Presenze Aliene

venerdì 11 aprile 2014

Scrambler-2

SCRAMBLER-2
Di Dario Giacoletto




In democrazia, il popolo ha il diritto di sapere la verità e cosa fanno gli apparati preposti alla gestione o difesa del territorio. Con la falsa democrazia, il popolo al limite, ha il diritto di sapere esclusivamente cosa dicono o no gli apparati preposti. Poi però la gente vede, fotografa, pensa!.. sintetizza e scopre che “ Il segreto di stato” favorisce e nasconde unicamente, la “Mafia di Stato” alloggiata nei sacri palazzi. Per il potere mafioso, la verità del popolo non è ciò che è; ma ciò che si riesce a far pensare che sia!.. Io oggi però sono troppo pessimista e pertanto mi censuro!.. Non è vero che la verità non viene detta al popolo!.. Un esempio è dato dal fatto che l’Aeronautica o meglio RGS, Reparto Generale Sicurezza, ente preposto alla gestione della sicurezza sul territorio e pertanto investito del compito di monitorare e gestire la questione ufologica italiana, ha finalmente deciso di de/secretare il materiale in suo possesso. Lo ha fatto rendendo pubblica la documentazione relativa, raccolta sin dall’anno 1972. Sono 455 casi di segnalazioni a loro pervenute o meglio, quelle da loro ritenute degne di considerazione.
Per chi fosse interessato, quanto detto è reperibile nel libro “UFO: I dossier italiani”, nel quale il materiale de/secretato è reso pubblico. Tutti contenti quindi?.. Proprio per nulla!.. Nulla da contestare al libro o agli autori, che si limitano a pubblicare il materiale, senza entrare in merito all’interpretazione da darsi alle informazioni rilasciate; ma lascia delusi, il fatto che RGS, afferma di non essere pervenuto ad alcuna prova tangibile, circa l’esistenza di ufo o entità aliene!.. Si limita ad affermare più volte, che in occasioni di avvistamenti particolari, nessuna spiegazione convenzionale è adottabile. Questa è la verità tutta?.. Assolutamente no, è unicamente una verità parziale, confezionata per tacitare la massa. La lettura della documentazione rilasciata dall’Aeronautica, lascia lo sprovveduto a brancolare nel buio. Se poi il lettore riscontra che l’RGS non è pervenuto a risultati concreti, praticamente significa: “Interessati di altro, perché qui non vi è nulla da conoscere”. Cambia l’utilità delle informazioni rilasciate, se considerate da persone che conoscono l’ufologia; ma costoro già erano a conoscenza di tali cose. Però ottengono una conferma che è la seguente: “Le autorità sanno e hanno le prove; ma non vogliono (per disposizione superiore) che la gente sappia o capisca”. E’ evidente che il modo di operare e di trarre le conclusioni riportate, è palesemente fazioso e si fa beffe dell’intelligenza di chi osserva. Data la quantità di avvistamenti di ufo e di entità aliene, per non dire di contatti; se a nulla è pervenuto l’RGS, significa che questo reparto è da annullare, in quanto agli italiani costa e nulla produce in concreto. Se invece i superiori sono soddisfatti, significa che il reparto è efficiente. Però delle due, una. O è efficiente e allora i contribuenti rappresentati vogliono i risultati dell’efficienza, oppure è inefficiente e allora aboliamolo. Ciò però non avverrà, perché RGS è efficiente. Semplicemente però continuerà a offrire alla massa specchietti per allodole, lustrini e ciarabattole varie, per giustificare la loro presenza. L’informazione sostanziale sarà dirottata altrove a più alto livello, a completo servizio del potere che governa il pianeta. Si vocifera di informazioni che vanno in U.S.A. e di partecipazione vaticana.. Come faccio ad affermare che vi è un altro livello di informazioni?.. Semplice!.. In tutta Italia vi sono persone che affermano di aver visto aerei dell’aviazione militare effettuare Scrambler. In tutta Italia vi sono persone che hanno fotografato aerei militari  mentre intercettavano ufo!.. E’ mai capitato che anche dai caccia abbiano fotografato?.. Dove sono le foto?.. Al piano superiore?.. e mentre avvenivano gli scrambler, cosa vedevano i radar militari?.. e cosa si stavano dicendo in quel momento coloro che dirigevano l’operazione?.. Alcuni messaggi sono riportati nel libro e, ciò è sufficiente a far diventare palese che ad alto livello, tutti sanno.



