Presenze Aliene

mercoledì 19 settembre 2018

Uomini aquila e aquile


UOMINI AQUILA e AQUILE
Immagine sottostante:
1/A: L’essere umanoide è rappresentato con ali e testa di aquila, a rappresentare che in qualche modo vola. Lo stesso essere (lo dimostra la stessa estetica e attrezzatura) in 1/B è presentato con testa umanoide, copricapo o casco e grandi occhi o occhiali neri che richiamano alcune tipologie di presenze aliene del presente. Ora, perché se queste erano le fattezze di questi esseri, in 1/A ha testa di aquila e, in altri casi, in un arco di tempo molto alto e in zone sparse su tutto il pianeta, tutta una serie infinita di rappresentazioni antropomorfe?
1/C: Carro volante, disco alato, per altri l’occhio di Ra oppure Ahura Mazda, Anu, etc. Le mani dei due sottostanti esseri, indicano la presenza dell’albero della vita, simbolo ed espressione della vita umana mediante la biologia e quindi la genetica; ed indicano pure la loro dipendenza dall’alto.
Il mezzo volante è presentato con le ali aperte ad indicare che vola. Nelle immagini 1/A e B gli esseri sono a terra, le ali parzialmente aperte ad indicare la possibilità di spiccare il volo.  In 1/C, gli esseri, mentre stanno alle prese con l’albero della vita, quindi mentre stanno compiendo l’intervento nella genetica umana, quello di sinistra ha le ali inattive e poste sotto la cintola, mentre quello di destra è presentato senza, come ad indicare che quando operavano a terra, non volavano, o quantomeno la caratteristica del volo non era importante in questo contesto.

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DIVINITA ANTROPOMORFE

Dalla antichità abbiamo conferme in base al quale era abituale in passato, l’uso dei nomi di animali, per indicare non gli animali, ma le caratteristiche di quegli esseri (divinità antropomorfe, quindi entità aliene, considerate erroneamente divine) e di quelle cose (quindi ufo, carri volanti, sole alato etc. ), che umani o prodotti dagli umani non erano. Ciò è avvenuto nei casi in cui le presenze erano in forma umanoide; quindi abbiamo avuto gli uomini aquila, falco, leone, bue, scorpione, pesce, ibis, serpente etc. (Se andiamo in sud America troviamo rappresentazioni di tipo meccanico/robotico). Come sostenuto più volte, nulla avevano a che fare gli animali veri con gli esseri in questione; se non il fatto che le caratteristiche degli animali erano associate e quindi rappresentavano questi esseri. Quando si intendeva rappresentare il fatto che volassero, erano inserite le ali, l’aspetto del falco o dell’aquila. Quando si intendeva indicare che uscivano dall’acqua, quindi il fatto che potevano navigare, erano rappresentati come pesci. Etc. E’ giunto il momento di prendere atto che quegli esseri sono esistiti realmente nel passato e, alcune tipologie di quelle presenze sono riscontrabili ancora oggi, ma occorre portare il punto di osservazione là dove in genere le persone non vedono, a causa del distorto indirizzo subito. Torniamo ora agli uomini aquila…

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La rappresentazione più usuale tra quelle adottate per indicare questi strani esseri in forma vagamente umanoide, fu quella dell’aquila, al punto che ancora oggi la rappresentazione dell’uomo che vola è ampiamente utilizzata. Per una questione di superficiale valutazione, quasi nessuno se ne accorge ma, questa rappresentazione è utilizzata un po’ ovunque. Nel momento in cui l’uomo, si dice, andò sulla Luna, il modulo di atterraggio fu chiamato “AQUILA” «Houston, qui Base della Tranquillità. L'Eagle è atterrato». Ora, se i nostri possono definire AQUILA un modulo di atterraggio; per quale motivo gli antichi visitatori spaziali non umani e certamente noi terrestri, non potevamo definire AQUILA i loro mezzi di trasporto e di atterraggio, quando ora i nostri proprio da lì hanno copiato?

