Presenze Aliene

mercoledì 10 gennaio 2018

Qualcuno vede

QUALCUNO VEDE
Qualcuno fotografa, qualcuno afferma, qualcuno nega!



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Ufo ed alieni ufficialmente non esistono; ma qualcuno vede, fotografa e testimonia. L’articolo di “Centro valle” ne è un lampante esempio che rende merito al concetto di “informazione corretta”, rispetto ad altri mezzi di informazione che pur sapendo, tacciono per quieto vivere. Queste vicende sono note da anni in Valmalenco/Valtellina e altrove. Se non hanno mai assunto alcuna valenza scientifica o ufficiale, è unicamente perché i conduttori di questa disgraziata umanità hanno degli strumentali interessi in gioco. Ammettere ufficialmente la presenza di entità aliene sulla Terra, per poi scoprire che queste sono qui da tempo immemore, significa ribaltare lo “status quo” tanto caro al sistema vigente. Significa ammettere che l’essere umano non è il padrone ultimo di questo pianeta e, significa ammettere che il potere umano delegato dai popoli, sino ad ora pur sapendo, ha taciuto e negato per continuare a gestire l’umanità. Veniamo però al tema del presente articolo.

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Ho avuto opportunità di visionare il materiale fotografico relativo alle orme sul pianerottolo. Devo ammettere che sono in coerenza a quanto riportato dai testimoni e dall’articolo di Centro valle. In effetti le orme sono caotiche, non facilmente inquadrabili in una camminata tipicamente umana. L’orma misurata presente nella immagine uno, sembra in effetti non generata da compressione, ma una sorta di fusione del ghiaccio/nevischio. Il materiale fotografico pervenutomi, ad analisi da programma di accertamento della genuinità, si propone come genuino. Ciò non significa che eventuali professionisti del falso non potrebbero aggirare gli ostacoli e proporre dei falsi. Sappiamo che in zona operano alcuni falsari, in quanto alcune foto false sono state fatte circolare; ma proporre dei falsi fotografici che propongono orme e pertanto un tema nuovo, significa semplicemente avvallare ulteriormente la presenza di un fenomeno, che si vorrebbe far passare non esistente. Pertanto esco dalla domanda relativa alla genuinità del materiale con la seguente affermazione: “Non sono in grado di affermare con assoluta certezza che il materiale relativo alle orme è genuino; ma posso affermare con assoluta certezza, che il materiale non si presenta come un falso, ed è in coerenza a tutta una serie di particolari che ora andremo a verificare”. Pertanto sotto l’aspetto puramente didattico, le orme sono assolutamente veraci. Se di falso si tratta, occorre dimostrarlo.

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Per quanto riguarda le orme sul pianerottolo, è probabile che queste chiamino in causa una sola tipologia di entità aliena; se però consideriamo il fenomeno orme in generale, siamo costretti a riscontrarne una nutrita varietà. La moltiplicità delle tipologie genera inevitabilmente il complicarsi della matassa; al quale si aggiunge poi il fatto come per gli ufo, che queste entità quando sono di tipo fisico, adottano tecnologie occultanti e quindi con estetiche variabili in base alla modulazione. Quando le entità sono di tipo parafisico, gestiscono le loro manifestazioni e pertanto sotto l’aspetto estetico ci possono ingannare come quelle fisiche. Vi è poi un altro aspetto che non deve essere ignorato; anche se oggi è il meno considerato, quello relativo alle manifestazioni olografiche.
E’ nella disponibilità tecnologica umana, la possibilità di generare manifestazioni olografiche, tali da farci passare per ufo e alieni, ciò che realmente non sono. Questa possibilità a maggior ragione è nella disponibilità di eventuali presenze aliene, le quali mediante simulazioni olografiche di alto livello, potrebbero farci passare per vero ciò che non è, generando una matassa estremamente complessa. Proprio nel tentativo di dipanare questa complessa matassa, sono giunto alla seguente costatazione: “Mediante l’attuale e superato concetto di realtà, non è possibile dipanare la matassa in maniera adeguata. E’ quindi necessario formulare un nuovo concetto di realtà, mediante un nuovo paradigma di pensiero, che ci consenta di farlo”. A tale proposito ho pubblicato in questo blog una serie di articoli relativi al ”Concetto di realtà”; ma ho dovuto riscontrare che tale indirizzo non è al momento, adeguatamente assimilabile dalla maggioranza. Ciò nonostante io sostengo che chi intende procedere, prima o poi dovrà compiere il passo del cambiamento su questa strada.
 Mettiamo però ora da parte la complessità della matassa ed il cambio di registro, per attenerci alle tipologie di entità più di frequente riscontrate. Uno degli aspetti che sin dall’inizio della vicenda malenca è emerso, è il fatto che sono state notate entità che hanno la predilezione di porsi acquattate e con le mani appoggiate a terra. Esattamente come nelle foto due e tre, ma poco ci manca anche nella quattro.