Per giunta, nel libro menzionato, ma significa “nella documentazione desecretata” compaiono un gran numero di disegnini o schizzi testimoniali prodotto da coloro che sono stati testimoni. Possibile che con tutte le fotocamere, videocamere, telefonini che ci sono in circolazione, nessuno di questi sia mai riuscito a riprendere ciò che stava vedendo?.. Per la verità, qualcuno ha fotografato; tant’è che nel web di foto se ne trovano a volontà. Tutte false?.. Penso proprio di no!.. E’ affermazione di Roberto Pinotti, così come di altri membri del C.U.N., che a loro sono pervenute e pervengono quotidianamente, numerosissime fotografie da parte di cittadini, che provano la presenza di ufo e entità. Il Centro Ufologico Italiano, opera in collaborazione con L’R.G.S.. Il materiale d’insieme del quale dispongono quindi, è enorme. Quanto rilasciato con il libro menzionato, in quale percentuale esprime il materiale del quale dispongono? Ecco perché, pur essendo soddisfatto di quanto concesso; io sono insoddisfatto per quanto non è stato desecretato.
Per fortuna però, qualcosa sta cambiando, specialmente tra la popolazione. Ora la gente ha il coraggio di affermare quanto pensa essere opportuno dire. Sono aumentate le testimonianze di comuni cittadini, ma le troviamo anche tra il personale di volo, sia civile che militare. Di solito però, i militari che parlano lo fanno quando vanno in pensione o in privato. Vediamo alcuni casi di coinvolgimento di personale aeronautico:

Il Caso Marcelletti

"Era il 21 settembre del 1971, racconta il generale in pensione Salvatore Marcelletti, e mi trovavo sul mio aereo, un MB 426 della Scuola di Volo Basico di Lecce, a circa 2500 piedi di quota, quando mi successe una cosa spaventosa. Fui investito da una luce bianca intensa, che inizialmente scambiai per un fascio luminoso di un caccia intercettatore che, avendomi avvistato, stava cercando di mandarmi dei segnali. Ma mentre stavo girando gli occhi per capire da che parte provenisse quella luce, notai con stupore che questa era diventata rossa. In quel momento cominciai ad avere paura, perché nessun aeroplano italiano che io conoscessi all'epoca era munito di luci rosse per illuminare chi gli stava vicino.
 E la paura diventò vero e proprio terrore quando la luce iniziò a cambiare, mostrando i colori dell'arcobaleno: gialla, arancione, blu, verde, sino a diventar color dello smeraldo. In quel momento alzai gli occhi al cielo e mi accorsi che la luce era proprio sopra il mio aereo. Ma non era una semplice luce. Era un oggetto solido, immenso, che copriva tutto il mio arco visivo, al di là del quale potevo vedere il cielo stellato.
Osservando questo oggetto rimasi impietrito dalla paura. Pochi istanti dopo l'ordigno, non ritenendomi evidentemente degno di interesse, si allontanò ad una velocità pazzesca, con un'accelerazione talmente violenta che un pilota come me non riesce ancora ad immaginare. Che cosa avevo visto?"...
Pubblicato da Marco Guarisco