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Si potrebbero fare molti esempi, come ad esempio quello dell’uomo aquila, posto sulla coda del Tornado, foto 3/C a rappresentare gli uomini che volano. Ora però consideriamo la mitologica vicenda di ETANA e la sua ascesa al cielo:
Sovrano benevolo, Etana era avvilito per la mancanza di un erede maschio, dovuta alla difficoltà di concepimento di sua moglie, che poteva essere curata solo con una pianta celeste, la pianta della nascita. Così Etana si rivolse al suo dio protettore Utu/Shamash affinché lo aiutasse a ottenerla. Shamash lo indirizzò alla "fossa di un'aquila" e, dopo aver superato vari ostacoli, l'aquila lo condusse alla "porta del cielo di Anu". Mentre salivano sempre più in alto, la Terra sotto di loro sembrava sempre più piccola.
Dopo averlo portato in alto per un beru, l'aquila disse a Etana: <<Amico mio, guarda come appare il paese! Osserva il mare a lato della casa sulla montagna. Il paese è diventato una collina, e il vasto mare è come una tinozza>>.  Dopo essere saliti di un altro beru (una misura di distanza come i gradi dell'arco celeste), l'aquila spinse di nuovo Etana a guardare in basso: <<Amico mio, dai un'occhiata a come appare la terra! Il paese si è trasformato in un campo arato ... e il vasto mare è come un cestino del pane>>.
<<Dopo che l'aquila l'ebbe innalzato per un terzo beru>>, il paese <<si trasformò nel fossato di un giardiniere>>. E poi mentre continuavano a salire, la Terra scomparve improvvisamente alla vista e, come disse in seguito Etana, spaventato: <<Mentre mi guardavo intorno la Terra è scomparsa!>>.
Secondo una versione del racconto, Etana e l'aquila <<attraversarono la porta di Anu>>. Secondo un'altra Etana si allarmò e gridò all'aquila:<<Sto cercando la Terra, ma non riesco a vederla!>>. Terrorizzato, urlò all'aquila:<<Non posso andare in cielo! Riportami indietro!>>.
Prestando ascolto alle grida di Etana, che <<si era accasciato sulle ali dell'aquila>>, l'uccello ritornò sulla Terra, ma (secondo questa versione) Etana e l'aquila fecero un secondo tentativo che a quanto pare ebbe successo, perché il re successivo di Kish, Balih, viene identificato come "figlio di Etana". Balih regnò per soli 400 anni (o 410) anni.
Il racconto di Etana fu illustrato dagli antichi artisti su sigilli cilindrici (vedi immagine sotto): uno inizia con "l'aquila" nella sua "fossa" e un altro mostra Etana che volteggia fra la Terra (vedi nell'immagine i sette puntini) e la Luna (identificata dalla sua falce).
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La storia mitologica di Etana ci serve per proporre che anticamente, ciò che noi oggi definiamo mitologia, era per quei popoli vera storia. Il problema maggiore degli scribi e degli artisti che produssero le tavolette, era il fatto che si trovavano a rappresentare un qualcosa che non conoscevano, se non negli aspetti estetici immediati. Così, una tipologia di velivolo utilizzato dagli esseri non umani per viaggiare in cielo, era detto AQUILA o divino uccello e, gli esseri che lo utilizzavano, UOMINI AQUILA.
Nella Bibbia troviamo che Ezechiele sostenne di aver visto il carro della somma gloria divina condotto da quattro esseri misteriosi ognuno dei quali aveva quattro volti: d’uomo, d’aquila, di leone e di toro. Questo passo è stato generalmente letto come una allegoria astratta ma, occorre rileggerla in altra ottica. Significa che quei quattro esseri non erano definibili in quanto presentavano aspetti variabili e incerti quali l’apparente uomo volante dotato di notevole forza e coraggio.
Anche Giovanni nell’Apocalisse (Apocalisse 4,6-7), sostiene che i quattro esseri viventi che conducevano (meglio accompagnavano) il trono divino, avevano l’aspetto di un uomo, di un leone, di un toro e di un’aquila. Ognuno di questi esseri è considerato il più forte della propria specie. 
Se noi intendiamo (facciamo finta, per dirla alla Biglino) che la somma gloria del Signore è il velivolo maggiore che staziona in aria e le aquile sono i piccoli moduli di atterraggio, iniziamo ad entrare in un certo ambito di lettura. Se poi scopriamo che da questi piccoli moduli, dipartono sonde in grado di trasformarsi, come sono state riscontrate di recente in alcuni casi ufologici, scenderanno a terra dei robot o automi in forma umanoide variabile, per giunta soggetta all’effetto schermatura variabile che adottano. Agli umani ignari non resterà altro da fare che tentare di definirli mediante accostamenti sia al genere umano, quanto a quello animale. Avremo così uomini aquila in quanto volano, uomini scorpione in quanto sono letali, uomini toro ad indicare la forza, ariete ad indicare lo scontro, leone per il coraggio, ibis, falco per la vista lontana, etc. ma tutte queste figure altro non sono se non rappresentazioni antropomorfe. Queste rappresentazioni sono state così concepite, in quanto gli autori non erano in grado di fare di meglio e, occorre ammettere che lo hanno fatto anche bene. Comprendo il disappunto che certamente toccherà alcuni lettori; ma i tasselli della mia ricerca portano in questa direzione. Nella immagine sottostante vediamo figure di divinità antropomorfe del mondo egizio, ma tutto il pianeta ci propone figure antropomorfe poi imposte a noi come mitologia. Il fatto è che quella mitologia è storia non compresa o meglio, è storia impostaci in base ad intenzionale errata lettura. CHI CI HA SPACCIATO PER DIO CIO’ CHE DIO NON ERA, COSI’ CI HA IMPEDITO DI COMPRENDERE LA STORIA DEL PASSATO, COSA ERANO LE RAPPRESENTAZIONI ANTROPOMORFE E OGGI, CI NASCONDE LA REALTA’ UFOLOGICA E STORICA DEL PRESENTE!

