da intendersi in senso oggettivo, quindi con abbattimento o aggancio. Poi dovrebbero dire dove è andato questo drone dopo aver scavalcato i monti di Corio, se è stato recuperato e riportato a Caselle. Dovrebbero spiegare poi per quale motivo, alcuni minuti dopo essere scomparso dietro i monti di Corio, un’altra luce uguale a quella di Corio, è stata testimoniata come presente tra Rivara Canavese e Levone, come testimoniato da Maila Fenzi. Altro drone?
Consiglio di mettere da parte l’ipotesi del drone, se per drone lo si intende come prodotto della tecnologia nostra. Idem per l’ipotesi dell’aereo sperimentale. Ma chi ha mai visto che un aereo sperimentale è sperimentato nelle condizioni riscontrate in questo caso?

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Nella immagine 4 è visibile un velivolo di presunta matrice aliena. Questi velivoli, non sempre con profilo triangolare, nella parte sottostante, dispongono di una o più luci in base alla tipologia in questione. Alcune tipologie presentano un insieme di luci, come nella foto 5 del famoso caso Lanzada. Possono mantenere accesa anche solamente la luce centrale, modulandola a piacimento. Se attiveranno al massimo la schermatura del velivolo, questo sarà totalmente invisibile, pur mantenendo o meno la visibilità della fonte luminosa. Se si è di giorno, noi vedremo delle luci variamente colorate, generalmente bianche come nella foto 4. Questi velivoli possono essere assolutamente silenziosi. Di notte vedremo una luminosità che volteggia nel cielo, senza altro vedere o sentire; come appunto nel caso di Corio. Se poi interverranno per intercettare la fonte luminosa, i Mirage francesi, i Tornado o quant’altro, ci verrà detto che è unicamente per una esercitazione militare. Dimenticavo…il velivolo nero, triangolare, presente nella foto 4, potrebbe essere effettivamente un drone. La differenza tra un drone ed un velivolo convenzionale, è che il drone non necessita della guida da parte di un pilota a bordo, in quanto dispone della guida remota e, ha altre funzioni. Il velivolo che ha generato la luminosità su Corio, potrebbe effettivamente essere un drone, ma non prodotto da tecnologia convenzionale nostra; altrimenti si arriva a dover ipotizzare che sono stati i nostri a far scattare l’allarme su Caselle, dove sempre i nostri erano chiamati ad imporre la sicurezza!