1978, 6 Giugno - Piloti avvistano UFO a Foggia


AEROPORTO DI AMENDOLA (FOGGIA). 6/6/1978.
 Tre ufficiali piloti dell'Aeronautica Militare a bordo di due addestratori G-91T della 60^ Brigata Aerea avvistano, durante una missione di addestramento notturno, un oggetto luminoso di colore rosso-arancione stazionare sulla periferia Nord-Ovest di Foggia. Uno dei piloti, ottenuta l'autorizzazione a dirigersi verso la fonte luminosa sconosciuta, arriva fino a circa due miglia da essa prima che questa cominci a muoversi in direzione di Lucera.
Classificazione
Data
Luogo
Protagonista
Tipo Oggetto
Radar-Visuale
6 Giugno 1978
Aeroporto di Amendola, Foggia (Bari), Italia
3 piloti militari
Oggetto Luminoso Rosso-Arancio
Essendo carente di autonomia, il pilota decide a questo punto di invertire la rotta e rientrare alla base. Immediatamente l'UFO torna indietro, seguendo l'aereo e riportandosi sulla periferia di Foggia (questa sequenza di avvenimenti è confermata dall'allievo pilota imbarcato sullo stesso aereo). Di questi avvenimenti esiste anche una conferma del radar GCA di Amendola, che riporta una traccia per 4-5 battute a una distanza di 13/14 miglia dal campo nella direzione indicata dal pilota. Il controllore in servizio in quel momento esce dalla torre e nota, come pure altri colleghi di turno da lui chiamati, una luce rossastra che si sposta ora sulla destra ora sulla sinistra della città di Foggia.


Per la serie “testimonianze dirette”, vi propongo questo caso avvenuto a Reggio Emilia il 24/4/2013. Ne hanno dato conto il sito online del Giornale di Reggio e il sito “ufoedintorni.altervista.org”, gestito da Antonio De Comite. E’ una storia a mio avviso interessante, protagonisti un padre e una figlia che si accorgono di qualcosa di particolare nel cielo serale mentre tornano a casa. Soprattutto, l’epilogo vede l’inseguimento di aerei militari a quella sfera dai movimenti particolari. Il testimone ha postato su Facebook la sua avventura e non ha avuto il minimo problema a dichiarare il proprio nome e il proprio cognome: è un atto di onestà che blinda, come minimo, la sua buona fede. E, forse, blinda perfino di più. Ad ogni modo, invito eventuali altri osservatori dell’evento a farsi vivi, mentre a Stefano Viappiani, ecco il nome dell’uomo, lascio le porte aperte del blog qualora, anche in sede di dibattito con i frequentatori di Mistero bUFO, abbia degli elementi da aggiungere. Intanto, riprendo quanto raccolto dai colleghi reggiani e da De Comite.


Tre jet all’inseguimento di un misterioso oggetto volante. Un wargame nel cielo reggiano, di quelli che difficilmente si dimenticano, e una notizia da maneggiare con più cura del solito, a causa delle sue implicazioni: da molto tempo in Italia non venivano segnalati aerei all’inseguimento di Ovni, oggetti volanti non identificati. Nondimeno è una notizia da dare, anche perché il testimone è ben certo di quello che ha visto, al punto da autorizzare la pubblicazione del proprio nome. Il Giornale di Reggio ha raccolto in esclusiva il racconto di Stefano Viappiani, 42 anni, di professione project manager informatico, residente con la compagna e la figlia alle Forche di Puianello. La sera del 24 aprile, intorno alle 21, Viappiani ha visto in lontananza, ma ben chiaro, in direzione Albinea, un oggetto volante rosso-arancione immobile nel cielo notturno. A un certo punto quella che sembrava una sfera è scomparsa all’improvviso in direzione Reggio Emilia, e dopo due-tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet in formazione, all’inseguimento dell’oggetto non identificato. Viappiani in quel momento si trovava con la figlia: anche lei ha visto l’oggetto luminoso, fermo nel cielo notturno. A conferma che quella sera qualcosa è avvenuto nei cieli del Nord, la notizia di un “Ufo” avvistato nel veronese da molte persone, sempre il 24 aprile fra le 21.20 e le 21.30. «Ho sempre pensato che nell’universo esistono altre civiltà, ma che gli Ufo, intesi come extraterrestri, sulla Terra non ci sono. Oggi, dopo quello che ho visto, non ne sono più tanto sicuro», dice Viappiani. Di certo il 25 aprile l’informatico reggiano ha postato la notizia sulla sua pagina Facebook, corredandola con un commento sarcastico sui politici italiani: «Ieri sera verso le 21, ha scritto, nel cielo io e mia figlia abbiamo visto una sfera luminosa rossa che si muoveva a grandissima velocità e che poi stava improvvisamente ferma. Veniva da Albinea ed è scomparsa verso San Polo. Alcuni minuti dopo tre caccia militari sono arrivati da est per seguire la strana luce. Ora so una cosa. Oggi 25 aprile sono sicuro che gli Ufo esistono ed i politici onesti no!!!». Ora ha deciso di raccontare il fatto nei dettagli: «Sono sicuro di quello che ho visto, non ho niente da nascondere e non ho problemi a vedere pubblicato il mio nome».