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Sin dalle prima costatazioni, mi sono posto la domanda del perché hanno questa predilezione e, ho impiegato parecchio per comprenderlo; mentre invece la spiegazione è semplice. Basta guardare come si comportano gli animali in natura, compreso l’essere umano. Prima di scattare per un balzo, si acquattano, chi più e chi meno. La posizione acquattata è quella tipica del rendersi meno visibili, dello stare sulla difensiva, ma anche in attesa di eventuale aggressività oppure balzo. Proprio di balzi riferiscono i testimoni, quando affermano che hanno visto entità compiere dei salti come i canguri.
Vi è poi la camminata a quattro zampe, tipica dei bipedi quando sono in difficoltà, oppure perché fa più comodo. Tipico degli scalatori, sia umani, quanto alieni. Come evidente nella foto cinque. Proprio questa camminata potrebbe essere la causa delle orme lasciate sulla scaletta, del quale parla l’articolo. Se noi osserviamo la postura delle mani delle foto due, tre e cinque, non abbiamo difficoltà ad accettarle come compatibili con l’orma in questione. Nell’articolo è riportato che l’orma parrebbe essere stata generata da fusione della neve ghiacciata e non da compressione. Come potrebbe essere avvenuto ciò?

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Sin da quando mi interesso della vicenda aliena in Valmalenco, mi sono posto domande quali: Ma queste entità non hanno freddo in inverno, considerato che, come evidente nella foto due e cinque, se ne vanno allegramente in mezzo alla neve gelata? Questa semplice domanda, indirizza ad altra seguente domanda: Ma la loro biologia, sempre che di biologia si tratta; è come la nostra? La risposta non può essere univoca, in quanto le tipologie aliene sono molteplici e diverse tra di loro; ma una cosa pare emergere chiaramente. Alcune tipologie di queste entità, manifestano rispetto all’essere umano, un diverso rapporto con la forza di gravità. Offrono la sensazione di essere più leggere dell’uomo, quindi nonostante gambe estremamente esili, possono compiere balzi notevoli, offrendo persino la sensazione del volare. Quindi, se di biologia si tratta, questa non è come quella umana. Potrebbero però adottare tute anti gravitazionali e questo aspetto ci porterebbe ad aprire una ulteriore porta. Potrebbero queste tute essere anche di tipo termico, quindi cadrebbe il problema riscaldamento del corpo, e diventerebbe ipotizzabile la possibilità di fondere neve e ghiaccio, quindi il lasciare un’orma come quella in oggetto. Il corpo umano seppure biologico, è generalmente considerato come una macchina. Non potrebbero esistere entità aliene con corpo macchina di natura completamente diversa dalla biologia umana? Qualcosa tipo cyborg e/o generati da clonazione? Sto però andando troppo in là, quindi tornando all’orma sul pianerottolo, sotto l’aspetto probabilistico, la definirei come intenzionalmente lasciata e non casuale. Cosa ci faceva lì quella entità aliena? Non si può certamente pensare che si era persa, oppure che era in gita turistica.