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Ho recentemente postato il seguente articolo relativo ai cherubini: http://presenze-aliene.blogspot.com/2018/08/cherubini-karibu-lammasu.html con l’intento di proporre una alternativa forma di lettura della storia, in base al quale le figure mitologiche, pertanto le rappresentazioni antropomorfe, erano esseri non umani e pertanto alieni. Ci sono ricercatori che conoscono bene questo aspetto della vicenda, mentre la maggior parte delle persone, seppure interessate all’argomento, reagiranno scandalizzate. Occorre che costoro comprendano il fatto che ciò che noi umani definiamo come realtà oggettiva assoluta, non è tutta la realtà e forse neppure è realtà, ma semplicemente quanto noi umani crediamo che tale sia. In ufologia gli ufo sono un tremendo rompicapo e, uno dei motivi è dovuto al fatto che compaiono, scompaiono e, taluni cambiano forma. Se questo avviene oggi, a maggior ragione avveniva anche in passato quando gli dei camminavano, si dice, a fianco dell’uomo. Quindi, se oggi seppure definiti diversamente, i troni del Signore, con le aquile e gli uomini aquila, possono comparire e scomparire; semplicemente sta avvenendo come avveniva in passato. Nelle sottostanti recenti foto, una entità mentre spicca il volo da terra.

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Nella immagine 6/A vediamo una entità che si sta specchiando nell’acqua di un laghetto della Valmalenco. Alza lo sguardo, forse sorpresa di trovarsi di fronte un ragazzo con fotocamera in mano, quindi prende il volo. Nel secondo e terzo ingrandimento è visibile mentre vola via. Ora, supponiamo che lo spettatore, anziché fotografare, l’abbia solamente vista e, supponiamo che intenda rappresentarla affinché altri ne siano informati; per spiegare che l’essere volava, non potrebbe essere motivato ad apporre due ali come nella rappresentazione 1/A? Perché non rappresentarlo con testa di aquila? Nell’antichità era pure noto il fatto che indossando un particolare vestito, tuta si direbbe oggi, la tal dea e/o dei, erano in grado di volare e compiere viaggi! Forse tuta antigravitazionale, o forse dotata di sistema propulsivo si direbbe oggi. Ma di questo, semmai si tratterà prossimamente.
Nel caso della foto 6/A, il volto è evidente e come tale riproducibile in una eventuale rappresentazione; ma supponiamo che in altri casi le entità portino il casco, come appunto le due della 7/A e B. Come sarebbero state rappresentate alcuni millenni fa?