Signor Viappiani, dove si trovava quella sera? E cosa ha visto?
“Mi trovavo in macchina. Ero andato a prendere mia figlia dai nonni, a Puianello, e stavo tornando a casa nostra alle Forche di Puianello. Erano passate da poco le 21, il cielo era sereno. A un certo punto ho notato in lontananza verso Albinea una luce rossa ferma nel cielo. Ho detto a mia figlia: «Guarda, c’è un aeroplano». Non ho potuto vedere la sagoma a causa della distanza e perché era buio, però dopo qualche secondo ho visto che non si muoveva e neppure lampeggiava, cosa che invece fanno le luci degli aerei. La strada in quel punto si abbassa e per un tratto l’orizzonte viene coperto dalle case e dagli alberi, quindi ho perso l’oggetto di vista. Ma quando sono arrivato alla rotonda di Puianello la sfera rossa era ancora nella stessa posizione, ben visibile e immobile nel cielo. Insomma, non poteva essere un aereo”.

Però l’oggetto si è mosso…
“Sì, ma non è stata una cosa normale. Mi spiego. Poco prima della rotonda di Puianello continuo a vedere la sfera rossa immobile nella stessa posizione di prima, e mia figlia, seduta dietro, conferma che “l’aeroplano” è sempre là. Arrivo alla rotonda e vedo ancora la sfera nello specchietto retrovisore. Appena il tempo di percorrere la rotatoria e di girare a destra per le Forche di Puianello, e vedo che quello sfera rossa si era spostata di colpo: non era più alla mia destra, sopra Albinea, ma l’ho vista a sinistra più o meno sopra Montecavolo. In pochissimi secondi aveva percorso una distanza incredibile, forse decine di chilometri”.
E dopo?
“Mi fermo nel parcheggio del mobilificio che si trova sulla strada di Puianello, per vedere meglio, e quella luce era ancora là, sopra Montecavolo. Pochi minuti dopo arrivo a casa, scendiamo dalla macchina e vedo ancora la luce rossa ferma, lontana ma ben chiara. La guardo di nuovo e in quel momento la vedo partire velocissima: in un attimo scompare in direzione Montecchio-Reggio”.
Nel post su Facebook lei parla anche di caccia militari. Che cosa ha visto?
“Come dicevo, la sfera è scomparsa in un momento verso Reggio. Ma dopo due o tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet militari, velocissimi: venivano da est e andavano nella stessa direzione della sfera. Erano in formazione: uno di punta, una laterale e il terzo leggermente dietro”.
Ma era buio, come ha fatto a riconoscerli?
“Ho sentito distintamente i rombi di tre aerei e ho visto bene le luci. Volavano a bassa quota e si sono allontanati subito verso Reggio. Penso proprio che inseguissero quell’oggetto”.
E’ riuscito a scattare delle fotografie?
“Come le ho detto, lì per lì avevo pensato a un aeroplano. E poi di notte col telefonino non si scattano grandi immagini. Mai avrei pensato di dover raccontare questi fatti. Non so cosa potesse essere, però sono sicuro di quello che ho visto: aerei militari che inseguivano un oggetto volante rimasto fermo a lungo nel nostro cielo”.