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In Valmalenco le entità aliene sono state viste e segnalate da molto tempo, tant’è che se ne parla nelle favole e del folklore locale. Non fanno differenza le segnalazioni da molte altre parti del mondo. La differenza che si riscontra oggi rispetto al passato, è che oggi si fotografano molto di più. Vuoi perché oggi la fotografia è a disposizione immediata di tutti, vuoi perché queste entità, sapendo di essere fotografate, si mettono a giocare col fotografo. Se noi osserviamo le foto soprastanti, tranne che per la cinque, notiamo che le entità sono consapevoli del fatto che in quel momento le stanno riprendendo. La prova consiste nel fatto che manifestano attenzione consapevole guardando verso la fotocamera, quando avrebbero potuto invece scomparire o quantomeno voltarsi dall'altra parte.
In ormai troppe occasioni si sono fatte palesemente vedere e riprendere, per continuare a sostenere che l’averle viste o fotografate è un fatto casuale. Ciò faceva parte del vecchio concetto. Ora col nuovo dobbiamo renderci conto che la casualità non esiste; men che meno questa. Quindi in Valmalenco, ma anche altrove, le entità aliene (da intendersi come estranee) al genere umano, ma terrestri più di noi umani, ci stanno dicendo che loro sono presenti e vogliono che da parte umana se ne prenda atto. Se non fosse così, terrebbero altro atteggiamento. Quella entità che è giunta sin sul pianerottolo per lasciare la sua orma, ha fatto la sua dichiarazione di presenza pacifica.

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Nell’articolo di Centro valle, un testimone sostiene di aver visto nei pressi di Torre S. Maria, una entità semitrasparente di colore grigio/verde, compiere un veloce e grande balzo. Entità con lunghe mani e di alta statura. Tutte queste caratteristiche sono state in precedenza menzionate sopra; tranne quella del colore grigio/verde. Sino ad ora nessuno ne aveva mai fatto accenno, così come è cosa non nota nell’ambiente ufologico che vi siano entità che presentano questo colore. Ebbene, vi sono entità che dietro l’apparenza estetica delle loro schermature, in effetti presentano del colore grigio/verde. Teniamo presente che il colore grigio/verde è anche il colore che meglio consente la mimetizzazione e, teniamo presente che eventuali schermature riflettenti le condizioni naturali circostanti, non potrebbero non riflettere il grigio/verde dell'ambiente; non per nulla questo colore lo riscontriamo in ambito militare.
Le entità delle foto due e cinque si presentano invece come se avessero addosso una tuta nera. Questo è però realmente il loro colore? Una volta avrei ipotizzato di sì; oggi dico “chi lo sa?”. Sempre di più si va delineando una nuova ipotesi che spiegherebbe molte cose. Noi non sappiamo di quale colore è quella tuta, intanto perché i colori esistono unicamente in base ad una specifica decodificazione del nostro cervello; poi, perché in base al nuovo concetto di realtà, chi impone i dati che il cervello decodifica, stabilisce il colore che noi vediamo. Non solo i colori, ma anche l’illusorietà della trasparenza. Teniamo presente che la stessa entità con apparente tuta nera, può presentarsi trasparente oppure con altri colori, compreso il grigio. Quindi la seguente domanda: “Ma quelli che noi consideriamo i grigi, sono realmente grigi?” Già mi immagino la platea degli scandalizzati. In tutto il mondo sono state viste entità aliene grigie, quindi i grigi esistono! In base al vecchio concetto di realtà, per il fatto che sono state viste e fotografate entità grigie, esistono quindi i grigi. In base al nuovo concetto di realtà, noi umani abbiamo visualizzato ipotetiche entità che esteticamente paiono grigie. 