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Sarebbero state rappresentate esattamente così come sono state rappresentate e, di meglio non potevano fare. L’inganno macchiavellico è stato ordito da coloro che ci hanno imposto di leggere il tutto in modo errato, affinché non fosse possibile comprendere! Gli stessi, o meglio i loro discendenti, oggi ci negano la realtà relativa alla presenza aliena sulla Terra, del quale la Valmalenco è un esempio lampante, al quale ancora non è stata data la corretta importanza!
A questo punto è però necessario fare mente locale sul fatto che in un passato neanche tanto remoto, sulla terra si combatterono cruente lotte tra fazioni aliene diverse. Nonostante nel corso della lotta sfasciavano tutto e massacravano il genere umano con micidiali armi, loro non venivano mai uccisi. Perché? Perché a combattere non erano loro, ovvero gli dei in prima persona, ma i loro macchinari da guerra. Esattamente come oggi chi fa le guerre, le fa fare agli altri, oppure ai macchinari da guerra. Oggi la nostra ricerca avanzata in ambito scientifico, mira alla creazione di esseri umani clonati, da utilizzarsi in guerra come merce sacrificabile, con il massimo rendimento e al più basso costo. In alternativa si ricerca nell’ambito della creazione di automi/androidi, in grado di combattere. Proprio questa psicosi della necessità di fare guerre non riusciamo a levarcela dai piedi! Noi oggi stiamo replicando il passato. Molte delle presenze aliene del passato erano degli androidi o umanoidi robotici! Tra questi, spiccavano e non solo il volo, gli uomini aquila in diverse varianti!

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QUANTE TIPOLOGIE DI UOMINI AQUILA?
Il fatto che i padri presunti dell’umanità, o quantomeno i padri di una certa ibridazione umana, detti anche APKALLU, fossero degli uomini aquila, non significa che sono esistiti unicamente loro e non altri padri provenienti da altri gruppi e, non significa che non ci siano stati altri gruppi di uomini aquila. Si possono considerare quali uomini aquila, tutte le presenze umane o aliene in grado di volare in modo apparentemente naturale, ma in sostanza in base alla presenza di tecnologia. Mettiamo da parte l’uomo moderno che mediante tecnologia varia, oggi è in grado di volare. Mettiamo da parte eventuali presenze non fisiche, in grado di volare e, atteniamoci a quelle fisiche non umane. Ora tra queste occorre fare la divisione tra entità biologiche ed entità non biologiche. Quelle biologiche possono essere come o simili all’uomo, ma potrebbero anche esserci altre tipicità. Dopodiché possono esserci state e attualmente ancora ci sono, entità umanoidi non biologiche in grado di volare e pertanto di presentarsi come uomini aquila.
Nella immagine 8/B-C-D vediamo tre esempi di esseri aquila, del quale il secondo con quattro ali, considerato un demone mesopotamico detto PUZUZU. Il collage è però stato fatto per evidenziare i piedi di questi esseri. Tutti e quattro hanno i piedi con tre dita, parzialmente palmate e con uno strano tallone per 8/D. Tre dita anche per la dea Ishtar, 8/C in questo caso artigliate. Più umanizzata la figura di Baal, ma sempre con tre dita. Perché rappresentarli cosi? Solamente fantascienza e  antropomorfismo?
Da qui una domanda: Queste tipologie di esseri, erano biologici o androidi tecnologici? Non è possibile affrontare ora l’argomento; pertanto chiudo con una ulteriore domanda: A QUANTO AMMONTA NEL CORSO DEI MILLENNI, LA PRESENZA SULLA TERRA DI ESSERI APPARENTEMENTE UMANI MA NELLA SOSTANZA DEI ROBOT ANDROIDI A GUIDA REMOTA, IN GRADO DI VOLARE E DI PRESENTARSI QUALI DIVINITA’ ED OPERARE A PIACIMENTO IN BASE ALLA VOLONTA’ DEI GESTORI, IN MEZZO AL GENERE UMANO? Ipotesi troppo fantascientifica? Assolutamente no, dopo essere andato a sbirciare nella robotica odierna e aver considerato il fatto che le presenze aliene manipolatrici del genere umano erano di gran lunga più avanti di quanto possiamo ipotizzare. Questa domanda ci indirizza verso un nuovo ambito di ricerca; LA ROBOTICA ALIENA E UMANA, OGGI E IERI. Nella immagine sottostante, l’Apkallu Nimrod, considerato uno dei saggi messaggeri dell’umanità, ma anche un grande cacciatore. A parere mio un grande personaggio come questo, non è un grande cacciatore di animali; ma eventualmente un grande cacciatore di esseri antropomorfi considerati nemici e rappresentati come animali. Tutto dipende da chi ci ha imposto la lettura della storia.