Chiarimento:
Durante l’intervista alcuni dettagli sono stati mal interpretati o fraintesi, pertanto provo a correggerli/mi.
- Io tornavo con mia figlia da Montecavolo verso le Forche di Puianello
- La luce rossa nel cielo (che pensavo fosse un aereo) era di fronte a me (verso Albinea/Scandiano) pertanto non la vedevo dallo specchietto retrovisore
- Arrivato alla rotonda di Puianello da direzione Montecavolo, la luce era ancora ferma di fronte a me sempre in direzione Albinea/Scandiano
- Dovendo andare verso le Forche di Puianello ho imboccato la rotonda e sono uscito alla terza uscita 

Sanremo, ore 13:00 del 18 settembre 2008





 E’ un'ordinaria giornata di irrorazione chimico-biologica. All'improvviso un caccia sorvola la città di Sanremo, compiendo alcune evoluzioni per tentare di intercettare un oggetto volante non identificato. Nel video realizzato, si nota anche un lampo da sotto il velivolo (missile? chaff? collisione con un oggetto non identificato?). Si ode anche un fragore un istante dopo. Alla fine, dopo che l'U.F.O., visibile più volte nel filmato, mentre compie rapide manovre, sfugge all'intercettazione, il velivolo militare si dirige verso est per scomparire oltre l'inquadratura. Nelle due ore successive, le operazioni clandestine di aerosol, risultano interrotte.

SPAGNA: CACCIA F18 INSEGUONO UN UFO

Come riporta il quotidiano inglese THE SUN e molti altri siti web, l'UFO a forma di sigaro comparso in Inghilterra il 10 Aprile 2012, ha fatto la sua comparsa anche nella Costa del Sol in Spagna inseguito da tre caccia F 18s dell'Aeronautica militare. L'episodio è stato segnalato anche da molti residenti che spaventati dal boom sonico degli aerei, hanno volto il loro sguardo verso il cielo, segnalando quindi la presenza degli aerei e di un oggetto volante a forma di sigaro color oro. Gli F18s e un elicottero militare si sono dati da fare per intercettare l'intruso, sfiorando i punti caldi delle vacanze di Marbella ed Estepona alle 5 del mattino.

Quest’ultimo caso non è avvenuto in Italia; ma, come si evince dalla fotografia, presenta un ufo simile a quello della foto iniziale. Ricordo che spesso determinate tipologie di ufo, si presentano in fotografia, in modo alquanto diverso da come si presentano agli occhi del testimone e, spesso presentano la facoltà di trasformarsi secondo momentanea occorrenza loro. La foto iniziale è proveniente dall’Italia, non ditemi che l’aereo passava di lì per caso!...

martedì 1 aprile 2014

Speciale ufo in Valmalenco

SPECIALE UFO in VALMALENCO

Di Dario Giacoletto


A primavera la natura rinasce, spuntano fiori, frutti e nuove idee. Non poteva non essere così, anche in Valmalenco. Passato l’inverno; è genuinamente spuntata l’idea di organizzare una serata a carattere ufologico. Volenterosi dell’ufologia, presso la biblioteca di Chiesa di Valmalenco, hanno quindi pensato di fare il punto della situazione pubblicamente, con invito a tutti coloro che si sentono interessati. Gli ufo, sono mito o realtà?.. lo scoprirete seguendo la serata… Sentiremo il parere proveniente dall’osservatorio astronomico della Valmalenco. Verranno dibattute le prove che confermano il fenomeno ufologico in Valmalenco.