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Dall’apparire grigie al passare al grigio/verde il passo è breve e non importante, ma solo per il momento. In sostanza queste entità potrebbero disporre di tuta incolore, che si presenta esteticamente diversa, in base alle circostanze e alle caratteristiche, compresa la gestione termica. Ricordiamoci che il nero favorisce il riscaldamento del quale evidentemente hanno necessità, come appunto nelle foto due e cinque. Interessante sarebbe sapere se l’entità dell’orma sul pianerottolo aveva la tuta nera.
Le tute potrebbero essere antigravitazionali e spiegherebbero tutta una serie di ulteriori cose. Come possiamo però pensare di comprendere tutto questo, se ancora non abbiamo compreso chi o cosa siamo noi stessi? Indagando queste presenze, noi umani possiamo meglio comprendere noi stessi e comprendendo noi stessi possiamo meglio comprendere anche loro. E’ come dire che il procedere necessita della contemporanea presa di coscienza su entrambi i versanti.
Le orme ci possono consentire di sviluppare una nuova forma di lettura del fenomeno alieno; pertanto occorre porre maggiore attenzione ai segni che lasciano al loro passaggio. Ho sentito diverse testimonianze che accennavano a questo aspetto del fenomeno; purtroppo però il documentare le tracce al suolo, non è ancora presente tra i valligiani che comunque le confermano. Invito pertanto nei casi in cui sono notate orme o tracce anomali; a fotografare immediatamente e possibilmente ad informare, secondo la legge i Carabinieri; in via informale il ricercatore Felice Sirtori, per la zona di Sondrio. Mail: felice14359@gmail.com

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LE FOTO
1) Articolo di CENTRO VALLE con a fianco una delle tipiche entità fotografate in zona. La foto è stata scattata in alta Valmalenco in una occasione in cui l’entità si è resa disponibile ad una esibizione sul piano del fotografabile non visibile. Stessa tipologia è stata riscontrata anche a valle in molteplici altre occasioni.
2) Scattata nei pressi di Mossini strada per Torre S. Maria, ovvero la strada che percorre la vallata, esattamente come per quanto avvenuto al testimone del quale riporta l’articolo di Centro valle.
3) Scattata in alta Valmalenco. Si è resa necessaria l’elaborazione della foto in quanto nella versione originale, l’entità è poco visibile. Se osserviamo la mano sinistra dell’essere, la vediamo appoggiata a terra in una posizione compatibile con quella dell’orma sul pianerottolo. Anche la posizione acquattata con camminata a quattro gambe, parrebbe compatibile con le orme lasciate nel salire sul pianerottolo.
4) E’ questa una ulteriore prova del fatto che queste entità sono presenti in zona, vanno allegramente ovunque, mettono le mani a terra, hanno gambe lunghe e sottili. L’entità di questa foto ha una estetica non riscontrata altre volte. Parrebbe quasi un ragazzo effeminato, con qualcosa sopra il fondoschiena. La foto è molto vitrea, impastata e con presenza notevole di ORBS. Quindi foto che presenta forte anomalia, ma non per questo un falso; anzi, esattamente l’opposto.
5) Neve boschi o centri abitati non fanno differenza. Si possono incontrare ovunque, oppure non incontrare, vedere o fotografare se loro così hanno deciso. Solo raramente sono visibili o fotografabili senza la loro condivisione. Anche questa foto è stata scattata nella zona di Torre S. Maria come la foto due e, come da testimonianze nell’articolo di Centro valle. Le entità della foto due cinque sono esteticamente simili, stessa tipologia e forse anche la stessa entità.
6) Guarda verso chi fotografa, è consapevole, forse sta esitando. In particolare si notano due grandi occhi neri. Vi è da stabilire se i loro occhi sono come li vediamo; oppure li vediamo così perché portano lenti od occhiali aderenti.
7) Come evidente, l’entità fa capolino da dietro la piglia del ponte e guarda dritto verso il fotografo. Interessante sarebbe avere la misura dell’altezza della piglia; onde dedurre l’altezza dell’entità. Le presenze sferiche sopra la foto sono i classici ORBS. La foto si presenta molto vitrea e impastata; ma ciò è frequente in presenza di interferenza da loro presenza.
8) Questa è l’orma del tridattile ripresa presso la centrale di Lanzada. Questa tipologia aliena, non è da accomunarsi a quelle delle altre foto. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/02/cosa-avvenne-quella-notte-1742016.html ; mentre la roccia sulla destra evidenzia la presenza di due serie di graffi a tre dita, dove sarebbe stata vista una di queste presenze dal piede tridattile, arrampicarsi con un balzo sulla roccia in questione. Questa presenza, a differenza di altre, si presenta come piuttosto pesante.
9) Il giorno di Natale 2017 formulai il seguente pensiero: Da un po’ di tempo non vi fate vedere; perché non date un segno? Il mattino seguente, guardando in strada ho riscontrato quanto presente in foto. Affermo che questa foto non costituisce prova della presenza aliena; certo che però pensare a pura casualità…