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giovedì 6 settembre 2018

Ufo in Canavese e dintorni


Ufo in Canavese e dintorni

Non è ancora stato appurato se è cambiato qualcosa nella zona nord di Torino, ovvero nel Canavese in quanto ad intensità del fenomeno ufologico, oppure se è stato il clamore generato dal caso di Corio del 6/6/2018 ad innescare una maggiore attenzione e pertanto un maggior riscontro del fenomeno. Comunque sta di fatto che in zona, un alto numero di segnalazioni sono state riscontrate, al punto che non mi è possibile seguirle e riportarle tutte. Nulla di eclatante, niente materiale fotografico da paragonarsi a quello che mi proviene dalla Valmalenco, zona che considero la più interessante d’Italia sotto l’aspetto ufologico.
Qui da noi, oltre alle numerose segnalazioni di piccole luminosità viste volteggiare e schizzare in cielo, partendo ed unendosi tra di loro, mi sono giunte alcune segnalazioni in base al quale alcuni automobilisti avrebbero visto, di notte, una strana creatura che, con balzi e/o corsa veloce, attraversava la strada. Me ne hanno fatta segnalazione con molto timore; con la paura di essere derisi, di aver visto lucciole per lanterne. Ebbene, escludendo la possibilità che siano state prese lucciole per lanterne eventuali caprioli o cinghiali, è opportuno che la gente sappia che laddove sono presenti manifestazioni ufologiche in cielo, è assolutamente possibile che anche in terra avvengano manifestazioni di entità aliene di varie tipologie e, è possibile anche il riscontro delle loro orme. In particolare quando il terreno è molliccio, oppure vi è della neve. Pertanto, non abbiate alcun timore nell’inviarmi le vostre segnalazioni. Al momento non dispongo di materiale fotografico adeguato con entità che attraversano la strada, oppure sui bordi mentre passa l’automobilista, proveniente dalla zona canavesana; ma dispongo di abbondante materiale a conferma, proveniente dalla Valmalenco. Nella immagine sottostante, una di queste tipologie di entità mentre, consapevole di essere fotografata, fa capolino da dietro un albero.

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 Nell’altra foto, uno dei tanti aspetti di volo dei loro velivoli schermati alla vista e alla fotografia; del quale poi spiego perché ho scelto queste foto. Ricordo che queste entità in linea di massima sono pacifiche, non aggrediscono, ma vanno lasciate tranquille e, in alcuni casi si lasciano anche fotografare, ma non toccare. http://presenze-aliene.blogspot.com/2013/03/5-ufo-in-valtellina-fratellanza-aliena.html per chi vuole ulteriori conferme.
Torniamo però ora ai casi verificatisi nel torinese…

CASO DI AVIGLIANA 20/6/2018
Il caso di Corio 6/6/2018 riecheggia ancora nell’aria per il clamoroso carosello dei jet intervenuti ed i dibattiti generati; quando mi informano che anche in questo caso avvenuto ad Avigliana, sono intervenuti due jet dell’Aeronautica. Ancora stiamo aspettando la risposta del Ministro della Difesa in merito al caso di Corio; o meglio, l’abbiamo avuta ma è stata unicamente una risposta di disimpegno, alla “non rompeteci i maroni…” Potremo mai sapere la verità per il caso di Avigliana, considerato che nessuna domanda di spiegazione al Ministero della Difesa è stata posta?