Sentite e considerate le relazioni che i diversi relatori proporranno; i presenti potranno esprimere le loro richieste di precisazioni oppure, se testimoni di eventi ufologici, potranno offrire la loro testimonianza diretta. Chi eventualmente disponesse di originale materiale ufologico della Valmalenco o Valtellina, avrà possibilità di renderlo noto. Durante la serata verrà presentato il libro "UFO: I dossier italiani" in relazione all'ufologia della Valmalenco. Chi fosse interessato, al seguente indirizzo potrà trovare l'intervista ai suoi autori.


http://www.deejay.it/news/ufo-quarantanni-di-avvistamenti-in-italia-il-lazio-la-regione-con-piu-dischi-volanti-segue-la-toscana/377381/



Diciotto giganti del Winsconsin

Il segreto dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin

Ci sono scoperte, che per motivi non del tutto chiari, vengono archiviate nel dimenticatoio del sapere umano. Eppure, si tratta di ritrovamenti che potrebbero far luce sul passato remoto dell'umanità, ancora così avvolto nella nebbia e con non poche contraddizioni cronologiche.

Abbiamo già parlato dei giganti in diversi precedenti articoli, ma la storia che vi raccontiamo sembra aggiungere un elemento importante alla teoria di coloro che credono che, in un tempo remoto, una razza di uomini giganti abbia abitato il pianeta Terra. E’ la storia dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin.
Si tratta di una storia curiosa avvenuta circa un secolo fa, una vicenda che da una parte confermerebbe l’esistenza dei giganti e che, dall’altra, corroderebbe la sensazione di molti, secondo la quale esisterebbe un’archeologia proibita nella quale archiviare scoperte scomode che potrebbero svelare all’umanità la vera storia della sua evoluzione.
Nel maggio del 1912, un team di archeologi del Beloit College, in uno scavo realizzato presso il lago Delavan, nel Winsconsin, portò alla luce oltre duecento tumuli con effigie che furono considerate come esempio classico della cultura Woodland, una cultura preistorica americana che si crede risalga al primo millennio a.C.
Ma ciò che stupì i ricercatori fu il ritrovamento di diciotto scheletri dalle dimensioni enormi e con i crani allungati, scoperta che non si adattava affatto alle nozioni classiche contenute nei libri di testo. Gli scheletri erano veramente enormi e, benché avessero fattezze umane, non potevano appartenere a esseri umani normali.
La notizia ebbe una grande eco e fece molto scalpore, tanto che il New York Times riportò la notizia tra le sue pagine. Forse, a quei tempi, c’era più libertà e meno paura rispetto alle scoperte che potevano cambiare le consolidate credenze scientifiche fondate solo su teorie. Così scrive l’articolista del New York Times nell’articolo pubblicato il 4 maggio 1912 [Vedi articolo originale]:
La scoperta di alcuni scheletri umani durante lo scavo di una collina presso il Lago Delevan indica che una razza finora sconosciuta di uomini una volta abitava il Wisconsin Meridionale. [...]. Le teste, presumibilmente di uomini di sesso maschile, sono molto più grandi di quelle degli americani di oggi.
Il cranio sembra tendere all’indietro immediatamente sopra le orbite degli occhi e le ossa nasali sporgono molto al di sopra degli zigomi. Le mascelle risultano essere lunghe e appuntite [...].

La descrizione dei crani fornita dal New York Times, ricorda molto la forma di quelli appartenenti agli scheletri scoperti recentemente in un’antica sepoltura in Messico [Sepoltura aliena di massa?], con la differenza che qui abbiamo a che fare con individui alti più di tre metri. Chi erano costoro, e perché no vi è traccia nella cronologia ufficiale che ci hanno insegnato a scuola?
Si tratta di umani giganti vissuti sul nostro pianeta, e comunque appartenenti alla razza umana? Potrebbe trattarsi di un antico insediamento di Antichi Umani, sopravvissuti alla tragedia di Atlantide? Oppure, si tratta di esseri provenienti da latri mondi, scoperta che corroderebbe la Teoria degli Antichi Astronauti? Difficile a dirsi.