Link di PRESENZE ALIENE che trattano lo stesso tema:










lunedì 1 gennaio 2018

Nel mondo dei sogni

NEL MONDO DEI SOGNI
Il concetto di realtà Quarta parte

Essere o non essere… Sogno o son desto?
Questo è il dilemma!


PREMESSA
L’essere umano ha un grande problema da risolvere, che ne sia consapevole o meno. L’essere umano non ha la consapevolezza di “COSA LUI E’”, cosa è questa sua vita, cosa ci sta a fare qui. Per conseguenza neppure può sapere cosa sono i suoi sogni. Quindi se l’attuale tipico pensiero umano non ha dato sino ad ora le corrette risposte, significa che il paradigma di pensiero adottato è stato fallimentare. Continuando ad adottarlo, continuerà il fallimento. Vi è quindi la necessità di percorrere o quantomeno ipotizzare strade alternative, nel tentativo di trovare il bandolo della matassa. In questo articolo ipotizzo una ipotetica strada alternativa; ma è opportuno che il lettore prima abbia letto e compreso le parti precedenti relative al “concetto di realtà”; onde evitare che questo articolo resti incompreso o interpretato come un vaneggiamento.

Ogni individuo sogna, indipendentemente dal fatto che poi ricordi o meno. Tra coloro che ricordano cambia il grado di consapevolezza e di chiarezza del ricordo. Tutti quanti al risveglio siamo consapevoli che il sogno non è realtà; neanche quando sono stati estremamente realistici. E’ però opinione prevalente il fatto che i sogni notturni sono una visualizzazione generata dal lavorio della mente. Ora però, dopo i precedenti articoli relativi al concetto di realtà, è stato appurato, o quantomeno ipotizzato, che l’essere umano non vede ma visualizza. Quindi per conseguenza la visualizzazione o realtà che si vive di giorno potrebbe essere nient’altro che una versione o variante di sogno, di qualità superiore rispetto a quella notturna. Se così fosse, non esisterebbe alcuna realtà assoluta e accertata così come noi la crediamo; ma esisterebbero due diverse tipologie di rappresentazioni di ipotetica realtà: QUELLA NOTTURNA E QUELLA DIURNA. Questo articolo è il tentativo di scoprire se così è e, lo fa utilizzando una forma romanzata, ma deve essere letto sino in fondo.