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Testimone e fotografo della vicenda di Avigliana, tale F.M. localizzato in Orbassano; il quale vede in direzione nord/ovest, quindi direzione Avigliana/Val Sangone, una luminosità anomala stazionante in cielo. L’avvistamento ha avuto la durata di circa 30 minuti. Tempo considerevole per eventi del genere, solitamente molto brevi, e tale da consentire tutto il tempo necessario per fotografare e filmare. Sarebbe bene che altri testimoni si facessero sentire; in quanto non è pensabile che non ci siano stati; tanto era evidente e persistente il fenomeno luminoso. La prima foto di F.M. è stata scattata alle 22.20.08 e l’ultima alle 22.30.36 e, sono in numero di undici, più un breve filmato. Il buio, la distanza e il mezzo utilizzato per la ripresa, non consentono un risultato eccezionale; ma comunque tale da fornire una prova certa di quanto avvenuto. In base alla testimonianza, i due jet, giunti nei pressi della luminosità stazionante, avrebbero percorso in tondo la zona, dopo il quale se ne sarebbero andati. Praticamente una visita di cortesia all’italiana. Senza il baccano, i jet rasenti alle case e, niente mitragliate come nel caso di Corio. Questi probabilmente avevano autorizzazione a stare sul territorio, forse italiani e non francesi, quindi logiche e strategie diverse. Nel corso de l’avvistamento, la luminosità modificava intensità della luce e, a tratti, pareva modificare la dimensione e la forma; questo ha affermato il testimone.

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Le undici foto sono pressoché uguali, non è possibile trarre molte informazioni; ma alcune sono possibili; come ad esempio il fatto che la luminosità pare essere generata da un corpo scuro presente nella parte retrostante. Tale ipotesi trova conferma nel video, nel quale si riscontra che ad un certo punto, immagine tre,  compaiono due tenue luminosità poste lateralmente a quella maggiore, le quali paiono pulsare. Ecco perché F.M. ha giustamente affermato che la luce pareva cambiare forma e intensità. In base al materiale fornito, non è possibile stabilire cosa ha generato la luminosità maggiore, più le altre; ma una cosa è presumibilmente certa: Un velivolo ha stazionato nei pressi di Avigliana, per circa mezz’ora in base alla testimonianza, ma forse di più. Tanto da generare la motivazione e il tempo necessario per l’intervento dei due jet, questi non dalla Francia. 

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Non è possibile stabilire di quale tipologia di velivolo si sia trattato; se di navetta, di velivolo triangolare o altro; ma il più probabile è che si sia trattato di velivolo triangolare nero; in quanto quando uno di questi velivoli gira lentamente su sé stesso mentre è stazionante in aria, genera gli effetti estetici di questo caso.  Quanto affermato trae motivazione di ipotesi dal collage fotografico posto sopra. Teniamo sempre presente che questi velivoli adottano tecnologia di occultamento che si basa sulla deflessione della luce; ovvero la deviano generando una distorsione che, in taluni casi apparentemente deforma il profilo del velivolo. Nella immagine 4/A il velivolo presenta una ridotta azione di occultamento, quindi il profilo è alquanto netto. Se, modulando l’occultamento, si aumenta l’invisibilità dello stesso; ad un certo punto il profilo diventa mutevole e sfuggevole, a maggior ragione se l’oggetto è in movimento oppure al buio; 4/B e C. La distorsione del profilo, sommata alle anomalie estetiche che compaiono in foto, genereranno per gli esperti, la prova che si tratta di un caso genuino; mentre per i contestatori di professione e per gli sprovveduti, l’anomalia estetica sarà la prova che si tratta di un lavoro fatto male con photoshop.
La luminosità presente nella foto due di Avigliana appare discretamente netta; mentre il profilo del velivolo è estremamente confuso. Ciò è dovuto al livello di deflessione della luce, tale da renderne distorta e quasi invisibile la forma. Dirà a questo punto il riluttante: La foto due non fornisce la prova certa che è presente un velivolo, il quale genera la luminosità che si vede! Risponde l’ostinato: ma se si trattava di sola luminosità, senza che alle spalle vi fosse un velivolo; come hanno fatto i radar ad individuare la motivazione che ha generato l’intervento dei due jet? Ragionamento che vale per il caso di Avigliana, per quello di Corio e per tutte le volte che l’Aeronautica decide per l’intervento. Intervento destinato ad essere una prassi senza alcun risultato reale almeno per noi, considerato il fatto che i nostri rappresentanti sanno esattamente come stanno le cose e, nulla vieta loro quando intervengono con i jet, di riprendere a piacimento le presenze aliene.