150 anni di scoperte
Per quanto incredibile, gli scheletri dei giganti del Lago Delevan non furono una novità nel panorama archeologico americano. Scavando nei trafiletti dei giornali locali, risulta che il ritrovamento del Winsconsin è solo una delle decine e decine di scoperte simili riportate dai giornali locali. La prima notizia di archivio risale addirittura al 1856, riportata in un articolo datato 21 novembre dello stesso New York Times [Vedi articolo originale]:
Un paio di giorni fa, alcuni operai hanno scoperto nel sottosuolo della vigna dello sceriffo Wickan, a East Wheeling, Ohio, uno scheletro umano. Alquanto rovinato, è stato difficile identificarlo dalla posizione delle ossa, che sembrano non avere la lunghezza del normale corpo umano nella sua posizione originale. Ciò che ha impressionato lo sceriffo e il lavoratori sono state le dimensioni dello scheletro, pari a circa undici feet (tre metri e trenta)! La sua mascella e i denti sono grandi quasi quanto quelle di un cavallo.

12 anni dopo, nel 1868, nel giorno di Natale, è sempre il NYT a dare un’altra notizia di giganti [Vedi articolo originale]. Alcuni operai della compagnia Sank Rapid Water Power erano impegnati negli scavi per la costruzione di una diga per la creazione di energia idroelettrica lungo il fiume Mississippi. Durante i lavori, gli operai hanno rinvenuto i resti uno scheletro umano di dimensioni gigantesche incastonati nella roccia di granito:
La tomba era lunga circa sei metri, larga un metro e venti e profonda quasi un metro. I resti del gigantesco uomo sono completamente pietrificati. La testa enorme misura una circonferenza di 78 centimetri, ma con una fronte molto bassa e molto inclinata all’indietro. La statura complessiva del misterioso individuo è pari a circa tre metri e quaranta centimetri”.

L’8 settembre del 1871, il NYT riporta la notizia di altri scheletri giganti rinvenuti durante dei lavori di scavo a Petersburg, in Virginia [Vedi articolo originale]:
Gli operai impegnati nei lavori della ferrovia, si sono imbattuti in una sepoltura contenente gli scheletri di quelli che si pensano essere nativi americani di un’epoca remota e di una perduta e dimenticata razza umana. I corpi esaminati presentano una formazione molto strana e impressionante. [...]. Il femore è molto più lungo di quello degli individui umani normali, tanto da far ipotizzare una statura di quasi tre metri”.



Il 10 agosto 1880, il NYT ribatte un articolo riportato dall’Harrisburg Telegraph, nel quale si riporta lo stralcio di un verbale redatto il 24 maggio 1798 dal giudice Atlee a seguito di una strana scoperta [Vedi articolo originale]:
In compagnia del procuratore capo McKean, del giudice Bryan, del sig. Burd e di altre rispettabili signori, ci siamo recati nella proprietà del sig. Neese, dove ci è stato mostrato il luogo nei pressi della sua abitazione dove diversi anni fa furono rinvenuti due scheletri umani. Gli scheletri misurano circa tre metri e trenta”.


Il 25 maggio 1882, il NYT riporta la notizia di un ritrovamento presso St. Paul, nel Minnesota [Vedi articolo originale]:
Uno scheletro di dimensioni eroiche e dalla singolare forma è stato scoperto durante i lavori di scavo di una collina presso la Red River Valley. [....]. Lo scheletro in questione era in perfetto stato di conservazione. L’uomo è stato identificato come “gigante”. Un’investigazione dello scavo e del suo contenuto è stato avviato dalla Historical Society”.


Il 20 dicembre 1897, il NYT riporta la prima scoperta di giganti avvenuta nel Winsconsin, nei pressi di Maple Creek. Vennero scoperte tre colline funerarie, una delle quali fu aperta rivelando il suo misterioso contenuto: lo scheletro di un uomo gigantesco. La statura dell’essere era quasi di tre metri, e il suo stato di conservazione pressoché perfetto [Vedi articolo originale].