IL ROMANZO
Era stata una notte burrascosa, mille sogni si erano caoticamente sovrapposti nella mente. Un miscuglio di fotogrammi senza alcun nesso logico. Alcuni spezzoni di sogno avevano sconfinato in veri e propri incubi o deliri; in altri mi riscontravo mentre assecondavo cose contrarie al mio modo di pensare, alla mia morale e alla mia etica. Mi svegliavo poi al mattino, irritato con me stesso per averle assecondate. Nottate del genere erano state frequenti nella mia vita. Avevo cercato di capirci qualcosa, avevo sentito parlare di inconscio, di sonni lucidi e, della possibilità di interagire consapevolmente col mondo dei sogni; ma poi avevo desistito.
Poi il soprassalto di quella mattina. All’improvviso suonò l’irritante sveglia vecchia maniera, che tenevo dentro il vassoio con le monete per essere certo della puntualità sul lavoro. Ora ero sveglio, basta incubi notturni, ero finalmente tornato alla realtà… Finalmente non proprio; il solito lavoro, la solita emicrania che mi perseguitava da tempo, il solito sbattimento, mi preannunciavano che sarebbe stata anche questa una giornata pesante.
Mi alzai velocemente, le solite cose, il grande traffico, lo smog, il caos, lo studio di progettazione nel quale lavoravo come progettista. Entrò il principale e le prime parole in merito al progetto presentato alcuni giorni prima furono: Lei è il solito idiota!
Non era la prima volta che subivo aggressioni del genere, ma per necessità ci convivevo. Regolarmente ogni volta avevo un rivoltamento interiore. Mi sorgeva un bollore interno, la voglia di scappare, di far saltare in aria lo studio e questo mondo. Ma come… ero appena uscito dall’incubo notturno, e già mi ritrovavo nell’incubo diurno! Mi sarei voluto licenziare, lasciare quel posto, ma la crisi dei posti di lavoro mi consigliava di aspettare. Aspettare certo, ma per rincorrere cosa? Altre soluzioni similari? Ma cosa era questa vita che mi illudeva mediante un ipotetico sogno dell’avvenire; che però si traduceva regolarmente in un passato di delusione? Il tempo passava, invecchiavo, ora avevo i capelli grigi, quelli rimasti. I figli se ne erano andati per le strade loro, così come la moglie. Avrei potuto affogare le mie delusioni nell’alcool e, devo ammettere che ci avevo anche provato. Avevo anche provato a stordirmi con il sesso, oppure qualche sostanza stupefacente, ma poi avevo rinunciato per manifesta insoddisfazione. No, non volevo buttare via la mia vita, dovevo fare qualcosa di più e di meglio, qualcosa del quale poter poi essere fiero.
Un collega, anche lui progettista, mi aveva più volte accennato alle sue esperienze di vita nel campo della simulazione virtuale. Sosteneva che la simulazione virtuale, ha oggi raggiunto un livello sorprendente e, sosteneva che il vivere l’immersione in questi sogni virtuali, i quali riproponevano la realtà scelta e desiderata, infondevano un senso di appagamento decisamente superiore, rispetto agli incubi notturni, diurni e a tutte le droghe. Soprattutto indirizzavano verso una interpretazione diversa della vita.
Quella sera indossai per la prima volta un simulatore di realtà e, devo riconoscere che l’esperienza fu esaltante. In genere quando le persone si avvicinano al mondo della simulazione virtuale, iniziano con i giochi, per andare poi verso esperienze sempre più sorprendenti e impegnative. Su consiglio dell’esperto amico, quella sera iniziai con una simulazione di vita quotidiana, che mi avrebbe catapultato in una realtà similare o parallela, alla tipica vita quotidiana, ma con alcune migliorie. Bellissima moglie, famiglia moderna e partecipativa, giravo in Ferrari, nessun principale, ottima salute e, fantastico il Governo di Stato presente nel paradiso fiscale dove avevo scelto di vivere questa avventura.
Purtroppo però, come si dice spesso, i sogni finiscono all’alba. Numerose furono in seguito le mie esperienze con questo programma di simulazione. Sempre più profonde, a livelli di immersione sempre maggiori. Ora la simulazione non era più tra la singola mia persona che interagiva con il programma simulante. Ora i programmi di simulazione che adottavo, prevedevano il collegamento in rete con altre persone reali, con il quale si interagiva. Ora la moglie e la famiglia non era più virtuale come prima, ora dall’altra parte vi erano persone vere, con il quale si iniziavano e chiudevano le relazioni.
Si era praticamente alle prese con una realtà tipica umana, nel cui gioco fittizio, erano presenti livelli di gioco diversi, sempre più impegnativi a salire. Fatta l’esperienza su di un livello, superato l’esame, si saliva al livello seguente. Sino ad ora mi ero divertito, la realtà che avevo vissuto era quella che avrei voluto; ora però al livello seguente, come mi avevano avvertito, avrei incontrato difficoltà maggiori. Appena approdato al nuovo livello, compresi che qui ora il concetto di realtà era completamente diverso. Nei livelli precedenti non esisteva la sofferenza, mentre ora esisteva. Prima non esistevano intoppi, ora erano presenti ovunque. Prima vivevo di rendita virtuale, ora ero tornato un dipendente e, dovevo pure passare gli alimenti alla ex moglie. In pratica, vita virtuale vecchia maniera.
Indossato il simulatore per l’ennesima volta, mi ritrovai mentre dormivo. Il sogno era caotico, senza senso. Un sogno lineare e logico sarebbe stato troppo facile per quel livello di gioco. Quindi la sveglia, il soprassalto, l’emicrania, il traffico, lo studio e, nuovamente… sei un idiota! No! Ora basta, ora mi sono rotto le scatole, quindi reagii disgustato. Era solamente un gioco? Bene, avrei reagito come si può reagire in un mondo che non è reale!
Senta signor titolare di questo gioco di merda, ora reagisco e mi avvalgo del così detto: Libero arbitrio! Ora mi prendo due settimane di ferie, lei può andare a quel paese dei sogni, mentre io vado ai Caraibi a mettere le chiappe al sole. Devo disintossicarmi, ho la necessità di fare due serene riflessioni circa il mio avvenire. 
Mi sentivo innervosito da questo livello di gioco che replicava quei sogni notturni e diurni che tanto avevo detestato nella vita normale. Mi tolsi di dosso il simulatore; mentre nella sala intorno a me, una intera platea di persone erano indaffarate con le loro simulazioni di vita quotidiana.