Nole Canavese 7/5/2018
Fulvia Mariano di Nole Canavese vede in cielo due luminosità rossastre. Scatta una foto, la sottostante 5/A:

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Provvedo immediatamente ad aumentare il contrasto e diminuire la luminosità, onde avere conferma se le due luminosità sono generate da un sottostante velivolo schermato e quindi non facilmente riscontrabile. Ottenuta conferma si nota che i velivoli di passaggio sono due, hanno forma triangolare allungata e probabilmente sono di una tipologia piuttosto grande. Osservando la foto si nota che la stessa è fortemente disturbata nella nitidezza e ciò, conferma la presenza nella zona tra l’osservatore e l’osservato, di una azione distorsiva della luce. Cosa tipica in presenza di queste tecnologie che, tendono a deformare l’estetica dei velivoli, in particolar modo quando sono in movimento. Le due luminosità viste e riprese da Fulvia, sono accostabili per similitudine, alle due luminosità rosse presenti nella foto 1/A. Questo per dire che il vedere o fotografare delle luminosità volteggiare in cielo, non ha importanza il colore, non significa che non vi sia un velivolo non visibile che le sta generando. La foto di Fulvia è di notevole interesse.

Vauda canavese 25/11/2014

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Ho ricevuto dal signor Alessandro Agostini una segnalazione o testimonianza, assieme ad un video girato da sua madre R. Caterina in Vauda C.se dove residente la famiglia. In questa occasione la Caterina assieme al marito e al figlio, afferma di aver visto in cielo una luce poi ripresa. Asserisce Caterina di aver visto la luce su indicazione del marito che in quel momento si trovava in cortile, il quale la invitava a guardare e riprendere la luce sopra il campanile del paese.

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Il video è della durata di 59’’, mentre l’avvistamento sarebbe durato all’incirca due minuti. Dal video non è possibile ricavare l'eventuale sagoma del velivolo che ha generato la luminosità. Questa, come abituale in questi casi, variava continuamente il suo colore. Dalla estrapolazione con ingrandimento dei due frame sopra, si riscontrano due variabili tipiche di questi avvistamenti.
Il frame 7/A evidenzia l’emissione di una ulteriore luminosità generata dalla prima, pertanto indirizza al supporre che si tratta del classico illuminatore posto nella parte sottostante di questi velivoli. L’immagine 6 indica mediante la stelletta, la posizione dal quale è avvenuto l’avvistamento e la ripresa video. La linea rossa indica la direzione verso il quale la luminosità è stata vista scomparire. Come evidente la direzione è esattamente quella di Corio e questo…non fa altro che aggiungere peso alla campana della zona Corio, anche se il caso è del 2014.
Mi fermo qui con questo articolo, ma molte altre sono le segnalazioni; da S. Carlo, Mathi, Cirié, Chiaves, Caselle, dalla Rocca, dal pinerolese e una particolarmente interessante da Cuneo, del quale riporterò in seguito. Ringrazio tutti i collaboratori testimoni e fotografi. A voi debbo ciò che pubblico. Fatevi sentire, dimostriamo che non siamo dei visionari e che siamo consapevoli del fatto che le istituzioni ci prendono solamente in giro!