L’11 febbraio 1902, viene riportata la notizia di una spedizione archeologica presso un sito del New Mexico, dove furono trovati alcuni scheletri umani giganteschi [Vedi articolo originale]:
Dopo la scoperta di resti di una razza di giganti a Guadalupe, New Mexico, gli archeologi si preparano per una spedizione nella regione [...]. Luciana Quintana, la proprietaria del ranch nel quale sono collocate le antiche ossa, scoprì due pietre con delle curiose iscrizioni. Scavando al di sotto di esse, furono scoperte le ossa di scheletri appartenenti ad individui alti non meno di tre metri e sessanta [...].
Quintana, la quale ha poi scoperto molti altri siti simili, crede che gli scheletri sepolti di una perduta razza di giganti siamo migliaia. La supposizione si basa su una tradizione cominciata con le prime invasioni spagnole, secondo la quale un’antica razza di giganti un tempo remoto abitava la regione oggi nota come New Mexico orientale. Le leggende degli indiani d’America raccontano la stessa tradizione”.


Ma il New York Times non è l’unico giornale ad occuparsi di giganti. Anche alcuni giornali di inizio secolo riportano notizie di giganti, come il Sun del 1893, New Age Magazine del 1913, Popular Scienze del 1932, il San Antonio Express del 1940.



James Vieira, un ricercatore indipendente, per quasi vent’anni, e prima dell’avvento di internet, ha raccolto migliaia di riferimenti giornalistici sui ritrovamenti dei giganti, scavando negli archivi del New York Times, dello Smithsonian Ethnology Reports, dell’American Antiquarian, e della Scientific American, scoprendo che buona parte di queste scoperte è praticamente nascosta al grande pubblico.
Tra le scoperte notevoli di Vieira, vi è una foto scovata negli archivi dello Smithsonian Ethnology Reports, scattata durante una lezione del prof. McGee (nella foto a sinistra), nel quale si vede uno scheletro gigante dalla statura di circa due metri e ottanta, poi venduto alla Smithsonian Institution per la cifra di 500$.
Lo scheletro apparterebbe alla cosiddetta cultura dei Mounds Builders (letteralmente costruttori di tumuli), un’antica popolazione del Nord America vissuta circa 5 mila anni fa, in un periodo precedente alla storia dell’Antico Egitto e di tutte le sue dinastie.

Secondo i teorici della cospirazione, la Smithsonian Institution acquisto lo scheletro con la volontà di sottrarlo alla conoscenza dell’opinione pubblica. Ma perché? Perché ci dovrebbe essere un gigantesco cover-up di tutte queste scoperte? E perché in nessun museo del mondo sono mai stati esposti questi entusiasmanti, quanto enigmatici reperti?
Secondo Vieira, la motivazione sarebbe molto semplici: il bisogno di conservare valida la Teoria dell’Evoluzione di Darwin, la quale spiega molto bene il normale percorso evolutivo di tutti gli esseri viventi, umani compresi, da forme semplici a forme più complesse.
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Il problema è che questi scheletri, per quanto riguarda l’essere umano, sembrerebbero, invece, mostrare un involuzione, in quanto la complessità dei giganteschi fossili ritrovati è particolarmente evidente. Come collocare questi umani giganti nella scala evolutiva dell’uomo? Ma può bastare questa motivazione a eliminare dei reperti che potrebbero gettare luce sul passato remoto dell’uomo?
Secondo i teorici degli Antichi Umani, gli abitanti della mitica Atlantide erano i famosi giganti citati anche dalla Bibbia. Alcuni sopravvissuti alla distruzione dell’antica civiltà atlantidea, avrebbero poi posto le basi per la creazione della nostra specie e della nostra civiltà. Forse è questa la storia che si vuole tenere nascosta? E perché? Perché l’evento catastrofico che ha distrutto Atlantide potrebbe distruggere, prima o poi, anche noi?
In ultima analisi, c’è chi ipotizza che gli scheletri giganti non appartengano alla specie umana ma siano i corpi di Antichi Astronauti che un tempo hanno abitato il nostro pianeta. In questo senso, l’insabbiamento sarebbe da ricondurre alla strategia più vasta che vuole nascondere l’esistenza degli extraterrestri all’umanità. Ad ogni modo, quello dei giganti, come quello di Atlantide, per un motivo o per un altro, rimane argomento tabù per la comunità scientifica.