 Avevo deciso, ora basta con questa forma di dipendenza dalla realtà virtuale, che mi aveva drogato al punto da non riuscire a stabilire i confini del vero dal virtuale! Ora volevo essere libero da ogni forma di prigionia o dipendenza. Con l’esperienza dei sogni simulati mi ero divertito, ma poi i sogni, anche in questo genere di esperienza, finiscono all’alba. Avevo deciso, questa dei Caraibi doveva essere la mia alba, il giorno della libertà e del risveglio. Andai al lavoro e, come avvenne con la simulazione dissi al principale, seppure in modo più garbato, che mi riservavo due settimane di ferie, per riprendermi dall’esaurimento nervoso. Poi andai realmente ai Caraibi, a mettermi con la pancia al sole. Avevo realmente la necessità di riflettere; non potevo continuare a vivere una vita che non comprendevo e che non mi soddisfaceva. Dovevo capire cosa è questa vita fatta di sogni, che poi regolarmente si infrangevano all’alba.
Come pianificato, così avvenne. Ora mi trovo seduto su di uno sdraio, con la pancia al sole, sotto una palma e con una bibita ghiacciata sul tavolino. La sabbia, leggere onde del mare si infrangono ai miei piedi, il volo di un gabbiano, forse si tratta dello stesso Jonathan, del quale avevo letto tanti sogni addietro. Ora finalmente, fuori dal caos, posso riflettere.
Dunque… se nel mondo reale io dormo e sogno, il sogno mi prende per il culo. Se mi sveglio ed entro nel sogno diurno, vado a lavorare e il principale mi prende per il culo. Quindi indosso un simulatore di realtà, ma per una questione di livelli, torno a sognare e a lavorare come se mi prendessero per il culo.
Ora sono qui e mi rendo conto che nella vita, non ho fatto altro che farmi prendere il culo. La bibita intanto è diventata calda, il caldo si è fatto afoso, all’orizzonte sono comparse vorticose nuvole nere che preannunciano una tromba d’aria imminente! Devo affrettarmi a capire cosa non è chiaro in questa vita. Presto dovrò andarmene, lasciare questo mondo di sogni. Nella migliore delle ipotesi, torno da dove sono venuto. Nella peggiore, dietro la porta il nulla.
Un lampo a ciel sereno… ecco cosa sino ad ora mi era sfuggito, ecco cosa non avevo compreso! Avevo prima indossato e poi dismesso il simulatore di realtà prodotto da tecnologia umana, in quanto generava sogni e dipendenza! Mi ero però scordato che lo strumento col quale avevo indossato il simulatore tecnologico di costruzione umana, ovvero il corpo biologico umano, altro non era che un più sofisticato simulatore a sua volta!  Ecco dove e cosa era il bandolo della matassa che non si riusciva di trovare! Ecco perché le persone non riescono a comprendere il senso di questa vita!


Non ci riescono, in quanto cercano la soluzione all’esterno di loro stessi, mentre fanno esperienza esclusivamente a livello interiore; seppure apparentemente esteriorizzata.
Avevo visto più volte i film di Matrix, nel quale ad un certo punto: “Matrix è là fuori per ingannarti!”. Certo che Matrix è la fuori per ingannarti, ma l’affermazione è da intendersi diversamente! Occorre scoprire l’inganno, per prendere coscienza di ciò che inganno non è!!!
Ora supponiamo per un attimo, che noi umani siamo entità immateriali, facenti parte di una collettività che non ha possibilità di fare esperienza senziente nel mondo della materia; in quanto di base la materia non esiste come tale. Collettività che ha però necessità di esprimersi e sperimentare, per una maggiore consapevolezza del proprio essere. La materia di per se stessa non esiste e non può esistere; ma una sua simulazione mediante il virtuale, consente un risultato equivalente al reale. Ecco la necessità di sperimentare mediante corpi simulatori, dentro una realtà materiale fittizia. Ecco cosa è il nostro universo: UNA BOLLA DI REALTA’ SIMULATA!
Ora supponiamo che dentro questa bolla di realtà simulata, tutto sia perfetto. Se così fosse, lo stato di identificazione degli esseri sarebbe totale, quindi diventerebbe impossibile svegliarsi all’alba! Ecco il perché del tempo… è necessario che esista per ricordare che nell’eternità dell’essere, l’esperienza nella bolla illusoria è temporanea! Matrix non è là fuori per ingannarti, ma per farti comprendere che in quel momento è attivo nei tuoi confronti: L’INGANNO necessario! Tu non sei ciò che pensavi di essere, ovvero un essere umano e neanche il simulatore; tu sei altro e stai oltre. Bolla di simulazione e simulatore sono unicamente strumenti mediante il quale illusoriamente interagisci con altri simulanti similari a te!
La presenza aliena sulla Terra non è reale, ma simulata come per l’essere umano. Loro semplicemente stanno sperimentando altre forme di simulazione, in un contemporaneo gioco collettivo, strutturato su livelli dimensionali apparentemente diversi. Ecco perché la loro presenza deve restare nascosta alla massa. E’ lo stesso motivo per il quale la massa deve continuare a credere che tutto ciò è reale e materiale. Per mantenerci legati al gioco e all’inganno. Per impedirci di scalare i livelli di gioco da parte del potere perverso, virtuale o reale che sia, per crearci le difficoltà che generano crescita, in base a logica superiore!
Ora però sono diventato maggiormente consapevole del mio essere. Percepisco l’Io sono, senza più necessità di simulazione. 
Tra non molto tempo terminerà l’esecuzione del programma che scelsi mediante la nascita umana. Terminerà in quell’alba, il sogno illusorio della vita umana. Il dopo si vedrà e, nulla esclude che non possa trattarsi di ulteriore livello di sogno! Intanto però, basta giocare con il pongo, basta giocare con i lego, basta giocare con la materia. Rivoglio la spiaggia ai Caraibi, ma questa volta quella vera!
 Però lo ammetto…è stato bello crederci!